ASI Catania: al via il seminario di formazione “Sport Management Academy”

Prima giornata carica di consensi per il seminario “Sport Management Academy” organizzato dal Comitato provinciale ASI di Catania, presieduto da Angelo Musmeci, in collaborazione con Gestione Sport, con una serie di incontri gratuiti destinati a presidenti, consiglieri, dirigenti, amministrativi e tecnici delle associazioni sportive e del Terzo settore, che ha preso il via sabato scorso 13 giugno e che si terrà anche i prossimi 20 e 27 giugno.
Il tema della prima giornata ha riguardato il lavoro sportivo, con gli interventi del referente commerciale Regione Sicilia – responsabile settore sud dell’Istituto per il Credito sportivo e culturale Gianluca D’Antoni, del Ceo di Gestione Sport Mario Rapisarda e del dottor Giuseppe Leotta.

 

Angelo Musmeci, Presidente provinciale ASI Catania: Ormai la formazione dei dirigenti sportivi è un aspetto essenziale per la gestione delle associazioni sportive e del Terzo settore. La nuova legislazione sportiva impone una formazione continua. Asi tiene particolarmente a informare dirigenti e tecnici sulle nuove normative, sia affiliati al nostro comitato che esterni, in quanto siamo aperti a tutti. I temi sono davvero tanti e in queste tre giornate ci vogliamo focalizzare su diversi argomenti, individuati tra quelli più importanti per il nostro settore. Certamente organizzeremo altre iniziative come questa”.

 

Mario Rapisarda, Ceo di Gestione Sport spiega: “Il dottor D’Antoni, del credito sportivo, ha approfondito opportunità e finanziamenti per il mondo dello sport e anche in generale. Sul tavolo il tema del lavoro sportivo, uno degli argomenti più caldi, soprattutto dopo la riforma del 2021, che ha dato nuove indicazioni. Altro aspetto da sottolineare è quello della salute, del benessere e delle assicurazioni, con i prodotti sfruttabili dalle associazioni. Ho la fortuna di avere un doppio ruolo, da dirigente sportivo e da consulente. Oggi le associazioni sono vere e proprie imprese. ASI, partner principale di questi seminari é uno dei maggiori enti di gestione sportiva”.

 

Gianluca D’Antoni, responsabile settore sud dell’Istituto per il credito sportivo e culturale, aggiunge: E’ un momento di confronto nel quale le associazioni sportive della provincia di Catania hanno la possibilità di ricevere informazioni dettagliate su tutti gli aspetti di gestione di un impianto sportivo. Il mio focus riguarda i finanziamenti agevolati e l’istituto del credito sportivo è l’ultima banca pubblica rimasta in Italia che gestisce fondi pubblici per le federazioni sportive e enti di promozione sportiva, come ASI e tutti i loro affiliati. Si tratta di poter accedere a finanziamenti a tasso agevolato, ma soprattutto a un fondo di garanzia per importi fino a 60 mila euro. Uno strumento che in tutta Italia sta avendo successo e che anche nel Catanese, negli ultimi anni, ha avuto diversi clienti e fruitori, ci auguriamo che attraverso iniziative come questa possa espandersi ancor di più”.

Di particolare interesse anche l’intervento di Giuseppe Leotta, referente regionale ASI per le arti olistiche che ha relazionato sulle opportunità lavorative che il mondo dello sport può offrire, anche attraverso la formazione specialistica e innovativa, come ad esempio quella dell’operatore per il benessere funzionale: una figura di grande importanza che può implementare sia i servizi offerti dalle associazioni ai propri tesserati, sia diventare attività lavorativa autonoma a beneficio del benessere fisico di tutte le persone.

Il seminario Sport Management Academy” proseguirà nelle giornate di sabato 20 giugno e sabato 27 giugno, sempre al Museo dell’Etna di Viagrande.

“Non ci avete fatto niente”: ASI a Capaci, nel cuore della memoria

Trentaquattro anni dopo la strage, il nostro Ente è presente al Giardino della Memoria con una targa e un impegno concreto: contribuire a portare la cultura della legalità in tutta Italia, attraverso la propria rete civica.

