Campioni. Giuliano-Dalmati

Aspettando la Corsa del Ricordo…
 
“Mi hanno cacciato di casa quando avevo tredici anni. Nel paese dove sono nato le uniche scritte ancora in italiano sono al cimitero. A parlare la mia lingua è rimasto qualche vecchio pescatore giù al porto, Ogni tanto ci ritorno per portare i fiori sulla tomba dei miei cari”Nino Benvenuti
 

La Asd Atletica ASI Roma organizza, domenica 9 febbraio, in collaborazione con il Comitato Regionale e Provinciale di Roma dell’ASI, la settima edizione della Corsa del Ricordo, gara nazionale di corsa su strada di km.10 in ricordo dell'esodo Giuliano-Dalmata, del dramma delle Foibe e nata per non dimenticare una pagina di storia per anni caduta nell'oblio.
Verrà effettuata anche una gara non competitiva di 3 km. Si svolgerà inoltre una gara di marcia di 3 km denominata “5a Trofeo Tokyo 60”. La gara è valida come Campionato Regionale ASI di corsa su strada, per solo i tesserati ASI per l’anno in corso. Conferenza stampa il 4 febbraio a Roma, presso la Sala Giunta del CONI, ore 11:30. Le precedenti edizioni avevano visto la presenza anche di campioni del passato uniti dalla comune origine Giuliano-Dalmata. Benvenuti e Pamich, i più assidui.

Raccontiamo, in questo primo appuntamento con la storia, alcuni dei grandi campioni di quelle terre, uomini forti che hanno saputo vincere due volte. 
Campioni sul ring, su una pista di atletica o sulla terra rossa. Ma esuli o figli di esuli. Cacciati dalle proprie terre. Un carro, pochi fagotti e l'esigenza di ricominciare. Anni lunghi decenni, anni difficili senza la propria casa, senza tanti affetti lasciati lungo il percorso. Ricominciare è stato difficile. Migliaia di italiani, con l'Italia che non voleva ricordare in anni di silenzi, pronti a ricominciare. A scalare la montagna della vita. Dopo tanti anni, anche attraverso lo sport, Lo sport è il mezzo più idoneo  per lanciare messaggi di unione e di fratellanza mandando segnali di forte coesione fra i popoli. In ogni periodo storico l'individuo ha percepito un forte bisogno di riconoscimento all'interno dei gruppi, sentendo l'esigenza di essere inserito e di far parte di qualcosa più grande, di interagire e rapportarsi, generando scambi e sviluppando relazioni. Lo sport è la sintesi di tutto ciò, riesce a raccontare storie bellissime, ricche di pathos e di umanità. Gli atleti, attraverso i loro successi e  le loro glorie imprese tramandano ai giovani le emozioni che essi hanno vissuto creando quello spirito di emulazione che permette di poter scrivere altre indelebili pagine. Proprio seguendo questi dettami i campioni esuli o i discendenti di essi, sono riusciti a tenere in vita nella mente delle nuove generazioni le gesta epiche dei loro antenati e a non far mai dimenticare la terribile tragedia vissuta da una popolazione cacciata dalla terra natia e costretta ad abbandonare le proprie radici. I Giuliano-Dalmati, oltre ai ricordi, con lo sport hanno sottolineato, in diverse discipline, la loro determinazione e audacia, e la capacità di non arrendersi mai. Rivendicando fortemente il diritto di essere uomini liberi.
Ecco alcuni dei campioni che hanno scritto pagine di storia, lottando contro un destino avverso. 

 

 
Nino Benvenuti
Giovanni Nino Benvenuti, nato a Isola d’Istria il 26 aprile 1938, terzo di cinque figli, nel secondo dopoguerra riparò frettolosamente a Trieste, ove affrontò, come molti esuli, discriminazione, pregiudizi e indifferenza: la boxe avrebbe costituito la sua occasione di riscatto. Due volte campione europeo nonché medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma 1960, sarà campione mondiale Super Welter prima e Pesi medi in seguito (1967-1970).
“Mi hanno cacciato di casa quando avevo tredici anni. Nel paese dove sono nato le uniche scritte ancora in italiano sono al cimitero. A parlare la mia lingua è rimasto qualche vecchio pescatore giù al porto, Ogni tanto ci ritorno per portare i fiori sulla tomba dei miei cari”.


