Terzo Settore: gli articoli nel decreto Rilancio Italia

Rifinanziamento per 100 milioni di euro del fondo per le attività delle associazioni, un fondo specifico per aiutare nel post emergenza il Terzo settore del Mezzogiorno, ulteriori risorse per interventi di contrasto alla povertà educativa nelle regioni del Mezzogiorno.

Una boccata d'ossigeno per un settore importante, strategico per la ripartenza dell'Italia, ma fortemente colpito dall'emergenza e dalla conseguente crisi.
Nei 256 articoli che scorrono lungo le 464 pagine del decreto Rilancio, la dicitura “Terzo settore” compare nei seguenti articoli:

– Art 31 (Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo, affitto d’azienda e cessione del credito), comma 4: “Il credito d'imposta di cui al comma 1 spetta anche agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale”. 

– Art 80 (Modifiche all’articolo 43 in materia di contributi per la sicurezza e il potenziamento dei presidi sanitari in favore di enti del Terzo settore). Viene modificato l’articolo 43 del Cura Italia in materia di contributi per la sicurezza e il potenziamento dei presidi sanitari estendendo la disciplina anche in favore di enti del terzo settore.

Art 106 (Disposizioni in materia di Terzo settore): come richiesto dal non profit italiano vengono finalmente estese in favore degli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti che svolgono attività di interesse generale non in regime d’impresa, le misure temporanee per il sostegno alla liquidità di cui all’articolo 1, del decreto- legge Liquidità, n. 23 (8 aprile del 2020).

Art 107 (Incremento Fondo Terzo settore). Previsto un incremento di 100 milioni di euro della prima sezione del Fondo Terzo settore, ex articolo 72 del d.lgs. n.117 del 2017, al fine di sostenere interventi delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociale e delle fondazioni del Terzo settore, volti a fronteggiare le emergenze sociali ed assistenziali determinate dall’epidemia di COVID -19.

Art 128 bis (Credito d'imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro). Comma 1: “Al fine di sostenere ed incentivare l'adozione di misure legate alla necessità di adeguare i processi produttivi e gli ambienti di lavoro, ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico [indicati nell’allegato], [alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo del settore,] è riconosciuto un credito d'imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19”.

Art 130 ter (Modifiche all’articolo 64 in materia di credito di imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro in favore degli enti del terzo settore). Reca modifiche all’art 64 del Cura Italia estendendo il credito di imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro in favore degli enti del terzo settore.

Art 130 quater (Credito d'imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro): “Al fine di favorire l'adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del virus Covid-19, ai soggetti esercenti arti e professioni, agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo del settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, spetta un credito d'imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Il credito d’imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020”.

Art 167 (Accelerazione delle procedure di riparto del cinque per mille per l’esercizio finanziario 2019). Viene recepita la campagna di Vita a favore dell’anticipo della liquidazione del 5 per mille 2019. Dice la relazione illustrativa: “Al fine di far fronte alle difficoltà rilevate dagli enti del terzo settore che svolgono attività di rilevante interesse sociale e all’imminente esigenza di liquidità evidenziata a seguito dell’emergenza sanitaria Covid-19, la norma proposta anticipa al 2020 l’erogazione del contributo del cinque per mille relativo all’anno finanziario 2019. A tal fine la disposizione accelera le procedure di erogazione del contributo, stabilendo che nella ripartizione dello stesso non si tiene conto delle dichiarazioni dei redditi presentate ai sensi dell'articolo 2, commi 7 e 8, del regolamento di cui al DPR n. 322 del 1998. Conseguentemente l’Agenzia delle entrate provvede alla pubblicazione sul proprio sito istituzionale degli elenchi degli enti ammessi e di quelli esclusi dal beneficio entro il 31 luglio 2020 e le amministrazioni competenti (Ministero del lavoro e delle politiche, Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Ministero della salute, Ministero dell’interno, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare) procedono alla erogazione del contributo entro il successivo 31 ottobre”.