C’è un tratto di autostrada in Sicilia che non è solo asfalto e cemento. È un luogo dell’anima, un punto della terra dove il tempo si è fermato il 23 maggio 1992 e dove, da allora, ogni anno il silenzio parla più forte di qualsiasi parola. È lì, al Giardino della Memoria di Capaci che, sabato 23 maggio, ASI ha voluto essere presente con una targa, con le persone, con il cuore.

Un luogo di rinascita. Trentaquattro anni dopo la strage che uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, quel lembo di Sicilia non è più soltanto un luogo del dolore. È diventato, negli anni, anche un simbolo di rinascita. E a tenerlo vivo, con una forza e una grazia che tolgono il fiato, è Tina Montinaro, vedova di Antonio, caposcorta di Falcone, che ha scelto di trasformare il lutto in testimonianza e la memoria in missione. Oggi Tina è nella grande famiglia di ASI come dirigente dell’Area Diritti e Legalità. E questo, per noi, non è un fatto burocratico o protocollare: è un privilegio e una responsabilità.

 

Barbaro: “La forza e la dignità di restare in piedi”. “La presenza di ASI al Giardino della Memoria – ha spiegato a Capaci il Presidente Barbaro – si è materializzata con la posa di una targa, un tributo agli uomini e alle donne impegnati nella lotta a tutte le mafie, ma soprattutto in un patto che guarda avanti e vuole parlare alle nuove generazioni. ‘Non ci avete fatto niente’, la frase che Tina ha reso manifesto di una vita intera, pronunciata la prima volta davanti ai boss in aula, sarà la nostra bandiera. Una frase che non è arroganza, ma resistenza. Non è sfida, ma dignità. È la voce di chi ha perso tutto e ha scelto, nonostante tutto, di restare in piedi”.
Alla giornata, hanno partecipato molti dirigenti di ASI insieme con il Presidente Barbaro: il Vicepresidente Emilio Minunzio, il Direttore del Terzo Settore Simone Levanti, Carolina Izzo Responsabile Risorse umane, il Responsabile dell’Area Cultura Michele Cioffi, la responsabile del Settore Multilateralismo Umanitario e Sociale Elisabetta Pamela Petrolati.

Oggi è il Parco della Memoria. L’impegno di ASI. “In occasione del XXXIV Anniversario della Strage di Capaci, il “Giardino della Memoria” diventa ufficialmente Parco della Memoria della Regione Siciliana, compiendo uno storico passaggio istituzionale che consegna definitivamente questo luogo alla memoria collettiva del Paese. Determinante è stato il ruolo del nostro Presidente Barbaro e di ASI nel percorso istituzionale con la Regione. Un risultato di altissimo valore simbolico, civile e istituzionale”, queste le parole di Michele Cioffi, Responsabile dell’Area Cultura di ASI. Questo passaggio rappresenta molto più di una trasformazione formale: significa garantire tutela, riconoscimento e valorizzazione permanente a uno dei luoghi più sacri della memoria italiana.
Per decenni il Giardino della Memoria è stato custodito e difeso con straordinaria dedizione da Tina Montinaro e dalla sua famiglia, diventando un presidio morale e civile contro ogni forma di dimenticanza. “Oggi, questo luogo – dice ancora Cioffi – entra ufficialmente in una nuova dimensione di tutela pubblica e riconoscimento regionale, legando il nome di ASI a uno dei simboli più importanti della memoria nazionale e della lotta alla mafia”.

 

L’impegno di ASI e della sua rete civica. “Quella strage – ha detto ancora il Presidente di ASI Claudio Barbaro – ha segnato un vero e proprio giro di boa nella coscienza del Paese: da quel momento qualcosa è cambiato, nella narrazione della Sicilia, nella percezione di quelle terre, nell’impegno della società civile. Oggi, la rete di ASI, capillare e radicata in ogni angolo d’Italia, metterà le proprie energie al servizio di questa grande memoria collettiva, trasformandola in un progetto nazionale vivo, pulsante, in grado di parlare soprattutto alle nuove generazioni. Insieme a Tina, costruiremo un percorso dedicato alla memoria e alla cultura della legalità. Perché il ricordo non si esaurisca nella commozione di un giorno, ma diventi esempio, responsabilità, scelta quotidiana”.