 

 
 
 
Abdon Pamich
Abdon Pamich è stato uno degli atleti italiani più medagliati nella specialità dei 50 km di marcia ai Giochi olimpici. Vinse la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Roma nel 1960 e la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964. Il 19 novembre 1961 sulla pista dello Stadio Olimpico di Roma ha stabilito il record mondiale dei 50.000 m di marcia (125 giri di pista lunga 400 metri), con il tempo di 4h14'02"4. È stato inoltre il portabandiera del tricolore italiano durante la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972. Scappato da Fiume nel 1947 insieme a suo fratello per raggiungere il padre. Successivamente, si trasferì ad Udine dove vennero smistati in un campo profughi a Novara. Dopo un anno potettero ritornare dal padre che nel frattempo aveva trovato lavoro a Genova.  Pamich si è sempre impegnato per la conservazione della memoria storica della comunità giuliano-dalmata in Italia e in particolare a Roma, anche come membro della Società di Studi Fiumani.


 

 
 
 
Mario Gabriele Andretti
Andretti è stato uno dei più grandi piloti della storia della Formula 1. Istriano naturalizzato statunitense, nel corso della sua carriera automobilistica ha collezionato 18 pole position e vincere 12 Gran Premi, tra i quali il Gran Premio di Italia, il Gran Premio degli Stati Uniti e il Gran Premio del Giappone. Nato a Montona in Istria, nel 1940, in seguito all'annessione dell'Istria alla Jugoslavia, emigrò ancora bambino con suo fratello gemello Aldo e il resto della famiglia, stabilendosi in un campo profughi di Lucca, città in cui arrivarono in molti dalla provincia di Pola. Nel 1954 l’interesse di Mario alle gare di velocità lo porta a Monza dove vede il grande Ascari competere nel Gran Premio d’Italia. L’anno successivo emigra insieme con la famiglia negli Stati Uniti stabilendosi a Nazareth, in Pennsylvania.


 

 
 
 
Margherita Granbassi
È un'ex fiorettista, campionessa del mondo e medaglia di bronzo Olimpica. Nel 2004 vince i mondiali a squadre e l’anno dopo vince la coppa del mondo della sua specialità.
Nel 2006 arriva la sua affermazione più grande nel campionato mondiale.Nel agosto 2008, alle Olimpiadi di Pechino ha vinto la medaglia di Bronzo  nell’ individuale. Sempre nelle Olimpiadi cinesi vince il bronzo anche nella gara a squadre. Nel 2009 vince l'oro a squadre ai mondiali di Antalya. Margherita è nipote di Mario, lussemburghese, il cui cognome Niederkorn è stato italianizzato in Granbassi. Mario, noto come “Mastro Remo”, fu il più giovane capocronista al Piccolo di Trieste e radiocronista dell’Eiar negli anni Trenta. Lo zio Manlio fu caporedattore al Piccolo, papà Gianfranco è pubblicista. Margherita successivamente intrapreso la carriera giornalistica facendo parte della redazione di Annozero condotta da Michele Santoro.


 

 
 
 
Orlando Sirola
E’ stato uno dei più grandi tennisti italiani. Con Nicola Pietrangeli ha formato il doppio maschile più vincente della storia del nostro tennis vincendo al Roland Garros nel 1959 e raggiungendo la finale di Wimbledon nel 1956. Il doppio Pietrangeli-Sirola detiene tuttora il record mondiale di presenze (42) e di vittorie (34) in coppa Davis. Nel loro palmares i titoli italiani vinti consecutivamente dal 1955 al 1960 e dal 1962 al 1966. Sirola ha avuto anche un'ottima carriera come singolarista. Agli open di Francia, infatti, ha raggiunto la semifinale nel 1960 e gli ottavi di finale nel 1958. Al torneo di Wimbledon raggiunse gli ottavi di finale nel 1959 e nel 1962. Sirola nasce a Fiume nel 1928, dalle quale è costretto a fuggire, insieme alla sua famiglia, dopo che le truppe del Maresciallo Tito occuparono la città. Nel 1951 dopo un lungo periodo trascorso  di un campo profughi a Latina, si trasferì a Milano, dove conobbe, il suo collega e amico, Nicola Pietrangeli.
 

