ASI e spettacolo. Ecco la rivista

Nasce ASI Spettacolo Magazine, la rivista del Settore ASI Spettacolo, che porta, alla platea dei tesserati e non solo, le attività e le news del settore.

Nata on line, ma a breve sarà anche cartacea, in seno al Settore Spettacolo ASI guidato da Enio Drovandi, la rivista ha come ideatore e Direttore il professionista Francesco Leardini.
Cultura, spettacolo, moda, casting, nuovi talenti: questi e molti altri gli argomenti trattati dal magazine mensile che ricalca un po’ le attività del Settore cui fa riferimento, ampliandole; troviamo allora ad esempio una già seguitissima rubrica con lezioni di Magia in cui professionisti del settore svelano alcuni dei più comuni segreti dell’illusionismo ed insegnano ad eseguirli con dei tutorial che ne rendono facile l’esecuzione; la modalità on line agevola questo tipo di prestazione ed arricchisce i già variegati contenuti di iniziative di estrazione diversa che lasciano spazio a fantasia e multimedialità.

La collaborazione con Leardini per l’elaborazione della rivista nasce spontaneamente, in maniera quasi scontata, come questi stesso spiega: "Ho un’agenzia di eventi alla quale è già collegata una rivista di moda per cui è venuto quasi naturale pensare ad un servizio in più per ASI Spettacolo, qualcosa che desse spazio ai tesserati o fosse a loro dedicato: abbiamo ad esempio uno scambio attivo con il settore di comunicazione di ASI Nazionale per cui, mese per mese, pubblichiamo anche tutti gli eventi a loro in capo; e poi, come settore di spettacolo, appartenendo più al Terzo Settore che non allo sport puro, anche con la rivista, tendiamo a fornire un servizio di orientamento per i ragazzi che vogliono entrare nel complicato mondo dello spettacolo e dare collocazione ad ognuno secondo le proprie possibilità: service audio, presentatori per serate di premiazione, luci e quant’altro”.

(Il curatore della pubblicazione, Francesco Leardini)
Ma il mensile non si farà mancare neanche la versione cartacea: il progetto completo prevede che a distanza di un anno dalla prima uscita online, la rivista raddoppi, mantenendo la versione multimediale, ma aggiungendo quella stampata. I contenuti naturalmente saranno gli stessi, ma si arricchiranno di alcuni progetti che sono già in cantiere e che correranno in parallelo con alcuni programmi di ASI Spettacolo: dall’anno prossimo infatti assisteremo a “Talentissimo”, un concorso nazionale aperto a tutti i circoli ASI che, sotto forma di talent show artistico del canto e della danza, avrà luogo in varie locations: ad oggi ci è dato scoprire soltanto che la finale si svolgerà negli studi cinematografici di Cinecittà e che la finalissima avverrà su navi da crociera. Grandi possibilità per il vincitore che potrà girare un corto ed ottenere un contratto lavorativo.

 

Il primo numero racconta la nascita della rivista.
In copertina Enio Drovandi

Tre le copertine che fino ad oggi hanno visto la luce, tutte dedicate a icone dello spettacolo: la prima doverosamente ad Enio Drovandi, la seconda ai compianti Gigi Proietti e Stefano D’Orazio e la più recente all’Attore Brice Martinet recentemente diventato papà. La rivista è disponibile on line in forma gratuita per tutti, sia tesserati ASI che chiunque altro ne faccia richiesta via mail o voglia sfogliarla direttamente sul sito di ASI Spettacolo.
 

 

[  Chiara Minelli  ]

 

Terzo Settore, Manovra. Positiva l’abolizione dell’articolo 108. Ma, ora, non bisogna temporeggiare

"Sono compiaciuto che sia stata cancellata dalla Legge di Bilancio una norma che avrebbe penalizzato il Terzo Settore con un indesiderabile aggravio fiscale. Ora, però, si passi dal lodare il Terzo Settore nei giorni festivi ad un concreto aiuto nei giorni feriali. Serve coerenza e continuità". Così ha spiegato, in una nota alla stampa, il nostro Presidente Claudio Barbaro.
"Come ha giustamente ricordato la portavoce del Forum del Terzo Settore, Claudia Fiaschi – ha proseguito – adesso è vitale attivare un tavolo con il Ministero dell'Economia, il Ministero del Lavoro e i rappresentanti del Terzo Settore, per discutere e finalmente risolvere i problemi relativi al quadro fiscale del Terzo settore. Senza una fiscalità effettivamente di vantaggio, la riforma di questa area rimane una petizione di principio astratta. 
Proprio l'emergenza Covid ha dimostrato quanto il privato sociale possa offrire un concreto apporto al bene comune, una realtà che merita rispetto e sostegno da parte delle Istituzioni. Pertanto, tutti dobbiamo impegnarci per il rafforzamento di tutte quelle realtà che non sono semplici erogatrici di servizi per le amministrazioni pubbliche, ma sono diventate a tutti gli effetti co-progettratrici di politiche sociali".

