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18.09.2020

Sport

| Atletica Leggera

Trofeo Bravin. La storia

Il Trofeo Giorgio Bravin festeggia quest’anno la sua 53esima edizione. Si tratta della manifestazione più longeva della storia dell’atletica giovanile italiana. Una storia che parte da lontano e che annovera, non solo monumenti di questo sport che vi hanno partecipato – su tutti Pietro Mennea, Gabriella Dorio, Franco Fava, Fabrizio Donato, Alessandro Lambruschini, Francesco Panetta, Pierfrancesco Pavoni – ma anche e soprattutto giovani che proprio con il Bravin si sono avvicinati alle gare. Alle competizioni, ai sani valori dello sport. Il Bravin travalica infatti. l’aspetto puramente agonistico perché costituisce da sempre un momento di incontro, di amicizia e di inclusione fra i tanti ragazzi che giungeranno a Roma ed avranno modo, oltre che di confrontarsi su piste e pedane, di socializzare, di stare insieme e di scambiarsi le proprie esperienze dentro e fuori il campo di atletic

Un mix perfetto di protagonisti, tutti campioni di una storia infinita che non si ferma, che continua.

Questo trofeo nasce il 12 settembre del 1965 per volontà del Centro Sportivo Fiamme grazie alla passione di due grandi dirigenti: Roberto Vianello e Carlo Alberto Guida. Portato poi avanti da ASI nel nome della continuità, il trofeo è intitolata alla memoria di Giorgio Bravin, un brigadiere volontario, uno dei tanti, anzi troppi, giovani italiane sacrificati alla guerra. Carlo Alberto Guida, molti anni fa, nel 1984, ricorda che ‘Bravin si è immolato a vent’anni nella difesa del confine orientale nel 1943. Non si sa altro di questo ragazzo, è “semplicemente” Giorgio Bravin, un nome tra i tanti, un promettente atleta diventato soldato e scomparso troppo giovane. Uno dei tanti dimenticati dello sport che troppo spesso brucia tutto: eroi e comprimari. Dalla prima edizione, il Trofeo vuole ricordare tutti i ragazzi e le ragazze d’Italia che hanno portato qualcosa alla Patria, per renderla grande, difenderla. Amarla.

