Mundialido. Ventiquattro anni di sport e integrazione

Yasin, un giovane etiope che ha rischiato di morire diverse volte attraversando il deserto – rinchiuso sottoterra in Libia dai soldati mercenari – e attraversando il Mediterraneo con un barcone per raggiungere l’Italia.
E Babacar, senegalese, giocatore della Viola, arrivato in Italia giovanissimo.
E ancora, Luciano Vassallo, un figlio del colonialismo italiano in Africa. Nato dall’unione tra un soldato toscano e una donna eritrea. Rimasto senza padre, conosce un’infanzia di povertà e di stenti. Il calcio gli offre l’occasione per un clamoroso riscatto. Leader e capitano dell’Etiopia, nel ’62 solleva la Coppa d’Africa diventando un mito dello sport africano. Col regime di Menghistu cade in disgrazia e si trasferisce in Italia, raggiunta al termine di una fuga avventurosa tra montagne e deserti.

Tre vite diverse quelle di Yasin, Babacar e Vassallo ma una storia in comune, a lieto fine, da raccontare: l’approdo sicuro, quello in Italia e la possibilità di giocare al Calcio partendo dal “Mundialido”, un campionato per stranieri che dal 1999 anima i campi della Capitale. Yasin e Babacar hanno giocato con le rispettive selezioni e Vassallo la sua Etiopia, quella in Italia, l’ha proprio allenata.

Il patron del Mundialido, Eugenio Marchina, premia Simone Perrotta, ex giocatore della Nazionale

Quest’anno saranno 24 le squadre al via. Il Marocco, campione in carica, la squadra da battere. Il campo da gioco, lo Stadio Fiorentini, zona La Rustica a Roma, dove le selezioni sono state già lo scorso anno, accolte a braccia aperte. È quella un’area della Capitale crocevia di comunità straniere residenti. Tradizione, passione, integrazione, sociale, sport. Sono valori importanti, che muovono Eugenio Marchina patron del Mundialido, da trent’anni organizzatore di eventi perlopiù a carattere sportivo con il suo ‘Club Italia’. Sposato, quattro figli dei quali nessuno… gioca a pallone. “Non è stato facile conservare, soprattutto in queste due stagioni pandemiche ben 24 squadre al via – afferma lo stesso patron – segno di un grande lavoro, di una buona organizzazione e di un blasone che ci gratifica. Ogni anno è una sfida nuova, ci misuriamo e ci adeguiamo ai tempi che viviamo, offrendo a questi ragazzi una bella occasione di integrazione e di legami puliti tra popoli. Una cosa l’ho imparata. Che le inimicizie e le guerre che nascono dalla politica i ragazzi che giocano qui in Italia hanno voglia di superarle. E ciò avviene con la semplicità e la naturalezza che solo lo sport può regalare”.

Ha parlato dello sport che unisce. Che ne pensa della partecipazione degli atleti russi alle varie competizioni internazionali? “Che non devono essere gli atleti a pagare colpe della politica. In questi anni abbiamo visto stringersi la mano e abbracciarsi, dopo partite, croati e bosniaci, etiopi ed eritrei. Se la squadra russa fosse riuscita a organizzarsi non avremmo avuto problemi a farla giocare. L’Ucraina sarà invece presente”.

Marchina, come è nata l’idea di questo campionato? “Frequentando campi sportivi vidi anni fa dei ragazzi, polacchi, che giocavano a pallone su un campo di pozzolana. Mi fermai a guardarli dietro una rete. Coglievo la voglia di vincere, l’ardore agonistico, il sorriso capace di allontanare i problemi della vita reale in quei novanta minuti. Lì è nato tutto. Da tanti anni organizzavo eventi ed allora ho provato a trasformare quelle sensazioni in qualcosa di reale. Erano quelli i tempi dei fax e allora cominciai a inoltrare richieste ad ambasciate, consolati, associazioni. A volte dinieghi, a volte bellissime sorprese. L’ambasciatore di Capo Verde per anni è stato sempre presente e si è fatto addirittura promotore di una riunione con gli altri diplomatici di vari Paesi africani. Quello della Croazia ha giocato, con il numero 9. Ricordo le prime adesioni da nazioni come Arabia Saudita, Giappone, Romania, Spagna”.

Come mai il termine ‘Mundialido’? “Perché il torneo nasce e cresce nel litorale romano, al campo della Longarina, quello oggi in cui c’è la scuola calcio di Francesco Totti. Da qui la crasi tra le parole ‘Mundial’ e ‘Lido’”.