Art 236 (Sostegno al Terzo settore nelle Regioni del Mezzogiorno). La norma prevede la concessione di un contributo in favore degli Enti operanti nel Terzo Settore nelle Regioni del Mezzogiorno, allo scopo di fronteggiare gli effetti dell’emergenza Covid-19. Lo stanziamento complessivo per la misura, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, è pari ad euro 120 milioni per l’anno 2020, di cui 20 milioni riservati ad interventi per il contrasto alla povertà educativa. La norma individua quale soggetto attuatore della misura l’Agenzia per la Coesione territoriale. A tal fine, l’Agenzia per la Coesione territoriale provvederà ad indire uno o più avvisi pubblici finalizzati all’assegnazione di un contributo a fondo perduto agli Enti del Terzo settore operanti nelle aree di attività di interesse generale richiamate nel comma 3, nel rispetto dei principi di trasparenza e parità di trattamento. L’Agenzia per la Coesione territoriale provvede a definire le finalità degli interventi da finanziare, le categorie di enti a cui sono rivolti, i requisiti di accesso al contributo, nonché i costi ammissibili e le percentuali di copertura tramite il contributo.

Coronavirus, ASI scrive alla ministra Catalfo. Otto proposte per il Terzo Settore

Riportiamo a seguire la nota stampa che ha accompagnato l'invio della lettera indirizzata alla ministra Catalfo da parte del presidente ASI Claudio Barbaro. La lettera contiene una serie di proposte di politiche sociali da inserire nel c.d. "drecreto di aprile" per sostenere il terzo settore durante l'emergenza portata dal Coronavirus e per coinvolgerlo nella fase post emergenziale.

 

Coronavirus, Barbaro: lettera alla ministra Catalfo con otto proposte per il terzo settore e per le emergenze sociali

“Oggi ho inviato alla ministra del welfare, Nunzia Catalfo, una lettera per chiederle di includere nel prossimo “decreto di aprile” otto proposte concrete per utilizzare al meglio il Terzo Settore nel fronteggiare l’emergenza del Coronavirus. Sono misure pensate per consentire alle associazioni di volontariato e non profit di continuare a operare come promotori di welfare durante e dopo l’emergenza, come parte attiva e protagonista a fianco dello Stato”, ha dichiarato Claudio Barbaro, come Presidente di ASI, Ente di Promozione Sportiva e anche Rete associativa nazionale del Terzo Settore. 

“Le proposte coprono diverse esigenze dell’attuale fase emergenziale: garantire la sicurezza personale ai volontari che operano in ambito socio sanitario dotandoli di DPI al pari degli operatori sanitari; potenziare la capacità di aiuto del Terzo Settore nella distribuzione di generi alimentari e farmaci a famiglie e soggetti  fragili; evitare la chiusura delle associazioni estendendo gli ammortizzatori sociali già previsti per marzo, agevolando l'accesso al credito e alla liquidità e accelerando l'erogazione delle risorse del 5×1000; erogando subito i fondi già stanziati per il 2018 e 2019 per i progetti di rilevanza nazionale delle Associazioni di Promozione Sociale (APS)”.
 
“Ma il Terzo Settore può fare molto anche per la ripartenza economica e sociale del Paese, come serbatoio di energie del privato sociale, dell’associazionismo e del volontariato. Ecco perché abbiamo voluto anche segnalare al Ministero la necessità di accelerare al massimo e semplificare l’emanazione del bando2020 per i progetti nazionali e regionali del Terzo Settore finalizzandoli alle urgenze sociali create dall’epidemia e di accogliere l’idea della “Fondazione Con il Sud” di istituire un Fondo per il Terzo Settore che, anche con l’utilizzo dei fondi strutturali europei, finanzi programmi pluriennali per lo sviluppo del welfare sussidiario”.
 
“Abbiamo avvertito la necessità di avanzare queste proposte perché ci rendiamo conto che il Governo, al di là della retorica sulla gratitudine verso il volontariato, non ha, sino ad oggi, dimostrato di comprendere l’importanza di affiancare agli interventi dello Stato e degli Enti Locali tutte le energie e le potenzialità che vengono dalla società civile organizzata, applicando seriamente quel principio di sussidiarietà che viene sempre invocato e poi tradito nei momenti di fare le scelte politiche concrete”.