 
 
 
 
Agostino Straulino
Agostino Straulino, velista olimpionico, nato a Lussinpiccolo il 10 ottobre 1914, durante la Seconda guerra mondiale fu tra gli assaltatori del Gruppo Gamma della Decima Flottiglia MAS durante un’incursione a Gibilterra ed in seguito fu comandante della nave scuola della Marina Amerigo Vespucci. Tra i numerosi successi nella vela ha ottenuto una medaglia d'oro all’Olimpiade di Helsinki 1952 – classe star e nella stessa specialità una medaglia d'argento a Melbourne 1956, sempre in coppia con Nicolò Rode, nato a Lussino il primo gennaio 1912 e morto a Verona il 4 maggio 1998. Morto a Roma il 14 dicembre 2004, Straulino fu sepolto nella tomba di famiglia nell’isola quarnerina di Lussinpiccolo: "Sulla mia isola sono venuto al mondo e cresciuto. Là ho capito il mare e il mare mi ha accolto tra i suoi abitanti. Là ho conosciuto il vento e l'ho fatto diventare mio amico".
 

 
 
 
Ottavio Missoni
Nato nel 1921 a Ragusa, nell'allora regno di Jugoslavia, da padre di origine giuliana (l'omo de mar Vittorio Missoni, capitano, figlio di un magistrato) e madre dalmata (Teresa de' Vidovich, di antica e nobile famiglia di Sebenico), si trasferisce all'età di sei anni a Zara, dove trascorre la giovinezza fino al 1941. Nel 1935 veste la maglia azzurra, nella specialità dei 400 metri piani e nei 400 metri ostacoli. In carriera ha conquistato otto titoli nazionali. Dopo il secondo conflitto mondiale parteciperà alle Olimpiadi di Londra, classificandosi al sesto posto nella finale dei 400 m ostacoli e correndo come secondo frazionista nelle batterie della staffetta 4×400 metri.
Dopo la carriera sportiva diede sfogo alla sua altra grande passione: la moda. Nel 1960 gli abiti Missoni iniziano ad apparire sulle riviste più importante. Nel 1962 le sue creazioni vengono realizzate con l’innovativa macchina da cucito Rachel, nata per la lavorazione degli scialli,  che Ottavio, genialmente introduce nella la creazione di abiti. Le sue creazioni sono un mix di colore e di leggerezza. Questa innovazione decreta lo straordinario successo  commerciale del brand Missoni a livello nazionale e internazionale.


 

 
 
 
Ezio Loik
Ezio Loik, nato a Fiume il 26 settembre 1919, cominciò la carriera calcistica nella Fiumana, prima di raggiungere fama e successi con la casacca del Grande Torino dell’immediato dopoguerra. Inesauribile centrocampista di movimento col fiuto del gol, avrebbe anche disputato 9 partite con 4 realizzazioni in Nazionale, prima di condividere la tragica sorte dello squadrone granata nell’incidente aereo di Superga del 4 maggio 1949. 


 

 
 
[  Fabio Argentini – Angelo Montebelli  ]
 
 

Reggio Calabria: spettacolo per il Trofeo dei Bronzi

Nello splendido e suggestivo panorama in riva allo Stretto, tra le vie di una città incantevole e dall’inestimabile patrimonio storico-culturale, ha preso il via nella giornata di domenica 1 dicembre, la terza Tappa della RefereeRUN, il Campionato Italiano di corsa su strada sulla distanza dei 10 km riservato agli associati AIA, nell’ambito del I Trofeo dei Bronzi. Ad organizzarla, in collaborazione con l'ASI (Associazioni Sportive Italiane), è stata l'Atletica Sciuto, di Mario Sciuto, cui l'Associazione ha consegnato la maglia AIA e la spilla.