“Non ci avete fatto niente”, ha concluso Barbaro citando le parole di Tina. Una frase che deve diventare patrimonio di tutti.

Pubblicato il nuovo “Avviso per la selezione di eventi sportivi di rilevanza nazionale e internazionale 2026”

Pubblicato l’Avviso per la selezione di eventi sportivi di rilevanza nazionale e internazionale per l’anno 2026 con un ammontare complessivo di € 7.500.000.

Possono fare domanda di accesso al contributo le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) e le Società Sportive Dilettantistiche (SSD) in forma singola ovvero in forma associata, iscritte al Registro Nazionale delle Attività sportive dilettantistiche del Dipartimento per lo Sport, i Comitati organizzatori regolarmente costituiti, le Federazioni sportive nazionali e paralimpiche, le Discipline sportive associate e paralimpiche, gli Enti di promozione sportiva e gli Enti e/o società pubbliche o private, purché abbiano un titolo di esclusività nella organizzazione e/o realizzazione dell’evento per il quale viene richiesto il contributo.

Gli eventi sportivi oggetto di richiesta del contributo devono essere riconosciuti dalle Federazioni sportive, anche internazionali, dalle Discipline sportive associate o da Enti di promozione sportiva di riferimento e avere un rilievo internazionale o nazionale, con assegnazione di titoli riconosciuti dalle stesse Federazioni di riferimento, dalle Discipline sportive associate e dagli Enti di promozione sportiva.

Allo scopo di semplificare la partecipazione, le domande dovranno essere effettuate solo ed esclusivamente attraverso la piattaforma informatica messa a disposizione dal Dipartimento per lo Sport, al seguente indirizzo: https://avvisibandi.sport.governo.it/

In particolare, le proposte progettuali dovranno specificare i seguenti elementi:

  1. pregio internazionale – o nazionale in caso di eventi sportivi femminili – in relazione alle finalità di valorizzazione dell’immagine dell’Italia nel contesto internazionale e di diffusione della pratica sportiva e della cultura dello sport;
  2. impatto sull’economia e sulle comunità dei territori coinvolti e potenziali benefici e ricadute positive per il Paese;
  3. coinvolgimento di soggetti a rischio di esclusione sociale o povertà e fasce più vulnerabili della popolazione (es. persone con disabilità, minorenni, anziani);
  4. attenzione alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica;
  5. adozione di specifiche misure o interventi finalizzati a mitigare o ridurre l’impatto dell’evento sull’ambiente;
  6. capacità diffusiva dell’evento tramite campagne di promozione e comunicazione, anche attraverso l’utilizzo di social media.

L’accesso alla Piattaforma informatica dedicata, consentito fino al 1° dicembre 2026, potrà avvenire esclusivamente tramite SPID del legale rappresentante.

Consulta 2026. Caianiello: “ASI Meet Club, da Santa Flavia a Milano, un percorso di confronto e crescita per il territorio”

GLI INTERVENTI DELLA CONSULTA DEI COMITATI TERRITORIALI E DELLA CONFERENZA ORGANIZZATIVA DEI SETTORI TECNICI.
Zagarella, 17-19 aprile 2026.


di Edoardo Caianiello
Divisione Marketing

È il suggestivo scenario del Domina Zagarella di Santa Flavia, in Sicilia, ad accogliere uno dei momenti più significativi del percorso ASI Meet Club 2026. All’interno dei lavori della Consulta Nazionale dei Comitati e dei Settori, il primo appuntamento dell’anno rappresenta molto più di un semplice incontro: una vera occasione di dialogo tra partner, dirigenti sportivi, associazioni e operatori del territorio, tutti riuniti con un obiettivo comune, quello di costruire nuove connessioni e dare valore al sistema associativo.