FAQ ASI Terzo Settore – importanti aggiornamenti

Reti associative: perchè farne parte. Iscrizione ai registri nazionali e regionali per associazioni di promozione sociale: perchè iscriversi in attesa del RUNTS. Adeguamento degli statuti: nuova scadenza per approvazione con maggioranze semplificate. Aggiornate le faq di www.asiterzosettore.it.

Mentre la Riforma del Terzo Settore prende forma, molte sono le domande che ASI come Associazione di Promozione Sportiva e Rete Associativa Nazionale riceve dalle sue associazioni per capire meglio come agire in vista di importanti scadenze e di scelte importanti da fare in materia. Abbiamo quindi aggiornato la sezione delle FAQ del sito tematico www.asinazionale.it
Vi invitiamo a leggere le ultime tre.
 

  • Quali sono i vantaggi per un'associazione e/o un ente del terzo settore nel far parte di una Rete Associativa?
Le reti associative svolgono attività di coordinamento, tutela, rappresentanza, promozione o supporto degli enti del Terzo settore loro associati e delle loro attività di interesse generale, anche al fine di promuoverne ed accrescerne la rappresentatività presso i soggetti istituzionali. Aderire ad una rete può dunque essere utile ad un ETS al fine di ottenere tutela, promozione e rappresentanza dei suoi interessi. 
Inoltre le reti associative possono svolgere numerose attività di servizio e supporto in favore degli ETS loro associati. Ad esempio, secondo quanto prevede il recente d.m. 106/2020 sul funzionamento del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), le reti associative possono curare l’iscrizione al RUNTS degli ETS loro associati, mediante una semplice delega conferita dall’ETS alla rete associativa di appartenenza. Considerato che il RUNTS è interamente informatico, questa delega alle reti può notevolmente semplificare la vita agli ETS. Inoltre le reti associative possono elaborare statuti-tipo (o standard) approvati dal Ministero del Lavoro: gli ETS che adottano questi statuti-tipo elaborati dalla propria rete non incontreranno alcuna difficoltà nell’iscriversi al RUNTS. 

Di grande importanza è poi il supporto che le reti associative possono dare agli ETS associati nell’accedere a fondi pubblici su base progettuale, come quelli previsti dall’art. 72 del Codice del terzo settore. 
Ci sono insomma diverse ragioni per concludere nel senso che gli ETS, soprattutto quelli di piccole dimensioni, otterrebbero diversi vantaggi ad aderire ad una (o anche più) reti associative del terzo settore. Ma soprattutto va sottolineato che in un prossimo futuro alle Reti associative saranno delegati i poteri di controllo oggi esercitati dal Ministero e dalle Regioni, per cui diventerà di fatto impossibile per un ETS non aderire ad una Rete associativa.

 

  • Le associazioni di promozione sociale che non sono iscritte ad alcun Registro (né nazionale né regionale) perché dovrebbero iscriversi ai Registri se in possesso dei requisiti richiesti, in attesa che il RUNTS diventi operativo?
Le associazioni di promozione sociale sono tali soltanto se iscritte negli appositi registri. Finché non sono iscritte nei registri, tali associazioni sono semplici associazioni di diritto civile e non anche associazioni di promozione sociale-enti del terzo settore. In mancanza di iscrizione, esse non dovrebbero perciò neanche utilizzare la denominazione “associazioni di promozione sociale” o “APS” perché potrebbero andare incontro a sanzioni. Di conseguenza, l’ente che voglia essere “APS” in senso vero e proprio è tenuto ad iscriversi nei registri. 

In mancanza del RUNTS (che dovrebbe divenire operativo dal 1° aprile 2021), tali associazioni possono ancora iscriversi nei registri nazionale o regionali delle APS. Va evidenziato che, fino alla piena messa in funzione del RUNTS, per partecipare ai bandi regionali di finanziamento dei progetti è necessario essere iscritti ai Registri regionali (in alcuni casi viene richiesta un'anzianità di iscrizione, altre volte no).  L’iscrizione nei registri regionali APS può farsi individualmente da parte dell’associazione, secondo la procedura prevista per quel registro dalla legge regionale di volta in volta applicabile. L’iscrizione nel registro nazionale si deve fare tramite l’ASI.

 

  • L'obbligo di adeguamento degli statuti vale solo per le associazioni già iscritte ai registri o per tutte? Il termine per l'adozione delle modifiche con le maggioranze semplificate è stato prorogato al 31 marzo?

Sì, il termine finale per gli adeguamenti statutari è stato recentemente prorogato al 31 marzo 2021.  