L’evento è stato curato nei minimi dettagli, con un ampio stand dell’Associazione Italiana Arbitri allestito in Piazza Duomo, dove hanno avuto luogo partenza ed arrivo e che ha fatto da punto di riferimento per gli oltre 140 arbitri iscritti alla manifestazione. Già dal giorno precedente la competizione, sempre presso lo stand della RefereeRUN AIA, tutti gli arbitri hanno potuto ritirare i pettorali con il relativo pacco gara.
Un momento di aggregazione importante, a dimostrazione di quanto il movimento arbitrale sia attento e sensibile nel compiere gesti degni di essere ricordati, come già avvenuto nelle tappe precedenti. E’ importante infatti sottolineare che lo sponsor solidale della RefereeRUN è l’AIL, l’Associazione Italiana contro la Leucemia, sempre presente al fianco della manifestazione ed a cui gli arbitri hanno devoluto in beneficenza parte della quota d’iscrizione.
Grande merito per questa terza Tappa al vincitore assoluto Luca Ursano, arbitro della Sezione di Catanzaro che ha percorso i 10 Km in 33 minuti e 58 secondi, conquistando il primo posto nella categoria Under30 prevista dalla RefereeRUN. Secondo classificato, Vladimir Giovanni Renda sempre appartenente alla Sezione di Catanzaro con un tempo di 41 minuti e 25 secondi, mentre al terzo posto si è classificato Gabriele Cortale della Sezione di Locri, con un tempo di 45 minuti e 37 secondi. Nella categoria maschile 30-44 successo di Pietro Grande della Sezione di Catanzaro, che giunge al traguardo con un tempo di 38 minuti e 57 secondi, mentre nella categoria Over45, vittoria per Marco Vacchini di Biella che chiude i 10km in 39 minuti e 53 secondi.
Nella categoria donne, invece, vittoria di Stefania Cedraro della Sezione di Bergamo, che con un tempo di 51 minuti e 30 secondi chiude il percorso della 10 km davanti alle altre concorrenti. Secondo posto per Federica Perri della Sezione di Lamezia Terme, giunta al traguardo in 1 ora 11 minuti e 48 secondi.
Il Responsabile Eventi AIA, Alessandro Paone, ottimamente supportato da Vincenzo Pepe della Sezione di Nocera Inferiore per l’elaborazione delle classifiche, nel corso delle premiazioni, ha voluto ringraziare la FIDAL per il supporto dimostrato verso la RefereeRUN, attraverso una serie di iniziative, come la Run Card AIA che consente agli associati di poter partecipare a numerose gare podistiche, ha alla fine dichiarato: “Sono soddisfatto per la riuscita dell’evento e sono certo che i numeri andranno sempre ad aumentare”.

Un doveroso ringraziamento è stato inoltre rivolto al Presidente della Sezione di Reggio Calabria Francesco Catona che, grazie alla preziosa collaborazione del “factotum” Roberto Pungitore, è riuscito a curare il tutto in ogni minimo dettaglio. “Grazie di vero cuore a tutti, speriamo di poter riproporre l'evento anche nella prossima stagione, siamo consapevoli dell'importanza di tali iniziative", hanno chiosato entrambi.
Soddisfatto il Presidente del Comitato Regionale Arbitri Calabria Francesco Longo per l’organizzazione dell’evento, il quale ha dichiarato: “Vorrei sottolineare l’importante apporto fornito dai tanti associati calabresi che, attraverso la loro presenza, hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione. A nome di tutto il Comitato, siamo orgogliosi che una tappa della gara abbia deciso di approdare in Calabria”.
Da sottolineare inoltre la presenza di Stefano Archinà e Francesco Milardi, rispettivamente Componente del Comitato Nazionale e Vice Responsabile del Settore Tecnico che, insieme ad Alessandro Pizzi, Presidente del Comitato Regionale Arbitri Lombardia, si sono resi protagonisti di ottime performance sportive. “E’ innegabile il fatto che determinati risultati, siano la testimonianza del fatto di avere a disposizione degli ottimi atleti oltre che dei bravi arbitri”, hanno dichiarato i primi due, mentre il Presidente degli arbitri lombardi ha detto: “Emozionato per la grande ospitalità ricevuta, spero di poter ricambiare tanto affetto con la tappa di Milano in programma il prossimo 5 aprile”.
Una giornata nella quale è stato possibile tra l’altro visitare gratuitamente il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria che ospita i famosi Bronzi di Riace.

