Lo sport che supera i muri

ASI e Matrix insieme per il benessere e il reinserimento sociale a Rebibbia.

Non una semplice donazione, ma un investimento concreto sul valore sociale dello sport: è con questa visione che ASI, da anni impegnata nella promozione dell’attività fisica come strumento di inclusione e crescita personale, ha portato all’interno della Casa Circondariale di Rebibbia un importante progetto dedicato al benessere psico-fisico. Grazie alla collaborazione con Matrix, leader internazionale nel settore delle attrezzature fitness professionali e grazie ad un’idea nata all’interno del Rimini Wellness del 2024,  oltre settanta nuovi macchinari sono stati consegnati negli spazi dell’istituto penitenziario, alla presenza del personale interno e del Direttore del Terzo Settore di ASI, Simone Levanti, offrendo a detenuti e personale della Polizia Penitenziaria nuove opportunità di allenamento, equilibrio psicofisico e sviluppo individuale.

L’iniziativa, che si colloca all’interno delle attività del Terzo Settore di ASI, si pone con una valore più alto di quello che materialmente si è concretizzato e si incastona in un percorso radicato nel tempo di impegno di ASI verso la divulgazione dell’attività sportiva all’interno delle aree carcerarie. Lo sport e l’attività fisica sono infatti strumenti fondamentali di crescita personale, equilibrio psicofisico e inclusione sociale, soprattutto all’interno di un contesto complesso come quello carcerario, in cui poter praticare esercizio fisico significa promuovere stili di vita sani, favorire la disciplina, il rispetto delle regole e il benessere individuale in una forza ancora maggiore: una parte delle attrezzature è stata destinata alle aree G8, G9 e Venere (riservate ai detenuti) ed un’altra invece proprio agli agenti impegnati all’interno della Casa Circondariale.

Il progetto testimonia dunque l’impegno di ASI nel sostenere azioni concrete, dal grande valore sociale, capaci di generare un impatto positivo sulle persone e sulle comunità. Offrire opportunità di allenamento ai detenuti significa contribuire a percorsi di responsabilizzazione e reinserimento, mentre garantire spazi e strumenti adeguati al personale penitenziario rappresenta un riconoscimento dell’importante lavoro svolto quotidianamente.

La collaborazione con Matrix conferma come la sinergia tra enti, aziende e istituzioni possa trasformarsi in un’occasione di valore collettivo. Un gesto concreto che mette al centro la persona e dimostra come lo sport possa essere un potente veicolo di inclusione, dialogo e crescita, anche nei luoghi dove queste opportunità assumono un significato ancora più profondo.

Mundialido il torneo ASI a cavallo tra sport e Terzo Settore

Si è alzato ufficialmente il sipario sull’edizione numero 28 del “Mundialido”, il torneo di calcio per l’integrazione, presentato  nel Salone d’onore del CONI alla presenza del Presidente di ASI Claudio Barbaro, dell’organizzatore Eugenio Marchina e di fronte ad una sala gremita che ha accolto i maggiori rappresentanti di tutte le squadre in gara.
Mundialito, organizzato da Club Italia e ASI e che vede per la prima volta l’Argentina rappresentante il Paese campione del mondo, è un progetto di mediazione culturale che, sfruttando il fascino del gioco più bello del mondo, riesce ad avvicinare, a far dialogare e convivere tra loro le diverse comunità presenti sul territorio.

“Da anni questo torneo rappresenta uno straordinario ponte culturale – ha voluto sottolineare Claudio Barbaro – un fenomeno di integrazione importante che ASI ha sposato per i suoi valori per il suo messaggio e che rientra nella missione sia sportiva che di terzo settore che rappresentano le due anime del nostro ente sportivo. Non a caso sono presenti oggi moltissimi dirigenti dell’Ente”.
La manifestazione infatti sottolinea e promuove i valori propri dello sport che, tramite la sua positività e la sua forza, aiuta a superare le barriere tra i popoli, permette di amalgamare cittadini provenienti da diverse Nazioni, con differente cultura ed etnia, ma che vivono, lavorano, studiano, nello stesso territorio.

