Lampedusa corre per la Pace

È stata un successo di pubblico e partecipanti la prima edizione dell’evento, intitolata “Lampedusa Corre per la Pace”, che si è svolta nella più grande delle Isole Pelagie: circa 400 gli iscritti, partita alle 18 da via Roma, di fronte la sede del Comune. A correre per le strade dell’isola anche partecipanti arrivati da diverse città italiane e da paesi europei come Ungheria, Polonia ed Irlanda.

L’evento è stato promosso dall’Asd Oso Old Stars Ostia e dal Comune di Lampedusa e Linosa, con il patrocinio della Fidal Nazionale, del Comitato Fidal Sicilia, del Ceis e il supporto dell’ASI nazionale. “Lo sport è uno straordinario veicolo di valori positivi – ha detto il Sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martelloed è stato emozionante vedere tanta gente, lampedusani e non, giovani e meno giovani, correre insieme per la pace. Ringrazio quanti, con il loro impegno e con il loro entusiasmo, hanno permesso di realizzare questo evento che, dal cuore del Mediterraneo, vuole mandare un messaggio di speranza per l’Ucraina e per tutti quei territori che nel mondo sono sconvolti da guerre e tensioni”.
L’evento è stato l’appuntamento che ha chiuso “Lampedusa Isola di Pace”, il meeting internazionale promosso dall’Amministrazione Comunale di Lampedusa e Linosa che si è sviluppato durante tre giornate (dal 28 al 30 aprile) tra dibattiti, iniziative rivolte al mondo della scuola, eventi artistici e sportivi.

La testimonianza del presidente della Oso Old Stars Ostia, Ferdinando Colloca, organizzatore dell’evento: “Molte volte le parole sono superflue, questo è il caso, sono stati giorni intensissimi pregni di ogni tipo di emozione, il momento del via è stato il culmine dell’incontro dove lo sport supera, oserei dire sovrasta, ogni barriera o pregiudizio. La magia che regala il gesto sportivo supera ogni umana immaginazione. Gli atleti presenti, i bambini, le persone comuni sono stati ambasciatori di un messaggio universale che vogliamo urlare al mondo… il messaggio di PACE. Lampedusa ed i lampedusani sono stati splendidi padroni di casa, e questa terra molte volte bistrattata dai media ha risposto con gesti concreti al bisogno di un futuro che parli la lingua del bene comune. Voglio ringraziare il Sindaco Totò Martello per aver avuto fiducia nel mio team, l’assessore Angelina Di Malta per il costante supporto in loco, le scuole di Lampedusa di ogni ordine e grado, i vigili urbani, la croce rossa e tutti gli sponsor locali. Per lo sport il nostro Presidente Fidal Stefano Mei, il nostro sponsor tecnico Karhu , i responsabili ASI Sandro Giorgi e Andrea Roberti. Una speciale menzione a tutto lo staff organizzativo Salvatore Nicosia, Luca Bartoli, Fabio Solito, Fabio Ciorba, Enrico Ruffini, Nastasia Berto, Marco Petrucciani, Beatrice Saraceno, Stefania Agostini,  Giovanna Ungania. Al CEIS (Centro Italiano di Solidarietà don Mario Picchi), ma il mio più grande ringraziamento va soprattutto ai partecipanti che sono stati i reali testimoni di pace. Ci vediamo alla partenza il prossimo anno ma non dimenticate di essere ogni giorno SOLDATI DI PACE!!!”.


Il podio ufficiale uomini e donne

1° assoluto Mahamed Aman Mahamed Said – Atletica Canicatti
2° assoluto Fabio Solito – Oso Ols Stars Ostia
3°assoluto Vito Casamassima – Runners Pescara
4° assoluto Rocco Canella – Pelagos 2.0
5° assoluto Fabio Ciorba – Oso Old Stars Ostia

Donne:
1° assoluta Giovanna Ungania – Oso Old Stars Ostia
2° assoluta Martina Magenta – Pelagos 2.0

Lampedusa corre per la Pace

Sabato 30 aprile 2022, ore 18. Oltre i colori, le barriere e i confini… il messaggio della PACE.

Stiamo vivendo un periodo storico difficile, dove l’ombra della guerra non sembra più un lontano ricordo ma si è riaffacciata in maniera pericolosa creando disagio, tensione e paura del futuro.

