Il Fascino del Medioevo nella Spoltore del 1269, ai tempi dell’assalto al castello di Rodolfo di Sassonia, organizzato dall’Associazione Gianni Silvidii, affiliata ASI, con la collaborazione dell’associazione di scherma storica affiliata ASI Armigeri e Balestrieri Città di Bucchianico, ha visto la partecipazione, nelle due serate, di 2000 persone e 200 tra figuranti ed artisti che hanno dilettato il folto pubblico tra cortei, sbandierate, combattimenti, giullarerie, teatro, cantastorie, danze, balli e musiche medievali. Suggestivi gli spettacoli del fuoco con i Mercenari d’Oriente, quello di falconeria e quello di tiro con l’arco. Il tutto arricchito da accampamenti ed esposizioni medievali. Arrivederci alla prossima edizione.
“Non è una rievocazione ma una storia vera, da provare, vivere e ricordare, tra il tintinnio delle armi e lo scintillio delle armature, tra danze e battaglie. Spoltore ti accoglie di giorno con bandiere al vento e di notte in un magico teatro a cielo aperto, tra le risa dei giullari e allegre musiche, tra suggestive atmosfere e antiche sensazioni. Medioevo a Spoltore è tutto questo e molto di più, Medioevo a Spoltore sei tu, che diventi parte della festa”, affermano gli organizzatori dell’evento, i volontari dell‘Associazione “Gianni Silvidii” , al portale “Virtù quotidiane” a conclusione dell’appuntamento che ha interessato il centro storico di Spoltore sabato 2 e domenica 3 luglio. “Una bellissima manifestazione che avvolge di colori, suoni e vitalità il nostro centro storico, dove moltissime persone hanno partecipato con entusiasmo. Un fine settimana che ha coinvolto adulti e bambini a seguire gli spettacoli di figuranti, musici, armigeri, arcieri e sbandieratori con un programma ricco e completo”, ha affermato Chiara Trulli, sindaco di Spoltore. “Il fascino del Medioevo vissuto in una cittadina medioevale come Spoltore trova sicuramente compimento pieno con i tanti appuntamenti che l’associazione ‘Gianni Silvidii’ mette in campo per questa iniziativa. Il nostro impegno a proseguire, e nello stesso tempo ad accrescere, tutte le attività che possano promuovere il nostro territorio”, ha affermato Roberta Rullo, Assessore alla cultura del Comune di Spoltore.
Si è svolto ad Alcamo il grande evento della Festorica 2022, organizzata dalla Federazione Storica Siciliana, col patrocinio del Comune di Alcamo e del Comitato Regionale ASI Sicilia, presieduto da Maria Tocco. Presenti all’evento erano anche Salvatore Spinello e Mario Cucchiara, rispettivamente presidenti provinciali Caltanissetta e Agrigento. Il Castello di Alcamo è divenuto in quei giorni Villaggio multiepocale con attorno la presenza di mercanti, artigiani, armigeri, giochi, falconeria, arena di combattimento e poligoni di tiro con arco. alla chiesa di San Nicola la mostra di abiti storici.
Oltre 20 associazioni culturali e storici provenienti da ogni parte della Sicilia con circa 200 persone che hanno animato il villaggio storico, hanno sfilato musici e sbandieratori per le vie della città e si sono esibiti nei vari spettacoli in piazza Ciullo.
Ma il grande momento è stato sabato sera con la presenza di circa 10.000 visitatori che hanno assistito al gran galà storico e gli eventi nel villaggio.
Domenica il grande corteo storico ha raccontato le varie epoche culturali della Sicilia: dai fenici ai Romani, dal medioevo al Rinascimento, dal barocco alla Bella Epoque fino alla tradizione popolare.
Oltre 350 figuranti da 25 paesi della Sicilia si sono radunati ad Alcamo per questa grande festa della storia. “Un grande successo per questo evento unico nel suo genere in Sicilia, che ha ufficialmente inaugurato, dopo la pandemia, l’attività culturale e storica e artistica della Federazione Storica Siciliana, che ad oggi unisce in simbiosi oltre 35 Associazioni”, dichiara il presidente Claudio Maltese. “Un grazie a tutti gli interventi e a chi ha collaborato per tale successo”.