La dirigenza di ASI presente alla cerimonia dei sorteggi del Mundialido. Con il Presidente Barbaro, il patron del Mundialido Marchina e la conduttrice Simona Rolandi, da sinistra il Responsabile dei rapporti Istituzionali Paolo Signorelli, il Direttore della Comunicazione Fabio Argentini, il Vicepresidente Emilio Minunzio, il Segreterio Generale Achille Sette, il Direttore del Terzo Settore Simone Levanti, il Responsabile dell’Area Cultura Michele Cioffi, il Direttore sportivo Andrea Ruggeri e Elisabetta Pamela Petrolati che, di ASI, è la Responsabile del Settore Multilateralismo umanitario e sociale

Soddisfatto di aver raggiunto un altro traguardo importante l’ormai storico organizzatore Eugenio Marchina: “Quando quasi 30 anni fa decidemmo di dare vita a una manifestazione di questo tipo la cui prima edizione si consumò sul litorale romano sognavamo di arrivare esattamente dove siamo oggi. Il Mundialido ha raccolto negli anni tantissimi consensi tra le varie comunità ed è la gioia che vediamo in ogni partita da parte di atleti e spettatori a ripagarci dei nostri sforzi”.

La partecipazione a questo ormai prestigioso torneo è infatti riservata a squadre composte interamente da immigrati, lavoratori, studenti, richiedenti asilo, rifugiati.
Tra gli ospiti della presentazione al CONI anche Maurizio Iorio, Max Tonetto e l’attore Jonis Bascir che ha voluto ricordare come nello sport non ci sia posto per il razzismo.

I PAESI PARTECIPANTI sono  Africa United, Albania, Argentina, Bangladesh, Capo Verde, Colombia (detentore), Ecuador, Egitto, El Salvador, Gambia, Gran Bretagna, Guinea, Honduras, Madagascar, Mali, Marocco, Moldova, Nigeria, Paraguay, Perù, Romania, Sierra Leone, Sudan, Ucraina, ciascuna composta da giocatori del medesimo paese di origine.
Tra queste, oltre all’Argentina, rappresentante il Paese campione del mondo, per la 1^ volta iscritta al Mundialido, particolarmente significativa la presenza di Sudan e Madagascar, due Paesi attraversati da gravi vicissitudini. Nel primo è in corso una grave guerra civile iniziata il 15 aprile 2023, che ha provocato una delle peggiori crisi umanitarie al mondo; il Madagascar, invece, è alle prese con ripetuti colpi di stato che lo hanno reso tra i Paesi più poveri al mondo.

Il tabellone mostra la griglia del torneo dopo i sorteggi

LA CERIMONIA DI APERTURA. Il 23 maggio ore 17,30 – allo Stadio Fiorentini, Via Galatea – V Municipio a Roma. Il campo in zona La Rustica – gestito proprio da ASI – è stato scelto volutamente perché rappresenta un’area di roma a fortissima densità di comunità straniere. E sempre in quota ASI saranno gli arbitri. Il settore è un vanto per l’Ente e primo a usare VAR e tecnologia di alto livello nelle partite dilettantistiche e amatoriali.
La cerimonia di apertura si aprirà con una spettacolare sfilata nel corso della quale verranno salutati tutti gli atleti rappresentanti i rispettivi Paesi di appartenenza. Successivamente spetterà ai campioni in carica della Colombia disputare l’incontro inaugurale.  Le Nazioni partecipanti daranno vita ad oltre 50 incontri – con una fase eliminatoria che prevede sei gironi da quattro squadre – sino a designare le finaliste del torneo.

