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29.10.2020

Sport

| Danza

Da Roma a Milano perché la danza continui a vivere

Mobilitato il mondo della danza. A Milano saranno numerose le scuole di danza presenti alla manifestazione in Piazza Castello, sabato 31 ottobre ore 16, sotto lo slogan #IOVIVODIDANZA, il Mondo della danza in piazza per non morire

ASI ha dato il suo appoggio con la struttura nazionale, con il suo Comitato regionale e con le tante scuole che hanno piano piano aderito e fanno attività sotto la bandiera del nostro Ente. 
Già nei giorni scorsi si era svolto al Pantheon a Roma un flash mob con l'organizzazione del Direttore Artistico di ASI Mvula Sungani. Ora risponde un altro evento a carattere nazionale. Dietro le quinte dell'organizzazione, che vede moltissime sigle aderenti, anche Alessandro Di Donato, in qualità di Supervisore e Armando Moras, Responsabile del Dipartimento Danze Caraibiche dell'Accademia Nazionale Danze e Spettacolo ASI. 

I MOTIVI DELLA PROTESTA
"Alla luce delle nuove disposizioni previste dall’ultimo DPCM che penalizzano il nostro settore – si legge nel comunicato stampa – abbiamo indetto una manifestazione di protesta per rivendicare il diritto al lavoro delle scuole di danza. Una protesta nel massimo rispetto delle norme per chiedere quanto segue:                                                                                                                                                                                                       
– Rivendichiamo la chiusura indiscriminata delle scuole di danza, in quanto, non c’è nessuno studio epidemiologico che dimostri ci siano stati contagi/focolai partiti dalle scuole di Danza
– In Italia ad oggi ci sono oltre 100mila tra associazioni e società sportive attive sul territorio. Il movimento danza Italiano in genere muove all'anno circa 5miliardi di euro, senza considerare l'indotto tra abbigliamento, scarpe e accessori, sartoria, costumisti, truccatrici, parrucchieri, teatri, service tecnici, gare e competizioni ecc..
– Chiediamo un protocollo specifico per le scuole di danza.
– Pretendiamo che ai giovani sia garantito lo studio della danza equiparato a quello scolastico. Il ballo è un'alternativa alla noia dei nostri giovani, ai videogame e alla televisione e insegna ai giovani la disciplina, la condivisione degli obiettivi, lo sviluppo della motricità  e della coordinazione
– Ultimo punto ma non per importanza, l’aspetto economico. Dal mese di giugno, senza aiuti concreti ci siamo adeguati al protocollo richiesto per la riapertura, abbiamo investito migliaia di euro per pubblicizzare le nostre strutture, abbiamo preso iscrizioni trimestrali, quadrimestrali e annuali che ad oggi risultano bloccate. Inoltre sosteniamo I costi e le spese fisse che non si fermano. Anche quando ripartiremo, le nostre strutture apriranno con una situazione di debito nei confronti dei corsisti a causa dei recuperi e dei costi fissi legati alla nostra attività . Questo vuol dire che lavoreremo in perdita per diversi mesi. Tante scuole hanno già  chiuso e altre non potranno sostenere queste condizioni".

 

 

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