L’evoluzione del fuoristrada tra passione e innovazione: il successo della prima edizione del NO-MADS insieme ad ASI con il suo Settore 4×4

Il dinamismo e la propensione ad accogliere sfide sempre più ambiziose costituiscono, da sempre, il nucleo fondante del Club Fuoristrada Vicenza. È con questo spirito che ha preso il via l’avventura della prima edizione del NO-MADS, un progetto che segna un nuovo traguardo per un sodalizio attivo sul territorio dal 1987. Con una base solida di circa 90/100 soci e un’identità storica forte, il Club ha vissuto nel 2025 un momento di svolta istituzionale, entrando a far parte della scuderia di ASI Settore Fuoristrada considerata ormai da tutti una vera grande famiglia.

La genesi del NO-MADS si colloca all’interno dei preparativi della seconda edizione del Vicenza 4×4 Fest, una delle iniziative più iconiche e di successo dell’associazione. Concepito come una vera e propria fiera settoriale, l’evento ha saputo catalizzare l’interesse non solo degli appassionati di off-road tradizionale, ma anche del pubblico legato all’ Overlanding e alla cultura della vita all’aria aperta. Il festival ha registrato numeri straordinari per una realtà locale, ospitando 250 vetture private, 22 espositori specializzati nelle preparazioni fuoristrada, concessionarie ufficiali e oltre 3.000 visitatori.

È proprio nell’ottica di ampliare gli orizzonti della manifestazione che è nata la sinergia con Riccardo Pollastrini, fondatore di NICE CRAZY VANS e promotore di un movimento che unisce viaggiatori a bordo di van autocostruiti, mezzi off-road camperizzati e camion Overland. L’intesa immediata e la condivisione di una visione comune hanno portato alla nascita del format NO-MADS, concepito per fondere il mondo delle quattro ruote motrici con lo stile di vita nomade e sostenibile.
La scelta della location è ricaduta su Palagano e la celebre Pista del Dragone, un contesto naturale ideale per esprimere lo spirito del viaggio in totale libertà. L’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Fabio Braglia, ha colto immediatamente il valore e il potenziale attrattivo dell’iniziativa, offrendo il massimo supporto istituzionale.
Il successo del weekend è stato consolidato dal prezioso contributo di partner di rilievo nazionale, tra cui si annoverano Carrara Fiere (organizzatrice del 4×4 Fest), 4Technique, Raptor, Autoricambi 4×4 e la stessa ASI. L’Ente di promozione ha sposato pienamente la filosofia del Club Vicenza, fondata sulla consapevolezza che il settore del 4×4 stia vivendo una profonda evoluzione generazionale. Grazie alla copertura e alle garanzie fornite da ASI, gli organizzatori hanno potuto estendere una tutela assicurativa completa a tutti i partecipanti dell’evento. La kermesse ha visto inoltre la partecipazione attiva di Roberto Martini, Responsabile Nazionale di ASI Settore Nazionale Fuoristrada, la cui presenza ha favorito un proficuo confronto sui futuri sviluppi strategici del settore.

I dati consuntivi di questa prima edizione confermano l’efficacia della formula: una tre giorni di raduno che ha visto la partecipazione di 120 equipaggi provenienti da ogni regione d’Italia e dalla Svizzera, per un totale di oltre 200 presenze che hanno animato l’area adiacente al Torrente Dragone. I partecipanti hanno potuto inoltre fruire di diversi chilometri di tracciati off-road appositamente predisposti per ogni tipologia di veicolo.

A dare risonanza mediatica e valore aggiunto alla manifestazione è stata infine la presenza di un autorevole panel di content creator e influencer del settore travel e automotive, tra cui Francesco Furlani, Armando Costantino, Cristiano Fabris, The Cab, Viaggiando in jimny, Viaggi e avventure, Vanfrida e Van per il Mondo, che hanno documentato l’evento proiettando questa innovativa community verso il futuro dell’Overlanding.
Ci piace ricordare che l’evento per sua impostazione è stato totalmente ad impatto zero niente acqua a disposizione, niente corrente e soprattutto una grande iniziativa collaterale denominata UN SACCO PULITO durante la quale tutta la comunity munita di sacchi e pinze ha raccolto diversi chili di immondizia portata anche dal fiume; insomma una location già molto in ordine è stata restituita più pulita e bella di prima

Il NO-MADS ha sancito l’unione tra due mondi complementari ma spesso distanti: l’off-road duro e puro e il turismo itinerante in autosufficienza. Stiamo già lavorando all’edizione 2027 sempre a Palagano con l’ambizione di raddoppiare le presenze in quanto lo spazio e lo spirito di avventura non mancheranno sicuramente!

