Il nuovo progetto ASI. Aderisci al Servizio Civile Universale con noi

Se sei un appassionato di sport, se i temi legati al sociale e all’impegno attivo sono importanti per te, se credi di poter dare il tuo contributo nella società, ASI è un’opzione da scegliere per svolgere il Servizio Civile Universale.

A seguito della pubblicazione del Bando per la selezione di 62.549 operatori volontari da impiegare in progetti di Servizio civile universale, ASI ha presentato il Progetto Generazione_Z-Sport che ha l’obiettivo di incrementare e favorire l’accesso all’attività fisica dei giovani in età scolare in tutto il territorio italiano.
Con questo progetto ASI intende adottare un piano nazionale che possa vedere gli Enti di Promozione Sportiva uniti nella lotta alla sedentarietà e nella promozione di stili di vita sani, tra cui abitudini alimentari salutari per i giovani, e che impatti sulla crescita di una responsabilità collettiva e condivisa da parte dei cittadini, degli Enti Pubblici e dei presidi sanitari del Paese, sulla necessità che la regolare attività fisica sia un’opzione non più derogabile, dunque fondamentale, per la salute.
Il 30% dei giovani in Italia è sedentario. Non aiuta l’impiantistica. Sei edifici scolastici su dieci non hanno una palestra.
Quasi otto ragazzi su 10 praticano sport ma solo se entrambi i genitori fanno sport, si scende a tre su 10 quando sia il padre che la madre non sono praticanti. I dati più recenti sottolineano come il 94% di giovanissimi tra gli 11 e i 15 anni non pratichino un adeguato livello di attività fisica secondo i criteri dettati dall’OMS e l’Italia è il secondo peggiore Paese OCSE per percentuale di bambini sovrappeso/obesi (42%), superato solo dagli Stati Uniti (43%).
Alcuni dati, questi, che ben mostrano come il fenomeno richieda particolare attenzione nelle fasce più giovani, evidenziando la necessità di promuovere stili di vita attivi e abitudini alimentari corrette, considerando che solo 1 bambino su 20 raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS e molti presentano problematiche legate al consumo di cibi non salutari.

COME ADERIRE AL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE CON ASI

Con questo progetto ASI intende adottare un piano Nazionale che possa vedere gli EPS uniti nella lotta alla sedentarietà e nella promozione di stili di vita sani che impatti sulla crescita di una responsabilità collettiva sulla necessità che la regolare attività fisica sia un’opzione non più derogabile per stare in salute.
Per l’attuazione del progetto sono state individuate 21 sedi che accoglieranno un totale di 28 volontari di cui 7, pari a quasi il 25%, saranno GMO (Giovani con Minori Opportunità).

Per aderire bisogna selezionare il progetto GENERAZIONE_Z-SPORT (Scheda Generazione_Z-Sport) e la sede di attuazione prescelta. Il tutto al seguente link: https://www.scelgoilserviziocivile.gov.it/presenta-la-domanda/la-piattaforma-dol/

 

SCU. ECCO I REQUISITI

Pubblicato il Bando per la selezione di 62.549 operatori volontari da impiegare in progetti di Servizio civile universale – Scadenza ore 14:00 18 febbraio 2025. Tutte le info su: https://www.politichegiovanili.gov.it/comunicazione/news/2024/12/bando-ordinario-2024/.

In particolare:

  • 61.166 operatori volontari saranno avviati in servizio in 2.324 progetti, afferenti a 386 programmi di intervento, da realizzarsi in Italia;
  • 1.383 operatori volontari saranno avviati in servizio in 184 progetti, afferenti a 34 programmi di intervento, da realizzarsi all’estero;

Possono presentare domanda i giovani senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto i 18 e non superato i 28 anni di età (28 anni e 364 giorni) e siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana, ovvero di uno degli altri Stati membri dell’Unione Europea, ovvero di un Paese extra Unione Europea purché il candidato sia regolarmente soggiornante in Italia;
  • aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda;
  • non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

