Gli arbitri ASI compiono vent’anni. Domenica le celebrazioni

Un traguardo importante. Una storia ricca di primati che hanno segnato la cultura arbitrale degli ultimi – appunto – vent’anni. È questo il lungo percorso che l’Associazione Arbitri Sport Italiani ha affrontato dal 2002 ad oggi. Una serie indefinita di prime volte, tutte a sua firma: dall’inserimento del VAR nel calcio amatoriale sino al codice etico degli arbitri. Venti anni. Due parole che racchiudono un successo, quello di Americo Scatena, fondatore e Presidente dell’Associazione che, due decenni fa ha deciso, insieme ad un gruppo di amici appassionati di sport, di costituire il sodalizio.

Nasce così nel 2002. Alla festa di domenica anche il nostro Presidente, Claudio Barbaro. L’Associazione nasce il 21 maggio 2002 dalla mia passione per l’arbitraggio e dall’incontro con Claudio Barbaro che ha tanto voluto la sua fondazione”, ci dice Scatena (terzo da sinistra nella foto). “Nel tempo siamo poi diventati anche una sezione del Comitato Provinciale Roma di ASI, grazie a Roberto Cipolletti oggi Presidente di ASI Lazio. Negli anni abbiamo avuto una forte crescita soprattutto sotto l’aspetto della tecnologia in campo. La mia era ed è un’idea di qualità e professionalità che contraddistinguono l’alto livello”.

L’Associazione ha raggiunto tutti i più alti livelli di arbitraggio chiudendo tante collaborazioni di lustro a partire da quella con l’AS Roma fino ad arrivare a dirigere i match, tra le altre, delle Nazionali Scrittori e Attori. Il Responsabile di ASI Spettacolo è un nostro arbitro e un attore molto conosciuto, Enio Drovandi (ultimo a destra nella foto all’Olimpico).
Ma l’idea di professionalità e di qualità proposta da Scatena non si è limitata al solo raggiungimento del vertice inteso in termini di caratura delle partite arbitrate. La missione è sempre stata orientata al miglioramento in termini culturali dello Sport e, in particolar modo, del servizio arbitrale.

VAR, inno e codice etico
Tantissime le novità che l’Associazione Arbitri Sport Italiani ha portato sul rettangolo d’erba. “Abbiamo più volte anticipato l’AIA, la ultracentenaria Associazione degli Arbitri Italiana, su tantissimi aspetti della direzione di gara – continua Americo Scatena – e siamo stati ad esempio i primi, nel 2009, a introdurre un codice etico dell’arbitro che, noi stessi, abbiamo anche provveduto a redigere. Si consideri che l’AIA ha pubblicato il suo ben tre anni dopo”.
Ma l’Associazione non si è fermata a questo. È stata la prima ad aver adottato anche un inno ufficiale cantato oltre ad una propria preghiera. Con il supporto del Monsignor Don Paolo Girardi, Vice Vescovo della Diocesi di Sabina Poggio Mirteto, proprio in occasione del ventennale verrà recitata per la prima volta. “Siamo stati i primi, sempre a livello di competizioni amatoriali, ad avere gli auricolari in campo come usato da FIFA e UEFA oltre alle bandierine con sensore elettronico. E primi, già 12 anni fa, ad avere il defibrillatore semi automatico a disposizione come Associazione Arbitri. – dice il Presidente Scatena – In ultimo, ma certamente non per importanza, abbiamo primeggiato anche nella redazione e la messa in atto di un protocollo per il VAR applicato Campionato amatoriale d’élite di Roma”.

