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Sono venti le candeline che l’Associazione Arbitri Sport Italiani di ASI ha spento domenica presso lo Sporting Life di Via Cannetacci a Mentana. Un traguardo importante quello raggiunto dall’associazione fondata e guidata da Americo Scatena.
Alla festa erano presenti, tra gli altri, il Presidente di ASI Claudio Barbaro, il Segretario Amministrativo Alessia Pennesi, il Responsabile Marketing e a capo della Segreteria Generale Achille Sette, il Presidente del Comitato del Lazio Roberto Cipolletti e il Presidente del Comitato di Roma Andrea Roberti.
Vent’anni, quelli trascorsi dal 2002, pieni di intraprendenza, coraggio e visione da parte di tutti gli Arbitri di ASI. Tantissime le novità varate dall’Associazione in questi due decenni dall’introduzione del VAR nel calcio amatoriale alla redazione e applicazione di un codice etico degli arbitri. Ma non solo, anche l’adozione di un inno cantato e di una preghiera. Una lunga serie di primati che ha caratterizzato e fatto spiccare l’Associazione ai vertici del sistema arbitrale consolidando la partnership, ad esempio, con le Nazionali degli Attori e degli Scrittori oppure quella con l’AS Roma Calcio.
“È un piacere e un onore per me partecipare al Ventennale degli arbitri di ASI”, dice il Presidente Claudio Barbaro. “I nostri arbitri sono stati i primi a dotarsi di un codice etico, i primi a utilizzare il VAR a livello amatoriale. Un’eccellenza per il nostro Ente. Siamo qui a Mentana anche per il Trofeo dedicato a Lorenzo Cesari, arbitro, scomparso prematuramente nel 2013”.
Ed è proprio a Lorenzo Cesari, Dirigente ASI e Vicepresidente dell’Asd Arbitri Sport Italiani, scomparso prematuramente nel 2013 che si è ispirato il Trofeo disputato domenica giunto alla sua ottava edizione. La competizione, riservata alle categorie 2009 e 2015-2016 ha visto imporsi, nella prima, il Nomentum 2012. Tra i piccoli di 7/8 anni, invece, non era prevista una classifica ma i bambini hanno potuto godere in felicità di una splendida giornata di sport. Hanno preso parte a questa seconda competizione le squadre: Mundial Football (affiliata ASI), l’AS Roma, il Nomentum 2012 e il Palombara Sabina. Momento di commozione all’apertura del Trofeo con l’intervento di Americo Scatena, Presidente degli Arbitri di ASI, insieme alla mamma, Maria Ubaldi e alla sorella Assunta Cesari di Lorenzo. È stato effettuato un giro di campo insieme a tutti i bambini e ai mister per salutare i genitori e i presenti. Un saluto al cielo a Lorenzo, attraverso i fischietti, e recitato la preghiera scritta in collaborazione con il Monsignor Paolo Girardi, Vice Vescovo della Diocesi di Sabina Poggio Mirteto.
L’amore e il ricordo che questo gruppo non ha mai smesso di onorare per Lorenzo Cesari sono stati d’ispirazione anche per il logo del ventennale appositamente creato e disegnato dall’arbitro, e amico di Lorenzo, Gabriele Merico. Anche questo anno, per sottolineare il clima di solidarietà in cui si svolge il torneo, è stata stretta una collaborazione con l’Associazione Donatori Sangue degli ospedali S. Eugenio e C.T.O. “A. Alesini” “La rete di Tutti” onlus e dunque è stato possibile donare il sangue ed essere parte integrante della giornata.
Una donazione, anch’essa intitolata a Lorenzo Cesari, che è ripresa dopo due anni di Covid e che ha visto anche, con gioia degli organizzatori, il raddoppio delle sacche di sangue raccolte. Dopo la mattinata di sport all’impianto Sporting Life di Mentana, la festa è continuata presso lo Sporting Club la Cerquetta di Fonte Nuova, cittadina in cui ha sede anche l’Associazione, con un pranzo inter-sociale. Emozioni durante la proiezione del video che ha raccolto, tra ben 500 immagini, i più bei momenti della vita dell’Asd.