Non possono presentare domanda i giovani che:

  • appartengano ai corpi militari e alle forze di polizia;
  • abbiano già prestato o stiano prestando servizio civile nazionale o universale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista;
  • intrattengano, all’atto della pubblicazione del presente bando, con l’ente titolare del progetto rapporti di lavoro/di collaborazione retribuita a qualunque titolo, oppure abbiano avuto tali rapporti di durata superiore a tre mesi nei 12 mesi precedenti la data di pubblicazione del bando; in tali fattispecie sono ricompresi anche gli stage retribuiti.

Se si intende partecipare ai progetti dedicati ai giovani con minori opportunità oltre il possesso dei requisiti sopra indicati, occorre appartenere alla categoria specifica indicata nel progetto.


Il Servizio civile universale rappresenta un’importante occasione di formazione e di crescita personale e professionale per i giovani, che sono un’indispensabile e vitale risorsa per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese.
In data 3 aprile 2017 è stato pubblicato sulla G.U. n. 78 il decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40. Successivamente in  Gazzetta Ufficiale n. 102 del 4 maggio 2018 è stato pubblicato il decreto legislativo 13 aprile 2018, n. 43 recante “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, concernente istituzione e disciplina del servizio civile universale.
Tra i punti più rilevanti della riforma una particolare attenzione alle problematiche dei giovani, in considerazione del fatto che essi rappresentano una delle categorie più colpite dalla crisi economica. Uno degli obiettivi di questo provvedimento è di coinvolgere i giovani con minori opportunità (GMO) che avranno maggiori occasioni di partecipazione agli interventi di servizio civile, anche in considerazione della previsione di meccanismi di premialità a favore degli enti che realizzeranno gli interventi con l’impiego di questi giovani.

Diventare volontario di Servizio civile aggiunge alla volontà di dare qualcosa di sé agli altri e al proprio Paese la possibilità di acquisire conoscenze e competenze pratiche ma più in generale rappresenta un’occasione di crescita personale e di formazione. Per questo il Servizio civile universale può rappresentare un’utile esperienza da spendere in ambito lavorativo.

Il periodo di servizio è inoltre riconosciuto ai fini del trattamento previdenziale riscattabile, in tutto o in parte, a domanda dell’assicurato, e senza oneri a carico del Fondo nazionale per il servizio civile e sono previste l’assistenza sanitaria gratuita e il riconoscimento di un punteggio nei concorsi pubblici.

Riconoscimento ASI per gli operatori di psicomotricità sensoriale in moto

Il corso per operatori di Psicomotricità Sensoriale in moto dell’associazione La motoTerapia e di Santa Maria a Vico ottiene il riconoscimento di ASI. Il personale formato entra nel Registro degli Operatori del Terzo Settore con un Diploma Nazionale.
Il percorso di formazione personale, di grande valore tecnico-culturale ha ottenuto inoltre i patrocini dell’Università Giustino Fortunato, della Scuola di Ricerca Fusis, del Centro Riabilitativo Lynphis Studio Benessere e dei Comuni di Santa Maria a Vico ed Arienzo. Il corso non è abilitante alla professione di psicologo, di terapista e di psicomotricista.