Consulta 2026. Stivanello: “Premi sportivi, politiche di safeguarding e novità fiscali per i Comitati APS”

GLI INTERVENTI DELLA CONSULTA DEI COMITATI TERRITORIALI E DELLA CONFERENZA ORGANIZZATIVA DEI SETTORI TECNICI.
Zagarella, 17-19 aprile 2026.


di Biancamaria Stivanello
Area Giuridica fiscale ASI
Team ASI Sport&Fisco
Avvocato

La riforma dello sport è ormai alla vigilia dei tre anni dalla propria applicazione e l’impatto sulla gestione dei sodalizi sportivi è ancora significativo, richiedendo un continuo sforzo organizzativo e piena consapevolezza degli adempimenti. Alcune procedure sono ormai standardizzate e acquisite, ma permangono incertezze operative e questioni aperte: il trattamento dei rimborsi spese forfettari ai volontari, gli adempimenti e le funzionalità del RASD per la gestione dei co.co.co. sportivi (in alternativa ai canali ordinari), le autorizzazioni per i dipendenti pubblici, il regime dei premi interessato da continue e talvolta confuse modifiche normative, l’attuazione efficace delle politiche di safeguarding e, da ultime ma non meno importanti, le ricadute della nuova fiscalità del Terzo Settore (rilevanti non solo per i sodalizi con doppia veste ASD/APS ma anche per i Comitati territoriali) impongono di fare il punto sulle principali questioni applicative.

Tra i temi trattati nell’ambito della relazione svolta in occasione della Consulta 2026, particolare attenzione meritano i premi sportivi, le politiche di safeguarding e le novità fiscali per i Comitati APS.

Premi ai lavoratori sportivi: come comportarsi? L’attuale disciplina dei premi trova il proprio riferimento nell’art. 36, comma 6-quater, del D.Lgs. 36/2021 che, dopo l’abrogazione dell’art. 67, comma 1, lett. m), TUIR, ha ricondotto il regime delle somme erogate a tesserati, atleti e tecnici operanti nell’area del dilettantismo, a titolo di premio per risultati ottenuti in competizioni sportive o partecipazione a raduni nazionali e internazionali, alla disciplina dell’art. 30 del DPR 600/1973. I premi (che possono essere erogati da CONI, CIP, FSN, DSA, EPS, ASD e SSD) costituiscono per il percipiente reddito diverso, non sono soggetti a contribuzione, non concorrono alla formazione del reddito e sono assoggettati a ritenuta del 20% a titolo d’imposta, con rivalsa facoltativa, al momento dell’erogazione.

Attenzione però alla distinzione tra premio e compenso di risultato. Se infatti i premi sono corrisposti in dipendenza di un rapporto di lavoro, alla luce dei recenti orientamenti interpretativi dell’Agenzia delle Entrate (interpello n. 9/2025 e consulenza giuridica n. 14/2025), essi devono essere prudenzialmente tassati secondo il regime proprio del rapporto di lavoro (dipendente, assimilato o autonomo) e pertanto concorrono alla determinazione della soglia di franchigia previdenziale e fiscale del lavoro sportivo.

L’esenzione dei premi fino a 300 euro: facciamo chiarezza. Con il recente decreto fiscale (D.L. 27/03/2026, n. 38 – Disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica) è stata ripristinata l’esenzione sui premi sportivi che non superano l’importo di 300 euro. Non si tratta di una novità assoluta, ma di una misura già introdotta in precedenza e successivamente interessata da numerosi interventi normativi e interpretativi che hanno generato notevole confusione tra gli operatori del settore. Prevista per la prima volta nel 2024, resa poi permanente ma successivamente abrogata prima della concreta applicazione e, da ultimo, reintrodotta per il 2026, l’esenzione risulta di fatto applicabile ad anni alterni. È evidente come tale disciplina “altalenante” sia stata determinata da esigenze di copertura finanziaria del provvedimento (la misura per il 2026 comporta infatti oneri stimati in 1.380.000 euro).

Nel continuo mutamento del quadro normativo è quindi fondamentale individuare correttamente le condizioni di spettanza dell’agevolazione, a partire dalle modalità di calcolo della soglia di esenzione e dal periodo di erogazione delle somme, per stabilire con certezza se il sodalizio sportivo sia tenuto o meno ad operare la ritenuta d’acconto e ad assolvere i relativi adempimenti.La disposizione che ha ripristinato l’esenzione per i premi di importo marginale ricalca sostanzialmente quella già introdotta in via temporanea per i premi erogati dal 29 febbraio al 31 dicembre 2024, stabilendo che sulle somme di cui all’art. 36, comma 6-quater, del D.Lgs. 36/2021, versate agli atleti partecipanti a manifestazioni sportive dilettantistiche, non si applica la ritenuta del 20% se l’ammontare complessivo delle somme non supera l’importo di 300 euro.