Integration Cup. Una lezione ai professionisti del pallone

Tutti insieme, a cena, tra abbracci e balli, questo è stato l’epilogo di una finale tesissima e sentita tra i residenti colombiani di Malta e quelli italiani. Vincitori dei rispettivi tornei, i Mundialido, fenomeno che va essendosi in varie città d’Italia e anche all’estero. Un grande evento targato ASI e al quale ha dato vita uno storico organizzatore e visionario: Eugenio Marchina.
Mentre in tv abbiamo visto scene di “eccessivo” agonismo nelle gare finali e alzate di coppa del Mondo con avversari di spalle, nel Mundialido c’è stata tutt’altra atmosfera.

Una finale inedita, spettacolare e decisa soltanto in pieno extra-time. Davanti a una splendida cornice di pubblico, che ha riempito in ogni ordine di posto la tribuna dello stadio “Aldobrandini” di Ostia Antica, la selezione della Colombia (vincitrice del Mundialido di Malta) piega in rimonta la resistenza dei connazionali vincitori della tappa di Katowice in Polonia (2-1) e corona il classico sogno nel cassetto di iscrivere per la prima volta il proprio nome nell’Albo d’Oro della kermesse interetnica e interculturale organizzata nei minimi dettagli da Eugenio Marchina. Le altre quattro squadre partecipanti hanno difeso i colori dell’Ecuador, Grecia, Paraguay e Iran. Di assoluto rilievo la partecipazione della compagine asiatica, che si trova costretta a fronteggiare una fase di forte tensione geopolitica, militare e socio-economica. Tutto è nato circa trent’anni fa con la realizzazione del Mundialido, torneo di calcio amatoriale per stranieri residenti nella nostra penisola. Il promoter Marchina, con grande professionalità, ha saputo travalicare i confini nazionali grazie alle fattive collaborazioni con organizzazioni europee, creando un vero circuito continentale, capace di andare oltre la miopia di istituzioni spesso non all’altezza. La serata finale, chiusa tra canti e balli tradizionali con sudamericani, greci, iraniani e polacchi a fare festa insieme, ha confermato che lo sport sa parlare la lingua del rispetto tra i popoli molto prima e molto meglio della politica. L’evento, come al solito, si è avvalso del prezioso riconoscimento morale dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), che da molti anni accompagna e sostiene le iniziative multietniche puntualmente proposte dal Club Italia. “Se guardiamo all’Italia di oggi, non possiamo ignorare il suo ruolo di naturale crocevia nel Mediterraneo per chi cerca sicurezza e un futuro migliore”, dichiara Eugenio Marchina, promoter dell’Integration Cup. “Di fronte a questa realtà, lo sport non è un lusso, ma una necessità sociale. È l’antidoto più forte che abbiamo contro l’isolamento e il pregiudizio. Il campo da gioco può essere definito come un luogo straordinario dove non contano la provenienza o la lingua, ma il rispetto delle regole comuni e la bellezza del fare squadra. Investire in spazi sportivi e sostenere queste attività significa gettare le basi per una società più unita, dove l’incontro tra culture diverse diventa una ricchezza e non un ostacolo. Le storie di campioni come Fiona May, Klaudio Ndoja o Isalbet Juarez ci ricordano che dietro ogni percorso migratorio ci sono fatiche e speranze. Lo sport ha dato loro una voce e un’opportunità di emancipazione, trasformando un percorso difficile in una storia di riscatto e perfetta integrazione”.

