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29.11.2021

Sport

| Pugilato

Il campionato d’Italia a Ferrara. In casa ASI

Il dopo-match del Campionato d’Italia dei superleggeri. Massimiliano Duran: “Zagatti non ha avuto la freddezza per prendere le misure per chiudere il match quando aveva il campione nelle mani. Però è pugile che vale, a questi livelli ci può stare”.

Che battaglia! Fiera e ruvida, energica e sporca. Era un Campionato d’Italia sentitissimo. Ebbene: Arblin Kaba e Daniele Zagatti, il campione della Pugilistica Padana gioiello ASI, l’hanno onorato. Combattendo da valorosi fighters. Il bolognese detentore del titolo dei superleggeri e il suo sfidante ferrarese hanno infiammato il Palapalestre di Ferrara, gremito, gonfio di passioni e di tifo, di intensità e di pathos.
Sfida dura e fisicamente dispendiosissima. Cinque round – i primi – chiaramente nel segno di Kaba, della sua rapidità e del suo tempismo nel portare i colpi, mentre Zagatti appariva rigido e non trovava la misura per dare efficacia al proprio pugilato. L’esperienza di Kaba, la sua reattività nell’attaccare per primo, e la sua scioltezza, hanno fatto la differenza nei round iniziali. Addirittura una ripresa valutata da 2 punti – la quinta – a favore del campione in carica su un episodio forse interpretato male dall’arbitro Di Clementi (Zagatti ha subìto un “conteggio”, a me è parso scivolare su una lieve spinta…). E dunque, il pugile bolognese allenato da Paolo Pesci balzava nettamente avanti nel punteggio, 6 punti di vantaggio dopo cinque round.
Daniele Zagatti si è sbloccato, è riuscito alfine a prendere un po’ di ritmo e ha fatto assaggiare la potenza che possiede sulla pelle del Campione. Come un lampo all’improvviso. Quel terribile sinistro di Zagatti avrebbe potuto spegnere le luci. Il bolognese, inchiodato contro le corde, non riusciva a venir via da lì. In difficoltà, decisamente in difficoltà, però lucido. Per un lungo minuto Arblin Kaba ha sofferto. Il suo merito è d’aver saputo soffrire. Dimostrando carattere e solidità. L’esperienza (questo era il quarto match di Arblin con il titolo in palio) lo ha aiutato a limitare i danni in un round da 2 punti per Zagatti.
Lo sfidante ferrarese ha capito, nel corso della sesta ripresa, che Kaba si era fermato, che era diventato vulnerabile. Infatti il Campione faceva ricorso anche ai clinch per bloccare l’intensità dello sfidante. Il pugile ferrarese, assistito all’angolo da Nico Bonazza e Massimiliano Duran (con la collaborazione di Romano Becchetti) ha ancora ridotto il divario, portandolo a 3 punti dopo il settimo tempo. Però non è riuscito a “chiudere” il match. 
Arblin Kaba ha recuperato energie e certezze, in un ottavo round probabilmente suo. Ed è a  questo punto che la battaglia si è fatta più cruda e sporca. Nei corpo a corpo volavano anche colpi “non puliti”. Kaba ha subìto un richiamo ufficiale per trattenute. Lasciando per strada 1 punto dal suo vantaggio. Zagatti a volte attaccava abbassando la testa. 
Si arriva così all’ultimo round. Il ferrarese si produce in un forcing rabbioso, cercando un altro lampo. Però non ha sufficiente lucidità per ripetere quella brillante azione che nel corso del sesto round stava quasi per capovolgere il destino di questa vibrante sfida tutta emiliana. Per alcuni attimi, in quel momento, il Campione era sembrato smarrirsi. Tuttavia ha resistito con il cuore in tumulto e ha ritrovato il vento che lo ha portato sui sentieri della certezza.
Indiscutibile il successo di Arblin “Il Lupo” Kaba.  Tre punti di vantaggio nel mio “personale” cartellino. Com’era nel cartellino del giudice Mordini. Più “generosi” gli altri giudici: 5 punti assegnati a Kaba da Giubelli, 6 per Roda. 
Zagatti ha chiuso l’aspro combattimento con un’ampia ferita sulla testa.

 

Nota a margine
I cinquanta di Romano Becchetti
"Al 50esimo match 'titolato' all'angolo ho avuto il piacere di avere vicino Alessandro. Ha capito cosa significa vivere "da dentro" lo stress di una battaglia per una cintura": queste le parole di Romano Becchetti, Presidente di ASI Ferrara e deus ex machina della Pugilistica Padana, dopo un match speciale. Quello della sua cinquantesima volta all'angolo del ring per un incontro valevole per il titolo. 