L’esenzione è riferita alle somme complessivamente attribuite dal sostituto d’imposta al medesimo soggetto. Pertanto:

  • un atleta può percepire più premi esenti da ritenuta, anche superando cumulativamente il limite di franchigia, purché siano erogati da soggetti diversi;
  • ogni ente o sodalizio sportivo può riconoscere più premi in esenzione, anche per importi complessivamente eccedenti, purché destinati ad atleti diversi;
  • non è invece possibile usufruire dell’esenzione quando il premio o la somma dei premi erogati dal medesimo soggetto al medesimo atleta superi l’importo di 300 euro.

Attenzione: in caso di superamento del limite, le somme sono assoggettate integralmente alla ritenuta alla fonte, fin dal primo euro e non soltanto per la parte eccedente.

Dal punto di vista operativo, il soggetto erogante deve prestare particolare attenzione agli adempimenti formali. È consigliabile predisporre una ricevuta firmata dall’atleta o dal tecnico contenente i dati anagrafici, il riferimento all’evento sportivo, l’importo lordo del premio, l’eventuale ritenuta applicata e il netto corrisposto. La società che eroga il premio deve operare e versare la ritenuta a titolo d’imposta del 20%, a rivalsa facoltativa, entro il giorno 16 del mese successivo all’assegnazione del premio e presentare il modello 770. Nessun obbligo è invece dovuto nel caso di erogazione di premi esenti, non essendo operata alcuna ritenuta.

Safeguarding: individuare azioni concrete ed efficaci. La nomina del responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, prevista dalla Delibera CONI 25 luglio 2023 n. 255 in attuazione degli artt. 16 D.Lgs. 39/2021 e 33 D.Lgs. 36/2021, non rappresenta una scelta semplice per i sodalizi sportivi, chiamati ad adeguarsi alle politiche di salvaguardia finalizzate a prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione nella pratica sportiva. L’obiettivo è garantire un ambiente sano, sicuro e inclusivo, proteggendo in particolare i soggetti vulnerabili e, in primis, i minori.

L’orientamento della recente giurisprudenza sportiva impone di valutare con crescente attenzione l’individuazione di una figura che rispetti requisiti di competenza, autonomia e indipendenza e che sia concretamente idonea a svolgere i delicati compiti affidati. Non si tratta quindi soltanto di individuare un nominativo da comunicare all’ente affiliante e da pubblicare secondo le modalità previste dal modello organizzativo, ma di compiere una scelta accurata e consapevole. Gli adempimenti in materia di safeguarding, infatti, non si esauriscono nella mera adozione formale e pubblicazione dei modelli e dei codici di condotta, ma devono essere concretamente attuati mediante azioni positive, comportamenti proattivi e costanti attività di monitoraggio e controllo, finalizzate a garantire l’effettiva prevenzione e il contrasto di ogni forma di abuso. I modelli devono inoltre essere adattati alle circostanze concrete e tenere conto dei rischi specifici del sodalizio, in relazione alle attività svolte, al numero dei tesserati e ai destinatari coinvolti: sono strumenti dinamici, non  documenti da conservare in un cassetto.

Particolarmente importante risulta la formazione del responsabile safeguarding, degli istruttori, dello staff e dei dirigenti, chiamati a tradurre nella pratica quotidiana protocolli e misure di prevenzione. Non si tratta soltanto di nuovi oneri o maggiori responsabilità, ma soprattutto di un’opportunità di crescita per diffondere concretamente i valori che appartengono da sempre al movimento sportivo. L’efficace attuazione delle politiche di safeguarding può infatti rappresentare un valore aggiunto capace di migliorare immagine e reputazione del sodalizio sportivo, ferma restando la necessità di contrastarne utilizzi distorti, trasformandolo impropriamente in uno strumento di “caccia alle streghe” o di indebita interferenza nei rapporti tra tecnici, genitori e atleti. Non a caso i Principi emanati dall’Osservatorio CONI e le linee guida degli organismi sportivi richiedono di predisporre un efficace sistema sanzionatorio anche nei confronti del segnalante che agisca in mala fede.