Workshop, momenti di approfondimento e networking hanno scandito una giornata intensa, in cui esperienze e progettualità si sono intrecciate in una visione condivisa sul futuro dello sport e della collaborazione tra imprese e mondo associativo. Un appuntamento che ha confermato concretamente il significato del claim “Uniti, a confronto”, sintesi perfetta della filosofia che accompagna l’intero progetto ASI Meet Club.
Il percorso, però, affonda le sue radici già negli ultimi mesi del 2025, quando, durante la Consulta Nazionale svolta al Domina Coral Bay di Sharm El Sheik, emerse con forza l’esigenza di creare uno spazio permanente di dialogo tra ASI e i propri partner. Da quella intuizione è nato un format innovativo, pensato per mettere in relazione aziende, associazioni sportive, centri fitness, gestori di impianti e stakeholder del settore, valorizzando la grande rete ASI composta da oltre 12.500 affiliate in tutta Italia.
L’esordio ufficiale dell’ASI Meet Club è arrivato il 19 dicembre allo Stadio Olimpico di Roma, nella prestigiosa Sala Roma24. Una giornata divisa tra talk istituzionali e workshop operativi, in cui le aziende partner hanno avuto l’opportunità di raccontarsi e confrontarsi direttamente con il mondo sportivo e associativo. A chiudere l’evento, il tour dello Stadio Olimpico, momento simbolico e coinvolgente che ha rafforzato ulteriormente il senso di appartenenza e condivisione tra tutti i partecipanti.

Dopo la tappa siciliana di Santa Flavia, il progetto è proseguito il 9 maggio a Milano con il primo appuntamento a carattere territoriale, ospitato presso il Domina Milano. Una giornata dedicata in particolare alla realtà lombarda, ai suoi comitati, ai suoi settori e alle sue affiliate, con un focus operativo sulle opportunità di sviluppo per il territorio.
Anche in questo caso, il confronto diretto è stato il vero protagonista: dopo la presentazione delle aziende partner e delle opportunità messe a disposizione del network ASI, il workshop pomeridiano ha favorito incontri concreti, nuove idee e prospettive future di collaborazione. Un momento che ha confermato ancora una volta la volontà di ASI di costruire relazioni autentiche e durature con i propri partner, considerati parte integrante di un percorso comune di crescita.

Oggi ASI Meet Club si conferma un progetto strategico e innovativo, capace di creare valore per l’intero sistema associativo e di promuovere un modello partecipativo e inclusivo. Gli appuntamenti del 2026 hanno rafforzato la convinzione che il confronto, la condivisione delle esperienze e la costruzione di relazioni siano strumenti fondamentali per affrontare le sfide del presente e progettare il futuro.

Un percorso destinato a continuare nei prossimi mesi con nuovi incontri, nuove collaborazioni e nuove opportunità per essere, ancora una volta, davvero uniti e a confronto.


APPROFONDIMENTI. ⬇️

Lunedì 27 aprile. Andrea Albertin – Comitati, Settori e la famiglia ASI
Giovedì 30 aprile. Umberto Candela – La formazione in casa ASI
Lunedì 4 maggio. Achille Sette – Lo stato di salute dell’Ente e le strategie per il futuro
Giovedì 7 maggio. Andrea Ruggeri – L’offerta sportiva e i Campionati nazionali
Lunedì 11 maggio. Simone Levanti – Il Terzo Settore
Giovedì 14 maggio. Fabio Argentini – La Comunicazione
Lunedì 18 maggio. Biancamaria Stivanello – Gli approfondimenti fiscali
Giovedì 21 maggio. Edoardo Caianiello – Il Meet Club

 

Consulta 2026. Stivanello: “Premi sportivi, politiche di safeguarding e novità fiscali per i Comitati APS”

GLI INTERVENTI DELLA CONSULTA DEI COMITATI TERRITORIALI E DELLA CONFERENZA ORGANIZZATIVA DEI SETTORI TECNICI.
Zagarella, 17-19 aprile 2026.


di Biancamaria Stivanello
Area Giuridica fiscale ASI
Team ASI Sport&Fisco
Avvocato

