12.02.2020
Sport
| Corsa su strada
Una foto che vale una Prima
Ci sono foto che nascono per essere copertine. Momenti colti grazie alla sensibilità di un fotografo. Istanti che rimangono impressi, ieri in una pellicola e oggi in una memoria, all'interno di una macchina fotografica.
Due rappresentanti delle comunità istriane, Carla Cace e Marino Micich portano la corona ai caduti a margine della Corsa del Ricordo. Davanti a loro, quattro generazioni di esuli: Vanna Martinuzzi, 89 anni da Albona d'Istria, Marco Brecevich cinquantenne figlio di esule da Fiume, Alessia Zoia, nipote di esule sempre da Fiume e il suo bimbo, di tre anni. Poi l'attenti del gruppo sportivo dei paracadutisti, il silenzio suonato da un bersagliere, la commozione di Benvenuti e dei presenti…
Tutto in pochi metri, dalle scale di una chiesa, così familiare agli esuli, fino al monumento che ricorda, oltre il marmo e oltre le scritte, dolore e orgoglio.
Quelle quattro generazioni, insieme, raccontano una storia lontana tanti anni e ancora attuale. Un bimbo che saprà dal papà, ma solo tra qualche anno. Una donna e un uomo che già hanno saputo dai racconti dei nonni e dei genitori. E una anziana signora che non può non ripercorrere, in quel breve tratto, una strada molto più lunga e difficile. Pochi metri che valgono il ricordo di un viaggio verso l'ignoto, lontana dalle case violentate, verso un futuro inesplorato e oggi consumato dagli anni. Pochi metri che valgono il ricordo di una vita intera…
Emozioni oltre lo sport.
[ Fabio Argentini
Foto Emanuele Cunsolo. Roma Caput Sport ]
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