Il Dott. Luca Nuzzo Presidente e Responsabile del Comitato Tecnico Scientifico dell’associazione, nonché responsabile nazionale del Settore motoTerapia ASI riferisce che “Il corso è in programma per i giorni 25/26 gennaio e 1/2 marzo per un totale di 32 ore e permette al personale formato di entrare a far parte del progetto di ricerca sull’utilizzo della moto come strumento di grande stimolazione sensoriale per gli autismi”.
“La Psicomotricità sensoriale in moto (motoTerapia metodo Nuzzo)
– spiega ancora Nuzzo – è un progetto di ricerca sul trattamento dei disturbi del Neurosviluppo, Autismo in primis, giunto al termine dopo 6 anni e diversi casi trattati. La moto, in questo caso, diventa “‘un gioco gigante’, uno strumento di stimolazione sensoriale, emozionale e di facilitazione della socializzazione. Il corso per Operatori di Psicomotricità Sensoriale in moto fornisce le basi sulle caratteristiche dell’autismo e sull’utilizzo della moto come strumento di terapia e permette agli operatori, terapisti, piloti e assistenti, un approccio consapevole, sicuro e mirato al miglioramento delle persone autistiche. Il riconoscimento da parte di ASI Nazionale, tra gli Operatori del Terzo Settore è un nuovo traguardo raggiunto con convinzione, scienza e coscienza”. Nuzzo svela inoltre che lo studio completo verrà pubblicato a breve in un testo nel quale troveremo i pareri tecnici di diversi professionisti di fama nazionale e mondiale.

È possibile iscriversi al corso ed avere maggiori informazioni in merito sul sito www.lamototerapia.it.

 

 

Reinserimento sociale attraverso lo sport. ASI in prima linea

Terminerà il 17 gennaio, presso il centro tecnico ASI ippodromo delle Capannelle il progetto promosso e sostenuto da ASI Sport Equestri e il Settore Integrazione Sociale che ha visto coinvolti 10 ragazzi, detenuti in regime di affidamento, provenienti dalla struttura Villa Maraini che riceve anche detenuti con misure alternative alla detenzione. Per un mese hanno fatto formazione presso il nostro centro per conseguire il titolo di “Tecnico di benessere equidi”.

La convention di ASI Sport Equestri, lo scorso anno. Con Simona Rolandi, il Presidente Barbaro e il Vicepresidente Minunzio

Il 20 di gennaio i ragazzi saranno ospiti della convention annuale di Settore presso il Salone d’Onore del CONI.
Grande entusiasmo da parte dei corsisti coinvolti che attraverso questa proposta al termine della formazione prevista avranno possibilità di poter essere favoriti in fase di reinserimento e poter trovare un impiego lavorativo in ambito sportivo che possa soddisfare soprattutto il loro interesse in questo caso appunto quello per il mondo del cavallo.

“ASI da sempre si impegna per lo sport come mezzo per superare il disagio sociale. Numerose le attività e le progettualità rivolta alle classi svantaggiate, ormai un punto di forza del nostro Ente”, ha spiegato Emilio Minunzio, Responsabile di ASI Sport Equestri, Vicepresidente di ASI e Consigliere del CNEL con delega allo Sport e membro della Consulta Ippica presso il MASAF. “Il Settore, da sempre presente in questo segmento di attività, ha raggiunto negli ultimi anni alti livelli di specializzazione che permettono ad ASI di vantare una vera e propria leadership”. 

L’importanza del passato con lo sguardo rivolto al futuro. “L’anno del Trentennale di ASI è anche lo stesso del Settore Sport Equestri nato nel 1994 e sin da subito con attività rivolte al sociale oltre che alla parte prettamente sportiva.
Il futuro vede sicuramente la crescita e una particolare attenzione alla formazione in quanto lo sport – ancor più quello specializzato sul sociale e sugli aspetti sanitari come anche gli IAA e le discipline integrate – necessita di profili professionali adeguatamente formati”
, termina Minunzio.

Un momento dell’attività a Capannelle

 

Il nuovo progetto ASI. Aderisci al Servizio Civile Universale con noi

Se sei un appassionato di sport, se i temi legati al sociale e all’impegno attivo sono importanti per te, se credi di poter dare il tuo contributo nella società, ASI è un’opzione da scegliere per svolgere il Servizio Civile Universale.