[  Paolo Signorelli  ]

 

Un’eccellenza dell’ASI, una donna speciale

Premio Sport&Cultura. La marcia di avvicinamento all'evento, tra foto e parole. 

 
L'intervista a Nadia Dandolo, da un paesino del padovano alla ribalta internazionale. Una vita di corsa attraverso gli anni, dalle categorie Juniores ai campionati Master. Nadia, un'icona di ASI, è presente nella giuria del Premio Sport&Cultura e racconta la sua storia fatta di tante soddisfazioni ma anche di sacrifici e momenti difficili…
 
 
Nadia Dandolo, un’icona di ASI e dell’atletica leggera italiana. Plurimedagliata, ha stabilito il record nazionale nei Cinquemila e nei Diecimila su pista e oggi è primatista in varie specialità di corsa nella categoria Master.
Nata a Borgoricco, in provincia di Padova, l’azzurra, tesserata ASI Atletica, è considerata una delle più forti mezzofondiste italiane di sempre. Oggi, a 57 anni, continua a correre. E a vincere…
Ma la sua vita poteva essere completamente diversa. “Da ragazzina ero un’anima in pena. Ero sempre in movimento. L’atletica era ciò che più facilmente potevo fare, tra i campi, per strada o allo stadio comunale. Sono cresciuta a Borgoricco, un paesino di campagna. La mia famiglia aveva una piccola impresa di scope, quelle costruita con fasci di rami secchi di saggina o di ginepro raccolti e fissati a un bastone.
E avevamo un campo: si viveva di ciò che offriva. Correvo, lavoravo e andavo a scuola. E proprio grazie alla scuola è cambiata la mia vita: partecipai ai Giochi della Gioventù, avrò avuto al massimo 12 o 13 anni: le mie specialità erano corsa campestre e i 1500 su pista. Vinsi, mi notarono. Da quel momento in poi tanto ha fatto anche la famiglia che mi ha supportato, ha fatto sacrifici. Mamma era molto avanti per quei tempi. Capì la mia passione e fece di tutto per aiutarmi.
Allo sport devo tutto. Mi ha permesso di crescere, di viaggiare e scoprire luoghi solo sognati mentre legavo le saggine a quel bastone. Lo sport mi ha dato possibilità di visitare mondi diversi che da piccola fabbricante di scope non avrei potuto vedere
”.

(Nadia, ormai una giovane atleta affermata, continua a dare una mano nella piccola impresa di famiglia…)
 
Nadia, tanti anni dopo… Oggi sei anche nella commissione del premio Sport&Cultura di ASI…
“Lo sport è cultura. Si tratta di un premio particolarmente importante perché ASI è un ente votato allo sport per tutti. Oggi, in periodi in cui la scuola non fornisce la stessa spinta di prima, ancor più virtuoso è il lavoro degli Enti di promozione sportiva. Per me l’ASI fa veramente tanto per tutto il movimento. Ha fatto molto anche per me e anche io ho dato tanto all'ASI”.
 
