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24.10.2017
Sport
| Kick Boxing
Intervista a Simone Bellina
Simone Bellina, grande campione internazionale di Point Fighting, tesserato ASI, spiega i suoi segreti per il successo
ASI Kick Boxing ci tiene a valorizzare gli atleti che si impegnano a livello amatoriale per portare questo sport ai massimi livelli e con l’intervista di racconta la storia di uno degli atleti ASI d’eccellenza affinché sia un buon esempio da seguire per tutti gli appassionati e neofiti del settore.
Simone Bellina, atleta pluripremiato nel Point Fighting e tesserato ASI da molti anni, ci racconta di se e del duro percorso che lo ha portato ad essere un grande campione.
Simone nasce a Gemona del Friuli in provincia di Udine, ma da sempre vissuto a Conegliano in provincia di Treviso, è qui che inizia la sua passione per le arti marziali e consegue i primi risultati importanti, il lavoro lo porta oggi a vivere in provincia di Ancona, ma passione e dedizione sono le stesse di sempre.
Ciao Simone. Prima di iniziare con le domande serie, vuoi dire qualcosa in particolare su di te?
Beh, intanto ci tengo a ringraziarvi per essere stato scelto per raccontare qualcosa sul mio percorso sportivo in questa splendida disciplina, dove si può diventare campioni attraverso il duro lavoro, ma dove ogni anno bisogna anche provare a riconfermare questo obbiettivo … come per ogni altra cosa, nulla è per sempre, un titolo vinto dura un anno, e ogni nuovo anno ci aspettano delle nuove sfide.
Siamo felici di porteti chiedere qualcosa di personale da condividere con giovani atleti che hanno in comune con te questa passione. Qual è il primo messaggio che vorresti dare loro?
Sicuramente la prima cosa che mi viene in mente è quella di dire di non arrendersi mai alla prima difficoltà che si incontra, questo sport all’inizio può sembrare duro, ci sembra di essere un po’ impacciati nei movimenti, ma con il tempo e l’allenamento non crederete ai vostri occhi, senza rendervene conto
migliorerete. Possiamo dire che questo sport è catalogato come sport individuale, io non la vedo affatto così. “TU” sei solo solamente nel Tatami, alle tue spalle invece hai tutta la tua squadra e il tuo coach pronti
a sostenerti ed aiutarti in ogni momento! E credetemi che il loro supporto può fare miracoli nei momenti di difficoltà.
Quali sono i risultati che ti hanno regalato più soddisfazione?
Posso dire che in linea di massima ogni esperienza porta delle soddisfazioni, perché ti aiuta a capire su cosa e come lavorare durante gli allenamenti, ma se dovessi scegliere dei risultati direi sicuramente la prima vittoria di una gara, che era nell’ormai lontano 2000, è passato veramente tanto tempo (eh eh) questa vittoria ha fatto scattare un qualcosa di importante, infatti da quella competizione è cominciata la mia carriera, sicuramente nella lista non possono mancare i mondiali WTKA del 2010, I mondiali di San Marino
del 2015, la Scorpions Cup del 2016, l’Austrian Classic del 2016.
Hai mai pensato di smettere?
Ti dirò, qualche anno fa pensavo di smettere una volta compiuti i 36 Anni, ma dopo le ultime esperienze fatte all’estero e alle continue vittorie che riesco a conquistare, forse non è ancora arrivato il momento!
Quindi il mio pensiero si è ora spostato non più sull’età ma sul fisico, e fino a quando me lo permetterà, entrerò nel Tatami.
Quante volte la settimana ti alleni, e ancora più importante quanto sacrificio ti costa tutto ciò?
Divido gli allenamenti in 2 parti solitamente, dove 2 o 3 giorni alla settimana sono dedicati specificatamente all’allenamento marziale, mentre il resto della settimana lo uso per allenare la parte cardio e la parte muscolare; diciamo che in linea di massima mi riposo poco…
Se dovessi fare un calcolo mi alleno dalle 5 alle 7 volte a settimana, quando si avvicinano le gare diminuisco l’intensità per aver modo di recuperare le energie, ma non scendo mai sotto i 3 allenamenti.
Se dovessi fare un calcolo mi alleno dalle 5 alle 7 volte a settimana, quando si avvicinano le gare diminuisco l’intensità per aver modo di recuperare le energie, ma non scendo mai sotto i 3 allenamenti.
Ti dirò che grossi sacrifici non ne faccio, anche perché essendo una passione, e una parte di me da ormai 22 anni non ci faccio più caso, è diventato un “movimento automatico”.
Gli unici sacrifici che dobbiamo fare sono il controllarsi la settimana prima di una competizione, stare attenti all’alimentazione, dormire a sufficienza per permettere al fisico di riposarsi e soprattutto il giorno prima della competizione non fare le ore piccole!
Qual è ora il prossimo grande obbiettivo?
Il grande obbiettivo è senz’altro la sfida contro Ralf Kleff. Il primo titolo Pro l’ho vinto diciamo giocando in casa a San Marino, ora lui vuole la rivincita a casa sua, quindi la Germania sarà al centro dei miei pensieri da qui a marzo. Non nego però che mi piacerebbe riconfermare anche il mio titolo mondiale all’Austrian Classic. La scorsa edizione è stata parecchio movimentata ma altrettanto entusiasmante.
Sei emozionato e come ti stai preparando per riconfermarti campione?
Emozionato direi di no, perché come dicevo prima oramai di competizioni ne ho fatte molte e l’ansia da gara è passata, mi sto preparando a dovere per migliorarmi su alcuni punti, ma questo è un segreto…
E della realtà nazionale che ci dici?
Eh, qui si dovrebbe parlare più di politica che di sport, ci sono molte realtà valide in Italia, ma da qualche anno ormai la mia squadra e io siamo affiliati ASI ed il programma che offre l’ente è decisamente ricco e valido. Le gare sono sempre ben organizzate e il livello degli avversari è bello alto, che è quello che a me interessa di più. Insomma mi piace stare in ASI!
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