Un ruolo importante in questa due giorni di gare lidensi, come al solito, è stato ricoperto dall’ASI partner al fianco del Club Italia nella realizzazione di questo straordinario torneo. “Siamo sempre pronti a collaborare con Eugenio Marchina per la buona riuscita di eventi organizzati soprattutto per il sociale”, spiegano Claudio Barbaro ed Emilio Minunzio, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’ASI. “L’Integration Cup non è semplicemente un torneo di calcio, ma rappresenta uno strumento di fondamentale importanza nella lotta quotidiana alle discriminazioni e all’emarginazione sociale”.

Il trionfo del Lajatico Trophy

Evoluzione, sacrifici e passione di un gruppo che ha trasformato le colline pisane nel paradiso del fuoristrada d’eccellenza.

Le grandi storie di passione nascono spesso da traguardi importanti, ma si alimentano di sogni apparentemente impossibili. L’avventura dell’evento annuale firmato Vicopisano Fuoristrada affonda le sue radici nel 2018, anno in cui il club ha celebrato il suo decimo anniversario dalla fondazione. Da quella ricorrenza è nato un percorso di crescita straordinario, fatto di fango, motori, sudore e, soprattutto, di una profonda e instancabile coesione umana.

L’era di Vicopisano: sei anni di immenso sacrificio

Per sei lunghi anni, il cuore pulsante del nostro evento è stato un campo di tre ettari e mezzo situato a Vicopisano. Lì, dal nulla, lo staff ha saputo dare vita a una pista artificiale complessa e tecnica, meticolosamente suddivisa per accogliere ogni livello di preparazione: dal percorso giallo a quello rosso, fino a sei durissime prove nere dedicate ai mezzi più estremi. Quella pista ci ha regalato soddisfazioni immense. Era amata e rispettata dai partecipanti per la maestria con cui veniva costruita e per la modalità con cui permetteva a chiunque di godersi l’intero tracciato in piena e assoluta libertà. Tuttavia, dietro la bellezza di una festa del genere si nascondevano sacrifici indicibili. I lavori di preparazione iniziavano puntualmente nell’ultimo fine settimana di marzo e da quel momento in poi, ogni singolo weekend — festività comprese — vedeva i ragazzi del club letteralmente rinchiusi in quel campo, tra escavatori, trattori e tagliaerba. Arrivare a maggio significava fare i conti con una stanchezza fisica e mentale enorme. È stato proprio in uno di quei momenti di spossatezza che è tornata a farsi spazio un’idea audace: provare a spostarsi, a sondare un nuovo terreno. Quel terreno era Lajatico.
“Quando sono entrata nel Vicopisano Fuoristrada 4×4 dodici anni fa, Lajatico era solo un sogno sussurrato da chi aveva fondato questo club. Oggi quel sogno è realtà: perseveranza, compattezza, pazienza e collaborazione ci hanno portati fin qui.”

La svolta: nasce il Lajatico Trophy

Lajatico non era un posto qualunque; era il sogno nel cassetto dei ragazzi del club. In quella zona, storicamente, veniva disputata una celebre gara di estremo organizzata dal Team Lippi. Una sera, superando le esitazioni, abbiamo deciso di parlare con loro, chiedendo se potesse rappresentare un problema usufruire di quell’area per un anno, per ospitare il nostro evento.
Trovato l’accordo con il team, il passo successivo è stato il confronto con il titolare della tenuta, il Signor Massimo Ripanucci. Quest’ultimo, ponendo come condizione imprescindibile il totale rispetto di rigide regole di responsabilità civile e umana, ha accettato la proposta con qualche comprensibile titubanza iniziale.
Nasce così, nel 2025, il “LAJATICO TROPHY”: un raduno radicalmente diverso, espressamente riservato alle categorie di fuoristrada più preparati. Il percorso, intricato e ostico, imponeva una selezione naturale. In questo raduno non si fa il numero di macchine, si fa la qualità: la maestria del pilota, l’intesa con il navigatore e la pura resistenza del mezzo!

Natura, Arte e Fango: il connubio perfetto

A questo fine settimana ad altissimo tasso di adrenalina “hard”, abbiamo voluto affiancare, nella mattinata di domenica, un’esperienza differente: il giro panoramico tra le colline pisane. Per dare vita a questo tracciato è sceso in campo un gruppetto ormai consolidato e affiatato di ragazzi del Vicopisano Fuoristrada.