Come regalo degli arbitri associati al Presidente Scatena è stato costituito, poi, il premio “Arbitro di Vita” che sarà un premio insignito annualmente ad uno tra gli arbitri del sodalizio e che, per questo suo debutto è stato assegnato, ad honorem, al Presidente Americo Scatena.
PROGRAMMA
Ore 8. Arrivi ed inizio donazione sangue
Ore 8:30. Presentazione Trofeo
Ore 9. Inizio Torneo
Ore 10. Amichevole giovanissimi 2009
Ore 12:15. Premiazioni
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In occasione del Ventennale, è stato ideato un logo apposito che accompagnerà l’attività del sodalizio nel corso di questo anno celebrativo.
Il logo è stato ideato da Gabriele Merico, arbitro Nazionale ASI: “L’idea iniziale è venuta un anno fa, già ad aprile, quando realizzai una prima bozza insieme ad una descrizione. Ricordo che stavo a lavoro, abbozzando un 9 su un foglio di carta. Non avevo in mente di disegnare il logo del ventennale ma, guardando bene il foglio mi sono ispirato. Una volta a casa, lavorando quel 9 sul computer, e facendolo ruotare ho notato la somiglianza ad un fischietto. |
Un traguardo importante. Una storia ricca di primati che hanno segnato la cultura arbitrale degli ultimi – appunto – vent’anni. È questo il lungo percorso che l’Associazione Arbitri Sport Italiani ha affrontato dal 2002 ad oggi. Una serie indefinita di prime volte, tutte a sua firma: dall’inserimento del VAR nel calcio amatoriale sino al codice etico degli arbitri. Venti anni. Due parole che racchiudono un successo, quello di Americo Scatena, fondatore e Presidente dell’Associazione che, due decenni fa ha deciso, insieme ad un gruppo di amici appassionati di sport, di costituire il sodalizio.
Nasce così nel 2002. Alla festa di domenica anche il nostro Presidente, Claudio Barbaro. “L’Associazione nasce il 21 maggio 2002 dalla mia passione per l’arbitraggio e dall’incontro con Claudio Barbaro che ha tanto voluto la sua fondazione”, ci dice Scatena (terzo da sinistra nella foto). “Nel tempo siamo poi diventati anche una sezione del Comitato Provinciale Roma di ASI, grazie a Roberto Cipolletti oggi Presidente di ASI Lazio. Negli anni abbiamo avuto una forte crescita soprattutto sotto l’aspetto della tecnologia in campo. La mia era ed è un’idea di qualità e professionalità che contraddistinguono l’alto livello”.
L’Associazione ha raggiunto tutti i più alti livelli di arbitraggio chiudendo tante collaborazioni di lustro a partire da quella con l’AS Roma fino ad arrivare a dirigere i match, tra le altre, delle Nazionali Scrittori e Attori. Il Responsabile di ASI Spettacolo è un nostro arbitro e un attore molto conosciuto, Enio Drovandi (ultimo a destra nella foto all’Olimpico).
Ma l’idea di professionalità e di qualità proposta da Scatena non si è limitata al solo raggiungimento del vertice inteso in termini di caratura delle partite arbitrate. La missione è sempre stata orientata al miglioramento in termini culturali dello Sport e, in particolar modo, del servizio arbitrale.
VAR, inno e codice etico
Tantissime le novità che l’Associazione Arbitri Sport Italiani ha portato sul rettangolo d’erba. “Abbiamo più volte anticipato l’AIA, la ultracentenaria Associazione degli Arbitri Italiana, su tantissimi aspetti della direzione di gara – continua Americo Scatena – e siamo stati ad esempio i primi, nel 2009, a introdurre un codice etico dell’arbitro che, noi stessi, abbiamo anche provveduto a redigere. Si consideri che l’AIA ha pubblicato il suo ben tre anni dopo”.