La riforma dello sport è ormai alla vigilia dei tre anni dalla propria applicazione e l’impatto sulla gestione dei sodalizi sportivi è ancora significativo, richiedendo un continuo sforzo organizzativo e piena consapevolezza degli adempimenti. Alcune procedure sono ormai standardizzate e acquisite, ma permangono incertezze operative e questioni aperte: il trattamento dei rimborsi spese forfettari ai volontari, gli adempimenti e le funzionalità del RASD per la gestione dei co.co.co. sportivi (in alternativa ai canali ordinari), le autorizzazioni per i dipendenti pubblici, il regime dei premi interessato da continue e talvolta confuse modifiche normative, l’attuazione efficace delle politiche di safeguarding e, da ultime ma non meno importanti, le ricadute della nuova fiscalità del Terzo Settore (rilevanti non solo per i sodalizi con doppia veste ASD/APS ma anche per i Comitati territoriali) impongono di fare il punto sulle principali questioni applicative.

Tra i temi trattati nell’ambito della relazione svolta in occasione della Consulta 2026, particolare attenzione meritano i premi sportivi, le politiche di safeguarding e le novità fiscali per i Comitati APS.

Premi ai lavoratori sportivi: come comportarsi? L’attuale disciplina dei premi trova il proprio riferimento nell’art. 36, comma 6-quater, del D.Lgs. 36/2021 che, dopo l’abrogazione dell’art. 67, comma 1, lett. m), TUIR, ha ricondotto il regime delle somme erogate a tesserati, atleti e tecnici operanti nell’area del dilettantismo, a titolo di premio per risultati ottenuti in competizioni sportive o partecipazione a raduni nazionali e internazionali, alla disciplina dell’art. 30 del DPR 600/1973. I premi (che possono essere erogati da CONI, CIP, FSN, DSA, EPS, ASD e SSD) costituiscono per il percipiente reddito diverso, non sono soggetti a contribuzione, non concorrono alla formazione del reddito e sono assoggettati a ritenuta del 20% a titolo d’imposta, con rivalsa facoltativa, al momento dell’erogazione.

Attenzione però alla distinzione tra premio e compenso di risultato. Se infatti i premi sono corrisposti in dipendenza di un rapporto di lavoro, alla luce dei recenti orientamenti interpretativi dell’Agenzia delle Entrate (interpello n. 9/2025 e consulenza giuridica n. 14/2025), essi devono essere prudenzialmente tassati secondo il regime proprio del rapporto di lavoro (dipendente, assimilato o autonomo) e pertanto concorrono alla determinazione della soglia di franchigia previdenziale e fiscale del lavoro sportivo.

L’esenzione dei premi fino a 300 euro: facciamo chiarezza. Con il recente decreto fiscale (D.L. 27/03/2026, n. 38 – Disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica) è stata ripristinata l’esenzione sui premi sportivi che non superano l’importo di 300 euro. Non si tratta di una novità assoluta, ma di una misura già introdotta in precedenza e successivamente interessata da numerosi interventi normativi e interpretativi che hanno generato notevole confusione tra gli operatori del settore. Prevista per la prima volta nel 2024, resa poi permanente ma successivamente abrogata prima della concreta applicazione e, da ultimo, reintrodotta per il 2026, l’esenzione risulta di fatto applicabile ad anni alterni. È evidente come tale disciplina “altalenante” sia stata determinata da esigenze di copertura finanziaria del provvedimento (la misura per il 2026 comporta infatti oneri stimati in 1.380.000 euro).

Nel continuo mutamento del quadro normativo è quindi fondamentale individuare correttamente le condizioni di spettanza dell’agevolazione, a partire dalle modalità di calcolo della soglia di esenzione e dal periodo di erogazione delle somme, per stabilire con certezza se il sodalizio sportivo sia tenuto o meno ad operare la ritenuta d’acconto e ad assolvere i relativi adempimenti.La disposizione che ha ripristinato l’esenzione per i premi di importo marginale ricalca sostanzialmente quella già introdotta in via temporanea per i premi erogati dal 29 febbraio al 31 dicembre 2024, stabilendo che sulle somme di cui all’art. 36, comma 6-quater, del D.Lgs. 36/2021, versate agli atleti partecipanti a manifestazioni sportive dilettantistiche, non si applica la ritenuta del 20% se l’ammontare complessivo delle somme non supera l’importo di 300 euro.