I Comitati territoriali dopo la riforma fiscale del Terzo Settore. Con il D.L. 84/2025 il legislatore ha definitivamente fissato la decorrenza della nuova disciplina fiscale del Terzo Settore: le disposizioni del Titolo X del D.Lgs. 117/2017 trovano infatti applicazione per gli enti iscritti al RUNTS a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025. Si tratta di un passaggio destinato ad incidere profondamente sul sistema associativo e, in particolare, sui Comitati territoriali organizzati in forma di APS, chiamati a verificare attentamente il proprio assetto fiscale, organizzativo e gestionale. Il nuovo quadro normativo, peraltro, non interessa soltanto ETS, APS e ODV, ma produce effetti anche sulle realtà associative non iscritte al RUNTS, comprese molte associazioni culturali, pro loco, bande, cori, filodrammatiche e Comitati che non abbiano assunto la qualifica di APS.
Per effetto delle disposizioni di coordinamento normativo (art. 89 CTS), dalla decorrenza del nuovo “pacchetto fiscale” non si applicano agli ETS (diversi dalle imprese sociali) alcune disposizioni del TUIR e la Legge 398/91.
Il predetto regime forfettario continua invece ad applicarsi esclusivamente alle ASD e SSD e risulta quindi precluso non solo agli ETS, ma anche ad ogni altra associazione, comprese le associazioni culturali, le pro loco e i Comitati territoriali non APS.
Inoltre viene modificata la disposizione dell’art. 148, comma 3, TUIR sulla decommercializzazione dei corrispettivi specifici istituzionali per attività rese nei confronti di soci, associati e tesserati.
Le associazioni culturali e di formazione extrascolastica della persona, oggi escluse dal beneficio, dovranno pertanto compiere valutazioni caso per caso, sulla base della propria struttura organizzativa e delle attività concretamente svolte, circa l’opportunità di entrare nel Terzo Settore, eventualmente optando per il modello APS qualora l’attività di interesse generale sia prevalentemente rivolta ad associati e tesserati.

Proprio con riferimento alle APS, inclusi i Comitati territoriali APS, oltre agli aspetti sostanziali e qualificanti (consistenza numerica, prevalente apporto di volontari, adempimenti relativi alla tenuta del registro dei volontari preventivamente vidimato, rispetto dei parametri qualitativi e quantitativi nel rapporto tra lavoratori e volontari), dovranno essere attentamente valutate e monitorate anche le attività svolte alla luce delle disposizioni fiscali relative alla natura di ente del Terzo Settore commerciale o non commerciale (art. 79 CTS). Per le APS si conferma la possibilità di utilizzare corrispettivi specifici istituzionali (art. 85 CTS), mentre per le eventuali attività commerciali, nel rispetto delle condizioni previste, sarà possibile optare per il regime forfettario di cui all’art. 86 CTS, essendo invece precluso il regime della Legge 398/91.


APPROFONDIMENTI. ⬇️

Lunedì 27 aprile. Andrea Albertin – Comitati, Settori e la famiglia ASI
Giovedì 30 aprile. Umberto Candela – La formazione in casa ASI
Lunedì 4 maggio. Achille Sette – Lo stato di salute dell’Ente e le strategie per il futuro
Giovedì 7 maggio. Andrea Ruggeri – L’offerta sportiva e i Campionati nazionali
Lunedì 11 maggio. Simone Levanti – Il Terzo Settore
Giovedì 14 maggio. Fabio Argentini – La Comunicazione
Lunedì 18 maggio. Biancamaria Stivanello – Gli approfondimenti fiscali
Giovedì 21 maggio. Edoardo Caianiello – Il Meet Club

 

Consulta 2026. Levanti: “Il Terzo Settore cresce ancora. Numeri, formazione e rete territoriale al centro del dibattito”