Il primo atto del Bravin vede come teatro lo stadio dell’Acqua Acetosa. Partecipano 31 società e oltre 200 atleti. Ci sono solo ragazzi in gara. Per le ragazze c’è un’altra manifestazione: il Trofeo Notari, riservato alle atlete del Centro Nord. Quel giorno, la rivista federale “Atletica” scrive ‘La Fiamma Roma ha colto nel segno organizzando con ottimo successo successo una rassegna giovanile ch interessava particolarmente le forze del Centro Sud. Per la prima edizione accorre numeroso il pubblico sugli spalti e dal punto di vista agonistico la manifestazione offre spunti interessanti e pregevoli. In particolare, spicca l’impresa del giovane Ciampi che ottiene il nuovo primato stagionale del peso con 15.35 metri e di un altro ragazzo, Pierelli, che surclassa i suo avversari negli 80 ad ostacoli. Il Trofeo si conclude con una schiacciante vittoria della società Cus Roma, campione d’Italia, e con una ricca e simpatica premiazione.
Nel secondo anno del Bravin, crescono le presenze e i sodalizi (39) ed è sempre l’Acqua Acetosa ad ospitarlo. Tra gli atleti si nota Gian Marco Schivo, specialista del salto in alto che salta 1.80 metri piazzandosi secondo. Da quel giorno al Bravin, Schivo otterrà risultati prestigiosi: Europei del 1971, Olimpiadi nel’72, dove nello stesso anno si laureerà campione italiano assoluto. La rivista “Atletica” scrive ‘ La seconda edizione del trofeo Giovinezza Giorgio Bravin riscuote ancora pieno successo organizzativo e tecnico, successo di giusto premio per l’ottima organizzazione del Fiamma, che ha curato in ogni particolare la manifestazione che ha visto scendere in campo i migliori rappresentanti della categoria allievi: ben 375 atleti in rappresentanza di 39 società.
Dopo soli due anni di vita, il Trofeo Giorgio Bravin è già una realtà incontrastata ed entra di diritto nella famiglia dell’atletica italiana, diventando un punto di riferimento per i giovani.
La terza edizione si svolge alla Farnesina; spiccano gli atleti Ziggiotti che corre gli 80 metri in 9.0, così come il campano Landolfi. La quarta tappa vede la partecipazione destinati a fare la storia di questo sport. È il 1968 quando, di nuovo all’Acqua Acetosa, quattro ragazzi mettono in mostra, in maniera indelebile, le loro qualità. Franco Fava, che vince i 2000 metri con 5:46.2, Massimo Magnani che corre i 1000 metri, Giusepe Buttari negli 80 ad ostacoli e Roberto Buccione nella marcia. Ma è l’anno successivo, il 1969, che il Bravin si imbatte in un giovane che da lì a qualche anno avrebbe vinto l’Olimpiade e ogni altro titolo possibile: Pietro Mennea. ‘Ricordo bene quei 300 metri – racconta il campione – era il 20 luglio e partii convinto di potercela fare. Vinsi con 35.6, fu una sensazione bellissima…’.
Il cammino del Bravin prosegue senza sosta. Nel 1972 è la volta dello Stadio Olimpico e per la prima volta sono ammesse anche le atlete. Tra cui, una ragazza di belle speranze: Gabriella Dorio della Fiamma Vicenza, prima nei 2000 metri con il tempo di 6:40.8. L’inizio di una scia infinita di successi per l’azzurra. ‘Quel traguardo che sembrava non arrivasse mai’, racconta.
Con gli anni, arriva il momento dello stadio delle Terme di Caracalla, uno dei più belli di tutto il mondo. Poi ancora Acqua Acetosa, in un sussegursi di emozioni e colpi di scena. Poi lo Stadio dei Marmi nel 1978 dove Antonella Capriotti inizia la sua carriera nel lungo e poi nel triplo. Ed ancora Donato Sabia,  Francesco Panatta, Piefrancesco Pavoni, Marco Todeschini, Nadia Dandolo che racconta come ‘l’unica forografia appesa in camera sia quella del Trofeo Giorgio Bravin’. E tanti altri. Nel 1987 la kermesse si disputa allo stadio della Stella Polare di Ostia per la prima volta. Spiccano futuri campione come Vincenzo Modica.
Arriva il ventennale, ricordato anche sulla rivista “Primato”. Poi ancora il trentennale, il quarantennale e i 50 anni. 
Negli anni poi Andrea Benvenuti e Giuseppe D’Urso, divenuti grandi amici proprio al Bravin, fanno innamorare tutti degli 800 metri in una edizione allo Stadio della Farnesina. Medaglie alle Olimpiadi, ori agli Europei, Mondiali.
Alla Farnesina, nel giugno 1989 la festa del Bravin si conclude con una splendida galoppata di Ileana Salvador della Fiamma Vicenza in una gara fuori programma di marcia km 10. La giovane ottiene il nuovo record mondiale con il tempo di 42.39.2, migliorando nettamente il precedente limite della sovietica Nadezhda Ryashkina. La Salvador dichiara 'mi sento orgogliosa di aver dato lustro ad una manifestazione così importante come il Trofeo Bravin, ho sentito di aver ricompensato la mia società, la Fiamma Vicenza e Sandro Giorgi per tutta la fiducia che in me avevano risposto'.

Altri, tra i tantissimi, atleti di spicco che passano per questo evento come Pilar Ottoz, Maurilio Mariani, Martina Curri, Salvatore Colloca, Alessandra Coaccioli, Ausilia Balletta, Doris Tomasini, Valentina Aniballi, Eugenio Umberto Mannucci, Maria Enrica Spacca, Giulia Latini, Daniele Secci e Carolina Visca,
Una curiosità riguarda il 2002, quando il Bravin, nella prima ed unica volta della sua storia, emigra da Roma a Foggia insieme ai campionati nazionali.
 ASI
Il Bravin é il trofeo che permette ai giovani che si sono affacciati fa poco al mondo dell’atletica di emergere e mettersi in luce. 
Sandro Giorgi, responsabile del settore Asi Atletica, uno degli artefici della continuazione negli anni del Bravin commenta così una delle ultime edizioni. ‘Dopo 50 edizioni, nonostante i mille problemi, esiste una base solida su cui lavorare. Tutti questi ragazzi che ogni anno arrivano a Roma così numerosi, onorano il Trofeo Bravin. La speranza è che si creino sempre i presupposti per far loro proseguire l’attività anche quando saliranno di categoria’.

Anche quest’anno, nonostante le difficoltà, la tragedia vissuta dalla pandemia, il Bravin- che ha un posto di diritto nella tradizione romana e nazionale – ci sarà. Un’edizione probabilmente diversa, ma ci sarà. La storia non si cancella.

[  Paolo Signorelli  ]
 
 
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