Il risultato è un itinerario mozzafiato che attraversa i paesaggi in cui la presenza del Maestro Andrea Bocelli la fa da padrone. Si tratta di un percorso dove la natura incontaminata e l’arte si intrecciano in modo sublime… e dove a tratti ci si infanga anche, per la gioia di tutti!

I numeri del successo — Edizione 2026

  • 38 fuoristrada iscritti al Giro Hard.
  • 32 fuoristrada partecipanti al Giro Panoramico.

Per noi si tratta di un risultato che ha superato ogni aspettativa. Ma, come sempre, non parliamo solo di numeri: quest’anno i partecipanti erano semplicemente spettacolari. Ognuno sapeva esattamente cosa avrebbe trovato ed era lì apposta per condividere con noi il suo obiettivo.
Mentre archiviamo il successo di questa seconda edizione, stiamo già parlando del 2027. Renderlo migliore? No… variare i percorsi, aprire nuove prove speciali. Per noi l’anima dell’evento va benissimo così com’è. Nel frattempo, siamo felici di constatare che anche l’iniziale titubanza del Signor Ripanucci si è attenuata. Anzi, come amiamo dire noi, “gli è presa bene, ora sa anche come aprire una prova!”. A lui, e alla splendida Tenuta il Colle di Lajatico che ci ospita e che custodiamo con il massimo rispetto, va il nostro grazie.

Un ringraziamento dettato dal cuore

Un grazie speciale, vero e profondo, va immancabilmente ai ragazzi del nostro straordinario staff. Più di venti persone dislocate lungo le prove, attrezzate di radioline comunicanti, stropp e fuoristrada pronti a muoversi istantaneamente in caso di necessità.
A tutti i ragazzi del Vicopisano e alla Presidente Maria Ricci va un plauso enorme per l’impegno, la tenacia e l’unione, sostiene il nostro Responsabile Nazionale ASI 4×4, perché la verità è che senza uno staff di questo livello unito dalla vera passione non si organizza alcun raduno e, soprattutto, senza di loro non esisterebbe questo club. Il bello del nostro Settore è che ogni giorno vediamo crescere sempre più le nostre Associazioni sia nel loro operato sia nell’unione tra le stesse, e questo è ciò che ci gratifica e ci fa sentire veri appassionati.

[ Maria Ricci ]
Presidente del Vicopisano Fuoristrada 4×4

A Forlì un nuovo spazio dedicato al tiro con l’arco di campagna: cresce l’attività delle ‘Frecce di Romagna’

Si amplia l’offerta sportiva del Comitato ASI Forlì-Cesena grazie all’inaugurazione del nuovo campo di allenamento per il tiro con l’arco di campagna dell’ASD Frecce di Romagna, realtà affiliata ad ASI che continua il proprio percorso di crescita e sviluppo sul territorio.

La nuova struttura, presso la Parrocchia di Pieve Acquedotto a Forlì, rappresenta un importante investimento per la promozione della disciplina. L’impianto dispone di tre linee di tiro attrezzate, due cavalletti con paglioni regolabili a diverse distanze e cinque sagome tridimensionali di animali posizionate tra i 15 e i 50 metri, offrendo agli arcieri la possibilità di allenarsi in condizioni tecniche molto simili a quelle delle competizioni ufficiali.
Il tiro con l’arco di campagna è una disciplina che si svolge prevalentemente in ambienti naturali e che coniuga precisione, concentrazione e contatto con il territorio, richiamando il fascino della tradizione arcieristica e offrendo un’esperienza sportiva immersiva e altamente formativa.