La FESTorica è un evento itinerante che ogni anno toccherà una città diversa della Sicilia. Appuntamento alla edizione 2023.
C’era un pezzo importante dell’ASI schierato come supporto culturale e organizzativo del convegno organizzato dall’ECR Party (il Partito conservatore di cui Giorgia Meloni è presidente) sul Terzo settore. Non solo il lavoro di backstage di tutto il nostro Ente, ma il nostro presidente Claudio Barbaro, il vice-presidente Emilio Minunzio, il Dipartimento Terzo Settore rappresentato da Luisa Santiloni e Giulia Ciapparoni, oltre che dal sottoscritto, hanno contribuito ad accogliere tutto il variegato mondo dell’associazionismo e del volontariato che ha sfilato nelle sale dell’Hotel Massimo d’Azeglio per confrontarsi con la destra politica italiana ed europea.
Con Gianni Alemanno, Responsabile Dipartimento Terzo Settore di ASI, il Vicepresidente sempre di ASI e nel Consiglio del Terzo Settore Emilio Minunzio e Maresa Bellucci, Responsabile del Terzo Settore di Fratelli d’Italia
C’erano veramente tutti: dall’ARCI, rappresentata dallo storico ex-presidente Giampiero Rasimelli e dalla responsabile del Terzo Settore Francesca Coleti, alle ACLI, con il presidente dell’Unione sportiva Damiano Lembo, passando per Terzjus, l’Osservatorio guidato da Luigi Bobba, il sottosegretario del PD “padre” della riforma sul Terzo settore, alla portavoce del Forum Vanessa Pallucchi, al presidente dello UISP, Tiziano Pesce, al dirigente dell’MCL Giancarlo Moretti, ai rappresentanti di Legacoopsociali, di Federsolidarietà, di ANPAS e di AUSER. Notevole anche la rappresentanza del mondo associativo vicino a Fratelli d’Italia, guidato dal responsabile del Terzo Settore del partito, Maresa Bellucci e dal responsabile per il programma Giovan Battista Fazzolari: oltre all’ASI, Opes, Modavi, Gruppi di Ricerca Ecologica e CIAO LAB.
Poi due “mostri sacri” del pensiero sull’economia civile, come Stefano Zamagni, presidente della Pontifica Accademia delle Scienze sociali, e Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà. Una nutrita pattuglia di rappresentati del mondo associativo e politico europeo, raccolti dal capogruppo dell’ECR Raffaele Fitto e dal Segretario generale Antonio Giordano.
E infine i due videomessaggi di una disinvolta e competente Giorgia Meloni e di un Ministro del Lavoro un po’ smarrito, Andrea Orlando, che di fatto ha lasciato al direttore Alessandro Lombardi l’onere di difendere le posizioni ministeriali su questa materia.
Le tesi esposte dall’ECR e dall’ASI sulle difficoltà in cui si dibatte in Italia la riforma del Terzo settore e sulla necessità di ottenere il riconoscimento degli Enti di questo comparto a livello dell’Unione europea e all’interno del PNRR, hanno trovato unanime apprezzamento e anzi hanno indotto, soprattutto gli esponenti di sinistra, a sollecitare un più forte coinvolgimento degli esponenti parlamentari di Fratelli d’Italia su queste materie.
Ma al di là delle tesi specifiche sull’associazionismo e il volontariato, il dato politico più significativo è che grazie a questa iniziativa è caduto un altro pezzo del già diroccato muro con cui l’establishment vorrebbe isolare Fratelli d’Italia e i conservatori europei nel ghetto degli impresentabili. E si tratta di un pezzo importante, perché il Terzo Settore è al centro di quella dimensione sociale ed etica che, almeno nei discorsi ufficiali, dovrebbe rappresentare uno dei fondamenti essenziali della nostra Repubblica.