La festa per il ventennale si terrà domenica 22 maggio presso lo Sporting Life di Via Cannetacci, 50 a Mentana. A partire daltrofeo che nasce per festeggiare il compleanno di Lorenzo Cesari, Dirigente ASI, Vicepresidente dell’Asd Arbitri Sport Italiani, arbitro, scomparso prematuramente il 19 Luglio 2013. Il nostro intento è quello di dedicare al nostro collega ed amico un evento con cadenza annuale che coinvolga le realtà a lui più vicine. Nasce quindi il Trofeo Lorenzo Cesari, un torneo tra bambini in un clima sereno e gioviale; un giorno di sport incentrato sul divertimento e la gioia di condividere il ricordo di chi ha fatto della sua passione uno stile di vita contraddistinto da impegno, lealtà, gratitudine e professionalità. Anche questo anno, per sottolineare il clima di solidarietà in cui si svolge il torneo, abbiamo stretto una collaborazione con l’ associazione Donatori Sangue degli ospedali S. Eugenio e C.T.O. “ A. Alesini” “ La rete di Tutti” onlus e dunque dalle 8.00 fino alle 11.30 ci sarà la possibilità di donare il sangue ed essere quindi parte integrante della giornata. Il dono del sangue è un’esperienza di vera solidarietà, di notevole valore civico ed etico, un gesto di grande generosità, che permette di salvare tante vite umane.

PROGRAMMA
Ore 8. Arrivi ed inizio donazione sangue
Ore 8:30. Presentazione Trofeo
Ore 9. Inizio Torneo*
Ore 10. Amichevole giovanissimi 2009
Ore 12. Fine Torneo
Ore 12:15. Premiazioni

 

In occasione del Ventennale, è stato ideato un logo apposito che accompagnerà l’attività del sodalizio nel corso di questo anno celebrativo.

Il logo è stato ideato da Gabriele Merico, arbitro Nazionale ASI: “L’idea iniziale è venuta un anno fa, già ad aprile, quando realizzai una prima bozza insieme ad una descrizione. Ricordo che stavo a lavoro, abbozzando un 9 su un foglio di carta. Non avevo in mente di disegnare il logo del ventennale ma, guardando bene il foglio mi sono ispirato. Una volta a casa, lavorando quel 9 sul computer, e facendolo ruotare ho notato la somiglianza ad un fischietto.
Mandai subito un messaggio ad Americo che diceva: ‘
Il fischietto è un semplice strumento a fiato che produce un fischio acuto, quest’anno per noi sarà lo zero che rappresenta la conclusione del secondo decennio di vita dell’associazione. Nel cuore del fischio un pollice all’insù rivolto verso il cielo, luogo dove il nostro angelo custode Lorenzo rivolge a noi i suoi occhi. Dal foro del fischietto un arco forma un 2 e ai suoi piedi gli anni di fondazione e del ventennale’.
A quel punto mi sono messo a disegnarlo ed eccolo qui. Il riferimento al pollice in su, al quale tengo molto, è per Lorenzo Cesari, giovane Vicepresidente dell’Associazione scomparso prematuramente nel 2013. Era un ragazzo solare e sempre sorridente. Uno delle sue caratteristiche, appunto era quella di avere sempre questo pollice in su. Questo, per noi, è diventato ormai un simbolo”, termina Gabriele.

 

Mundialido, ventiquattresima edizione

È stata presentata questa mattina, al Salone d’Onore del CONI, la 24ma edizione del Mundialido, torneo di calcio riservate alle comunità di origine straniera che vivono nel nostro Paese.

UN CAMPIONATO A 24 SQUADRE. Ben 24 le realtà che scenderanno in campo, il continente più numeroso è ancora quello africano con 10 squadre, 7 dal Sudamerica, 5 dall’Europa, 1 dall’Asia, 1 Resto del Mondo. Il Marocco vuole andare alla caccia del terzo successo consecutivo che in 23 anni di Mundialido è successo solo alla Romania. Le parole del capitano Yassin Chaoui: “Abbiamo dimostrato di esser un grande gruppo, ogni squadra vorrà batterci, ma ci faremo trovare pronti”.