 

In calce leggi la lettera inviata alla ministra Catalfo con otto proposte per il terzo settore e per le emergenze sociali

Terzo Settore, dignità calpestata. E sullo sport provvedimenti insufficienti – VIDEO –

L'intervento di Claudio Barbaro in Senato.
8 aprile 2020.

 

Non è momento dei sofismi, dobbiamo dare risposte al Paese, è il momento delle assunzioni delle responsabilità. Noi come Lega, ma estendo tutto ragionamento anche ai colleghi del Centrodestra, siamo stati coscenziosi. Non abbiamo portato avanti alcuna maniera ostruzionistica e siamo stati responsabili. Credo che di questo bisogna darcene atto.
Dall’altra parte c’è un’altra responsabilità che invece incombe su di voi che è quella non solo di non aver condiviso il provvedimento, ma addirittura di averlo blindato con la fiducia.
E allora oggi noi ci troviamo qui impotenti a dare dei contributi nel merito di quello che è il provvedimento; un merito che abbiamo discusso in lungo e in largo in Commissione. Lo abbiamo fatto anche oggi in Aula. 
È stata bravissima la mia collega senatrice Nisini a richiamare la stragrande maggioranza degli articoli, degli emendamenti sui quali ci siamo soffermati e sui quali abbiamo presentato gli emendamenti come Lega. Ma credo sia inutile andare ora a far una sintesi di quello che è stato detto. Ci porterebbe via tempo e non ci porterebbe da nessuna parte. Credo ci sia soltanto un modo per fare sintesi ed è l’unica idea che mi viene in mente: ad oggi, rispetto a tutte le criticità che abbiamo evidenziato nel provvedimento, abbiamo una sola certezza. Ad oggi nelle tasche dei cittadini italiani non è entrato neanche un euro.
A ciò se ne aggiunga un’altra di considerazione. Da un mese le nostre vite sono condizionate dal male endemico di questo Paese ovvero dalla burocrazia. Un male che dovremmo estirpare. Devo dare atto a qualche collega della maggioranza che si è espresso sul tema e questo mi fa immensamente piacere perché il film che abbiamo visto in questo mese è veramente un film dell’orrore.
Siamo stati travolti da decine di provvedimenti, i cittadini e le imprese sono stati confusi nell’orientarsi nella miriade di disposizioni emesse. Con il solo risultato di creare confusione. E da questo punto di vista mi preme quindi ribadire che la situazione è stata aggravata anche dall’incapacità del Governo di non aver saputo porre freno alla burocrazia.
Esaurita questa premessa vorrei soffermarmi su due argomenti che mi stanno particolarmente a cuore.

Il primo argomento non credo debba necessariamente ricomprendersi nelle dinamiche di aspetti settoriali, perché fa esplicito riferimento alla situazione emergenziale che è sotto gli occhi di tutti e che stiamo vivendo. A tal proposito c’è stato infatti un grandissimo contributo del terzo settore, del volontariato, delle associazioni: tutto il mondo del no-profit è stato essenziale in questa fase di emergenza per l’Italia. Ebbene, qual è stata la risposta del provvedimento? Un solo articolo ha parlato delle dinamiche del terzo settore; badate bene, si tratta di un articolo che non ha nessuna copertura di spesa, perché si riferisce essenzialmente alla possibilità di far svolgere le assemblee online a tutti gli enti del terzo settore. Quindi una dignità calpestata e parliamo di grandi organizzazioni che in questo periodo sono sotto gli occhi di tutti: mi riferisco alla Protezione civile, alla Croce Rossa italiana, alla Caritas; parlo soltanto dei più famosi e mi dispiace di non avere il tempo per poter citare tutti gli altri organismi che hanno avuto la possibilità, e soprattutto la capacità, di dare una mano alla nostra gente in questo momento.
Ripeto, dignità calpestata: un solo articolo nel provvedimento cura Italia per il terzo settore. Calpestate! Le nostre associazioni sono state calpestate, nonostante sia di tutta evidenza il lavoro che stanno sopportando in situazioni davvero difficili.
 