L’organizzatore della corsa, Ferdy Colloca

L’associazione sportiva, OSO Old Stars Ostia nella persona del Presidente Ferdy Colloca, con la collaborazione di ASI, il patrocinio della FIDAL nella persona del Presidente Stefano Mei, del comitato regionale FIDAL Sicilia, del CEIS (Centro di solidarietà Don Mario Picchi) si unisce alle migliaia di realtà internazionali che vogliono sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso il messaggio più bello che lo sport può regalare ed è per questo che ha aderito con entusiasmo all’invito del Comune di Lampedusa e Linosa nell’organizzare “Lampedusa corre per la Pace”.

Il 28 aprile si terra a Lampedusa un meeting internazionale di alto livello: “Lampedusa per la Pace”. L’iniziativa intende promuovere, dal cuore del Mediterraneo, un processo di dialogo e cooperazione internazionale in relazione al tema dei flussi migratori ed ai diversi aspetti ad esso collegati coinvolgendo comuni ed istituzioni nazionali ed internazionali, operatori della società civile, organizzazioni umanitarie, università, rappresentanti delle comunità religiose. L’evento prevede momenti di incontro, dibattito ed intrattenimento artistico. Parallelamente a tutto ciò, in considerazione dell’importanza che lo Sport può avere nel promuovere valori e messaggi positivi di aggregazione e solidarietà, nella giornata di sabato 30 aprile si terrà l’evento sportivo “Lampedusa corre per la Pace” con partenza alle ore 18 attraverso un percorso che possa passare anche da alcuni luoghi dall’alto valore simbolico che abbiamo inserito nel -Percorso della Pace”, presentato lo scorso 3 ottobre in occasione della commemorazione del naufragio avvenuto di fronte la nostra costa nel 2013.

La corsa agonistica aperta a tutti i tesserati FIDAL o ASI e ai possessori di Run card, sarà di 10 km mentre la corsa/passeggiata non competitiva aperta a tutti coprirà la distanza di 5 km, previste anche distanze minori per le categorie giovanili.

 

L’iscrizione all’evento è completamente gratuita, basterà inviare una mail con le proprie generalità a lampedusacorreperlapace@gmail.com.

Ai primi 300 iscritti, la Karhu, sponsor tecnico della manifestazione, donerà una canotta tecnica personalizzata mentre a tutti gli arrivati verrà consegnata una medaglia ricordo dell’evento. Ulteriori informazioni si possono trovare sul sito ufficiale https://lampedusacorreperlapace.jimdosite.com/.

Hanno già aderito all’iniziativa importanti personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo.

 

Novara, una corsa in rosa targata ASI

Il cielo di Novara si è tinto di rosa questo sabato 5 marzo 2022 per una corsa/camminata non competitiva di 5km dedicata interamente ad uno dei temi che più affligge la nostra società: la violenza sulle donne. Si pensi solo che, nel lungo periodo del lockdown causato dal coronavirus, si è registrato un vertiginoso aumento del rischio di violenza domestica e assistita. Se si guarda ai dati delle chiamate al numero verde nazionale antiviolenza 1522 si può, infatti, notare come dal 1° marzo al 16 aprile 2020 ci sia stato un aumento del 73% rispetto allo stesso periodo del 2019 con un aumento delle vittime che hanno chiesto aiuto del 59% sempre rispetto al 2019 (ISTAT, 2020).
L’intento della Nonnoboi, associazione no profit affiliata ASI e organizzatrice della manifestazione “Novara corre in rosa”, è stato quello di sempre, fare beneficienza. Portando oltre 300 persone di ogni genere ed età a correre sui 5km del percorso nel centro storico del capoluogo piemontese, l’associazione ha potuto raccogliere oltre 2mila euro devoluti a “Case Serene progetto di Liberazione e Speranza” una Onlus che si occupa di dare assistenza e protezione tramite degli alloggi sicuri a donne che hanno subito violenze.
Il percorso, diviso in due lap da 2,5km ciascuno, poteva essere affrontato sia correndo e cercando il tempo oppure camminando semplicemente sotto il bel sole che ha accompagnato la giornata.
La marea rosa dei runners, partiti da Piazza della Repubblica (per i novaresi meglio conosciuta come Piazza Duomo), si è mescolata lungo tutto il percorso al gialloblù della bandiera dell’Ucraina in segno di vicinanza ad un popolo che sta soffrendo le conseguenze di una grave guerra.

