Al Centro Fiera di Montichiari (BS) è tornata la passione a 360 gradi per auto e moto con il Festival dei Motori, l’evento dedicato al mondo dei motori in un fine settimana ad alto contenuto spettacolare molto atteso da tutti gli appassionati. Durante la due giorni del Festival dei Motori, grazie ad un programma di eventi speciali, il Centro Fiera di Montichiari diventa la meta prediletta per chi ama vivere l’energia sprigionata da piloti e stuntmen professionisti e le mille espressioni del mondo delle due e quattro ruote.
FREESTYLE ACTION GAME: ADRENALINA E SPETTACOLO CON I DIAVOLI ROSSI e il SETTORE NAZIONALE ASI DRIFTING
Quando i motori s’accendono inizia lo spettacolo. Il Festival dei Motori ha riservato l’area esterna a esibizioni e gare di drifting in grado di accontentare anche i cultori più esigenti.
Tra gli appuntamenti più attesi c’è stato il Freestyle Action Game a cura della ASD Diavoli Rossi Motorsport Club e del Settore Nazionale ASI Drifting.
Di fatto una gara di Drifting tra i 60 piloti iscritti (le iscrizioni sono state chiuse per ragioni di sicurezza altrimenti sarebbero stati molto di più) con un format particolare studiato da Vito Cirillo e Claudio Tebaldini rispettivamente mente e anima della Diavoli Rossi Asd e Responsabile Nazionale del Settore ASI Drifting. Format che prevede lo svolgimento di una gara di drifting non solo a tempo ma anche a punteggio in un percorso formato da prove di abilità obbligatorie ove si maturano punti di penalità se non affrontate al meglio e che mettono alla prova riflessi, precisione di guida e doti acrobatiche dei partecipanti.
Con questo format il Settore Nazionale ASI Drifting vuole rendersi protagonista di una serie di eventi di natura competitività ad alto tasso di spettacolarità da svolgersi sopratutto in occasioni di fiere e appuntamenti di motoristici di rilievo.
Chiunque fosse interessato ad ospitare un evento di Freestyle Action Game o ad organizzarlo insieme al Settore Drifting può contattare Claudio alla mail info@asidrifting.it – www.asidrifting.it
Dopo lunga attesa è uscito il decreto del Ministero del Lavoro che fissa al 23 novembre la data di avvio del RUNTS. Ecco le date che regoleranno l'avvio dell'operatività del tanto atteso Registro Unico Nazionale del Terzo Settore.
1. Per le ragioni in premessa indicate, ai sensi dell’articolo 30 del D.M. 15 settembre 2020, il termine a decorrere dal quale avrà inizio il trasferimento al RUNTS dei dati relativi agli enti iscritti nei registri delle ODV e delle APS delle regioni e province autonome e nel registro nazionale delle APS è individuato nel 23 novembre 2021.
2. Entro il 21 febbraio 2022 gli uffici delle regioni e province autonome provvedono agli adempimenti di cui all'articolo 31, comma 1 del citato D.M. con le modalità ivi previste relativamente alle APS e alle ODV iscritte alla data del 22 novembre 2021; provvedono altresì agli adempimenti di cui all'articolo 31, comma 2 successivamente all'esito dei procedimenti pendenti alla data del 22 novembre 2021.
3. Entro il 23 dicembre 2021 l'ufficio del Ministero del lavoro e delle politiche sociali che gestisce il Registro nazionale delle APS provvede agli adempimenti di cui agli articoli 32, comma 1, e 33, comma 1 del decreto ministeriale, con le modalità ivi previste, relativamente alle associazioni nazionali di promozione sociale, alle loro articolazioni territoriali e ai circoli ad esse affiliati iscritti alla data del 22 novembre 2021; provvede altresì analogamente, successivamente all'esito dei procedimenti pendenti, nei confronti degli ulteriori enti iscritti successivamente. Entro il 21 febbraio 2022 completa il trasferimento degli atti ai sensi dell'articolo 32 comma 3 del medesimo decreto.
4. Ciascun ufficio competente del RUNTS, prese in carico le informazioni di propria competenza disponibili sulla piattaforma informatica, procede a verificare, entro centottanta giorni decorrenti dalla scadenza dei termini di cui ai commi 2 e 3 ultimo periodo, le posizioni dei singoli enti nel rispetto dei tempi procedimentali previsti dal decreto ministeriale, fermo restando il perfezionarsi del silenzio assenso in caso di mancata emanazione di un procedimento espresso di diniego entro i suddetti centottanta giorni.
5. Ai sensi dell'articolo 38, comma 2 del D.M. 15 settembre 2020, i registri delle ODV e delle APS di cui alle leggi 11 agosto 1991, n. 266 e 7 dicembre 2000, n. 383, rimangono operanti esclusivamente per i procedimenti di iscrizione e cancellazione pendenti al giorno antecedente il termine di cui al comma 1; a conclusione degli stessi, i dati degli enti iscritti saranno trasferiti al RUNTS con le modalità di cui al suddetto decreto. Ai sensi del comma 3 del medesimo articolo, con l'avvio del RUNTS cessano altresì le procedure di iscrizione all'anagrafe unica delle Onlus, che rimane operante esclusivamente per i procedimenti di iscrizione e cancellazione pendenti alla data del 22 novembre 2021.