A seguito della pubblicazione del Bando per la selezione di 62.549 operatori volontari da impiegare in progetti di Servizio civile universale, ASI ha presentato il Progetto Generazione_Z-Sport che ha l’obiettivo di incrementare e favorire l’accesso all’attività fisica dei giovani in età scolare in tutto il territorio italiano.
Con questo progetto ASI intende adottare un piano nazionale che possa vedere gli Enti di Promozione Sportiva uniti nella lotta alla sedentarietà e nella promozione di stili di vita sani, tra cui abitudini alimentari salutari per i giovani, e che impatti sulla crescita di una responsabilità collettiva e condivisa da parte dei cittadini, degli Enti Pubblici e dei presidi sanitari del Paese, sulla necessità che la regolare attività fisica sia un’opzione non più derogabile, dunque fondamentale, per la salute.
Il 30% dei giovani in Italia è sedentario. Non aiuta l’impiantistica. Sei edifici scolastici su dieci non hanno una palestra.
Quasi otto ragazzi su 10 praticano sport ma solo se entrambi i genitori fanno sport, si scende a tre su 10 quando sia il padre che la madre non sono praticanti. I dati più recenti sottolineano come il 94% di giovanissimi tra gli 11 e i 15 anni non pratichino un adeguato livello di attività fisica secondo i criteri dettati dall’OMS e l’Italia è il secondo peggiore Paese OCSE per percentuale di bambini sovrappeso/obesi (42%), superato solo dagli Stati Uniti (43%).
Alcuni dati, questi, che ben mostrano come il fenomeno richieda particolare attenzione nelle fasce più giovani, evidenziando la necessità di promuovere stili di vita attivi e abitudini alimentari corrette, considerando che solo 1 bambino su 20 raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS e molti presentano problematiche legate al consumo di cibi non salutari.

COME ADERIRE AL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE CON ASI

Con questo progetto ASI intende adottare un piano Nazionale che possa vedere gli EPS uniti nella lotta alla sedentarietà e nella promozione di stili di vita sani che impatti sulla crescita di una responsabilità collettiva sulla necessità che la regolare attività fisica sia un’opzione non più derogabile per stare in salute.
Per l’attuazione del progetto sono state individuate 21 sedi che accoglieranno un totale di 28 volontari di cui 7, pari a quasi il 25%, saranno GMO (Giovani con Minori Opportunità).

Per aderire bisogna selezionare il progetto GENERAZIONE_Z-SPORT (Scheda Generazione_Z-Sport) e la sede di attuazione prescelta. Il tutto al seguente link: https://www.scelgoilserviziocivile.gov.it/presenta-la-domanda/la-piattaforma-dol/

 

SCU. ECCO I REQUISITI

Pubblicato il Bando per la selezione di 62.549 operatori volontari da impiegare in progetti di Servizio civile universale – Scadenza ore 14:00 18 febbraio 2025. Tutte le info su: https://www.politichegiovanili.gov.it/comunicazione/news/2024/12/bando-ordinario-2024/.

In particolare:

  • 61.166 operatori volontari saranno avviati in servizio in 2.324 progetti, afferenti a 386 programmi di intervento, da realizzarsi in Italia;
  • 1.383 operatori volontari saranno avviati in servizio in 184 progetti, afferenti a 34 programmi di intervento, da realizzarsi all’estero;

Possono presentare domanda i giovani senza distinzione di sesso che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto i 18 e non superato i 28 anni di età (28 anni e 364 giorni) e siano in possesso dei seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana, ovvero di uno degli altri Stati membri dell’Unione Europea, ovvero di un Paese extra Unione Europea purché il candidato sia regolarmente soggiornante in Italia;
  • aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda;
  • non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.

Non possono presentare domanda i giovani che:

  • appartengano ai corpi militari e alle forze di polizia;
  • abbiano già prestato o stiano prestando servizio civile nazionale o universale, oppure abbiano interrotto il servizio prima della scadenza prevista;
  • intrattengano, all’atto della pubblicazione del presente bando, con l’ente titolare del progetto rapporti di lavoro/di collaborazione retribuita a qualunque titolo, oppure abbiano avuto tali rapporti di durata superiore a tre mesi nei 12 mesi precedenti la data di pubblicazione del bando; in tali fattispecie sono ricompresi anche gli stage retribuiti.