L’adeguamento riguarda tutti gli enti del terzo settore iscritti nei registri delle ODV o delle APS che siano stati costituiti prima del 3 agosto 2017: questi enti hanno la possibilità di adeguarsi entro il 31 marzo 2021 e potranno farlo con la maggioranza e le procedure dell’assemblea ordinaria se si limitano ad adeguare i propri statuti alle norme inderogabili di legge. Se invece fanno variazioni non necessarie, come ad esempio il cambio di sede legale da un comune ad un altro, serve allora l’assemblea straordinaria, con verbale eventualmente ricevuto da un Notaio qualora l’associazione abbia la personalità giuridica essendo iscritta nei registri delle persone giuridiche di prefetture e regioni. 
 
Gli enti costituiti dopo il 3 agosto 2017, invece, avrebbero dovuto già essere in regola, sin dall’inizio della loro esistenza, con la nuova normativa: dunque, qualora non lo siano, devono adeguarsi subito con delibera di assemblea straordinaria; non possono attendere il 31 marzo 2021 né possono procedere con assemblea ordinaria. 
 
Infine, l’obbligo di adeguamento non riguarda ovviamente gli enti che non siano del terzo settore, ovverosia le associazioni che non siano iscritte (o non lo siano più) nei registri di ODV e APS. Se queste ultime intendono iscriversi (o re-iscriversi) in questi registri, devono adeguare i propri statuti per conformarli alla disciplina del terzo settore: dovranno farlo con delibera di assemblea straordinaria, con verbale eventualmente ricevuto da un Notaio qualora l’associazione abbia la personalità giuridica essendo iscritta nei registri delle persone giuridiche di prefetture e regioni.

Welfare, Barbaro: “Un importante riconoscimento per ASI dal Forum del Terzo Settore”

“Oggi l’ASI è stato ammessa all’interno del Forum del Terzo Settore, con una votazione quasi unanime dell’Assemblea nazionale del Forum stesso", così ha spiegato alla stampa il nostro Presidente Claudio Barbaro.
"Si tratta di un riconoscimento molto importante per la nostra Associazione che, oltre ad essere uno degli Enti di promozione sportiva più importanti tra quelli riconosciuti dal CONI, sta lavorando da tempo per consolidarsi come Rete associativa del Terzo Settore. Ringraziamo tutti i componenti del Forum, a cominciare dalla portavoce Claudia Fiaschi, per questa scelta che conferma il ruolo del Forum come organizzazione maggiormente rappresentativa del mondo del volontariato e del non profit. Il nostro impegno per il futuro sarà anche quello di rendere sempre giù vicini e sinergici il mondo dello sport dilettantistico e quello del Terzo Settore, consapevoli che – soprattutto dopo l’emergenza Covid – su questo fronte si gioca una partita decisiva per rafforzare la coesione sociale e lo spirito di partecipazione della società italiana”.

Sbagliata la stretta fiscale sul Terzo Settore

“Sono decisamente contrario sulla norma, prevista nella legge di bilancio approntata dal Governo per il 2021, che modifica il regime IVA da applicare ad alcune tipologie di operazioni, inserite tra le operazioni esenti (art. 10 del DPR 633/72) in luogo dell’attuale regime di esclusione dall’IVA (art. 4 del DPR n. 633/72)”,  lo ha dichiarato alla stampa Claudio Barbaro.

“La norma si riferisce alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate in favore dei soci e dei partecipanti dell'associazionismo privato, anche volontaristico e solidale, infatti riguarda espressamente le associazioni di interesse pubblico, quelle senza fini di lucro e quelle dello sport dilettantistico di periferia, includendo, per altro, finanche le manifestazioni per la raccolta di fondi e le somministrazioni di alimenti e bevande presso le sedi delle associazioni di promozione sociale”, continua il senatore Barbaro. “Siffatta previsione non tiene conto del valore mutualistico, sociale e pubblico di queste realtà, caricando le stesse di oneri burocratici e finanziari come se fossero attività private lucrative”.

“Il Governo ha dunque ceduto alle pressioni dell’Istituto Comunitario, che aveva avanzato una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese (2008/2010), scegliendo però il peggiore dei tempismi, assunto l'anno disastroso che volge al termine e caratterizzato dalla paralisi di ogni attività e le conseguenti enormi difficoltà per l’associazionismo -conclude il sen. Barbaro- che ancora attende una piena legittimazione dalla Politica. Ancora una volta, con rammarico, ci tocca verificare che l'UE e il Governo non tutelino la giustizia sostanziale e la floridità del tessuto civile della società, tenuto insieme anche dall’opera meritoria dell’associazionismo no-profit, ma al contrario preferiscano sempre la cieca burocrazia e il gravame oneroso. 

Mi auguro che da destra a sinistra tutti coloro che hanno a cuore il Terzo Settore, firmino insieme un emendamento per cancellare questo articolo dalla finanziaria”.