L’ASD Frecce di Romagna, nata quasi cinque anni fa, può già contare sul campo principale di gara e allenamento situato a Piavola, all’interno di un’area boschiva di oltre dieci ettari, oltre agli allenamenti che, da ottobre a giugno, si svolgono presso la palestra del Liceo Artistico Canova di Forlì.
Con l’apertura del nuovo impianto cittadino di Pieve Acquedotto, l’associazione amplia ulteriormente le opportunità dedicate ai propri tesserati e rende ancora più accessibile la pratica del tiro con l’arco, favorendo l’avvicinamento di nuovi appassionati, in particolare dei più giovani.
Il nuovo campo sarà infatti utilizzato anche per i corsi rivolti ai principianti, organizzati durante tutto l’anno insieme alle attività svolte presso il Liceo Canova e il campo di Piavola, con l’obiettivo di diffondere una disciplina capace di coinvolgere persone di ogni età.

L’ASD Frecce di Romagna è affiliata al Comitato ASI Forlì-Cesena ed è iscritta alla FIARC – Federazione Italiana Tiro con l’Arco di Campagna, partecipando regolarmente alle competizioni del circuito federale e contribuendo alla crescita del movimento arcieristico sul territorio.

Terracina sul tetto d’Italia: triplo Oro per Massimo Caiazzo ai Campionati Italiani WTKA 2026

Si scrive ASD ASI Palestra “Massimo Caiazzo”, si legge “Scuola dei Campioni”. L’ennesima, straordinaria conferma della gloriosa tradizione marziale terracinese è arrivata domenica 7 giugno, in occasione delle attesissime finali per il titolo italiano WTKA (World Traditional Kickboxing Association). A firmare l’impresa è stato Massimo Caiazzo, alfiere e istruttore della storica associazione di Terracina. Capace di dominare letteralmente il tatami nazionale e di portare a casa ben tre cinture di Campione Italiano nella stessa giornata.

Un dominio assoluto tra Light Contact e Point Fighting

Il capolavoro tattico messo in atto durante le finali ha superato ogni aspettativa. L’atleta terracinese è riuscito a imporsi in due diverse specialità e, fatto ancor più straordinario, a spaziare abilmente tra due categorie di peso differenti nel giro di poche ore.

Il trionfo si è articolato su tre fronti dorati:

  • Cintura di Campione Italiano nel Light Contact, categoria -69 kg.
  • Cintura di Campione Italiano nel Light Contact, categoria -74 kg.
  • Cintura di Campione Italiano nel Point Fighting, categoria -69 kg.

Una tripletta che testimonia una straordinaria tenuta atletica, frutto di una programmazione scientifica del lavoro e di una versatilità tattica fuori dal comune.

Il fattore decisivo all’angolo: La firma di Gran Master Carmine Caiazzo

Dietro a un successo di questa portata non c’è mai solo il talento puro, ma un lavoro di preparazione meticoloso, pianificato da chi ha dedicato l’intera vita alle arti marziali. All’angolo di Massimo, a guidarlo passo dopo passo in questa maratona di combattimenti, c’era infatti il padre: il Gran Master Carmine Caiazzo (IX DAN, figura di spicco delle arti marziali a livello internazionale e Responsabile Nazionale del Settore ARTI MARZIALI ASI).

Il legame tra i due sul tatami rappresenta un perfetto connubio tra l’esperienza monumentale del Maestro e la freschezza atletica dell’allievo. Carmine Caiazzo non ha svolto solo il ruolo di coach tecnico, leggendo i match in tempo reale e dettando i cambi di strategia decisivi tra una ripresa e l’altra, ma è stato una fondamentale guida psicologica. La sua capacità di infondere calma, lucidità e determinazione nei momenti di massima pressione è stata la vera chiave per gestire lo stress di tre finali consecutive contro i migliori interpreti della disciplina.

Vedere un padre e un figlio condividere un momento così alto dello sport italiano, uniti dalla stessa viscerale passione, aggiunge un valore umano immenso a una bacheca già prestigiosa. Per la ASD Palestra “Massimo Caiazzo”, questo trionfo è la conferma della bontà di un metodo didattico ed educativo che da decenni sforna campioni, dentro e fuori dal quadrato di gara. Con questa spettacolare tripletta tricolore, Massimo Caiazzo lancia un messaggio chiaro a tutto il movimento marziale italiano. I festeggiamenti a Terracina sono appena cominciati, ma sotto lo sguardo attento e fiero di papà Carmine, il mirino è già puntato sui prossimi, ambiziosi traguardi internazionali.