LE DATE. Si giocherà senza sosta. Si partirà domenica 29 maggio con la gara inaugurale alle ore 18.00. Dal mattino esibizione della banda musicale, sfilata degli atleti, incontro di calcio ANCI contro movimento forense e villaggio multietnico. Il primo turno terminerà giovedì 2 giugno, il secondo martedì 7 giugno, il terzo, che darà i primi verdetti, domenica 12 giugno. Al termine dei gironi eliminatori accederanno agli ottavi di finale (in programma dal 16 al 19 giugno) le formazioni giunte al 1 e 2 posto, oltre le 4 migliori terze assolute. I quarti andranno in scena il 22 e 23 giugno. Le semifinali saranno in programma domenica 26 giugno, mentre la finalissima il 29 giugno. In totale si giocheranno 51 partite.
Anche gli arbitri, rappresentati oggi da Americo Scatena, saranno ASI e adotteranno tecnologie come in Var introdotto proprio dal nostro Ente nei tornei dilettantistici.

Gruppo A: Marocco, Ucraina, Egitto, Brasile
Gruppo B: Gambia, Albania, Mali, Colombia
Gruppo C: Nigeria, Bangladesh, Etiopia, Honduras
Gruppo D: Capo Verde, Gran Bretagna, Sierra Leone, El Salvador
Gruppo E: Perù, Moldavia, Senegal, Venezuela
Gruppo F: Ecuador, Resto del Mondo, Libia, Paraguay

LOCATION. La manifestazione calcistica continua a trovare ospitalità allo stadio Fiorentini di via Galatea, zona La Rustica, dove le squadre, o meglio le “nazionali” composte da stranieri che vivono in Italia, saranno ancora una volta accolte a braccia aperte. L’impianto è stato scelto perché in un quadrante di Roma strategico per la presenza di numerose comunità.

ASI PARTNER ISTITUZIONALE. Partner istituzionale della manifestazione sarà ASI rappresentata oggi, nel corso dei sorteggi, dal suo Presidente, Sen. Claudio Barbaro, dal Vicepresidente Emilio Minunzio e dal Direttore Generale Fabio Salerno.

“ASI non è solo sport ma anche cultura, sociale, impegno civile. Crediamo che un’iniziativa come il Mundialido rappresenti, attraverso proprio lo sport, un’occasione di integrazione tra diverse culture. Oggi non potevo mancare per diversi motivi. Innanzitutto devo dare il benvenuto del Club Italia di Eugenio Marchina all’interno dell’Asi: oggi presentiamo ufficialmente questo matrimonio. Devo inoltre assolutamente ringraziare il Vicepresidente Asi Emilio Minunzio. Il Mundialido è una manifestazione importante perché aggrega e integra diverse comunità grazie a un aspetto importante del mondo dello sport, la possibilità di parlare un linguaggio comune. In questo senso il contributo dello sport è fondamentale, ha spiegato il Presidente di ASI, Claudio Barbaro, nel corso della manifestazione.

Da sinistra, il patron del Mundialido Eugenio Marchina, il nostro Presidente Claudio Barbaro e il conduttore della manifestazione, Matteo Raimondi

CALCIO E SOLIDARIETA’. Le finaliste del Mundialido parteciperanno il 30 giugno alla seconda edizione del torneo “un calcio per la libertà” allo Stadio IPM Casal del Marmo. Parteciperanno l’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria, Associazione Nazionale Magistrati, Vecchie glorie Roma e Lazio e una rappresentativa giovani di Casal del Marmo. Un evento per sensibilizzare i temi sociali e di inclusione. Ovviamente molta attenzione per i temi della pace e della guerra in Ucraina con una rappresentativa presente.

Il pensiero del patron del Mundalido, Eugenio Marchina, con il suo Club Italia: “Siamo arrivati a 24, una bella faticaccia, ma abbiamo resistito al Covid e alle tante problematiche degli ultimi anni. Siamo contenti di questa edizione che sarà per la pace e per sensibilizzare questo tema molto importante. La presentazione è stata unica, cornice bellissima. Sarà una bella edizione con in campo le migliori squadre”.