6. La presentazione delle istanze di iscrizione in una delle sezioni del RUNTS può essere effettuata a decorrere dal 24 novembre 2021 ai sensi di quanto previsto dall’articolo 38 comma 1 del D.M. 15 settembre 2020.
7. Le modalità attraverso cui l'Agenzia delle entrate effettuerà gli adempimenti di cui all'articolo 34, commi 1 e 2 del citato decreto ministeriale saranno oggetto di separata comunicazione, anche ai fini della presentazione delle richieste di iscrizione al RUNTS da parte degli enti iscritti all'anagrafe delle Onlus.
Le associazioni di promozione sociale, che vogliano entrare subito nel RUNTS, devono fare richiesta all'ASI entro il 15 novembre. Gli uffici del Dipartimento Terzo Settore dell'Ente sono a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Sulla base del monitoraggio delle domande pervenute e sulla necessità di raggiungere la più ampia platea di destinatari possibile, per il Bando di gara "1000 ce la fanno", il termine per la presentazione delle domande di partecipazione è stato ulteriormente prorogato dal 30 settembre al 30 dicembre 2021.
Obiettivo del progetto, regolato da apposita convenzione stipulata con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è la promozione di attività sportive per 600 giovani in condizione di povertà e disagio di età compresa tra i 18 ed i 24 anni, anche attraverso il tesseramento e l'avviamento alla pratica sportiva presso le Associazioni e Società Sportive Dilettantistiche affiliate all'ASI.
Il bando prevede l'erogazione di un contributo pari al 100% delle spese sostenute per il tesseramento e lo svolgimento di attività sportiva, per l'intera stagione sportiva, per un massimo di 600 giovani di età compresa tra i 18 ed i 24 anni.
Ciascuna ASD/SSD potrà richiedere il contributo per il tesseramento di un massimo di 10 giovani in particolare situazione di disagio sociale (individuati in base al parametro ISEE del reddito familiare) da avviare alla pratica sportiva.
Le ASD/SSD dovranno compilare in tutte le sue parti l'apposito form di registrazione indicato nel bando, allegato alla presente e scaricabile su www.asinazionale.it > DOCUMENTI > BANDI E AVVISI > GRADUATORIA BANDO 1000 CE LA FANNO.
Montesilvano. Il mondo sportivo italiano attende con interesse l’evoluzione delle due epocali riforme che lo riguardano. Da una parte la legge delega 86 del 2019 cosiddetta ‘riforma dello sport’ e dall’altra il decreto legislativo 117 del 2017 cosiddetto 'codice del terzo settore' (CTS) stanno per tracciare, attraverso le varie fasi di attuazione, il futuro dello sport italiano, da quello dei massimi livelli di prestazione a quello di base con tutte le sue declinazioni compreso quelle sociali e di integrazione.
"Particolare interesse – ha spiegato Emilio Minunzio, Vicepresidente di ASI e membro del Consiglio Nazionale del Terzo Settore, tra i relatori all'Assemblea di Montesilvano – è rivolto alle risposte che daranno i vari tavoli di confronto che si stanno per costituire per armonizzare norme e aspetti formali che regoleranno i rapporti tra lo sport ‘tradizionale’, quello del CONI per intenderci, e quello di taglio sociale che farà di fatto capo al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Tutto ciò lascerebbe presupporre la crescita di nuove forme giuridiche compatibili con la gestione delle diverse espressioni di sport. È, infatti, questo il caso delle ASD-APS, soggetti giuridici in via di espansione in quanto, come da interpretazione delle norme di riferimento, potranno aderire sia al Registro CONI che al RUNTS (Registro unico Nazionale del Terzo Settore)".
"Molte ancora le zone d’ombra soprattutto per ciò che riguarda gli aspetti fiscali che, seppur indicati dal CTS, sono ad oggi oggetto di approfondimenti per una più corretta ed adeguata armonizzazione.
Un cantiere aperto, in buona sostanza, all’interno del quale ASI, come sempre attore protagonista all’interno del mondo dello sport, non farà mancare il suo importante contributo".
"Con il raggiungimento dell’obiettivo della 'consistenza' si è chiusa una prima fase della operatività del Dipartimento Terzo Settore [TS] dell’ASI. Adesso si tratta di entrare in una seconda fase in cui l’affiliazione e la nascita di nuovi enti del TS sia spontaneamente incentivata dalla qualità dell’offerta di servizi e progettualità e sia realmente produttiva per l’ASI". Nella sua relazione, nel corso della tre giorni ASI di Montesilvano, Gianni Alemanno, Responsabile Nazionale del Terzo Settore, sottolinea i traguardi raggiunti e guarda al futuro.
"Prima di delineare una proposta strategica in questo senso, è necessario spiegare perché sarebbe un errore adagiarsi sul risultato raggiunto e perché per andare oltre bisogna seguire delle strade di aggregazione sostanzialmente diverse da quelle classiche dello sport dilettantistico.