L’esenzione è riferita alle somme complessivamente attribuite dal sostituto d’imposta al medesimo soggetto. Pertanto:

  • un atleta può percepire più premi esenti da ritenuta, anche superando cumulativamente il limite di franchigia, purché siano erogati da soggetti diversi;
  • ogni ente o sodalizio sportivo può riconoscere più premi in esenzione, anche per importi complessivamente eccedenti, purché destinati ad atleti diversi;
  • non è invece possibile usufruire dell’esenzione quando il premio o la somma dei premi erogati dal medesimo soggetto al medesimo atleta superi l’importo di 300 euro.

Attenzione: in caso di superamento del limite, le somme sono assoggettate integralmente alla ritenuta alla fonte, fin dal primo euro e non soltanto per la parte eccedente.

Dal punto di vista operativo, il soggetto erogante deve prestare particolare attenzione agli adempimenti formali. È consigliabile predisporre una ricevuta firmata dall’atleta o dal tecnico contenente i dati anagrafici, il riferimento all’evento sportivo, l’importo lordo del premio, l’eventuale ritenuta applicata e il netto corrisposto. La società che eroga il premio deve operare e versare la ritenuta a titolo d’imposta del 20%, a rivalsa facoltativa, entro il giorno 16 del mese successivo all’assegnazione del premio e presentare il modello 770. Nessun obbligo è invece dovuto nel caso di erogazione di premi esenti, non essendo operata alcuna ritenuta.

Safeguarding: individuare azioni concrete ed efficaci. La nomina del responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, prevista dalla Delibera CONI 25 luglio 2023 n. 255 in attuazione degli artt. 16 D.Lgs. 39/2021 e 33 D.Lgs. 36/2021, non rappresenta una scelta semplice per i sodalizi sportivi, chiamati ad adeguarsi alle politiche di salvaguardia finalizzate a prevenire e contrastare ogni forma di abuso, violenza e discriminazione nella pratica sportiva. L’obiettivo è garantire un ambiente sano, sicuro e inclusivo, proteggendo in particolare i soggetti vulnerabili e, in primis, i minori.

L’orientamento della recente giurisprudenza sportiva impone di valutare con crescente attenzione l’individuazione di una figura che rispetti requisiti di competenza, autonomia e indipendenza e che sia concretamente idonea a svolgere i delicati compiti affidati. Non si tratta quindi soltanto di individuare un nominativo da comunicare all’ente affiliante e da pubblicare secondo le modalità previste dal modello organizzativo, ma di compiere una scelta accurata e consapevole. Gli adempimenti in materia di safeguarding, infatti, non si esauriscono nella mera adozione formale e pubblicazione dei modelli e dei codici di condotta, ma devono essere concretamente attuati mediante azioni positive, comportamenti proattivi e costanti attività di monitoraggio e controllo, finalizzate a garantire l’effettiva prevenzione e il contrasto di ogni forma di abuso. I modelli devono inoltre essere adattati alle circostanze concrete e tenere conto dei rischi specifici del sodalizio, in relazione alle attività svolte, al numero dei tesserati e ai destinatari coinvolti: sono strumenti dinamici, non  documenti da conservare in un cassetto.

Particolarmente importante risulta la formazione del responsabile safeguarding, degli istruttori, dello staff e dei dirigenti, chiamati a tradurre nella pratica quotidiana protocolli e misure di prevenzione. Non si tratta soltanto di nuovi oneri o maggiori responsabilità, ma soprattutto di un’opportunità di crescita per diffondere concretamente i valori che appartengono da sempre al movimento sportivo. L’efficace attuazione delle politiche di safeguarding può infatti rappresentare un valore aggiunto capace di migliorare immagine e reputazione del sodalizio sportivo, ferma restando la necessità di contrastarne utilizzi distorti, trasformandolo impropriamente in uno strumento di “caccia alle streghe” o di indebita interferenza nei rapporti tra tecnici, genitori e atleti. Non a caso i Principi emanati dall’Osservatorio CONI e le linee guida degli organismi sportivi richiedono di predisporre un efficace sistema sanzionatorio anche nei confronti del segnalante che agisca in mala fede.