ATTIVITA’ COLLATERALI. Tante le attività collaterali di questo 2022 si premierà Miss Mundialido, ci sarà anche un premio per la miglior sfilata. Poi un concorso fotografico a cura di Pino Rampolla. Ma non solo, anche un concorso per radiocronista a cura di Luis Flores di Sentir Latino. Per quanto riguarda la letteratura il concorso “Il mondo in un libro” dell’editore Giorgio Coralli, riservato agli alunni scuole medie del V Municipio.

 

Mundialido. Ventiquattro anni di sport e integrazione

Yasin, un giovane etiope che ha rischiato di morire diverse volte attraversando il deserto – rinchiuso sottoterra in Libia dai soldati mercenari – e attraversando il Mediterraneo con un barcone per raggiungere l’Italia.
E Babacar, senegalese, giocatore della Viola, arrivato in Italia giovanissimo.
E ancora, Luciano Vassallo, un figlio del colonialismo italiano in Africa. Nato dall’unione tra un soldato toscano e una donna eritrea. Rimasto senza padre, conosce un’infanzia di povertà e di stenti. Il calcio gli offre l’occasione per un clamoroso riscatto. Leader e capitano dell’Etiopia, nel ’62 solleva la Coppa d’Africa diventando un mito dello sport africano. Col regime di Menghistu cade in disgrazia e si trasferisce in Italia, raggiunta al termine di una fuga avventurosa tra montagne e deserti.

Tre vite diverse quelle di Yasin, Babacar e Vassallo ma una storia in comune, a lieto fine, da raccontare: l’approdo sicuro, quello in Italia e la possibilità di giocare al Calcio partendo dal “Mundialido”, un campionato per stranieri che dal 1999 anima i campi della Capitale. Yasin e Babacar hanno giocato con le rispettive selezioni e Vassallo la sua Etiopia, quella in Italia, l’ha proprio allenata.

Il patron del Mundialido, Eugenio Marchina, premia Simone Perrotta, ex giocatore della Nazionale

Quest’anno saranno 24 le squadre al via. Il Marocco, campione in carica, la squadra da battere. Il campo da gioco, lo Stadio Fiorentini, zona La Rustica a Roma, dove le selezioni sono state già lo scorso anno, accolte a braccia aperte. È quella un’area della Capitale crocevia di comunità straniere residenti. Tradizione, passione, integrazione, sociale, sport. Sono valori importanti, che muovono Eugenio Marchina patron del Mundialido, da trent’anni organizzatore di eventi perlopiù a carattere sportivo con il suo ‘Club Italia’. Sposato, quattro figli dei quali nessuno… gioca a pallone. “Non è stato facile conservare, soprattutto in queste due stagioni pandemiche ben 24 squadre al via – afferma lo stesso patron – segno di un grande lavoro, di una buona organizzazione e di un blasone che ci gratifica. Ogni anno è una sfida nuova, ci misuriamo e ci adeguiamo ai tempi che viviamo, offrendo a questi ragazzi una bella occasione di integrazione e di legami puliti tra popoli. Una cosa l’ho imparata. Che le inimicizie e le guerre che nascono dalla politica i ragazzi che giocano qui in Italia hanno voglia di superarle. E ciò avviene con la semplicità e la naturalezza che solo lo sport può regalare”.

Ha parlato dello sport che unisce. Che ne pensa della partecipazione degli atleti russi alle varie competizioni internazionali? “Che non devono essere gli atleti a pagare colpe della politica. In questi anni abbiamo visto stringersi la mano e abbracciarsi, dopo partite, croati e bosniaci, etiopi ed eritrei. Se la squadra russa fosse riuscita a organizzarsi non avremmo avuto problemi a farla giocare. L’Ucraina sarà invece presente”.

