C’è anche il Presidente di ASI Piemonte, Sante Zaza.
Il 23 febbraio del 1968, allo Stadio dei Pini di Viareggio, per la prima volta scende in campo una rappresentativa italiana di calcio femminile per affrontare la forte Cecoslovacchia. Inizia qui la storia della nostra Nazionale, nata ancor prima dell’istituzione di una vera e propria Federazione che gestisse il calcio femminile nel nostro paese. “Azzurre” (Bradipolibri), il primo libro sulla storia della Nazionale di calcio femminile, ripercorre, oltre cinquant’anni di imprese compiute dalle Azzurre: dalla Coppa Europa vinta nel 1969 fino ad arrivare ai giorni nostri con l’imminente fase finale della UEFA Women’s Euro, in programma dal 6 al 31 luglio 2022 in Inghilterra.
Il testo tratta anche le Nazionali di tutte le Federazioni che operarono prima che il calcio femminile venisse inquadrato nell’ambito della FIGC. Inoltre una sezione è dedicata alle selezioni giovanili, di calcio a cinque e di beach soccer. Un racconto dettagliato che, oltre a far rivivere le gesta sportive, rivela aneddoti, curiosità e retroscena narrati dalle protagoniste che hanno indossato la maglia azzurra. L’opera è impreziosita da un ricco corredo iconografico e da molte fotografie inedite e rare.
Il Presidente della ASI Piemonte Sante Zaza, per molti anni è stato arbitro internazionale di calcio femminile, è tra i protagonisti del libro. Il fiore all’occhiello nelle vesti di direttore di gara, per Sante Zaza, è stata la direzione della finale del Mundialito del 1984 (Italia- Germania Ovest 3-1). Ma il suo contributo in questo sport non si è fermato qui perché è stato anche il deus ex machina di uno dei tornei più prestigiosi dei primi anni duemila ovvero l’Italy Women’s Cup. Infatti l’autore Giovanni Di Salvo, esperto di storia del calcio femminile, ha ricostruito dettagliatamente, per la prima volta, le imprese della Nazionale italiana di calcio femminile dal 1968 ai giorni nostri dando ampio spazio anche alle selezioni giovanili.
Sante Zaza al centro: scambio di gagliardetti tra Giolli Roma e Alaska Trani 1984
Uno scatto. Di uno scatolone in cartone… All’interno, la storia del Calcio Femminile ai pionieristici esordi. Solo una parte dei documenti donati al nostro Ente da Natalina Ceraso Levati. La “professoressa” Levati, docente di latino con la passione per il Calcio trasmessa dal padre Reno, l’uomo al quale si deve la nascita nel 1970 della Fiammamonza, leggenda del Centro Nazionale Sportivo Fiamma prima e di ASI poi, periodo nel quale la società vincerà uno storico Scudetto, regalando anche tante atlete alla Nazionale: come, ad esempio, Milena Bartolini, oggi commissario tecnico Azzurro.
È il 1933 quando a Milano viene fondato il Gruppo Femminile Calcistico, di fatto un comitato organizzatore dei campionati locali ai primi vagiti. Solo nel 1986, cinquant’anni dopo, il football delle donne entrerà a far parte della FIGC: sarà eletta come presidente della Divisione Femminile proprio la Levati, la nostra dirigente, il cui operato sarà decisivo per lo sviluppo del movimento in Italia. Con la sua gestione le squadre partecipanti ai campionati nazionali aumenteranno di oltre il 50%, e le tesserate del 120%, passando da meno di 10mila a circa 22.000.
Ricordo come fosse oggi quella telefonata della professoressa che avrebbe di lì a poco iniziato a costruire un nuovo futuro per il Calcio femminile in Italia, forte dell’esperienza maturata nella nostra grande casa. Ricordo anche un velo di malinconia e preoccupazione nel dover lasciare le ‘sue’ ragazze e quella richiesta fatta a bruciapelo: “Claudio, nel segno della continuità, diventa tu Presidente”. Accettai e furono anni straordinari.
Il Fiamma prima e l’ASI poi, con la sua energia vitale diffusa sull’intero territorio nazionale, ha dato vita a tante realtà. Il Fiammamonza e, grazie al lavoro della Levati anche il movimento femminile, ne sono esempi.