Siamo al 24esimo anno nella storia del Mundialido. Le nazioni più decorate? “Capo Verde e Romania, 5 titoli a testa. Da due edizioni vince il Marocco”.

Quindi il Mundialido non rispecchia i valori delle Nazionali ‘vere’? “No. Il Brasile, ad esempio, ha sempre faticato. Idem la Germania: ma questo è comprensibile e deriva dal bacino di utenza al quale i selezionatori attingono. I tedeschi hanno formato la propria squadra tra pochi giovani studenti”.

Ha parlato di ‘selezionatori’? “Si… Pensate che in tanti campi di periferia e nelle ville ci sono ragazzi stranieri che giocano a pallone. Il ‘Ct’ spesso gira per quei campi a caccia di talenti. Questo avviene soprattutto per le comunità sudamericane”.

Sinceramente, si diverte a vedere queste partite? “Tantissimo. Premetto che io sono un nostalgico del Calcio d’altri tempi. Il mio idolo di gioventù era Rivera. Il Calcio di oggi – legato a logiche economiche e spesso diseducativo per quanto avviene nella politica sportiva, in campo e sugli spalti – non è affare che amo. Questi ragazzi mi hanno invece restituito tanta di quella passione perduta. Devo dire, con loro anche i tifosi. Sempre presenti, ognuno con le proprie abitudini. I nigeriani con i fiati, senegalesi e capoverdiani con i tamburi, giapponesi inquadrati e signorili. Il Mondo in un torneo”.

Abbiamo letto della presenza del ‘Resto del Mondo’? “Una squadra multietnica con un paio di regole: che non ci siano più di tre giocatori a Paese e che la squadra non sia rappresentata da una Nazionale già in tabellone”. Il Resto del Mondo, peraltro, è da tempo affiliato ad ASI Sport e Sociale.

ASI sarà quest’anno al vostro fianco? “Si, e di questo siamo contentissimi. Un Ente prestigioso, dinamico, che ha messo a disposizione la propria struttura. Voglio ringraziare il suo Presidente, Sen. Claudio Barbaro, e il Vicepresidente Emilio Minunzio, anima di questa sinergia e padrone di casa al campo de La Rustica”.

Anche gli arbitri saranno ASI. “Riconosciuti come eccellenze nel panorama dilettantistico”.

Il Mundialido è invece riconosciuto per i suoi standard particolarmente alti. “Questo ci viene sicuramente riconosciuto. Ogni partita è ripresa dalle telecamere e, al fischio finale, i nostri tecnici già lavorano agli highlights. Sempre presenti i fotografi, i campi in erba o sintetico e, chiaramente, la copertura assicurativa. Particolarmente apprezzata è anche la cerimonia di apertura”.

Come si svolge? Il programma della cerimonia di apertura si apre con le note di prestigiose bande musicali che accompagnano una spettacolare e coreografica sfilata nel corso della quale vengono salutati tutti gli atleti rappresentanti i rispettivi Paesi di appartenenza”. In particolare, spiegano gli organizzatori, sono attentamente strutturati i singoli momenti, al fine di promuovere l’aspetto ludico-sociale, riservando opportuni spazi anche a laboratori per bambini, mostre, dimostrazioni di allenamenti gratuite, scambi “culinari” con degustazione di prodotti tipici. L’organizzazione prevede anche la realizzazione di un villaggio multietnico. All’interno, ciascun Paese usufruisce di spazi per la promozione delle proprie culture e tradizioni, per l’esposizione di prodotti artigianali, per la degustazione di piatti tipici. Vengono allestiti palchi, stand, gazebo, aree sportive, punti ristoro, aree gastronomiche, mostre di pittura, aree ludiche. Cantanti, musicisti e ballerini di varie nazionalità, clown e artisti di strada, allietano partecipanti e spettatori, “riuscendo – sottolinea Marchina – a dare vita a una giornata di festa, sport, musica e cultura”. 

Un ultimo pensiero. “Posso lasciarmi andare a una piccola polemica? Tutti sempre parlano di integrazione, fanno discorsi spesso pomposi e apparentemente sentiti. Ma, almeno alla luce della nostra esperienza, il sostegno fattivo è cosa ben più rara”.

Mundialido, una bella storia da raccontare, verso il suo venticinquennale.