Infine, mi soffermo su un altro comparto del mondo del no-profit, che è quello dello sport dilettantistico: un mondo appunto totalmente no-profit, fatto nella sua stragrande maggioranza di volontari, che assicura attività sportiva a 20 milioni di italiani, che rappresenta il 2% del prodotto interno lordo italiano (il 4%, se consideriamo l’indotto) ed oltre 1 milione di operatori che in questo momento sono a rischio.
Si tratta di un comparto che ci aiuta quotidianamente nel miglioramento della nostra qualità di vita, ma soprattutto abbatte la spesa pubblica. Sotto il profilo sanitario, il fatto che si faccia attività sportiva – è di tuta evidenza che in questi giorni gli italiani la stanno facendo anche all’interno delle proprie abitazioni – è un qualcosa che ci aiuta anche nel contenimento della spesa pubblica.
L’Organizzazione mondiale della Sanità ricorda spesso che la seconda causa di malattia al mondo è la sedentarietà. Pensate quanto sia importante l’attività sportiva in un bilancio pubblico.
All’interno del decreto-legge cura Italia troviamo però soltanto due articoli che si riferiscono a questa materia. Eppure abbiamo un Ministro; allora delle due l’una. O il Ministro non è stato incisivo, oppure il Governo non lo ha neanche ascoltato.
Non voglio nemmeno entrare nel merito di quello che è stato inserito all’interno del decreto relativamente al differimento dei canoni degli impianti sportivi pubblici. La Lega ha presentato un emendamento.
 
Il differimento dei canoni io lo voglio chiamare per quello che effettivamente è: una grande presa in giro. Una grandissima presa in giro. Vi è lo spostamento dei canoni di due mesi, ma con la permanenza dei costi a carico dei soggetti concessionari.
E allora, andiamo ad occuparci dei famosi 50 milioni di euro – su 25 miliardi – che sono stati inseriti nel decreto-legge, per un mondo che è così rappresentativo, come ho descritto nel corso del mio intervento (lo 0,2% dell’intera cifra stanziata)…
 
Vado a concludere, il ministro Spadafora ha detto che è stato rapido, tempestivo ed efficace. Rapido? Sono passati 21 giorni per l’emanazione del decreto attuativo. Tempestivo? Non so cosa voglia dire, ma lo cito a titolo di cronaca, perché secondo me corrisponde alla rapidità. Efficace? Sette pagine di un decreto attuativo che sta mandando in tilt non solo sport e salute, ma tutti gli operatori del mondo dello sport.
Posso tranquillamente dire che il provvedimento, dal nostro punto di vista, è insufficiente per la copertura finanziaria, complicato per le procedure che sono state emanate ed iniquo per la disparità di trattamento. 
Detto ciò, sull’unico segno di vita che c’è stato da parte del Governo per quello che è il mondo dello sport, è bene che in termini di responsabilità, però, gli italiani sappiano a cosa è stato detto di no: è stato detto di no alla sospensione dei canoni per gli impianti sportivi pubblici, è stato detto di no all’aumento della somma necessaria per gli operatori sportivi, è stato detto di no per il credito di imposta per  gli affitti degli impianti privati, è stato detto di no a un segnale minimo a una categoria del mondo dello sport che è in sofferenza, quella degli sport equestri perché alle difficoltà dell’utenza normale, si aggiunge quella del mantenimento dei cavalli.
Allora voglio concludere con un auspicio. Vorrei che tutto quello che abbiamo detto nel corso della trattazione del Cura Italia possa esser preso a prestito per migliorare il prossimo provvedimento e che possa soprattutto andarsi ad aggiungere a un qualcosa che sia in grado di smuovere l’economia, non solo generale del paese, ma nel contesto specifico del mondo dello sport.
Perché di indebitamento l’Italia non ha bisogno.