Anche le donne diventano professioniste Nel 2019 – dopo tanta acqua passata sotto i ponti e migliaia di partite sui campi sterrati – si è giocato il Mondiale in Francia. Ventuno milioni di persone hanno seguito la Nazionale Femminile durante il torneo iridato (quasi 90mila spettatori hanno visto dal vivo le gare delle Azzurre). Rai e Sky, hanno trasmesso il Mondiale raggiungendo complessivamente, nelle 5 gare disputate dall’Italia, 24,41 milioni di telespettatori (media di 4,88 milioni a partita), con uno share medio del 31,84%. Dopo il torneo, vero e proprio spartiacque, il 34,1% degli italiani ha dichiarato di essere interessato al calcio femminile…
Dal primo luglio 2022, invece, il Decreto legislativo n. 36 del 28 febbraio 2021 e la conseguente decisione storica della Federcalcio, traghetta le donne verso il professionismo, sebbene limitatamente alla serie A. La spinta mediatica dei numeri mondiali ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale.
Le atlete potranno ora usufruire di un contratto collettivo che stabilisce stipendi più elevati, la maturazione dei contributi pensionistici e altre tutele di tipo legale e sanitario. Il Dlgs approdato in Gazzetta Ufficiale nel 2021 ha istituito il “Fondo per il professionismo negli sport femminili” con una dotazione complessiva di 10,7 milioni, scadenza 2022, per la transizione al professionismo sportivo e l’allargamento delle tutele assicurative e assistenziali delle atlete.
Lavoro sportivo e professionismo femminile. Lati di una stessa medaglia Ma dopo il 2022? Per alimentare il percorso del professionismo, sulla carta sacrosanto, è necessario trovare stabilmente delle risorse. E, ad oggi vi sono solo due modi per far si che questo accada: che lo Stato continui a farsi carico dei costi, ignorando le leggi del mercato in base alle quali a una attività deve corrispondere anche un introito. O reperendo le risorse all’interno del sistema sportivo attraverso i soldi che, nello specifico, il Calcio maschile produce e che possono, legittimamente, all’interno degli organi collegiali della Federcalcio, essere dirottati verso il finanziamento delle società sportive.
Ma la domanda che ci siamo sempre posti è: perché andare a creare un sistema artificiosamente sorretto dai soldi dello Stato, o di una componente interna, se il movimento non produce ancora quegli introiti che potrebbero essere utili per i contratti di lavoro subordinato che ne potrebbero discendere?
Una diretta conseguenza di questo provvedimento sarà anche l’allargamento della forbice tra club più ricchi e quelli più poveri: questa riforma potrà essere meglio assorbita dalle società sportive di livello che già fanno la Serie A, che attirano capitali privati o che rappresentano sezioni femminili di società importanti e strutturate, come nel caso della Juventus, a danno di realtà più piccole che combattono quotidianamente, oltre che sul campo, anche con i bilanci.
Tema molto spinoso, come anche quello del lavoro sportivo la cui riforma darebbe la giusta e desiderata dignità a chi opera in questo comparto, con quelle criticità legate alla sostenibilità del sistema da non sottovalutare e delle quali abbiamo esaurientemente scritto nel precedente editoriale di Primato.
Siamo di fronte, in entrambi i casi, a un Giano Bifronte.
Nb. Quella favola chiamata Fiammamonza. Una storia da raccontare Mi sia permesso, in chiusura, ancora un tuffo nel passato. Per raccontare la nascita della Fiammamonza che ha qualcosa di romantico e virtuoso che vale la pena di ricordare per i principi così aderenti al sentire del nostro Ente.
La polisportiva Fiammamonza, alle porte degli anni Settanta, praticava già Basket, Atletica e Volley, tutto declinato al femminile. Non ancora il Calcio.
Arrivò la chiamata di Mamma Rita, un centro residenziale nel brianzolo che agiva in ambito sociale con famiglie disagiate, desiderato da Rita Tonoli e in suo onore così chiamato. Chiesero a Reno Ceraso, il papà di Natalina, la disponibilità a far praticare sport a quelle ragazze. Così nacque il primo nucleo di una squadra destinata, qualche anno più tardi e sotto le insegne di ASI, a vincere uno storico Scudetto.
Una piccola grande favola. D’altri tempi…
Il Paraguay per la seconda volta scrive il proprio nome nell’albo d’oro del Mundialido. Al termine di una gara esaltante, vibrante, ha battuto per 2-1 Capo Verde e si laurea così campione. È stata una grande manifestazione, all’insegna del fair play, della correttezza in campo e sugli spalti, sempre gremiti, sempre in festa. Suoni, colori, tradizione hanno accompagnato le squadre in campo nel pieno rispetto delle regole e del senso civico. Un tifo incessante per novanta minuti ha spinto il Paraguay al successo finale, l’ultimo era targato 2011. Partita dunque molto bella e combattuta.