 

[  Fabio Argentini  ]

 


Appuntamento a mercoledì 18 maggio per la presentazione del torneo e per i sorteggi. Ad accogliere le delegazioni dei vari Paesi in gara, il Salone d’Onore del CONI al Foro Italico, teatro del premio ASI “Sport&Cultura”

Un sorriso per Jacopo

Presso l’impianto Carrara 90, si è disputato il  1° Memorial “Un sorriso per Jacopo”  di Calcio giovanile Categoria 2011 a cui hanno partecipato 12 Società sportive, in gran parte affiliate all’ASI.
Il torneo è stato organizzato dal Comitato Regionale ASI Piemonte per uno scopo benefico: tutto l’incasso dell’ingresso è stato devoluto alla ricerca per lotta contro la leucemia.
Grazie al generoso impegno di sportivi e dirigenti, l’evento ha riscosso un grande successo di pubblico. Oltre 600 spettatori hanno affollato gli spalti dando vita a una intensa e festosa giornata di sport. I giovani calciatori in campo hanno dimostrato un livello di preparazione notevole e hanno offerto uno spettacolo calcistico ricco di emozioni grazie anche a una terna arbitraria di qualità (Andrea Sprocatti, Mattia Vecchio e Mohamed).
Prima della premiazione il Presidente Sante Zaza ha ricordato le sofferenze del popolo ucraino rivolgendo a questo un augurio di pace e, dopo un grosso applauso di tutti i presenti, sono stati fatti volare in cielo dei palloncini giallo e blu per testimoniare la solidarietà del mondo sportivo ASI nei confronti degli amici ucraini.
Sante Zaza ha ringraziato  tutto lo staff del Comitato che ha collaborato alla riuscita di questa kermesse: Cinzia Zaza, Claudio Sprocatti, Giacomo Vecchio, il Presidente del Comitato Provinciale Torino Antonietta Tarricone, gli arbitri, la Società Carrara che ha messo a disposizione l’impianto insieme ai tutti i suoi collaboratori.
Ha ringraziato  della loro presenza l’Assessore allo Sport della Regione Piemonte Fabrizio Ricca, il Presidente del CONI Regionale Stefano Mossino e il Delegato CONI Torino Luigi Casale. Infine ha rivolto un ringraziamento speciale per tutte le Società con i lori atleti.
L’Assessore allo Sport della Regione Piemonte Fabrizio Ricca ha espresso ammirazione per la qualità dell’organizzazione di questa grande manifestazione  organizzata dal Comitato  Regionale  Piemonte, in particolare per la finalità benefica del Torneo e per i valori che trasmette ai giovani. Non è facile tornare alla normalità dopo la pandemia, ma risollevare l’amore per lo sport coinvolgendo tanti giovani e tante famiglie è un risultato che fa onore.
Il Presidente del CONI Regionale Piemonte Stefano Mossino si è congratulato con il Presidente del C.R. Piemonte Sante Zaza per l’ottima iniziativa, pregevole sotto l’aspetto tecnico, ma importante soprattutto perché richiama i valori dello sport e li mette al servizio dei più deboli devolvendo l’incasso alla ricerca e mandando un messaggio di solidarietà e pace fra i popoli.
Il Barcanova vince il Torneo battendo  5 -3 il Carrara 90 ai tempi supplementari
Per il 3 e 4 Posto  il San Donato a battuto per 2-1 Accademia Pertusa.

 

Evani si racconta. Organizza ASI

ASI Lucca organizza un importante incontro a Bagni di Lucca: Chicco Evani presenterà il suo nuovo libro “Non chiamatemi Bubu”. A intervistarlo sarà il neo eletto presidente provinciale Fabrizio Giovannini. 

Si comincia con Chicco Evani che certo non ha bisogno di presentazioni e che illustrerà il nuovo libro “Non chiamatemi Bubu” e parlerà della sua brillante carriera con aneddoti inediti. “Bagni di Lucca va fatta conoscere, va fatta vivere, va rilanciata e lo Sport sarà un mezzo importante così come il turismo sportivo, per farlo. Abbiamo strutture, capacità e persone in grado di riuscirci”, spiega Fabrizio Giovannini, neo eletto presidente provinciale di Lucca. “La presenza di un campione come Evani rappresenta la giusta partenza per una serie di incontri organizzati insieme alla struttura nazionale di ASI, Trofeo Maestrelli e Bagni di Lucca: dibattiti, approfondimenti e convegni con personaggi importanti del panorama sportivo Nazionale”.