Nadia, come si coltiva ancora e come si alimenta questa passione?
“Beh, senza una passione sconfinata non sarei arrivata sportivamente a questa età. Fa parte di me. Da sempre, da quando avevo 13 anni. Prima correre era uno sfogo per noi bambini. Non avevamo tante distrazioni. Correvamo in cortile, nei parchi. Per sentirci liberi. Poi è venuto il momento di piccole gare per le strade del paese. E, piano piano, ho iniziato a credere che potessi fare qualcosa di importante”.

(Nadia per le vie del suo paese. Le prime corse su strada…)
 
Nella tua vita anche momenti difficili…
“Sono stata operata di tumore al seno tre volte di seguito. Mi ha aiutato tanto lo sport. Sentivo dentro di me di avere un obiettivo. Di dover vincere ancora una gara, quella più importante.
Lo sport mi ha aiutato molto anche nel quotidiano. Dieci minuti di corsa, nel periodo in cui ero più debilitata per le terapie. Quella breve attività faceva bene al mio corpo. Ero da sola insieme alla mia mente, al mio respiro. Per qualche minuto sentivo di stare bene. Poi crollavo. Dieci minuti speciali. Da vivere minuto dopo minuto. Dal momento in cui legavo le scarpe, alla corsa, al rientro a casa, la doccia. Quei dieci minuti duravano due ore. Due ore in cui riuscivo a staccare da tutto”.

 
Come si superano certe difficoltà?
“Con forza, con la voglia, con i sacrifici. E con il motto “non mollare mai” che è insito nel mio carattere. Nella battaglia più importante della mia vita, quando pensavo di aver perso tutto, sono riuscita a vincere mettendo in pratica i miei concetti, i miei valori di vita”.
 
Obiettivi futuri?
“Non mi pongo limiti. Di solito la gente mi domanda: “ma ancora corri?”. Sì, l’atletica è la mia vita. Finché mi sentirò integra,continuerò a correre".
 
Hai partecipato anche a varie edizioni della Corsa del Ricordo, manifestazione organizzata da ASI Roma per ricordare i Martiri delle Foibe. Sensazioni?
“In quel momento non corri  per te stessa, per la tua performance. Lo fai per tutte quelle persone che non ci sono più, che hanno subito quel tipo di violenza. Persone dimenticate per anni e che noi contribuiamo a ricordare. Si tratta di un qualcosa di talmente grande che è anche difficile da spiegare”.
 
Sei stata a Lignano Sabbiadoro, alle Asiadi, dove sono stati celebrati i 25 anni dell’ASI.
“Sì. Con grande piacere. Un filo indissolubile mi lega all’Ente. Ero prima con il Fiamma, poi divenuta ASI. Mi sento di ringraziare il Presidente Barbaro e Sandro Giorgi il Responsabile del Settore Atletica, un amico ormai… ASI è uno dei pochi enti di promozione che continua a dare risalto alla mia categoria: la Master, ovvero quella dei “vecchietti”.
Ho corso a Lignano l’ASI Force Run, una gara di triathlon estremo: difficilissima. Ti mette alla prova. E’ molto dura. Non l'avevo mai fatta e mi sono buttata. La farò ancora. Mi sono divertita".

Il bilancio dell'evento?

Una bella manifestazione che ha offerto di tutto. Lo specchio della multidisciplinarietà di un Ente votato allo sport. Un momento anche per stare vicini tra atleti di varie discipline, dirigenti, associati, appassionati. E per ricordare una lunga strada percorsa insieme”.
 
I giovani di oggi e lo sport in Italia. Che idea hai?
“Te la dico di getto… Che nel nostro Paese si fanno tante chiacchiere e pochi fatti. Lo sport nelle scuole sarebbe fondamentale, ma sembra spesso mancare la volontà di investire sulla formazione. Anche i valori sportivi stanno scomparendo, il rispetto delle regole e dell’avversario quasi non esiste più. Negli altri Paesi non è così. La cultura sportiva è alla base di tutto. Come l'educazione scolastica. Mi auguro che la situazione possa cambiare presto. 
Dipende anche da noi”.