Il momento più emozionante, però, è stato quello del taglio del traguardo da parte di una mamma con la figlia sulla sedia a rotelle. Una sorpresa che neanche gli organizzatori si aspettavano e che, prontamente, è stata premiata assieme a chi, la corsa, l’ha vinta. Perché oltre a debellare la violenza bisogna spingere anche per l’inclusione.
Un premio speciale, aldilà del podio, è stato assegnato a due donne che, fino all’ultimo centimetro e conducendo una grande volata, hanno tagliato assieme l’arrivo. Per loro l’organizzazione ha pensato a due “medaglie di legno” (così in gergo il quarto posto) per la tenacia e la forza di aver chiuso con grinta la corsa. Insomma, la prima edizione della “Novara corre in rosa” ha registrato un grande successo in termini numerici; non solo per il totale dei partecipanti ma anche, e soprattutto, per la cifra devoluta in beneficienza.
Parallelamente alla corsa, poi, la Nonnoboi ha raccolto ulteriori fondi per il suo progetto principale che conduce con incredibile successo e che ci porta in Africa, precisamente a Kakamega, un piccolo centro abitato del Kenya con meno di centomila anime e a pochi chilometri dall’Uganda e dal Lago Victoria. In queste terre, dove la popolazione continua a vivere in capanne di argilla, la Nonnoboi è riuscita a costruire una grande scuola, una fattoria e un dormitorio che, ad oggi, ospita ben 27 bambini. Nei prossimi giorni racconteremo questa bellissima storia con il segretario dell’associazione Lorenza Gamoletti.

La Corsa del Ricordo in Europa

La Corsa del Ricordo, nata per promuovere attraverso lo sport la storia delle Foibe e dell’esodo di migliaia di italiani dal confine Nordorientale dopo la Seconda Guerra Mondiale, sbarca al Parlamento Europeo. Grazie al membro di Giunta ASI Carla Cace, Presidente Associazione Nazionale Dalmata e di Antonio Ballarin, dell’Associazione Dalmati Italiani nel Mondo, in occasione del #GiornodelRicordo 2022. Il convegno promosso e ospitato da Strasburgo, è stato trasmesso in diretta sulla pagina dell’Informal group on European Remembrance of the European Parliament e ha visto la partecipazione anche dell’Onorevole Carlo Fidanza e dell’Onorevole Rasa Juknevičienė, presidente dell’Informal group on European Remembrance.
“Dobbiamo trasformare questo “ricordo per pochi” in memoria collettiva, affinché non si ripeta MAI PIU’. Lavoriamo per una divulgazione culturale ampia e diffusa anche con altre realtà come il Comitato 10 febbraio, una giovane associazione di “non esuli” diffusa su tutto il territorio nazionale che ha a cuore la verità storica e il ricordo dei nostri connazionali dimenticati. O con realtà estranee a questo mondo come ASI, Associazioni Sportive Italiane, un importante ente di promozione sportiva del nostro Paese che ha ideato e lanciato la “Corsa del Ricordo”, iniziativa che la nostra associazione patrocina sin dalla sua nascita, una competizione che si tiene in diverse città italiane a ridosso del 10 febbraio e che simbolicamente e materialmente fa “muovere il ricordo”, queste le parole di Carla Cace sulla Corsa del Ricordo.
“Con la Corsa del Ricordo abbiamo voluto contribuire a squarciare un velo di silenzio su una parte di storia italiana caduta nell’oblio, dimenticata. Siamo convinti che lo sport sia un mezzo straordinario di comunicazione”, così ha spiegato Roberto Cipolletti, Presidente del Comitato regionale del Lazio di ASI che ha ideato e promuove ogni anno la corsa che, in questa stagione, si svolgerà anche a Trieste, città simbolo e Milano.

 

L’intervento integrale di Carla Cace
Presidente Associazione Nazionale Dalmata e Membro di Giunta ASI