GLI INTERVENTI DELLA CONSULTA DEI COMITATI TERRITORIALI E DELLA CONFERENZA ORGANIZZATIVA DEI SETTORI TECNICI.
Zagarella, 17-19 aprile 2026.


di Simone Levanti
Direttore Terzo Settore ASI

Una crescita costante, strutturata e sempre più radicata nei territori. È questo il quadro emerso durante la Consulta dei Comitati Territoriali e la Conferenza Organizzativa dei Settori Tecnici di ASI, appuntamento che ha riunito dirigenti, referenti territoriali e responsabili dei settori e delle aree per fare il punto sullo stato dell’Ente e sulle prospettive di sviluppo.
La relazione dedicata al Terzo Settore ha restituito la fotografia di un comparto in forte espansione, capace di consolidare la propria presenza sia sotto il profilo organizzativo sia sotto quello sociale, culturale e formativo. I dati illustrati nel corso della conferenza confermano infatti un trend di crescita che non appare episodico, ma il risultato di un percorso costruito negli anni attraverso assistenza ai territori, accompagnamento amministrativo, formazione degli operatori e capacità di intercettare le nuove esigenze del mondo associativo.

I numeri del Terzo Settore. Nel primo trimestre del 2026 le realtà affiliate al comparto Terzo Settore di ASI hanno raggiunto quota 1.407, facendo registrare un incremento del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un dato particolarmente significativo se si considera che il raffronto riguarda soltanto il primo trimestre dell’anno e che il numero complessivo delle affiliate del 2026 ha già raggiunto oltre l’80% dell’intero dato registrato nel 2025.
A trainare la crescita sono soprattutto le Associazioni di Promozione Sociale, ma risultano in aumento anche le Organizzazioni di Volontariato, le Associazioni Culturali e gli Enti del Terzo Settore affiliati. Segnali che testimoniano come ASI stia progressivamente rafforzando la propria funzione di rete aggregativa non soltanto nel settore sportivo, ma anche nell’ambito sociale, culturale e civico.

Il Registro Unico Nazionale. Uno degli aspetti più rilevanti emersi dalla relazione riguarda il processo di iscrizione e consolidamento degli enti all’interno del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). I numeri evidenziano infatti un incremento costante dei tassi di conversione e regolarizzazione, a dimostrazione dell’efficacia del supporto fornito da ASI alle affiliate nella gestione degli adempimenti normativi e amministrativi.
La crescita del comparto non si limita tuttavia agli aspetti amministrativi. A confermarlo è soprattutto il dato relativo ai tesserati, che rappresenta probabilmente il termometro più concreto della vitalità del sistema associativo. Numeri che raccontano non soltanto un ampliamento quantitativo, ma anche una crescente capacità di coinvolgimento delle comunità locali attraverso attività sociali, culturali, educative e di promozione del benessere.

Formazione, perno centrale. Nel corso della relazione è stato inoltre approfondito il tema della formazione, sempre più centrale nella strategia dell’Ente. Particolare attenzione è stata dedicata al Registro Operatori del Terzo Settore e ai percorsi formativi promossi sotto l’egida ASI, strumenti pensati per qualificare dirigenti, formatori e operatori impegnati quotidianamente nelle attività associative. La formazione viene ormai considerata un asset strategico per garantire qualità organizzativa, competenze tecniche e capacità di affrontare un quadro normativo sempre più complesso. In questa prospettiva, ASI punta a costruire una classe dirigente diffusa, preparata e in grado di operare efficacemente nei diversi ambiti del Terzo Settore.

L’organizzazione del Terzo Settore in ASI. Ampio spazio è stato riservato anche all’organizzazione interna del Dipartimento, articolata nelle sue cinque aree operative, e alle attività sviluppate in ambito culturale e sociale. Due settori che, negli ultimi anni, hanno assunto un ruolo sempre più centrale nella visione dell’Ente, contribuendo alla costruzione di un modello capace di integrare cultura, inclusione sociale e partecipazione territoriale.
Nel corso della Conferenza è emersa con forza l’idea di un “ecosistema autoalimentato”, fondato sulla capacità delle affiliate di generare progettualità, creare reti territoriali e produrre valore sociale attraverso collaborazioni tra associazioni, enti locali, istituzioni e realtà del privato sociale.