Ma l’Associazione non si è fermata a questo. È stata la prima ad aver adottato anche un inno ufficiale cantato oltre ad una propria preghiera. Con il supporto del Monsignor Don Paolo Girardi, Vice Vescovo della Diocesi di Sabina Poggio Mirteto, proprio in occasione del ventennale verrà recitata per la prima volta. “Siamo stati i primi, sempre a livello di competizioni amatoriali, ad avere gli auricolari in campo come usato da FIFA e UEFA oltre alle bandierine con sensore elettronico. E primi, già 12 anni fa, ad avere il defibrillatore semi automatico a disposizione come Associazione Arbitri. – dice il Presidente Scatena – In ultimo, ma certamente non per importanza, abbiamo primeggiato anche nella redazione e la messa in atto di un protocollo per il VAR applicato Campionato amatoriale d’élite di Roma”.
La festa per il ventennale si terrà domenica 22 maggio presso lo Sporting Life di Via Cannetacci, 50 a Mentana. A partire daltrofeo che nasce per festeggiare il compleanno di Lorenzo Cesari, Dirigente ASI, Vicepresidente dell’Asd Arbitri Sport Italiani, arbitro, scomparso prematuramente il 19 Luglio 2013. Il nostro intento è quello di dedicare al nostro collega ed amico un evento con cadenza annuale che coinvolga le realtà a lui più vicine. Nasce quindi il Trofeo Lorenzo Cesari, un torneo tra bambini in un clima sereno e gioviale; un giorno di sport incentrato sul divertimento e la gioia di condividere il ricordo di chi ha fatto della sua passione uno stile di vita contraddistinto da impegno, lealtà, gratitudine e professionalità. Anche questo anno, per sottolineare il clima di solidarietà in cui si svolge il torneo, abbiamo stretto una collaborazione con l’ associazione Donatori Sangue degli ospedali S. Eugenio e C.T.O. “ A. Alesini” “ La rete di Tutti” onlus e dunque dalle 8.00 fino alle 11.30 ci sarà la possibilità di donare il sangue ed essere quindi parte integrante della giornata. Il dono del sangue è un’esperienza di vera solidarietà, di notevole valore civico ed etico, un gesto di grande generosità, che permette di salvare tante vite umane.
PROGRAMMA
Ore 8. Arrivi ed inizio donazione sangue
Ore 8:30. Presentazione Trofeo
Ore 9. Inizio Torneo*
Ore 10. Amichevole giovanissimi 2009
Ore 12. Fine Torneo
Ore 12:15. Premiazioni
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In occasione del Ventennale, è stato ideato un logo apposito che accompagnerà l’attività del sodalizio nel corso di questo anno celebrativo.
Il logo è stato ideato da Gabriele Merico, arbitro Nazionale ASI: “L’idea iniziale è venuta un anno fa, già ad aprile, quando realizzai una prima bozza insieme ad una descrizione. Ricordo che stavo a lavoro, abbozzando un 9 su un foglio di carta. Non avevo in mente di disegnare il logo del ventennale ma, guardando bene il foglio mi sono ispirato. Una volta a casa, lavorando quel 9 sul computer, e facendolo ruotare ho notato la somiglianza ad un fischietto. |
È stata presentata questa mattina, al Salone d’Onore del CONI, la 24ma edizione del Mundialido, torneo di calcio riservate alle comunità di origine straniera che vivono nel nostro Paese.
UN CAMPIONATO A 24 SQUADRE. Ben 24 le realtà che scenderanno in campo, il continente più numeroso è ancora quello africano con 10 squadre, 7 dal Sudamerica, 5 dall’Europa, 1 dall’Asia, 1 Resto del Mondo. Il Marocco vuole andare alla caccia del terzo successo consecutivo che in 23 anni di Mundialido è successo solo alla Romania. Le parole del capitano Yassin Chaoui: “Abbiamo dimostrato di esser un grande gruppo, ogni squadra vorrà batterci, ma ci faremo trovare pronti”.
LE DATE. Si giocherà senza sosta. Si partirà domenica 29 maggio con la gara inaugurale alle ore 18.00. Dal mattino esibizione della banda musicale, sfilata degli atleti, incontro di calcio ANCI contro movimento forense e villaggio multietnico. Il primo turno terminerà giovedì 2 giugno, il secondo martedì 7 giugno, il terzo, che darà i primi verdetti, domenica 12 giugno. Al termine dei gironi eliminatori accederanno agli ottavi di finale (in programma dal 16 al 19 giugno) le formazioni giunte al 1 e 2 posto, oltre le 4 migliori terze assolute. I quarti andranno in scena il 22 e 23 giugno. Le semifinali saranno in programma domenica 26 giugno, mentre la finalissima il 29 giugno. In totale si giocheranno 51 partite.
