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03.05.2022

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Rassegna ASI di Danza: un grande successo al Teatro Alfieri di Asti

Il Teatro Alfieri, inaugurato nel 1860 e cuore pulsante delle attività culturali astigiane,  è gremito per un grande pomeriggio dedicato a danza, sport e inclusione. Domenica di successo per la Rassegna di Danza organizzata da ASI Piemonte. Si sono esibiti, dopo l’intervento delle autorità alla presenza del nostro Presidente Claudio Barbaro (il Sindaco Maurizio Rasero e il Presidente del CONI Regionale Stefano Mossino) diverse prestigiose realtà artistiche provenienti da tutta Italia: Il Gabbiano con Two Steps From Hell, Centro Aziza con Majence, Raices de la danza con Varietà Show, Relevè Arte e cultura con Polka, Semira Oriental Academy con Romantic Oriental Duo, Annie Royal Academy con Le ballerine di Degas, Mambo Forrò con American Cliche, Polisportiva Bruinese con Back Together, Dararaqs con Oriental Song, Centro di Danza con Hush, Star Dance con Y Ya Puedes Respirar, Centro Royal Arabesque con Armonia, Simogym con Bum Bum Love Nwanzizi, Centro danza Novi con Listen to me, Accademia My Day con Le Jardin Animè.
Nel secondo tempo dell’evento, dopo l’intervento su inclusione e disabilità di Eleonora Zollo, lo show è iniziato con l’esibizione della Pegaso Asti, per proseguire con Il Gabbiano (Il Pianista), Orizzonte Danza (Missing You), Mambo Forrò (I Ag – Bari), Centro Royal Arabesque (Abusi), Annie Royal Academy (Kalinka), Samira Oriental Academy (Crazy Iraq), Raices de la Danza (Esplosione), Polisportiva Bruinese (ON S’Approche), Simogym (So Shy), My Day ((Figlia del faraone), Dararaqs (Adurabuka), Centro Danza Novi (Io con me), Relevè Arte e cultura (Prelude), Star Dance (Attraverso) e Aziza (Dum Tek).

Dopo due ore e mezza di spettacolo, applaudito dal nutrito pubblico che ha gremito il Teatro Alfieri, il Sindaco di Asti Maurizio Rasero e Sante Zaza, Presidente regionale ASI e figura centrale nell’organizzazione della kermesse, insieme con lo staff del Comitato guidato da Cinzia Zaza e Franca Pagliasotto, hanno provveduto a consegnare a tutti i sodalizi al via l’attestato di partecipazione. Dando appuntamento a tutti al prossimo anno.

Dopo due anni di pandemia è bello ritornare alla vita normale nei campi, nelle palestre e anche nei teatri”, ha spiegato Sante Zaza. “Questo evento è stato strepitoso non solo per le 700 persone presenti, o per la location prestigiosissima, ma perché una comunità si è stretta intorno alle sue associazioni, cuore pulsante dello sport e delle arti sul territorio. La partecipazione emotiva all’evento è stata notevole. Bisogna ripartire da questa forza forza vitale, quella dei nostri giovani per ricostruire quanto in macerie per colpa della pandemia e anche di errate scelte governative. Di tanto sforzo ci ripaga la consapevolezza che le persone stanno riprendendo la propria vita normale e lo fanno con entusiasmo e ‘riprendendosi’ piano piano i propri sogni. Alla fine della manifestazione ho ricevuto questo messaggio da un Presidente di una Asd (Il Gabbiano), Paolo Nalli: ‘Vedi Sante, negli occhi di ogni nostro associato c’era un sogno. Oggi realizzato. Se li osservi sono tutti felici di danzare in questo contesto straordinario’.
Come ASI Piemonte la nostra parola d’ordine è quella che abbiamo portato in ogni centro sportivo della regione: ‘Lo Sport merita rispetto’. Ma lo sport e la cultura vogliono anche impegno e profondere il massimo dello sforzo perché nessuno rimanga indietro. Ed è per questo che abbiamo accolto la testimonianza di mi sono permesso di fornire alla redazione di ASI nazionale il contributo di Eleonora Zollo su inclusione e disabilità“. ⬇︎

La testimonianza

Parlare di accessibilità significa parlare di inclusione. Il concetto di inclusione è relativamente giovane nell’evoluzione del contesto socio culturale nel quale siamo calati ed è l’evoluzione del concetto di integrazione. Fino a qualche decennio fa, vi era l’idea che la persona disabile dovesse essere integrata nella società, nell’ambiente e nel mondo circostanti. L’integrazione presupponeva che fosse la persona portatrice di disabilità a doversi adattare alle condizioni esterne. Quando c’è inclusione, invece, sono la società, l’ambiente e il mondo a trovare soluzioni adeguate alle necessità della persona disabile. E quando c’è inclusione, c’è libertà. Libertà di essere e di fare. Perché la persona possiede finalmente le stesse possibilità potenziali di un’altra senza disabilità. Può muoversi nel mondo, essere indipendente e autodeterminarsi. Niente meglio dello sport può generare inclusione. La prima volta in cui io mi sono sentita libera, poiché inclusa, è proprio stato quando all’età di nove anni mi sono avvicinata allo sport grazie a Pegaso che mi aveva messo a disposizione un’istruttrice di nuoto. In acqua potevo muovere braccia e gambe e sentirmi libera. È proprio su questo che verterà il mio impegno per la città di Asti: libertà, inclusione e autodeterminazione. Inizio dalla mia città e poi… chissà.

Eleonora Zollo

 

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