 

 

 


“Poi è arrivata quella punizione: mi sono avvicinato al pallone lentamente, mani sui fianchi, testa bassa, concentrato. Respiro. Rincorsa breve… gol. È stato un attimo. Indimenticabile”…

Per la prima volta Chicco Evani si racconta e si apre come non ha mai fatto, ripercorrendo i momenti salienti della sua straordinaria carriera, quasi interamente vissuta nelle fila del Milan.
Come scrive Arrigo Sacchi nella sua bella prefazione al libro di Chicco Evani Non chiamatemi Bubu, “Chicco Evani si racconta in un libro ricco di umanità e aneddoti. Scrive dell’amore che fin da bambino ha avuto per il calcio. Una passione irrefrenabile verso il pallone, definito ‘un amico fidato e sincero’. Parla della sua numerosa famiglia, dei suoi fratelli e dei suoi laboriosi genitori a cui deve tanto, anche se non hanno mai dimostrato il loro affetto”. Proprio come loro da sempre avaro di manifestazioni di affetto e di parole a causa di quello che definisce una sorta di pudore, per la prima volta qui, nelle pagine di Non chiamatemi Bubu, Chicco Evani si racconta e si apre come non ha mai fatto. Ripercorre i momenti salienti della sua straordinaria carriera, quasi interamente vissuta nelle fila del Milan dove, dice, “sono stato benissimo per tanto tempo e mi sono anche molto divertito. Ho vissuto emozioni incredibili, vittorie straordinarie, ho conosciuto compagni di squadra e amici che non ho mai perso negli anni. Anche dopo la fine della mia carriera”. Riga dopo riga, pagina dopo pagina emerge il ritratto di una grande persona, di un uomo di valori, di un giocatore eccellente e generoso, di un professionista di altissimo livello e ora anche ottimo tecnico.


 

Campionato Seniores di Calcio a 11. Scusate il ritardo…

Ha avuto inizio, nella prima settimana di novembre, il primo Campionato Seniores di Calcio a 11 – Roma 2021, dedicato alla Categoria Over 45 e organizzato sotto l’egida di ASI.

Il torneo, organizzato dal Comitato Regionale del Lazio, il cui inizio è stato rimandato di un anno a causa della pandemia da Covid-19, vede la partecipazione di 7 squadre del territorio romano e costituisce la prima edizione di un progetto, sperimentale ma ambizioso, riservato alla categoria Over e finalizzato alla promozione del calcio a 11 amatoriale per le fasce di età più alta le quali, pur portando sul campo la giusta competitività, si incontrano con la finalità di praticare, col giusto spirito, uno degli sport sicuramente più popolari.
Le squadre faranno parte di un girono unico, che si svolgerà con gare di andata e ritorno con la classica formula del girone all’italiana.
La prima partita, disputata giovedì 4 novembre tra le compagini della Roma Over e de La Fenice presso il noto impianto sportivo dell’Urbetevere, è terminata in parità, con il punteggio di 2 a 2. Alla doppietta dell’attaccante Malerba della Roma Over, ha risposto la Fenice con le marcature di Errani e Minna.
La seconda gara del girone, in programma il mercoledì 8 novembre, ha visto la squadra ospite dell’Old Soccer Monterotondo imporsi per 2 a 1 sul campo del Green Club della NIA Roma. Bavaro e Montenucci i marcatori della squadra di Monterotondo, Carello autore del goal della squadra di casa.
Ha chiuso infine la prima giornata la gara tra Football Amatori Roma e SMR Roma, disputata presso il campo di San Paolo Ostiense e terminata con il punteggio di 2 a 0 per i padroni di casa. Marcatori Frezza e Dal Monte.
Turno di riposo settimanale per la Lupa Amatori Over.

Comitato Forlì-Cesena. Torneo ASI di Calcio a 5

Presso l'impianto sportivo Comunale di Villanova (FC), presso la sede di Controcampo, si è disputata la Finale del 1° Torneo ASI di Calcio a 5 del Comitato Provinciale ASI di Forlì-Cesena.  Il livello di preparazione delle due squadre in campo è stato alto e di grande importanze il ruolo dei nostri arbitri che per l'intero torneo hanno saputo applicare con grande porfessionallità le regole alla base di un buon gioco e di una buona etica amatoriale.
Lo staff del Comitato, Il Presidente Elisa Petroni e i componenti del direttivo, Raffaele Acri e Carlo  Castrignanò, hanno, con la propria presenza, ribadito l'importanza che riveste sul territorio  un Ente di promozione sportiva proprio perchè  nella promozione si valorizza non solo l'aspetto tecnico del gioco ma anche quello valoriale che ne costituisce  linfa vitale.
Auspichiamo di realizzare altri tornei  grazie alla professionaità dei nostri arbitri che sono la granzia assoluta di un gioco sano e rispettoso delle regole. 
Il torneo si è disputato a cavallo tra il mese di settembre e quello di ottobre. 12 squadre totali in campo. Una premiazione che ha al di là della gioia dei vincitori è stata un traguardo importante per il nostro Comitato ASI nella terra di Romagna.