Anche gli arbitri, rappresentati oggi da Americo Scatena, saranno ASI e adotteranno tecnologie come in Var introdotto proprio dal nostro Ente nei tornei dilettantistici.
Gruppo A: Marocco, Ucraina, Egitto, Brasile
Gruppo B: Gambia, Albania, Mali, Colombia
Gruppo C: Nigeria, Bangladesh, Etiopia, Honduras
Gruppo D: Capo Verde, Gran Bretagna, Sierra Leone, El Salvador
Gruppo E: Perù, Moldavia, Senegal, Venezuela
Gruppo F: Ecuador, Resto del Mondo, Libia, Paraguay
LOCATION. La manifestazione calcistica continua a trovare ospitalità allo stadio Fiorentini di via Galatea, zona La Rustica, dove le squadre, o meglio le “nazionali” composte da stranieri che vivono in Italia, saranno ancora una volta accolte a braccia aperte. L’impianto è stato scelto perché in un quadrante di Roma strategico per la presenza di numerose comunità.
ASI PARTNER ISTITUZIONALE. Partner istituzionale della manifestazione sarà ASI rappresentata oggi, nel corso dei sorteggi, dal suo Presidente, Sen. Claudio Barbaro, dal Vicepresidente Emilio Minunzio e dal Direttore Generale Fabio Salerno.
“ASI non è solo sport ma anche cultura, sociale, impegno civile. Crediamo che un’iniziativa come il Mundialido rappresenti, attraverso proprio lo sport, un’occasione di integrazione tra diverse culture. Oggi non potevo mancare per diversi motivi. Innanzitutto devo dare il benvenuto del Club Italia di Eugenio Marchina all’interno dell’Asi: oggi presentiamo ufficialmente questo matrimonio. Devo inoltre assolutamente ringraziare il Vicepresidente Asi Emilio Minunzio. Il Mundialido è una manifestazione importante perché aggrega e integra diverse comunità grazie a un aspetto importante del mondo dello sport, la possibilità di parlare un linguaggio comune. In questo senso il contributo dello sport è fondamentale”, ha spiegato il Presidente di ASI, Claudio Barbaro, nel corso della manifestazione.

CALCIO E SOLIDARIETA’. Le finaliste del Mundialido parteciperanno il 30 giugno alla seconda edizione del torneo “un calcio per la libertà” allo Stadio IPM Casal del Marmo. Parteciperanno l’Associazione Nazionale Polizia Penitenziaria, Associazione Nazionale Magistrati, Vecchie glorie Roma e Lazio e una rappresentativa giovani di Casal del Marmo. Un evento per sensibilizzare i temi sociali e di inclusione. Ovviamente molta attenzione per i temi della pace e della guerra in Ucraina con una rappresentativa presente.
Il pensiero del patron del Mundalido, Eugenio Marchina, con il suo Club Italia: “Siamo arrivati a 24, una bella faticaccia, ma abbiamo resistito al Covid e alle tante problematiche degli ultimi anni. Siamo contenti di questa edizione che sarà per la pace e per sensibilizzare questo tema molto importante. La presentazione è stata unica, cornice bellissima. Sarà una bella edizione con in campo le migliori squadre”.
ATTIVITA’ COLLATERALI. Tante le attività collaterali di questo 2022 si premierà Miss Mundialido, ci sarà anche un premio per la miglior sfilata. Poi un concorso fotografico a cura di Pino Rampolla. Ma non solo, anche un concorso per radiocronista a cura di Luis Flores di Sentir Latino. Per quanto riguarda la letteratura il concorso “Il mondo in un libro” dell’editore Giorgio Coralli, riservato agli alunni scuole medie del V Municipio.
Yasin, un giovane etiope che ha rischiato di morire diverse volte attraversando il deserto – rinchiuso sottoterra in Libia dai soldati mercenari – e attraversando il Mediterraneo con un barcone per raggiungere l’Italia.
E Babacar, senegalese, giocatore della Viola, arrivato in Italia giovanissimo.