Innanzitutto, secondo la fotografia scattata dall’Istat, il settore continua a crescere. Nel 2018, le istituzioni non profit attive in Italia sono 359.574, con un aumento annuale del 2%, e impiegano 853.476 dipendenti, hanno un’incidenza rispetto al complesso delle imprese dell’industria e dei servizi dell’8,2% (era 5,8% del 2001). L’incremento più elevato si registra nei campi della tutela dei diritti (+9,9%), dell’assistenza sociale e protezione civile (+4,1%), della filantropia e promozione del volontariato (+3,9%).
Ma non è solo questo. Dalla fine degli Anni ’80 il vecchio modello statalista dell’assistenza sociale è entrato in crisi e la pandemia Covid-19 ha messo in evidenza ulteriormente queste difficoltà. Le strutture burocratiche e dirigiste del vecchio Stato sociale riusciranno sempre di meno a fronteggiare i disagi sociali conseguenti alla crescita della povertà tra i cittadini italiani e al costante aumento dei flussi migratori.
La conseguenza di queste due tendenze è una costante crescita dell’importanza socio-economica del Terzo Settore, su cui le istituzioni pubbliche e il sistema politico scaricheranno sempre più le incombenze dell’inclusione sociale e culturale.
Ma in ogni caso assisteremo già nei prossimi mesi – anche attraverso la realizzazione del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) – ad una crescita esponenziale di bandi e finanziamenti rivolti al Terzo Settore.
Per farla breve si vuole costringere il vasto e variegato mondo associazionistico italiano a mettersi sotto la tutela (e il controllo) di poche Reti Associative, infatti l’art. 41 del Codice del Terzo Settore prevede che le Reti associative svolgano “attività di coordinamento, tutela, rappresentanza, promozione o supporto degli enti del Terzo settore loro associate” e in particolare:
a) monitoraggio dell’attività degli enti ad esse associati, eventualmente anche con riguardo al suo impatto sociale, e predisposizione di una relazione annuale al Consiglio nazionale del Terzo settore;
b) promozione e sviluppo delle attività di controllo, anche sotto forma di autocontrollo e di assistenza tecnica nei confronti degli enti associati".
"Nel TS i risultati associativi ed economici non si possono misurare principalmente sul numero dei soci iscritti, ma nella capacità dell’associazione di perseguire nel suo insieme uno scopo di carattere generale.
Quindi una Rete associativa del TS deve offrire servizi che servano innanzitutto all’operatività delle proprie associzioni affiliate e misura il suo successo economico più sul numero di associazioni affiliate che non sul numero complessivo degli iscritti.
Non solo: il conto economico di una Rete associativa, come di ogni ente del TS, non può prescindere dal contributo pubblico e dalle donazioni private, sia come finanziamento ai progetti che come convenzioni per erogare un servizio pubblico, che saranno la sua principale fonte di finanziamento.
Ci sono ovviamente delle eccezioni a questa regola generale, ma non a caso riguardano tipi di associazioni che possono rientrare all’interno del Terzo settore ma potrebbero facilmente rimanerne fuori. Non a caso il Dipartimento TS include anche associazioni e settori extra-sportivi che non fanno necessariamente parte del Terzo settore così come è stato definito dal Codice.
Va detto che anche in questi casi, anche se non è indispensabile, è opportuno che le associazioni si diano una veste statutaria e operativa da Terzo settore. Anche se le “attività di interesse generale” non sono il suo “core business” una associazione diventando una APS rafforzerà non solo la sua immagine ma anche la sostenibilità del proprio bilancio e la propria organizzazione, senza far entrare in questo ragionamento nessuna considerazione, certo non estranea alla natura di ASI, di carattere politico, sociale ed etico".
"Per ASI proponiamo questo modello: costi contenuto per i tesserati, costo affiliazione delle associazioni medio-basso, affiliazione e convenzione delle associazioni ad un Centro servizi con costi e risultati nettamente più ambiziosi.
Il Centro servizi, esterno alla struttura ASI ma ad essa collegato organicamente, può essere la vera carta vincente di questa nuova fase: non deve essere percepito come un semplice "addendum" od un'opzione, ma è esso stesso parte di un processo di crescita complessiva".
I punti di forza del Centro Servizi non saranno solo le economie di scala ma la possibilità di dare impulso ad un'informazione "certificata". Non dimentichiamoci che la Rete associativa ha come obbligo il monitoraggio delle strutture associate, come accade con le centrali cooperative, immaginiamo quindi l'importanza della certificazione che rilascerà il Centro Servizi.
Il Centro servizi promuoverà una piattaforma software per la gestione da remoto della contabilità delle singole associazioni. La piattaforma permetterà alle singole strutture di elaborare i documenti contabili oppure alternativamente garantirà l'elaborazione ed il supporto da remoto. Questa stessa procedura sarà idonea alla tenuta informatica dei registri, all'elaborazione delle buste paga alla predisposizione dei bilanci e dei verbali nonché delle dichiarazioni fiscali.
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