Honorable members of the European Parliament,
Ladies and Gentlemen,
It’s an immense honour and a great pleasure for me to be here, on behalf of the Dalmatian National Association, to celebrate the 2022 “Remembrance Day”.
First of all, I would like to thank you all and, in particular, the chair of the Informal Group, Mrs Rasa Jukneviciene and Mr Carlo Fidanza for inviting me to represent my Association. For too many years we have faced a frustrating silence from the Institution about the events that took place between 1943 and 1954 where, at that time, there was the Italian Eastern Border. Now, if you don’t mind, I’ll continue in my native language… Perché innanzitutto la lingua è il veicolo principe di trasmissione dell’identità e della cultura e lo ritengo un modo per celebrare i nostri morti, a cui l’utilizzo della stessa fu vietata nelle loro terre. Inoltre, questo rientra nei valori dell’Unione Europea che promuove il multilinguismo.
Un silenzio doloroso in Italia come in Europa ha seppellito quasi completamente questa storia. Ma furono migliaia gli italiani che decisero di emigrare in altri paesi dopo essere stati costretti a fuggire dalle loro case e dalle loro terre d’origine. Le comunità distribuite in tutta Europa sono numerose.
Oggi, con grande commozione e sincera gioia, sono qui prima di tutto come esule dalmata di terza generazione, poiché mio nonno dovette lasciare la sua patria nel settembre del 1943, ma anche come giornalista che da anni cerca di portare alla luce i capitoli più oscuri di questa storia e, soprattutto, come Presidente della più antica associazione italiana in esilio confine orientale.
L’Associazione Nazionale Dalmata, infatti, nasce a Roma nel 1919. In più di cento anni di attività ha organizzato iniziative culturali ed editoriali per far conoscere la nostra storia. Ha sede da oltre 50 anni presso la prestigiosa Società Dante Alighieri, un’istituzione culturale italiana che ha lo scopo di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo che fa parte, tra l’altro, degli Istituti di cultura nazionali dell’Unione Europea.
A quasi 20 anni dall’istituzione, nel 2004 in Italia, della legge per il Giorno del Ricordo, è importante fare una valutazione su quanto è stato fatto e quanto resta ancora da fare per poter parlare davvero di “memoria condivisa”. Una riflessione costruttiva, anche per gettare le basi del lavoro che sarà necessario compiere negli anni a venire.
Per questo vi abbiamo presentato il teaser del nostro documentario che sarà distribuito gratuitamente nelle scuole e presso gli istituti di cultura, in Italia e nel mondo. Un breve prodotto che serve ad una sintesi di quanto avvenuto: oltre 12.000 italiani infoibati o giustiziati tra il 1943 e il 1954 (e i numeri veri probabilmente non si conosceranno mai) e circa 350.000 costretti all’esodo. Il tutto nel silenzio più assoluto per convenienze geopolitiche dell’epoca. Perché ancora oggi, in Italia, solo uno studente su cinque sa rispondere correttamente alla domanda “Cosa sono le foibe?”.
Se da un lato i discorsi degli ultimi Presidenti della Repubblica Italiana in occasione delle celebrazioni ufficiali non lasciano dubbi, giungendo finalmente a pronunciare termini come “pulizia etnica”, ancora sono troppi i programmi scolastici in cui il tema è trattato marginalmente o per niente; la stampa raramente affronta l’argomento se non a ridosso del Giorno del Ricordo; alcune recenti pubblicazioni, anche di illustri case editrici italiane, sostengono posizioni palesemente al limite del giustificazionismo; infine assistiamo ad atti vandalici ai monumenti alla memoria.
Dobbiamo vigilare, dobbiamo diffondere questa storia e questa cultura, per non rischiare di passare dal negazionismo al giustificazionismo. E dobbiamo inserirla nel contesto storico dei genocidi del XX secolo, dei crimini dei totalitarismi. Anche per questo la nostra Associazione ha aderito ad Interasso, federazione europea di ex prigionieri e familiari di vittime del comunismo (che al suo interno racchiude associazioni di Germania, Slovenia, Croazia, Ungheria, Slovacchia, Albania, Romania, Moldavia, Lettonia e Lituania) e per cui ringrazio il nostro delegato Valter Lazzari, qui presente.
Ed è sempre per questo che ho portato per Voi, in anteprima, qualche copia del dossier segreto redatto nel 1945, ritrovato recentemente presso i nostri archivi e che abbiamo trascritto rispettando in tutto la forma originale, curato tra gli altri da mio nonno che era ufficiale medico e faceva parte dei Servizi Segreti della Marina Militare. L’obiettivo era quello di proporlo tra le testimonianze delle nostre comunità sulle violenze e gli orrori del regime comunista jugoslavo del Maresciallo Tito (ricordiamoci a guerra già finita) al Congresso di Pace di Parigi. Non sappiamo se sia mai arrivato, ma ritrovare l’originale nella nostra sede ci fa supporre di no. Le testimonianze e le agghiaccianti foto in esso contenute provengono dal campo di concentramento Jugoslavo di Borovnica. I detenuti sono tutti soldati italiani e molti report sono redatti dalla Croce Rossa. Alla fine, sono felice che, seppur 80 anni dopo, sia arrivato ad un consesso internazionale.
Il Testimone della nostra storia, oggi, passa da una corretta ricostruzione delle fonti disponibili, come in questo caso, ma anche da una narrazione globale mirata soprattutto ai giovani e a chi non sa nulla di questo dramma umanitario.
Dobbiamo trasformare questo “ricordo per pochi” in memoria collettiva, affinché non si ripeta MAI PIU’. Lavoriamo per una divulgazione culturale ampia e diffusa anche con altre realtà come il Comitato 10 febbraio, una giovane associazione di “non esuli” diffusa su tutto il territorio nazionale che ha a cuore la verità storica e il ricordo dei nostri connazionali dimenticati. O con realtà estranee a questo mondo come ASI, Associazioni Sportive Italiane, un importante ente di promozione sportiva del nostro Paese che ha ideato e lanciato la “Corsa del Ricordo”, iniziativa che la nostra associazione patrocina sin dalla sua nascita, una competizione che si tiene in diverse città italiane a ridosso del 10 febbraio e che simbolicamente e materialmente fa “muovere il ricordo”. Penso infine all’arte, capace di arrivare al cuore più di mille saggi: con lo spettacolo teatrale di altissimo livello “Magazzino 18”, due artisti italiani come Simone Cristicchi e Jan Bernas, qui presente oggi, hanno commosso migliaia e migliaia di nostri connazionali che nulla o poco sapevano di questa storia.
Perché è importante che queste vicende arrivino, attraverso linguaggi come la cultura e lo sport, a tutti: perché la storia è patrimonio dell’Umanità e quello che non si conosce può ripetersi.
Mi auguro che il prossimo 10 febbraio sia possibile organizzare insieme un nuovo incontro come questo. Perché come giustamente sottolinea il titolo di questa sessione, “Una tragedia europea”, oggi con questo momento altamente simbolico rendiamo finalmente un doveroso tributo alle tante sofferenze subite dalla mia gente. Un dolore che oggi è conosciuto in tutta Europa, in tutto il mondo.