La Consulta dei Comitati e la Conferenza Organizzativa dei Settori Tecnici hanno quindi rappresentato non soltanto un momento di verifica dei risultati raggiunti, ma soprattutto un’occasione di pianificazione strategica per il futuro dell’Ente.
Un futuro che, alla luce dei dati presentati, sembra poggiare su basi sempre più solide: crescita associativa, rafforzamento territoriale, formazione qualificata e capacità di interpretare l’evoluzione del Terzo Settore italiano.


APPROFONDIMENTI. ⬇️

Lunedì 27 aprile. Andrea Albertin – Comitati, Settori e la famiglia ASI
Giovedì 30 aprile. Umberto Candela – La formazione in casa ASI
Lunedì 4 maggio. Achille Sette – Lo stato di salute dell’Ente e le strategie per il futuro
Giovedì 7 maggio. Andrea Ruggeri – L’offerta sportiva e i Campionati nazionali
Lunedì 11 maggio. Simone Levanti – Il Terzo Settore
Giovedì 14 maggio. Fabio Argentini – La Comunicazione
Lunedì 18 maggio. Biancamaria Stivanello – Gli approfondimenti fiscali
Giovedì 21 maggio. Edoardo Caianiello – Il Meet Club

ASI Cultura Film Academy sbarca a Roma

Cinema, formazione e territorio per costruire i professionisti dell’audiovisivo di domani. Durante il corso dell’evento, è stato proiettato il corto “La Voce della Pace”. Nella prestigiosa cornice di Spazio Veneziano, a Roma, si è svolta ieri la presentazione ufficiale della ASI Cultura Irpinia Film Academy, nuovo progetto nazionale promosso da ASI Cultura e ideato dal regista Modestino Di Nenna in sinergia con il Responsabile Nazionale ASI Cultura Michele Cioffi. Un’iniziativa ambiziosa e strutturata che punta a creare un ponte concreto tra Roma e l’Irpinia, mettendo al centro il cinema come strumento di formazione, crescita culturale, identità territoriale e responsabilità sociale.

Gli obiettivi dell’Academy. L’Academy nasce con l’obiettivo di accompagnare le nuove generazioni all’interno del mondo audiovisivo attraverso un percorso innovativo che unirà scrittura, interpretazione, produzione, comunicazione e linguaggi contemporanei del cinema e dello spettacolo.
Il progetto, articolato su due sedi operative – Roma e Irpinia – rappresenta una nuova visione culturale che guarda alla costruzione di una vera rete nazionale di accademie, capace di valorizzare giovani talenti e creare nuove competenze professionali nel settore artistico e creativo.
Grande partecipazione di studenti, giovani attori, professionisti del settore culturale e rappresentanti istituzionali, in un incontro che ha evidenziato la volontà di ASI Cultura di consolidare un modello di sviluppo basato su formazione, territorio e alta progettualità.

Personalità presenti. Durante l’evento è stato rivolto un sentito ringraziamento al Maestro Corrado Veneziano per l’ospitalità presso il suo Spazio Veneziano, luogo che diventerà sede operativa romana dell’Academy e punto di riferimento culturale multidisciplinare.
Presenti anche Ettore de Conciliis de Iorio, Capo Segreteria al Ministero dell’Ambiente e avellinese doc, il dirigente scolastico Pietro Caterini dello storico Istituto Agrario De Sanctis, il Direttore del Terzo Settore ASI Simone Levanti, il Direttore della Comunicazione sempre di ASI Fabio Argentini e numerosi dirigenti dei Settori dell’Ente: tra questi, anche il celebre attore Enio Drovandi, oggi Responsabile ASI Spettacolo, Marco Marchese Borrelli per il Settore Arti Grafiche, Franco Fiore, Antonio Desiderio – tra i più importanti artist management italiani – oltre ai messaggi di vicinanza inviati da Rita De Angelis e Pietro De Silva.
Particolarmente significativa la presenza dei giovani provenienti dall’Irpinia, simbolo concreto della missione dell’Academy: creare opportunità reali per le nuove generazioni e trasformare il talento in progettualità professionale.