 

Decreto “Cura Italia”: ecco cosa dicono gli articoli relativi al terzo settore

Lo sportello ASI Help si arricchisce di nuove Faq sul Terzo Settore.
Uno sportello in costante aggiornamento che sta avendo un grande successo figlio dell'incertezza e di misure confuse e insufficienti a risolvere i problemi che deriveranno da questo periodo emergenziale. Tanti i contatti e tante le mail che arrivano all'indirizzo helpcoronavirus@asinazionale.it al quale risponde un team di esperti altamente qualificato, quello di ASI Sport e Fisco.
Quali sono le misure per Terzo Settore nel Decreto Legge “Cura Italia” emanato per fronteggiare l’emergenza Covid-19? Leggete per scoprirle in questo spazio news. Le troverete, in continuo aggioornamento, anche sullo sportello virtuale presente nella home del sito. 
Nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020, uscita in edizione straordinaria, è stato pubblicato il DECRETO-LEGGE 17 marzo 2020, n. 18cosiddetto “Cura Italia”, avente per oggetto “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
Il decreto contiene molte misure che riguardano Associazioni di Promozione Sociale (APS), Organizzazioni di Volontariato (ODV), ONLUS, Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD), Società Sportive Dilettantistiche (SSD), Enti di Promozione Sportiva (EPS). Vi forniamo una breve sintesi di tali misure.

 

Artt.19, 22: norme in materia di integrazione salariale, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga

L’art.19 del Decreto consente ai datori di lavoro che sospendono, o riducono, l’attività lavorativa per motivi riconducibili all’emergenza COVID-19, di presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario, per una durata massima di nove settimane.
I lavoratori destinatari del beneficio devono risultare alle dipendenze dei datori di lavoro che richiedono la prestazione, alla data del 23 febbraio 2020.
L’art.22 del Decreto concede il beneficio della cassa integrazione in deroga a tutti i datori di lavoro del settore privato, anche con meno di 5 dipendenti,(ivi inclusi quelli del terzo settore) per i quali non trovino applicazione le tutele previste dall’art.19.

Di cosa si tratta quando si parla di cassa integrazione in deroga?
L’indennità che spetta ai lavoratori in cassa integrazione in deroga 2020 è pari all’80% della retribuzione che il dipendente avrebbe percepito per le ore di lavoro non prestate.

Come ottenere la cassa integrazione in deroga?
Le domande di concessione della cassa integrazione in deroga devono essere presentate alla regione e alle province autonome e verranno istruitesecondo ordine cronologico di presentazione, fino ad esaurimento fondi.

Da quando si può presentare domanda per la cassa integrazione in deroga?
Ogni singola regione e provincia autonoma emanerà un proprio decreto con tutte le specifiche del caso. Si consiglia agli interessati di monitorare le specifiche attività regionali mediante l’ausilio di un consulente del lavoro che provvederà, inoltre, all’invio delle domande.
Art.27 Decreto “Cura Italia”: indennità professionisti e collaboratori coordinati e continuativi
L’art. 27 del Decreto riconosce a coloro che sono liberi professionisti con partita iva e ai titolari di co.co.co iscritti esclusivamente alla gestione separata Inps, un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro.

Chi può ottenere indennità come professionista e collaboratore coordinato e continuativo?
Tutti coloro che percepiscono le tipologie di compenso di cui sopra, iscritti alla gestione separata Inps alla data del 23.02.2020 , a condizione che non siano pensionati e non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Come ottenerla?
L’indennità sarà erogata dall’Inps, su domanda dell’interessato; è previsto, a tal fine ,uno stanziamento massimo di 2.160 milioni di euro per l’anno 2020 .

Quando presentare la domanda?
La misura è operativa da subito; bisognerà attendere il tempo tecnico necessario affinché l’Inps predisponga la modulistica. Tale indennità è esente da tassazione.

 

Art.35: posticipazione termine modifica statuti Enti del Terzo Settore

L’art. 35 del Decreto proroga al 31 ottobre il termine entro il quale APS, ODV, ONLUS e Imprese Sociali possono modificare i propri statuti con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria. Vi ricordiamo che la nostra Associazione e le sue strutture territoriali possono fornire su richiesta i modelli dei nuovi statuti da approvare, richiedendoli via mail terzosettore@asinazionale.it.
 