E ancora, Luciano Vassallo, un figlio del colonialismo italiano in Africa. Nato dall’unione tra un soldato toscano e una donna eritrea. Rimasto senza padre, conosce un’infanzia di povertà e di stenti. Il calcio gli offre l’occasione per un clamoroso riscatto. Leader e capitano dell’Etiopia, nel ’62 solleva la Coppa d’Africa diventando un mito dello sport africano. Col regime di Menghistu cade in disgrazia e si trasferisce in Italia, raggiunta al termine di una fuga avventurosa tra montagne e deserti.
Tre vite diverse quelle di Yasin, Babacar e Vassallo ma una storia in comune, a lieto fine, da raccontare: l’approdo sicuro, quello in Italia e la possibilità di giocare al Calcio partendo dal “Mundialido”, un campionato per stranieri che dal 1999 anima i campi della Capitale. Yasin e Babacar hanno giocato con le rispettive selezioni e Vassallo la sua Etiopia, quella in Italia, l’ha proprio allenata.

Quest’anno saranno 24 le squadre al via. Il Marocco, campione in carica, la squadra da battere. Il campo da gioco, lo Stadio Fiorentini, zona La Rustica a Roma, dove le selezioni sono state già lo scorso anno, accolte a braccia aperte. È quella un’area della Capitale crocevia di comunità straniere residenti. Tradizione, passione, integrazione, sociale, sport. Sono valori importanti, che muovono Eugenio Marchina patron del Mundialido, da trent’anni organizzatore di eventi perlopiù a carattere sportivo con il suo ‘Club Italia’. Sposato, quattro figli dei quali nessuno… gioca a pallone. “Non è stato facile conservare, soprattutto in queste due stagioni pandemiche ben 24 squadre al via – afferma lo stesso patron – segno di un grande lavoro, di una buona organizzazione e di un blasone che ci gratifica. Ogni anno è una sfida nuova, ci misuriamo e ci adeguiamo ai tempi che viviamo, offrendo a questi ragazzi una bella occasione di integrazione e di legami puliti tra popoli. Una cosa l’ho imparata. Che le inimicizie e le guerre che nascono dalla politica i ragazzi che giocano qui in Italia hanno voglia di superarle. E ciò avviene con la semplicità e la naturalezza che solo lo sport può regalare”.
Ha parlato dello sport che unisce. Che ne pensa della partecipazione degli atleti russi alle varie competizioni internazionali? “Che non devono essere gli atleti a pagare colpe della politica. In questi anni abbiamo visto stringersi la mano e abbracciarsi, dopo partite, croati e bosniaci, etiopi ed eritrei. Se la squadra russa fosse riuscita a organizzarsi non avremmo avuto problemi a farla giocare. L’Ucraina sarà invece presente”.
Marchina, come è nata l’idea di questo campionato? “Frequentando campi sportivi vidi anni fa dei ragazzi, polacchi, che giocavano a pallone su un campo di pozzolana. Mi fermai a guardarli dietro una rete. Coglievo la voglia di vincere, l’ardore agonistico, il sorriso capace di allontanare i problemi della vita reale in quei novanta minuti. Lì è nato tutto. Da tanti anni organizzavo eventi ed allora ho provato a trasformare quelle sensazioni in qualcosa di reale. Erano quelli i tempi dei fax e allora cominciai a inoltrare richieste ad ambasciate, consolati, associazioni. A volte dinieghi, a volte bellissime sorprese. L’ambasciatore di Capo Verde per anni è stato sempre presente e si è fatto addirittura promotore di una riunione con gli altri diplomatici di vari Paesi africani. Quello della Croazia ha giocato, con il numero 9. Ricordo le prime adesioni da nazioni come Arabia Saudita, Giappone, Romania, Spagna”.
Come mai il termine ‘Mundialido’? “Perché il torneo nasce e cresce nel litorale romano, al campo della Longarina, quello oggi in cui c’è la scuola calcio di Francesco Totti. Da qui la crasi tra le parole ‘Mundial’ e ‘Lido’”.
Siamo al 24esimo anno nella storia del Mundialido. Le nazioni più decorate? “Capo Verde e Romania, 5 titoli a testa. Da due edizioni vince il Marocco”.