“La crescita di ASI Cultura è la crescita strutturata dei suoi Settori e di tutto il Terzo Settore di ASI. L’Irpinia Film Academy rappresenterà molto più di un laboratorio artistico: sarà un polo culturale di eccellenza dove si incontreranno arti, formazione e nuove visioni del futuro”, ha dichiarato Michele Cioffi, Responsabile dell’Area Cultura di ASI, durante il suo intervento.

 


La Voce della Pace

Il regista Modestino Di Nenna ha mostrato, nel corso dell’evento, il corto “La Voce della Pace”, cortometraggio da lui scritto e diretto, che nasce dal desiderio di trasformare il cinema in un grido silenzioso contro ogni guerra e ogni forma di violenza che colpisce gli innocenti. In soli 17 minuti, il film vuole attraversare il dolore umano con uno sguardo poetico e profondamente realistico, raccontando la tragedia della guerra attraverso gli occhi di una bambina.
La scelta di ambientare il funerale nella piazza di Altavilla Irpina non è casuale: la comunità diventa simbolo universale di accoglienza, memoria e solidarietà. Ogni volto, ogni silenzio, ogni gesto presente nel corteo funebre rappresenta l’umanità che sceglie di non voltarsi dall’altra parte davanti alla sofferenza.
Il linguaggio visivo del film alterna immagini intime e poetiche a momenti di forte impatto emotivo. I flashback dell’Ucraina devastata dal conflitto non mostrano soltanto distruzione, ma soprattutto il legame indissolubile tra una madre e sua figlia, capace di sopravvivere persino alla morte. La macchina da presa accompagna i personaggi con delicatezza, lasciando spazio agli sguardi, ai silenzi e alle emozioni autentiche. La figura di Zlata rappresenta tutte le infanzie spezzate dalla guerra. Attraverso il suo cammino di dolore e rinascita, il film vuole lanciare un messaggio universale di pace, fratellanza e speranza. Nonostante la perdita, il futuro può ancora essere costruito grazie all’amore e alla solidarietà di una comunità pronta ad accogliere. Con La Voce della Pace, il regista Modestino Di Nenna firma un’opera breve ma intensa, capace di unire impegno sociale e poesia cinematografica, dando voce a chi spesso resta invisibile nel rumore della guerra.
Un cortometraggio che invita il pubblico a riflettere sul valore della vita, della memoria e della pace, trasformando il cinema in uno strumento di umanità e coscienza collettiva.


Modestino Di Nenna

Modestino Di Nenna, nato ad Avellino il 21 maggio 1976 e originario di Torella dei Lombardi, è regista, scrittore e sceneggiatore impegnato nel cinema sociale e inclusivo. Dopo gli inizi come conduttore televisivo e il diploma in regia cinematografica presso la Nuct/Roma Film di Cinecittà, realizza nel 2001 Big Boys, primo film italiano con protagonisti ragazzi diversamente abili distribuito nelle sale cinematografiche. Nel corso della sua carriera scrive e dirige numerose opere cinematografiche e televisive, tra cui La seconda Vita con Giancarlo Giannini, Le Meraviglie dell’Amore con Massimo Ghini, Un viaggio serioma non troppo con Lina Sastri e Nicola Di Pinto, e Tutto può accadere nel Villaggio dei Miracoli, premiato al Taormina Film Fest e presentato alla presenza del Presidente Sergio Mattarella. Tra gli altri lavori figurano Sotto il Segno della Vittoria con John Savage, la serie tv Surivanorok, la web serie Garganta, i cortometraggi Cristian e Sally, #Iorestoalcinema e Il Miracolo di Montevergine, oltre ai docufilm Il Filo Segreto, La Patria del Cinema e La Voce della Pace. Autore dei libri Fino alla Fine dei Miei Giorni e La Marcia delle Invisibili, Di Nenna ha fondato l’Irpinia Film Academy e ASI Cultura Irpinia Film Academy, continuando a promuovere un cinema inclusivo e sociale capace di abbattere ogni barriera della diversità.