Art.35: posticipazione approvazione bilanci Enti del Terzo Settore

Lo stesso art. 35 del Decreto proroga al 31 ottobre anche il termine entro il quale APS, ODV, ONLUS e Imprese Sociali possono approvare i propri bilanci, anche in deroga alle previsioni di legge, regolamento o statuto. Un’analoga possibilità, al momento attuale, non pare prevista per le ASDmentre le SSD possono approvare i loro bilanci entro il 30 giugno.

 

Art.61: sospensione versamenti ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per assicurazione obbligatoria 

L’art. 61 del Decreto consente a molti soggetti la possibilità di ritardare il versamento di ritenute fiscali effettuate quali sostituti d’imposta, contributi previdenziali e assistenziali, premi per l’assicurazione obbligatoria.

Chi può ottenere la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per assicurazione?
Tra i molteplici soggetti che possono usufruire della proroga si segnalano:

  • federazioni sportive ed enti di promozione sportiva;
  • associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche;
  • soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness e culturismo, centri sportivi, piscine e centri natatori;
  • ONLUS, APS, ODV;
  • soggetti che gestiscono teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, sale da ballo, biliardi;
  • soggetti che organizzano corsi, fiere ed eventi, ivi compresi quelli di carattere artistico, culturale, ludico, sportivo e religioso;
  • soggetti che gestiscono musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici, nonché orti botanici e riserve naturali;
  • soggetti che gestiscono asili nido e servizi di assistenza diurna per minori disabili, servizi educativi e scuole per l’infanzia, servizi didattici di primo e secondo grado, corsi di formazione professionale, scuole di vela, di navigazione, di volo;
  • soggetti che svolgono attività di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili;
  • soggetti che gestiscono parchi divertimento o parchi tematici;
  • soggetti che svolgono attività di guida e assistenza turistica.

Come ottenere la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per assicurazione?
Non ci sono formalità particolari da osservare. L’utilizzo è facoltativo e automatico.

Sino a quando si può ottenere?
Per i versamenti da effettuare entro il 30 aprile, con l’eccezione di Federazioni Sportive Nazionali, Enti di Promozione Sportiva, associazioni e società sportive che possono usufruirne per i versamenti da effettuare sino al 30 maggio.
I versamenti sospesi “sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.”

 

Art.63: premio ai lavoratori dipendenti

L’art. 63 prevede un premio fino a euro 100 per i dipendenti, da calcolare in base al numero dei giorni di lavoro svolti presso la propria sede di lavoro nel mese di Marzo 2020.

Chi può ottenere il premio di 100 euro ?
Tutti i dipendenti a condizione che nell’anno 2019 abbiano avuto un reddito lordo complessivo di lavoro dipendente inferiore ad euro 40.000,00.

Come ottenere il premio di 100 euro?
Non ci sono formalità particolari da osservare. Verrà erogato dal datore di lavoro in via automatica, a partire dal mese di Aprile. L’incentivo non è soggetto a tassazione.

Art.68: sospensione termini delle cartelle esattoriali 

L’art. 68 del Decreto sospende i termini dei versamenti delle entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle emesse dall’agente di riscossione scadenti nel periodo dall’08 Marzo 2020 al 31 Maggio 2020.

Chi può ottenere la sospensione del pagamento delle cartelle esattoriali?
La disposizione riguarda ogni genere di contribuente, persona fisica, associazione, Ente e società, senza alcuna eccezione.

Come ottenere la sospensione del pagamento delle cartelle esattoriali?
Non ci sono formalità particolari da osservare. L’utilizzo è facoltativo e automatico.

Sino a quando si può ottenere la sospensione del pagamento delle cartelle esattoriali?
Entro il 30 Giugno 2020 devono essere effettuati i versamenti oggetto di sospensione in un’unica soluzione.