DI RIMONTA – La prima parte è stata tutta di marca rossoblu. I paraguaiani si sono fatti vedere diverse volte con alcune incursioni pericolose, ma alla prima, vera, opportunità Capo Verde passa in vantaggio. La difesa sudamericana perde palla, contropiede chiuso ottimamente da Silvia Mendes al 28’ del primo tempo. Non passano neanche due minuti che arriva il pareggio. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo svetta più in alto di tutti Barrios Leiva che fa 1-1. Al 37’ arriva il gol vittoria, una rete spettacolare, il classico “eurogol” , dalla trequarti tiro al volo di Borba Arguello che coglie impreparato il portiere avversario. Il secondo tempo è stato un forcing da parte di Capo Verde, ma è stata premiata la difesa del Paraguay, che in tutto il torneo ha subito solamente tre reti.
MATCH WINNER – Borba con la sua rete è stato decisivo: “Il mio gol? Se non ci provi non ci riesci. Per noi è un trofeo molto importante, è stata una gara molto sofferta, un grazie speciale ai ragazzi e al tifo, che ci ha dato una grande carica, quella spinta in più dopo l’1-0. Dedico questa vittoria alla mia ragazza e al Paraguay”. Un grande successo anche per Barrios. “Il calcio è tutto per me, gioco da tanti anni con questi ragazzi. Un gruppo bellissimo, ce lo meritiamo questo successo. Grande “garra”. Viviamo in Italia da tanti anni, ma il Mundialido ci fa tornare indietro. Bellissimo avere moglie e figlia sulle tribune. Siamo uniti e umili, questa la nostra forza”.
TORNEO DA INCORNICIARE – È stata una grande festa in campo come sugli spalti. Nella giornata finale presenti gli ambasciatori di Capo Verde, Jorge Jose De Figueireido Goncalves, e Paraguay, Roberto Carlos Melgarejo Palacios. Allo Stadio Fiorentini di La Rustica l’ASI, ente promotore, ha dato una grande mano all’organizzazione, grazie anche al supporto del vice Presidente Emilio Minunzio. “Il Mundialido porta in sé dei valori importanti, che si vanno a sintetizzare in un grande evento. Siamo molto contenti di questa unione e della bella collaborazione”. Su Cusano Italia Tv sono andate in onda tutte le immagini più belle e uno speciale con le interviste ai protagonisti.
FORTE LA PRESENZA DI ASI – Il campo de La Rustica, impianto in un quartiere romano, al centro di un quadrante nel quale la presenza delle comunità di origine straniera è molto alta, vede la presenza di ASI e la gestione tecnica della Mundial Football Club. Con il patrocinio dell’Ente e le coperture assicurative per gli atleti, ASI ha contribuito anche con gli arbitri, settore all’avanguardia nel panorama nazionale. Forte la presenza attiva anche della struttura di Comunicazione di ASI.
ON THE BEACH – L’appuntamento è alla 25ma edizione, ma la stagione non finisce qui. Fino a fino al 24 luglio si svolgerà a Fiumicino, all’interno di una beach arena, tanti eventi da spiaggia con il beach soccer che la farà da padrone. Saranno coinvolte alcune squadre del Mundialido in un torneo con l’Italia IBS di Maurizio Iorio.
Photo Gallery
IL TABELLINO
Paraguay: De Felice, Aguilar, Alvarez, Aquino J., Aquino B., Baez, Barrios, Borras, Cabanas, Cabrera, Echeverria, Ferreira, Fleitas, Galeano, Gimenez M. Gimenez E. Gonzalez, Martinez, Torres H., Torres Y. All. Bandeira. Capo Verde: Monteiro, Almeida, Araujo, Barros, Da Crzu, Da Luz, Dari, Do Livramento D., Do Livramento E., Evora, Fortes J., Fortes L., Fortes D., Gomes, Lima, Rocha, Santos, Silva. Talarico. All. Silva. Marcatori: 28’ pt Silvia Mendes, 30’ pt Barrios Leiva, 37’ Borba Arguello. Arbitro. Polidori di Roma. Assistenti. Sabatini, Moccia. Quarto uomo. Ruocco.
Si sono concluse ieri, le finali del Campionato Nazionale ASI di Calcio. Ventidue le compagini finaliste a sfidarsi sul campo per i titoli nazionali di Calcio ad 11, Calcio ad 11 over 35, Calcio a 7, Calcio a 5 maschile e Calcio a 5 femminile dopo una fase preliminare nelle provincie italiane con oltre quattrocento squadre partecipanti.
