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24.10.2021

Istituzionale

Terzo Settore

Alemanno, Terzo Settore: "Ora, non adagiarsi sul risultato raggiunto"

"Con il raggiungimento dell’obiettivo della 'consistenza' si è chiusa una prima fase della operatività del Dipartimento Terzo Settore [TS] dell’ASI. Adesso si tratta di entrare in una seconda fase in cui l’affiliazione e la nascita di nuovi enti del TS sia spontaneamente incentivata dalla qualità dell’offerta di servizi e progettualità e sia realmente produttiva per l’ASI". Nella sua relazione, nel corso della tre giorni ASI di Montesilvano, Gianni Alemanno, Responsabile Nazionale del Terzo Settore, sottolinea i traguardi raggiunti e guarda al futuro.

"Prima di delineare una proposta strategica in questo senso, è necessario spiegare perché sarebbe un errore adagiarsi sul risultato raggiunto e perché per andare oltre bisogna seguire delle strade di aggregazione sostanzialmente diverse da quelle classiche dello sport dilettantistico.

Innanzitutto, secondo la fotografia scattata dall’Istat, il settore continua a crescere. Nel 2018, le istituzioni non profit attive in Italia sono 359.574, con un aumento annuale del 2%, e impiegano 853.476 dipendenti, hanno un’incidenza rispetto al complesso delle imprese dell’industria e dei servizi dell’8,2% (era 5,8% del 2001). L’incremento più elevato si registra nei campi della tutela dei diritti (+9,9%), dell’assistenza sociale e protezione civile (+4,1%), della filantropia e promozione del volontariato (+3,9%).
Ma non è solo questo. Dalla fine degli Anni ’80 il vecchio modello statalista dell’assistenza sociale è entrato in crisi e la pandemia Covid-19 ha messo in evidenza ulteriormente queste difficoltà. Le strutture burocratiche e dirigiste del vecchio Stato sociale riusciranno sempre di meno a fronteggiare i disagi sociali conseguenti alla crescita della povertà tra i cittadini italiani e al costante aumento dei flussi migratori. 
La conseguenza di queste due tendenze è una costante crescita dell’importanza socio-economica del Terzo Settore, su cui le istituzioni pubbliche e il sistema politico scaricheranno sempre più le incombenze dell’inclusione sociale e culturale.
Ma in ogni caso assisteremo già nei prossimi mesi – anche attraverso la realizzazione del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) – ad una crescita esponenziale di bandi e finanziamenti rivolti al Terzo Settore.
Per farla breve si vuole costringere il vasto e variegato mondo associazionistico italiano a mettersi sotto la tutela (e il controllo) di poche Reti Associative, infatti l’art. 41 del Codice del Terzo Settore prevede che le Reti associative svolgano “attività di coordinamento, tutela, rappresentanza, promozione o supporto degli enti del Terzo settore loro associate” e in particolare:
a) monitoraggio dell’attività  degli  enti  ad  esse  associati, eventualmente  anche  con  riguardo  al  suo   impatto   sociale,   e predisposizione di una relazione annuale al Consiglio  nazionale  del Terzo settore; 
b) promozione e sviluppo  delle  attività  di  controllo,  anche sotto forma di autocontrollo e di assistenza  tecnica  nei  confronti degli enti associati". 

"Nel TS i risultati associativi ed economici non si possono misurare principalmente sul numero dei soci iscritti, ma nella capacità dell’associazione di perseguire nel suo insieme uno scopo di carattere generale. 
Quindi una Rete associativa del TS deve offrire servizi che servano innanzitutto all’operatività delle proprie associzioni affiliate e misura il suo successo economico più sul numero di associazioni affiliate che non sul numero complessivo degli iscritti.
Non solo: il conto economico di una Rete associativa, come di ogni ente del TS, non può prescindere dal contributo pubblico e dalle donazioni private, sia come finanziamento ai progetti che come convenzioni per erogare un servizio pubblico, che saranno la sua principale fonte di finanziamento.
Ci sono ovviamente delle eccezioni a questa regola generale, ma non a caso riguardano tipi di associazioni che possono rientrare all’interno del Terzo settore ma potrebbero facilmente rimanerne fuori. Non a caso il Dipartimento TS include anche associazioni e settori extra-sportivi che non fanno necessariamente parte del Terzo settore così come è stato definito dal Codice. 
Va detto che anche in questi casi, anche se non è indispensabile, è opportuno che le associazioni si diano una veste statutaria e operativa da Terzo settore. Anche se le “attività di interesse generale” non sono il suo “core business” una associazione diventando una APS rafforzerà non solo la sua immagine ma anche la sostenibilità del proprio bilancio e la propria organizzazione, senza far entrare in questo ragionamento nessuna considerazione, certo non estranea alla natura di ASI, di carattere politico, sociale ed etico".

"Per ASI proponiamo questo modello: costi contenuto per i tesserati, costo affiliazione delle associazioni medio-basso, affiliazione e convenzione delle associazioni ad un Centro servizi con costi e risultati nettamente più ambiziosi.
Il Centro servizi, esterno alla struttura ASI ma ad essa collegato organicamente, può essere la vera carta vincente di questa nuova fase: non deve essere percepito come un semplice "addendum" od un'opzione, ma è esso stesso parte di un processo di crescita complessiva".

I punti di forza del Centro Servizi non saranno solo le economie di scala ma la possibilità di dare impulso ad un'informazione "certificata". Non dimentichiamoci che la Rete associativa ha come obbligo il monitoraggio delle strutture associate, come accade con le centrali cooperative, immaginiamo quindi l'importanza della certificazione che rilascerà il Centro Servizi.   
Il Centro servizi promuoverà una piattaforma software per la gestione da remoto della contabilità delle singole associazioni. La piattaforma permetterà alle singole strutture di elaborare i documenti contabili oppure alternativamente garantirà l'elaborazione ed il supporto da remoto. Questa stessa procedura sarà idonea alla tenuta informatica dei registri, all'elaborazione delle buste paga alla predisposizione dei bilanci e dei verbali nonché delle dichiarazioni fiscali.
 

 

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