Marchina, come è nata l’idea di questo campionato? “Frequentando campi sportivi vidi anni fa dei ragazzi, polacchi, che giocavano a pallone su un campo di pozzolana. Mi fermai a guardarli dietro una rete. Coglievo la voglia di vincere, l’ardore agonistico, il sorriso capace di allontanare i problemi della vita reale in quei novanta minuti. Lì è nato tutto. Da tanti anni organizzavo eventi ed allora ho provato a trasformare quelle sensazioni in qualcosa di reale. Erano quelli i tempi dei fax e allora cominciai a inoltrare richieste ad ambasciate, consolati, associazioni. A volte dinieghi, a volte bellissime sorprese. L’ambasciatore di Capo Verde per anni è stato sempre presente e si è fatto addirittura promotore di una riunione con gli altri diplomatici di vari Paesi africani. Quello della Croazia ha giocato, con il numero 9. Ricordo le prime adesioni da nazioni come Arabia Saudita, Giappone, Romania, Spagna”.

Come mai il termine ‘Mundialido’? “Perché il torneo nasce e cresce nel litorale romano, al campo della Longarina, quello oggi in cui c’è la scuola calcio di Francesco Totti. Da qui la crasi tra le parole ‘Mundial’ e ‘Lido’”.

Siamo al 24esimo anno nella storia del Mundialido. Le nazioni più decorate? “Capo Verde e Romania, 5 titoli a testa. Da due edizioni vince il Marocco”.

Quindi il Mundialido non rispecchia i valori delle Nazionali ‘vere’? “No. Il Brasile, ad esempio, ha sempre faticato. Idem la Germania: ma questo è comprensibile e deriva dal bacino di utenza al quale i selezionatori attingono. I tedeschi hanno formato la propria squadra tra pochi giovani studenti”.

Ha parlato di ‘selezionatori’? “Si… Pensate che in tanti campi di periferia e nelle ville ci sono ragazzi stranieri che giocano a pallone. Il ‘Ct’ spesso gira per quei campi a caccia di talenti. Questo avviene soprattutto per le comunità sudamericane”.

Sinceramente, si diverte a vedere queste partite? “Tantissimo. Premetto che io sono un nostalgico del Calcio d’altri tempi. Il mio idolo di gioventù era Rivera. Il Calcio di oggi – legato a logiche economiche e spesso diseducativo per quanto avviene nella politica sportiva, in campo e sugli spalti – non è affare che amo. Questi ragazzi mi hanno invece restituito tanta di quella passione perduta. Devo dire, con loro anche i tifosi. Sempre presenti, ognuno con le proprie abitudini. I nigeriani con i fiati, senegalesi e capoverdiani con i tamburi, giapponesi inquadrati e signorili. Il Mondo in un torneo”.

Abbiamo letto della presenza del ‘Resto del Mondo’? “Una squadra multietnica con un paio di regole: che non ci siano più di tre giocatori a Paese e che la squadra non sia rappresentata da una Nazionale già in tabellone”. Il Resto del Mondo, peraltro, è da tempo affiliato ad ASI Sport e Sociale.

ASI sarà quest’anno al vostro fianco? “Si, e di questo siamo contentissimi. Un Ente prestigioso, dinamico, che ha messo a disposizione la propria struttura. Voglio ringraziare il suo Presidente, Sen. Claudio Barbaro, e il Vicepresidente Emilio Minunzio, anima di questa sinergia e padrone di casa al campo de La Rustica”.

Anche gli arbitri saranno ASI. “Riconosciuti come eccellenze nel panorama dilettantistico”.

Il Mundialido è invece riconosciuto per i suoi standard particolarmente alti. “Questo ci viene sicuramente riconosciuto. Ogni partita è ripresa dalle telecamere e, al fischio finale, i nostri tecnici già lavorano agli highlights. Sempre presenti i fotografi, i campi in erba o sintetico e, chiaramente, la copertura assicurativa. Particolarmente apprezzata è anche la cerimonia di apertura”.