 

Art.95: sospensione dei canoni per il settore sportivo

L’art. 95 del Decreto consente ad alcuni soggetti la possibilità di ritardare il versamento dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali.

Chi può ottenere la sospensione dei canoni di locazione per affidamento di impianti sportivi pubblici?
Le Federazioni Sportive Nazionali, gli Enti di Promozione Sportiva, le società e associazioni sportive, professionistiche e dilettantistiche, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato.

Come si ottiene la sospensione dei canoni di locazione per affidamento di impianti sportivi pubblici?
Non ci sono formalità particolari da osservare. L’utilizzo è facoltativo e automatico.

Sino a quando si può ottenere  la sospensione dei canoni di locazione per affidamento di impianti sportivi pubblici?
Per i versamenti da effettuare entro il 31 maggio. I versamenti sospesi “sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020.

 

Art.96: indennità per i collaboratori sportivi 

L’art. 96 del Decreto riconosce a coloro che hanno “rapporti di collaborazione presso Federazioni Sportive Nazionali, Enti di Promozione Sportiva, società e associazioni sportive dilettantistiche”, un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro.

Chi può ottenere l’indennità di 600 euro prevista dal Decreto Cura Italia?
Tutti coloro che percepiscono i cosiddetti “compensi sportivi” previsti dall’art.67, comma m) del Testo Unico delle Imposte sui redditi (TUIR) e non hanno altro reddito da lavoro. Cioè coloro che percepiscono indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spesa, premi e compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni Sportive Nazionali, dagli Enti di Promozione sportiva e dalle ASD/SSD iscritte nel registro CONI o che hanno con tali soggetti rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale. Tutti i rapporti di collaborazione dovevano essere in atto alla data del 23 febbraio 2020.

Come si può ottenere l’indennità di 600 euro prevista dal Decreto Cura Italia?
L’indennità sarà erogata da Sport e Salute (che allo scopo riceverà 50 milioni di Euro), su domanda degli interessati, accompagnata da una autocertificazione attestante la preesistenza del rapporto di collaborazione e la mancata percezione di altro reddito da lavoro.

Come e quando si può presentare la domanda per ottenere l’indennità di 600 euro prevista dal Decreto Cura Italia?
Bisogna attendere quello che stabilirà il Ministro dell’Economia e delle Finanze con un apposito decreto.  
 

I giovani di ASI Spettacolo tra musica e cinema

Due giovani artisti ASI, Alice Bonati e Monica Russo, sono state ingaggiate per presenziare al premio Lucio Battisti, trasmesso su Rete 4 e registrato al teatro del Casinò, oltre ad aver effettuato vari ed esclusivi servizi fotografici.
Muovono i primi passi  i tesserati di ASI Spettacolo – con Enio Drovandi, Responsabile del Settore Spettacolo, Francesco Leardini Direttore Operativo – sin dai noti e vari eventi collaterali svoltisi all'interno del circuito mediatico del Festival, guidato da Amadeus.

(Drovandi e gli artisti ASI)

Il gruppo di associati, aveva partecipato, presso il Grand Hotel Royal, ad un simposio sulla musica, facendo da opinionisti.
La grande Caterina Caselli, un tempo famosa cantante e ora affermata manager discografica – ricordiamo il suo lancio mondiale di Andrea Bocelli – ha dispensato suggerimenti e consigli ai giovani artisti ASI, cosi come ha fatto Francesco Gabbani.

(Enio Drovandi con Caterina Caselli)

Poi, invece, all'interno di Casa Sanremo, i ragazzi si sono distinti per alcune performance artistiche, in programmi televisivi in onda su canali Sky e digitale terrestre.
Tutti hanno sempre indossato delle piacevoli magliette bianche, fornite dal settore, col logo ASI spettacolo in bella vista. 
Insomma una settimana di esperienza fantastica, quella sanremese, per i ragazzi tesserati, che hanno avuto dal settore spettacolo, gli ambiti Pass – riservati ai Vip – per entrare nei luoghi esclusivi della manifestazione. Nonchè hanno avuto tutti i servizi pagati, offerti dal settore stesso.