I Comitati territoriali dopo la riforma fiscale del Terzo Settore. Con il D.L. 84/2025 il legislatore ha definitivamente fissato la decorrenza della nuova disciplina fiscale del Terzo Settore: le disposizioni del Titolo X del D.Lgs. 117/2017 trovano infatti applicazione per gli enti iscritti al RUNTS a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2025. Si tratta di un passaggio destinato ad incidere profondamente sul sistema associativo e, in particolare, sui Comitati territoriali organizzati in forma di APS, chiamati a verificare attentamente il proprio assetto fiscale, organizzativo e gestionale. Il nuovo quadro normativo, peraltro, non interessa soltanto ETS, APS e ODV, ma produce effetti anche sulle realtà associative non iscritte al RUNTS, comprese molte associazioni culturali, pro loco, bande, cori, filodrammatiche e Comitati che non abbiano assunto la qualifica di APS.
Per effetto delle disposizioni di coordinamento normativo (art. 89 CTS), dalla decorrenza del nuovo “pacchetto fiscale” non si applicano agli ETS (diversi dalle imprese sociali) alcune disposizioni del TUIR e la Legge 398/91.
Il predetto regime forfettario continua invece ad applicarsi esclusivamente alle ASD e SSD e risulta quindi precluso non solo agli ETS, ma anche ad ogni altra associazione, comprese le associazioni culturali, le pro loco e i Comitati territoriali non APS.
Inoltre viene modificata la disposizione dell’art. 148, comma 3, TUIR sulla decommercializzazione dei corrispettivi specifici istituzionali per attività rese nei confronti di soci, associati e tesserati.
Le associazioni culturali e di formazione extrascolastica della persona, oggi escluse dal beneficio, dovranno pertanto compiere valutazioni caso per caso, sulla base della propria struttura organizzativa e delle attività concretamente svolte, circa l’opportunità di entrare nel Terzo Settore, eventualmente optando per il modello APS qualora l’attività di interesse generale sia prevalentemente rivolta ad associati e tesserati.

Proprio con riferimento alle APS, inclusi i Comitati territoriali APS, oltre agli aspetti sostanziali e qualificanti (consistenza numerica, prevalente apporto di volontari, adempimenti relativi alla tenuta del registro dei volontari preventivamente vidimato, rispetto dei parametri qualitativi e quantitativi nel rapporto tra lavoratori e volontari), dovranno essere attentamente valutate e monitorate anche le attività svolte alla luce delle disposizioni fiscali relative alla natura di ente del Terzo Settore commerciale o non commerciale (art. 79 CTS). Per le APS si conferma la possibilità di utilizzare corrispettivi specifici istituzionali (art. 85 CTS), mentre per le eventuali attività commerciali, nel rispetto delle condizioni previste, sarà possibile optare per il regime forfettario di cui all’art. 86 CTS, essendo invece precluso il regime della Legge 398/91.


APPROFONDIMENTI. ⬇️

Lunedì 27 aprile. Andrea Albertin – Comitati, Settori e la famiglia ASI
Giovedì 30 aprile. Umberto Candela – La formazione in casa ASI
Lunedì 4 maggio. Achille Sette – Lo stato di salute dell’Ente e le strategie per il futuro
Giovedì 7 maggio. Andrea Ruggeri – L’offerta sportiva e i Campionati nazionali
Lunedì 11 maggio. Simone Levanti – Il Terzo Settore
Giovedì 14 maggio. Fabio Argentini – La Comunicazione
Lunedì 18 maggio. Biancamaria Stivanello – Gli approfondimenti fiscali
Giovedì 21 maggio. Edoardo Caianiello – Il Meet Club