Come si svolge? Il programma della cerimonia di apertura si apre con le note di prestigiose bande musicali che accompagnano una spettacolare e coreografica sfilata nel corso della quale vengono salutati tutti gli atleti rappresentanti i rispettivi Paesi di appartenenza”. In particolare, spiegano gli organizzatori, sono attentamente strutturati i singoli momenti, al fine di promuovere l’aspetto ludico-sociale, riservando opportuni spazi anche a laboratori per bambini, mostre, dimostrazioni di allenamenti gratuite, scambi “culinari” con degustazione di prodotti tipici. L’organizzazione prevede anche la realizzazione di un villaggio multietnico. All’interno, ciascun Paese usufruisce di spazi per la promozione delle proprie culture e tradizioni, per l’esposizione di prodotti artigianali, per la degustazione di piatti tipici. Vengono allestiti palchi, stand, gazebo, aree sportive, punti ristoro, aree gastronomiche, mostre di pittura, aree ludiche. Cantanti, musicisti e ballerini di varie nazionalità, clown e artisti di strada, allietano partecipanti e spettatori, “riuscendo – sottolinea Marchina – a dare vita a una giornata di festa, sport, musica e cultura”. 

Un ultimo pensiero. “Posso lasciarmi andare a una piccola polemica? Tutti sempre parlano di integrazione, fanno discorsi spesso pomposi e apparentemente sentiti. Ma, almeno alla luce della nostra esperienza, il sostegno fattivo è cosa ben più rara”.

Mundialido, una bella storia da raccontare, verso il suo venticinquennale.

 

[  Fabio Argentini  ]

 


Appuntamento a mercoledì 18 maggio per la presentazione del torneo e per i sorteggi. Ad accogliere le delegazioni dei vari Paesi in gara, il Salone d’Onore del CONI al Foro Italico, teatro del premio ASI “Sport&Cultura”

Un sorriso per Jacopo

Presso l’impianto Carrara 90, si è disputato il  1° Memorial “Un sorriso per Jacopo”  di Calcio giovanile Categoria 2011 a cui hanno partecipato 12 Società sportive, in gran parte affiliate all’ASI.
Il torneo è stato organizzato dal Comitato Regionale ASI Piemonte per uno scopo benefico: tutto l’incasso dell’ingresso è stato devoluto alla ricerca per lotta contro la leucemia.
Grazie al generoso impegno di sportivi e dirigenti, l’evento ha riscosso un grande successo di pubblico. Oltre 600 spettatori hanno affollato gli spalti dando vita a una intensa e festosa giornata di sport. I giovani calciatori in campo hanno dimostrato un livello di preparazione notevole e hanno offerto uno spettacolo calcistico ricco di emozioni grazie anche a una terna arbitraria di qualità (Andrea Sprocatti, Mattia Vecchio e Mohamed).
Prima della premiazione il Presidente Sante Zaza ha ricordato le sofferenze del popolo ucraino rivolgendo a questo un augurio di pace e, dopo un grosso applauso di tutti i presenti, sono stati fatti volare in cielo dei palloncini giallo e blu per testimoniare la solidarietà del mondo sportivo ASI nei confronti degli amici ucraini.
Sante Zaza ha ringraziato  tutto lo staff del Comitato che ha collaborato alla riuscita di questa kermesse: Cinzia Zaza, Claudio Sprocatti, Giacomo Vecchio, il Presidente del Comitato Provinciale Torino Antonietta Tarricone, gli arbitri, la Società Carrara che ha messo a disposizione l’impianto insieme ai tutti i suoi collaboratori.
Ha ringraziato  della loro presenza l’Assessore allo Sport della Regione Piemonte Fabrizio Ricca, il Presidente del CONI Regionale Stefano Mossino e il Delegato CONI Torino Luigi Casale. Infine ha rivolto un ringraziamento speciale per tutte le Società con i lori atleti.
L’Assessore allo Sport della Regione Piemonte Fabrizio Ricca ha espresso ammirazione per la qualità dell’organizzazione di questa grande manifestazione  organizzata dal Comitato  Regionale  Piemonte, in particolare per la finalità benefica del Torneo e per i valori che trasmette ai giovani. Non è facile tornare alla normalità dopo la pandemia, ma risollevare l’amore per lo sport coinvolgendo tanti giovani e tante famiglie è un risultato che fa onore.
Il Presidente del CONI Regionale Piemonte Stefano Mossino si è congratulato con il Presidente del C.R. Piemonte Sante Zaza per l’ottima iniziativa, pregevole sotto l’aspetto tecnico, ma importante soprattutto perché richiama i valori dello sport e li mette al servizio dei più deboli devolvendo l’incasso alla ricerca e mandando un messaggio di solidarietà e pace fra i popoli.
Il Barcanova vince il Torneo battendo  5 -3 il Carrara 90 ai tempi supplementari
Per il 3 e 4 Posto  il San Donato a battuto per 2-1 Accademia Pertusa.

