15.04.2026
Sport
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L’Ab-bracciata Collettiva 2026: a Foggia 30 ore in acqua per l’autismo
L’edizione 2026 dell’Ab-bracciata Collettiva ha confermato ancora una volta la forza dello sport come strumento di inclusione e sensibilizzazione sociale. A Foggia, dal 28 al 29 marzo, si è svolta una maratona in acqua della durata di 30 ore consecutive, dedicata ai ragazzi con disturbo dello spettro autistico, capace di coinvolgere un’ampia comunità unita da un unico obiettivo: promuovere consapevolezza e partecipazione attiva.
L’iniziativa è stata ospitata dall’ASD Mirage Village, affiliata al Comitato Provinciale ASI di Foggia, sotto la guida del Direttore Alessandro Forgelli. L’evento ha preso il via alle ore 7:30 del 28 marzo, proseguendo senza interruzioni fino alle ore 13:00 del giorno successivo, offrendo un’esperienza continuativa di condivisione e vicinanza.
Promossa dall’ASD TMA, con il Presidente e tecnico ASI Angelo Pacilli, la manifestazione si è inserita nel percorso di valorizzazione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, con l’obiettivo di accendere i riflettori sui temi della disabilità e dei disturbi mentali gravi, promuovendo una cultura dell’inclusione sempre più diffusa.
Giunta alla sua decima edizione, l’Ab-bracciata Collettiva ha visto crescere progressivamente il numero di partecipanti e di realtà coinvolte, confermando il valore di un progetto che negli anni ha saputo radicarsi nel territorio. A Foggia, persone di tutte le età e livelli di preparazione hanno preso parte all’iniziativa, contribuendo con la propria presenza in acqua, anche solo per pochi minuti, accanto ai ragazzi seguiti da istruttori ed educatori dell’ASI Nazionale, iscritti all’Albo Nazionale dei Tecnici e attivamente impegnati nei percorsi di TMA durante tutto l’anno.
Ogni partecipante ha dato il proprio contributo comunicando il nome e i metri percorsi, andando a costruire simbolicamente un grande gesto collettivo di solidarietà e vicinanza. Un’iniziativa che ha rappresentato non solo un momento sportivo, ma anche un’occasione per comprendere più da vicino le difficoltà quotidiane affrontate dalle famiglie dei ragazzi con autismo.
Al centro dell’evento si conferma il valore del Trattamento Multisistemico in Acqua (T.M.A.), noto anche come metodo Caputo-Ippolito, un approccio che si inserisce in un più ampio progetto riabilitativo e che utilizza l’acqua come strumento privilegiato per stimolare aspetti emozionali, sensoriali e motori. Attraverso il lavoro in acqua, infatti, si favoriscono lo sviluppo delle relazioni, della comunicazione e dell’autonomia, mentre le competenze natatorie diventano un mezzo per raggiungere obiettivi terapeutici e facilitare i processi di integrazione sociale.
Gli organizzatori hanno sottolineato l’importanza di valorizzare le capacità dei ragazzi con autismo, spesso sorprendenti e capaci di andare oltre ogni aspettativa. È proprio questa consapevolezza che alimenta l’impegno quotidiano nel costruire percorsi sempre più efficaci e inclusivi, orientati al miglioramento della qualità della vita e allo sviluppo del pieno potenziale di ciascuno.
L’Ab-bracciata Collettiva ha avuto anche una ricaduta concreta sul territorio: durante la manifestazione sono stati raccolti fondi destinati alle famiglie, con l’obiettivo di facilitare l’accesso ai percorsi terapeutici in acqua, offrendo così un supporto tangibile oltre al valore simbolico dell’iniziativa.
Ancora una volta, lo sport si è dimostrato un linguaggio universale capace di abbattere barriere e creare connessioni autentiche. In acqua, le differenze si annullano e resta solo la condivisione, in un contesto in cui inclusione e partecipazione diventano esperienze reali e vissute. L’Ab-bracciata Collettiva si conferma così un esempio virtuoso di come lo sport possa contribuire a costruire una società più attenta, solidale e consapevole.
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