E bellissime anche le parole, questa volta prima del match, per il suo Zagatti: "12 ore ti separano dal momento che sognavi. 12 ore e faremo insieme a te quel tragitto che separa gli spogliatoi dal ring. Lo so… sembrerà lunghissimo. Forse in quel percorso interminabile ti verranno in mente sacrifici, rinunce, infortuni. Sono sicuro che l'ingresso nell' "arena" sarà un un'esplosione di emozioni che ti darà ancora più forza. Forza Daniele… sai cosa devi fare".
 

La parola a Massimiliano Duran
Duran, organizzatore d’una serata che ha proposto tanta buona boxe (dal contorno dilettantistico fino al campionato d’Italia, passando dalla qualità di Mattia Musacchi e dalla resistenza del “duro” Alessandro Lozzi) era all’angolo di Daniele Zagatti. Ad assistere Nico Bonazza, il tecnico che prepara tecnicamente “Zago”.
Il commento di Massimiliano: “Era scontato che Daniele Zagatti, al suo primissimo match per il titolo, avesse meno esperienza di Kaba. Tuttavia, noi il combattimento lo abbiamo avuto in mano ad un certo punto. In mano seriamente! Per una ripresa e mezza. Kaba s’è trovato in chiara difficoltà. Lì Daniele non è riuscito a chiudere il match. Il suo sbaglio è stato di non essere andato in misura. Nel momento che poteva diventare decisivo, non ha avuto la freddezza per prendere la misura giusta e mettere le mani. Era sempre troppo basso, troppo attaccato all’avversario. E così non è riuscito ad essere efficace come avrebbe dovuto essere in quei momenti. Detto questo, non concordo con i cartellini dei giudici. Il vantaggio di Kaba a mio parere è stato di 1 punto, 2 punti. Non di 5 o addirittura 6. Vorrei sottolineare che nel sesto round Zagatti ha vinto di due punti. Anche se Kaba in quella circostanza non è stato contato dall’arbitro. Ma che il campione avesse accusato il colpaccio di Zagatti era evidentissimo. E’ stato abbracciato a Zagatti con gli occhi sbarrati fuori dalla testa, nel tentativo di recuperare. Lì, Daniele è mancato di esperienza. Va anche detto, e lo rivelo adesso poiché non mi sembrava giusto dirlo prima del combattimento, che Zagatti durante la preparazione s’è dovuto fermare per una decina di giorni. Un colpo al costato durante una sessione di guanti gli aveva procurato un problema, che poi si è risolto. Costringendo tuttavia il nostro pugile a fermarsi e perdere dei giorni di lavoro nel pieno della preparazione. Credo che il miglior Daniele Zagatti non avrebbe perso l’opportunità, nel momento in cui aveva l’avversario nelle sue mani. Zagatti a questi livelli ci può stare benissimo. Onore a Kaba, che conosciamo bene. E’ un ragazzo valoroso, se da due anni e mezzo è in possesso del titolo italiano ci sarà un motivo… E quando mette le mani fa male. Ribadisco, però, che Zagatti ha le caratteristiche per essere all’altezza del campione in carica. Qui, Daniele ha perso una bella occasione. Può rifarsi. E’ pugile che vale. Dobbiamo rivedere qualcosina. Lavorare su aspetti che sono fondamentali. Penso che questa esperienza servirà molto a Daniele per il futuro della sua carriera”.

 

 
TUTTI I RISULTATI
DILETTANTI
kg. 69: Ali Vandevilt (Pug. Padana Ferrara) e Haredin Taraj  (Pug. Tranvieri Bologna) incontro pari.
Kg 69: Alessandro Mele (Pug. Bolognina Bologna) batte Beniamino Vacca (Padana Ferrara) ai punti.
 
PROFESSIONISTI
Pesi gallo: Ahmed “Gentleman” Obaid (kg. 55.500, Pug. Padana Ferrara) batte Calvin Carruthers (Inghilterra , kg. 56) ai punti in 6 round.
Pesi piuma: Mattia Musacchi (Ferrara, kg 56,700, Pug. Padana Ferrara) batte Alessandro Lozzi (Roma, kg 56.300, Team Roma XI) ai punti in 6 round.

Campionato d’Italia pesi superleggeri
Arblin Kaba (Bologna, kg. 63.300) batte Daniele Zagatti (Ferrara, Kg 63) ai punti.
Arbitro Sauro Di Clementi. I cartellini dei giudici: Giubelli: 98-93 – Mordini: 96-93 – Roda: 98-92. Verdetto unanime per Arblin Kaba.
 

[  Maurizio Roveri  ]

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