Quindi il Mundialido non rispecchia i valori delle Nazionali ‘vere’? “No. Il Brasile, ad esempio, ha sempre faticato. Idem la Germania: ma questo è comprensibile e deriva dal bacino di utenza al quale i selezionatori attingono. I tedeschi hanno formato la propria squadra tra pochi giovani studenti”.
Ha parlato di ‘selezionatori’? “Si… Pensate che in tanti campi di periferia e nelle ville ci sono ragazzi stranieri che giocano a pallone. Il ‘Ct’ spesso gira per quei campi a caccia di talenti. Questo avviene soprattutto per le comunità sudamericane”.
Sinceramente, si diverte a vedere queste partite? “Tantissimo. Premetto che io sono un nostalgico del Calcio d’altri tempi. Il mio idolo di gioventù era Rivera. Il Calcio di oggi – legato a logiche economiche e spesso diseducativo per quanto avviene nella politica sportiva, in campo e sugli spalti – non è affare che amo. Questi ragazzi mi hanno invece restituito tanta di quella passione perduta. Devo dire, con loro anche i tifosi. Sempre presenti, ognuno con le proprie abitudini. I nigeriani con i fiati, senegalesi e capoverdiani con i tamburi, giapponesi inquadrati e signorili. Il Mondo in un torneo”.
Abbiamo letto della presenza del ‘Resto del Mondo’? “Una squadra multietnica con un paio di regole: che non ci siano più di tre giocatori a Paese e che la squadra non sia rappresentata da una Nazionale già in tabellone”. Il Resto del Mondo, peraltro, è da tempo affiliato ad ASI Sport e Sociale.
ASI sarà quest’anno al vostro fianco? “Si, e di questo siamo contentissimi. Un Ente prestigioso, dinamico, che ha messo a disposizione la propria struttura. Voglio ringraziare il suo Presidente, Sen. Claudio Barbaro, e il Vicepresidente Emilio Minunzio, anima di questa sinergia e padrone di casa al campo de La Rustica”.
Anche gli arbitri saranno ASI. “Riconosciuti come eccellenze nel panorama dilettantistico”.
Il Mundialido è invece riconosciuto per i suoi standard particolarmente alti. “Questo ci viene sicuramente riconosciuto. Ogni partita è ripresa dalle telecamere e, al fischio finale, i nostri tecnici già lavorano agli highlights. Sempre presenti i fotografi, i campi in erba o sintetico e, chiaramente, la copertura assicurativa. Particolarmente apprezzata è anche la cerimonia di apertura”.
Come si svolge? “Il programma della cerimonia di apertura si apre con le note di prestigiose bande musicali che accompagnano una spettacolare e coreografica sfilata nel corso della quale vengono salutati tutti gli atleti rappresentanti i rispettivi Paesi di appartenenza”. In particolare, spiegano gli organizzatori, sono attentamente strutturati i singoli momenti, al fine di promuovere l’aspetto ludico-sociale, riservando opportuni spazi anche a laboratori per bambini, mostre, dimostrazioni di allenamenti gratuite, scambi “culinari” con degustazione di prodotti tipici. L’organizzazione prevede anche la realizzazione di un villaggio multietnico. All’interno, ciascun Paese usufruisce di spazi per la promozione delle proprie culture e tradizioni, per l’esposizione di prodotti artigianali, per la degustazione di piatti tipici. Vengono allestiti palchi, stand, gazebo, aree sportive, punti ristoro, aree gastronomiche, mostre di pittura, aree ludiche. Cantanti, musicisti e ballerini di varie nazionalità, clown e artisti di strada, allietano partecipanti e spettatori, “riuscendo – sottolinea Marchina – a dare vita a una giornata di festa, sport, musica e cultura”.
Un ultimo pensiero. “Posso lasciarmi andare a una piccola polemica? Tutti sempre parlano di integrazione, fanno discorsi spesso pomposi e apparentemente sentiti. Ma, almeno alla luce della nostra esperienza, il sostegno fattivo è cosa ben più rara”.
Mundialido, una bella storia da raccontare, verso il suo venticinquennale.