Corsa del Ricordo. In contemporanea a Roma, Trieste e Milano

ASI, in pieno accordo con le autorità locali e l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, comunica il rinvio delle gare, a causa della perdurante emergenza sanitaria, previste nel capoluogo lombardo e nella Capitale i prossimi 6 e 13 febbraio

LA CORSA DEL RICORDO 2022 SI SPOSTA AL 25 SETTEMBRE 2022: SI CORRERA’ CONTEMPORANEAMENTE A ROMA, MILANO E TRIESTE PER UNA GRANDE GIORNATA DI SPORT E DI COMMEMORAZIONE STORICA. Dopo lunga riflessione e tanto rammarico e aver tentato fino all’ultimo di confermare le date di svolgimento della 1^ edizione di Milano e della 9^ edizione di Roma della Corsa del Ricordo, in programma rispettivamente i prossimi 6 e 13 febbraio nelle due domeniche vicine al ‘Giorno del Ricordo’, il nostro Ente, società organizzatrice dell’evento, in pieno accordo le autorità locali e con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che patrocina la manifestazione, è stata costretta ad arrendersi all’attuale situazione e rinviare le due manifestazioni. La perdurante emergenza sanitaria, e la consapevolezza dei rischi di contagi al Covid-19, hanno portato a questa dolorosa e inevitabile decisione. Ma le due gare non saranno cancellate, tutt’altro. ASI può comunicare con orgoglio che la Corsa del Ricordo in questo 2022 avrà ancora maggiore rilevanza rispetto agli anni precedenti. Dando un segnale forte e superando brillantemente i problemi contingenti, gli organizzatori hanno trovato il modo per regalare ai runners di tutta Italia una giornata davvero speciale, dedicata al podismo e alla commemorazione storica. Le tre prove di Milano, Roma e Trieste, tre città simbolo dell’esodo delle popolazioni Giuliano-Dalmate, si svolgeranno contemporaneamente il prossimo 25 settembre, in piena sicurezza, in un periodo in cui si spera la pandemia possa aver allentato definitivamente la sua morsa. Una formula nuova, dalla grande valenza sportiva, ma capace soprattutto di dare grande rilevanza mediatica al ricordo della tragedia degli eccidi nelle Foibe e di quanto avvenne negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, con tanti italiani costretti drammaticamente alla fuga dalle proprie case.

 

I PERCORSI DELLE TRE GARE
Già pronti i percorsi dove si svolgeranno le tre prove. A Roma si tornerà a correre nel tradizionale percorso nel quartiere Giuliano-Dalmata, con partenza con partenza e arrivo in via Oscar Senigaglia dove è posto lo stele commemorativo in ricordo dei primi esuli giunti nella Capitale. A  Milano la gara si svolgerà su un suggestivo tracciato di 10 km intorno ai quattro laghi del Parco delle Cave nella zona ovest della città. A Trieste si tornerà sul collaudato e suggestivo percorso, con partenza e arrivo alla Foiba di Basovizza.