 

Evani si racconta. Organizza ASI

ASI Lucca organizza un importante incontro a Bagni di Lucca: Chicco Evani presenterà il suo nuovo libro “Non chiamatemi Bubu”. A intervistarlo sarà il neo eletto presidente provinciale Fabrizio Giovannini. 

Si comincia con Chicco Evani che certo non ha bisogno di presentazioni e che illustrerà il nuovo libro “Non chiamatemi Bubu” e parlerà della sua brillante carriera con aneddoti inediti. “Bagni di Lucca va fatta conoscere, va fatta vivere, va rilanciata e lo Sport sarà un mezzo importante così come il turismo sportivo, per farlo. Abbiamo strutture, capacità e persone in grado di riuscirci”, spiega Fabrizio Giovannini, neo eletto presidente provinciale di Lucca. “La presenza di un campione come Evani rappresenta la giusta partenza per una serie di incontri organizzati insieme alla struttura nazionale di ASI, Trofeo Maestrelli e Bagni di Lucca: dibattiti, approfondimenti e convegni con personaggi importanti del panorama sportivo Nazionale”.

 

 

 


“Poi è arrivata quella punizione: mi sono avvicinato al pallone lentamente, mani sui fianchi, testa bassa, concentrato. Respiro. Rincorsa breve… gol. È stato un attimo. Indimenticabile”…

Per la prima volta Chicco Evani si racconta e si apre come non ha mai fatto, ripercorrendo i momenti salienti della sua straordinaria carriera, quasi interamente vissuta nelle fila del Milan.
Come scrive Arrigo Sacchi nella sua bella prefazione al libro di Chicco Evani Non chiamatemi Bubu, “Chicco Evani si racconta in un libro ricco di umanità e aneddoti. Scrive dell’amore che fin da bambino ha avuto per il calcio. Una passione irrefrenabile verso il pallone, definito ‘un amico fidato e sincero’. Parla della sua numerosa famiglia, dei suoi fratelli e dei suoi laboriosi genitori a cui deve tanto, anche se non hanno mai dimostrato il loro affetto”. Proprio come loro da sempre avaro di manifestazioni di affetto e di parole a causa di quello che definisce una sorta di pudore, per la prima volta qui, nelle pagine di Non chiamatemi Bubu, Chicco Evani si racconta e si apre come non ha mai fatto. Ripercorre i momenti salienti della sua straordinaria carriera, quasi interamente vissuta nelle fila del Milan dove, dice, “sono stato benissimo per tanto tempo e mi sono anche molto divertito. Ho vissuto emozioni incredibili, vittorie straordinarie, ho conosciuto compagni di squadra e amici che non ho mai perso negli anni. Anche dopo la fine della mia carriera”. Riga dopo riga, pagina dopo pagina emerge il ritratto di una grande persona, di un uomo di valori, di un giocatore eccellente e generoso, di un professionista di altissimo livello e ora anche ottimo tecnico.