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04.12.2020

Sport

| Danza

Il primo festival on line di danze urbane è targato ASI

UDA Digiltal Fest riscuote un inaspettato successo già dalla prima settimana di programmazione e proietta la Urban Dance Academy nell’Olimpo delle scuole d’avanguardia in tempo di pandemia

L’ultima frontiera della danza, che nasce dalle ceneri della Old School e dà vita alla New School, è la Urban Dance. Avanguardia del settore, la Urban Dance trova casa in ASI attraverso la UDA, Urban Dance Academy, sostenuta dal contributo entusiasta di Ilenja Rossi, suo Art Director e Founder. 
Come accademia di formazione professionale affermata nel sistema competitivo italiano ed estero, la UDA, volge a suo vantaggio lo stop forzato delle attività in presenza: per farsi conoscere ad un numero allargato di pubblico attraverso una nuova veste tutta digitale, propone, accanto all’ordinario programma di lezioni on line ormai radicato, il primo festival digitale dedicato alle danze urbane in Italia. 

Nasce così il progetto UDA Digital Fest: un intero mese, dal 23 novembre al 23 dicembre 2020, segnato da quotidiani appuntamenti ricchi di contenuti interattivi e formativi e studiato per intrattenere e informare in compagnia di tanti artisti italiani ed esteri. 
Primo festival on line nell’ambito delle danze urbane, UDA Digital Fest possiede linee riconducibili a tutte le danze urbane toccando quindi la musica di tutti generi: per questo è stato necessario approntare anche una playlist su Spotify dedicata.

“Diventa l’atteso appuntamento serale della giornata, un po’ com’era la radio ai tempi di guerra. Ci ritroviamo tutti, dal nord al sud, spesso ci conosciamo già, e sembra di tornare alla normalità; e dopo magari ci si telefona per vedere come è andata”. Dalle parole della stessa Ilenja Rossi, dopo una settimana di programmazione, si evince tutto il successo dell’iniziativa: numeri inaspettati di circa 70 presenze ogni volta per gli appuntamenti on line di Digital Battle, Digital Class, Jam Session o Live DJ Set; e poi la video rubrica settimanale New Music Drops, il contenitore di interviste e curiosità Talking & Sharing il tutto accompagnato da una playlist appositamente creata su un nuovo canale spotify dedicato.

E poi c’è la Kids Area del sabato mattina: uno spazio gratuito per bambini fino ai 12 anni che è stata forse la più inaspettata scoperta di questa prima settimana di programmazione: ”Credo che l’area kids rappresenti una vera necessità ed è per questo che sto pensando di farla proseguire anche a festival ultimato; i bambini sono quelli che ci hanno più colpito perché chiedono, sono curiosi, si incontrano in questo luogo virtuale provenienti da tutta l’Italia con enorme soddisfazione di tutti noi”. Dalle parole di Ilenja Rossi si comprende come questa programmazione sia stata fondamentale, tanto da arrivare a coinvolgere nel festival in seconda battuta anche molte mamme a seguito dell’attività dei bambini.

Alcuni appuntamenti sono più impegnativi da un punto di vista tecnico, mentre altri fungono più da svago che da lezione; lo scopo secondario del festival è quello di dare una lettura positiva del momento: nella consapevolezza che l’attuale situazione di emergenza potrà accompagnarci ancora a lungo e che il “nuovo virus” è lo sconforto che accompagna questo periodo storico, “non dobbiamo piangerci addosso, ma cercare di volgere tutto al positivo, motivando e stimolando” e questo festival ne è un po’ la dimostrazione: unica nel suo genere.

 

[  Chiara Minelli  ]
 

 
 

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