La grande festa del Calcio ASI, che ha riunito il meglio del mondo amatoriale italiano di settore, ha incoronato campione nazionale di Calcio a 11 i casertani dell’Olympique Marcianise che hanno superato ai rigori (7-6 dopo dopo un 2-2 maturato sul campo) i tarantini del De Santis in una replica della finale 2021 vinta, stavolta, dai campani. Sul fronte del Calcio a 7 il titolo iridato è finito tra le mani dei bergamaschi del B. Eagles che hanno battuto per 6-4 i torinesi del Darlington.
Il Calcio a 5 maschile ha visto la vittoria dei pescaresi dell’Egitto – già vincitori nel 2021 – che si sono imposti per 1-0 sui bergamaschi del Clivati. Il titolo di Calcio a 5 femminile è, invece, andato nuovamente alle casertane dello Spartak San Nicola.
Alla cerimonia di premiazione, oltre a Nicola Scaringi, Responsabile Nazionale del Settore Calcio ASI e padrone di casa, erano presenti il Direttore Generale dell’Ente, Fabio Salerno, il Presidente provinciale ASI di Rimini, Gianluca Sardella e il Presidente provinciale del comitato di Taranto, Corrado Ursino. Gli arbitri sono stati coordinati dall’organo tecnico nazionale, Americo Scatena, e tutto il servizio di comunicazione e di organizzazione è stato a cura dello staff tecnico del Settore Calcio Nazionale ASI composto da Carmine Brignola, Angelo Laurenza, Alessandro Lunardi e Laurino Rubino.
“Dopo le limitazioni ancora presenti lo scorso anno, possiamo dire che queste di Rimini sono state le vere finali nazionali della ripresa – ha commentato il Responsabile del settore Calcio ASI, Nicola Scaringi – suggellate anche dal primo “cartellino verde” post pandemia, assegnato a Flavio Sibio dell’Onis di Bergamo che ha dimostrato grande fair play nel comunicare al direttore di gara il suo tocco di mano del pallone interrompendo un’azione che stava proseguendo. L’evento è stato una bella cavalcata di due giorni tra le diverse declinazioni del gioco del Calcio intrise di sano agonismo e ricche di belle prestazioni da parte di tutte le squadre qualificate. Apprezzato il messaggio di ‘in bocca al lupo’ del Presidente Claudio Barbaro a tutte le compagini partecipanti e la vicinanza da sempre dimostrata al Settore e all’evento rappresentato dalle finali nazionali. Non resta, ora, che guardare alla prossima stagione sportiva e alle finali 2023 che saranno, spero, ancora più partecipate e, finalmente, serene e lontane da questo ultimo strascico dell’emergenza Covid-19″.
“Dopo due anni difficili, nella splendida cornice di Rimini, abbiamo assistito al 26 esimo Campionato Nazionale di Calcio che, nel 1995, ha visto nascere la sua prima edizione”, ha detto il Direttore Generale di ASI, Fabio Salerno. “Tantissimi atleti suddivisi in squadre da 11 da 7 e da 5 , anche femminili, hanno condiviso il campo con ardore e sudore, ma sempre nel rispetto dell’avversario e dello spirito del torneo: condivisione, impegno e lealtà. Particolare apprezzamento va a tutta l’organizzazione, atleti compresi. E agli arbitri che hanno saputo gestire anche i momenti più tesi con equilibrio e fermezza creando una relazione positiva con il contesto. Questo è sport, questo è il nostro Ente”.
Al via, a Rimini, la fase finale dei Campionati Nazionali di Calcio ASI. Ventidue le compagini in gara – con una presenza di oltre trecentocinquanta atleti e dirigenti – pronte a contendersi i titoli nazionali di Calcio ad 11, Calcio ad 11 over 35, Calcio a 7 e Calcio a 5 maschile e femminile. L’evento – fase conclusiva dei campionati regionali che si svolgono sul territorio nazionale – ha coinvolto oltre quattrocento società e seimila tesserati, a conferma dell’impegno di ASI anche nel mantenere viva la promozione sportiva, soprattutto alla luce dell’emergenza pandemica che il Paese e lo sport hanno vissuto. “Le finali nazionali – ha commentato Nicola Scaringi, Responsabile del Settore Calcio ASI – sono un momento di incontro e confronto per tutto il mondo del Calcio amatoriale affiliato all’Ente. L’ASI porta avanti la consolidata una tradizione straordinarie e l’edizione di quest’anno conferma l’impegno e l’adesione delle nostre società affiliate. Avevamo tutti voglia di riassaggiare il sapore del campo dopo il lungo stop”.
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