A questo risultato non ci arriviamo da ultimi della classe: la destra sociale e il pensiero identitario e conservatore, rispetto ai progressisti, hanno molti più argomenti e valori da spendere nel superamento della visione burocratica e dirigista dello stato sociale. Un superamento che ovviamente non si può risolvere nel darwinismo sociale e dell’individualismo tipici di una certa cultura neo-liberista. D’altra parte si chiama “terzo settore” proprio perché rappresenta la Società civile, intesa come “terza forza” che deve farsi largo tra le dinamiche contrapposte e potenti dello Stato e del Mercato.
Valori come identità e comunità sono il trait d’union tra il mondo della destra e quello del Terzo settore, sono l’energia che muove il nostro progetto politico come l’opera instancabile di migliaia di volontari e di associazioni. Di più, danno forza a quelle idee di partecipazione e di sussidiarietà che possono rimettere in moto la nostra comunità nazionale, liberandola da ogni forma di rassegnazione e di sudditanza.
Insomma nel convegno romano abbiamo visto come l’associazionismo può contribuire a un confronto politico che non si riduce ad essere demonizzazione reciproca e siamo molto fieri che l’ASI abbia contribuito in prima persona a questo risultato.
Si terrà a Roma venerdì 24/6 presso il Centro Congressi Cavour (via Cavour, 50 A) e sabato 25/6 presso l’Hotel Massimo d’Azeglio (Via Cavour, 18) il convegno: “Terzo settore, motore di sviluppo per l’Europa” organizzato dal Partito conservatore europeo. (ECR party)
La pandemia Covid-19 e la guerra in Ucraina, hanno reso ancor più evidente il ruolo insostituibile del Terzo Settore, del mondo dell’associazionismo e del volontariato, spingendo il Partito dei Conservatori europei a organizzare un dibattito che metta a confronto tra le diverse esperienze nazionali e disegni il ruolo che l’Europa potrà giocare nel sostegno del no-profit.
L’evento sarà aperto da Raffaele Fitto, Presidente dei Deputati ECR al Parlamento europeo, ed è previsto l’intervento di Andrea Orlando, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Speaker provenienti da diverse Nazioni Europee, tra cui Italia, Polonia, Romania, Lettonia, esponenti di forze politiche e orientamenti associativi e culturali diversi dibatteranno venerdì e sabato per trovare punti in comune sulle maggiori sfide e opportunità del terzo settore europeo.
Interverranno per Fratelli D’Italia l’on. Maria Teresa Bellucci, Responsabile Nazionale Dipartimento Terzo Settore, e il sen. Giovan Battista Fazzolari, responsabile del Programma. Con loro Luigi Bobba, ex sottosegretario per le politiche sociali e oggi Presidente di Terzjus, l’on. Stefano Lepri del Partito Democratico e un nutrito gruppo di parlamentari europei e di rappresentanti del terzo settore in Europa.
Sulle radici sociali e culturali del Terzo Settore interverranno Giorgio Vittadini (Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà) e Stefano Zamagni (Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali), oltre che Vanessa Pallucchi portavoce del Forum del Terzo Settore e l’ex presidente dell’Arci Giampiero Rasimelli. Interverranno anche il direttore del Forum del Terzo Settore, Maurizio Mumolo, e il Direttore del competente del ministero del Lavoro, Alessandro Lombardi.
Il Sen. Claudio Barbaro, Presidente di ASI, introdurrà una tavola rotonda con i rappresentanti delle ACLI, del Movimento Cristiano del Lavoratori, della UISP, dell’ASUSER, dell’OPES, dell’ANPAS, del MODAVI, di CIAO LAB e dei GRE.
Il convegno è realizzato con il supporto organizzativo di ASI (Associazioni Sportive e Sociali Italiane).