 

 

Sandro Giorgi Responsabile Nazionale Settore Atletica Leggera
Per tutti noi, un esempio da seguire
Nadia è in ASI, Settore Atletica, da oltre vent’anni. E’ una delle nostre atlete più longeve e un esempio di come noi vogliamo interpretare lo sport: appassionata sin da bambina, ha trovato una sua dimensione inseguendo il sogno di correre. Si è impegnata, ha lottato per questo suo sogno, ha conciliato, lei nata in un piccolo paesino, il lavoro, la scuola e l’attività fisica.
Ha superato ostacoli che avrebbero limitato moltissime persone. Anche una grave malattia affacciatasi tre volte nella sua recente vita: e per tre volte, oltre ai tanti traguardi tagliati, ha vinto anche queste gare contro il male.
Nadia è una ragazza umile, piena di vita, con uno spirito di sacrificio tipico della sua terra. All’ASI ha dato molto, ancor prima al Fiamma e, oggi, possiamo considerarla un po’ una delle nostre figlie predilette. Ricordo la prima gara fatta con noi, al Fiamma. Era una ragazzina e gareggiava per la categoria Juniores. Oggi vince, con la maglia dell’ASI nei campionati Master.
Una vita con l’ASI, una vita di vittorie. 

 

 
[  Fabio Argentini  ]
 

Al via il circuito podistico amatoriale ASI Terra di Lavoro

Ha preso il via domenica 29 settembre – con la prima gara a Teverola, la «Corri a Teverola» – il Circuito Podistico Amatoriale «Terra di Lavoro», campionato podistico in cinque tappe organizzato dal Comitato Provinciale ASI di Caserta che si correrà su alcuni dei più caratteristici percorsi della provincia. Il circuito raccoglie e coordina il meglio secondo un calendario di prove che si svolge da settembre a dicembre il meglio delle gare podistiche di Terra di Lavoro organizzate sotto l’egida di Associazioni Sportive e Sociali Italiane.
Dopo il primo evento nell’area agro aversana, il campionato ha proseguito a Sparanise il 6 ottobre con il «Trofeo Città di Sparanise» e, quindi, il 19 ottobre a Pastorano per la «3a Corri Pastorano».
Il 10 novembre sarà la volta di Alvignano con la «5a Alvignano Corre», quinta ed ultima tappa il 1 dicembre a Bellona per la «Corsa della Dea».

"La risposta in termini di gare aderenti a questa prima edizione del circuito podistico è un successo – dichiara Giuseppe Romano, responsabile del settore podismo ASI della Campania – e sono sicuro che anche le società sportive e gli atleti non mancheranno di centrare gli appuntamenti e l’occasione che diamo, con questo primo campionato, di essere incoronati campioni provinciali e di portare a casa il premio".

«Il circuito podistico provinciale è l’occasione per dare qualcosa in più ai tanti amanti di questo sport – dichiara Nicola Scaringi, presidente regionale ASI della Campania – senza snaturare l’indipendenza e le peculiarità organizzative delle tante gare targate Asi che costellano il calendario podistico di Terra di Lavoro. Sappiamo che gli iscritti alle prime gare sono già numerosi e ci aspettiamo molte società sportive pronte a darsi battaglia per il titolo assoluto del circuito»

 

[  Gianrolando Scaringi  ]

9 febbraio. Torna la Corsa del Ricordo

Grazie alla collaborazione con il Comando Comprensorio “Cecchignola” dell’Esercito Italiano anche quest'anno la Corsa del Ricordo passerà attraverso la Città Militare. Appuntamento fissato al 9 febbraio. 
A tal proposito, in attesa della 7a edizione della Corsa del Ricordo, ci fa piacere proporvi Cecchignola di Corsa, una 10 km che si svolgerà tutta all'interno della Città Militare, con la collaborazione tecnica del GSBRun – Gruppo Sportivo Bancari Romani con il sostegno e collaborazione della Fidal Lazio.
L'appuntamento è per sabato 27 ottobre.
Info e contatti: 06.57288029 – www.bancariromani.it/cecchignoladicorsa