Nessuna normativa di riferimento sulle barriere architettoniche per le disabilità intellettive. Un argomento importantissimo che sarà affrontato domani, 22 giugno, a partire dalle ore 15, presso il Salone d’Onore del CONI. Tanti e qualificati gli ospiti: per arrivare a una soluzione che interessa un milione di persone…
“Seicentomila persone tra Spettro dell’autismo e Sindrome di Asperger, quattrocentomila tra persone down e con iposensibilità o ipersensibilità. Il problema delle barriere architettoniche per i disabili intellettivi riguarda una fascia importante della popolazione. Eppure, dal punto di vista legislativo, ancora nessun intervento in materia”, spiega l’architetto Fabio Bugli, Presidente del Comitato Scientifico della SCAIS (Società Consulenza e Assistenza Impiantistica Sportiva), Benemerita del CONI.
L’obiettivo è quello di inserire nella progettazione architettonica, elementi che possano aiutare le persone disabili a livello intellettivo come già avviene per i disabili fisici e sensoriali: segnaletica, pittogrammi, illuminazione, scelta dei colori. Colori accesi, ad esempio, danno fastidio e generano ansia, servono colori freddi. “Ci poniamo un obiettivo etico e morale molto alto: permettere a una persona con autismo una vita quanto più possibile indipendente”, sostiene Bugli.
L’esperienza ad oggi maturata per una inclusione completa nel mondo anche dello sport per i portatori di diversa abilità, sia fisica che sensoriale che intellettiva, ha evidenziato come attualmente sia necessario affrontare ed approfondire innumerevoli aspetti che interessano, sia a livello progettuale che di esecuzione, scelte e tecnologie architettoniche che debbono considerare aspetti a livello professionale non sempre conosciuti in maniera esauriente data la complessità degli stessi.
La SCAIS ritiene che proporre un approfondimento di questi aspetti, con un conseguente miglioramento della vita e della socialità di quanti quotidianamente sono chiamati ad affrontare nel mondo delle disabilità ulteriori difficoltà rispetto a quanti costituiscono la popolazione normodotata, sia una necessità morale ed etica per quanti sono chiamati a progettare e costruire strutture e spazi che siano effettivamente inclusivi e che contribuiscano, come priorità e finalità, a permettere un miglioramento della vita di ognuno.
Gli impianti sportivi costituiscono il necessario supporto per lo svolgimento delle attività sportive, formative e ricreative e rappresentano un grande dispositivo di coesione sociale. Occorre quindi ripensare la loro offerta, rispondendo a una domanda in continua evoluzione e riqualificando le strutture esistenti per rendere gli impianti sportivi accessibili a tutti.
“Esiste la possibilità di progettare ambienti architettonici più confortevoli, favorevoli ed addirittura migliorativi dello stile di vita per chi ha una disabilità intellettiva?”, spiega ancora Bugli. “Norme, Codici e linee guida hanno migliorato lo standard vitale ed abitativo dei disabili fisici e, da qualche anno, dei disabili sensoriali. I sette principi dell’Universal Design possono costituire per molti un punto di arrivo, ma per un disabile intellettivo sono solo il punto di partenza. Ricerche recenti mostrano che la chiave per progettare per l’autismo sembra ruotare attorno alla questione dell’ambiente sensoriale e della sua relazione con il comportamento autistico. Il passaggio ulteriore, su cui si basa questo Convegno, è la Teoria del design sensoriale, che stabilisce che alterare favorevolmente l’ambiente sensoriale può favorire comportamenti autistici positivi e costruttivi. L’ambiente che noi architetti disegniamo è qualcosa che può essere manipolato a beneficio dell’utente autistico, e di conseguenza il comportamento autistico può essere influenzato favorevolmente alterando l’ambiente sensoriale creato dai luoghi e dai materiali, aprendo la strada ad una nuova teoria applicativa del design e dell’architettura a favore dei disabili intellettivi”.
Il convegno sarà moderato dall’Ing. Dario Bugli, Presidente SCAIS.
Per chi volesse partecipare evento, argomento innovativo per quanto riguarda il nostro Paese, sarà possibile registrarsi presso il sito www.scais.it ⬇︎
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