Se si intende partecipare ai progetti dedicati ai giovani con minori opportunità oltre il possesso dei requisiti sopra indicati, occorre appartenere alla categoria specifica indicata nel progetto.


Il Servizio civile universale rappresenta un’importante occasione di formazione e di crescita personale e professionale per i giovani, che sono un’indispensabile e vitale risorsa per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese.
In data 3 aprile 2017 è stato pubblicato sulla G.U. n. 78 il decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40. Successivamente in  Gazzetta Ufficiale n. 102 del 4 maggio 2018 è stato pubblicato il decreto legislativo 13 aprile 2018, n. 43 recante “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 6 marzo 2017, n. 40, concernente istituzione e disciplina del servizio civile universale.
Tra i punti più rilevanti della riforma una particolare attenzione alle problematiche dei giovani, in considerazione del fatto che essi rappresentano una delle categorie più colpite dalla crisi economica. Uno degli obiettivi di questo provvedimento è di coinvolgere i giovani con minori opportunità (GMO) che avranno maggiori occasioni di partecipazione agli interventi di servizio civile, anche in considerazione della previsione di meccanismi di premialità a favore degli enti che realizzeranno gli interventi con l’impiego di questi giovani.

Diventare volontario di Servizio civile aggiunge alla volontà di dare qualcosa di sé agli altri e al proprio Paese la possibilità di acquisire conoscenze e competenze pratiche ma più in generale rappresenta un’occasione di crescita personale e di formazione. Per questo il Servizio civile universale può rappresentare un’utile esperienza da spendere in ambito lavorativo.

Il periodo di servizio è inoltre riconosciuto ai fini del trattamento previdenziale riscattabile, in tutto o in parte, a domanda dell’assicurato, e senza oneri a carico del Fondo nazionale per il servizio civile e sono previste l’assistenza sanitaria gratuita e il riconoscimento di un punteggio nei concorsi pubblici.

Reinserimento sociale per le persone detenute

Sostenere progetti per il reinserimento sociale delle persone detenute attraverso la formazione digitale, per contrastare il fenomeno della recidiva. Questo l’obiettivo di “Fuoriclasse”, il nuovo bando promosso e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) e il Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il bando prevede un totale di 5 milioni di euro.

Secondo le evidenze emerse nell’ambito dell’iniziativa “Recidiva zero. Studio, formazione e lavoro in carcere: dalle esperienze progettuali alle azioni di sistema in carcere e fuori dal carcere”, organizzata il 16 aprile 2024 dal CNEL insieme al Ministero della Giustizia, e in particolare quanto riportato nello studio di The European House – Ambrosetti, solo il 6% del totale dei detenuti risulta coinvolto in percorsi di formazione professionale. Tuttavia, in termini di corsi offerti, tra il 2021 e il 2023, è aumentato sia il numero di detenuti iscritti che i corsi attivati, le cui tipologie più frequentate includono settori quali cucina e ristorazione, giardinaggio e agricoltura, edilizia. Infatti, dal report della Fondazione Censis emerge che il digitale è oggetto di meno del 5% dei corsi di formazione professionale offerti in carcere.

Per Renato Brunetta, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro: “La formazione digitale è un elemento chiave nei processi di inclusione socio-lavorativa dei detenuti. Non solo in quanto ambito particolarmente ricco di opportunità occupazionali, ma anche perché può fungere da volano per una maggiore informatizzazione degli istituti penitenziari, contribuendo in modo rilevante a gettare un ponte tra carcere e società civile. Sono temi su cui il CNEL ha posto una grande attenzione, avviando d’intesa con il Ministero della Giustizia e il DAP un programma specifico di attività. In questo contesto si inserisce anche la proficua collaborazione con ACRI, coinvolta nel Fondo Repubblica Digitale in un ottimo esempio di partnership tra pubblico e privato”.

La presente iniziativa è frutto della collaborazione instaurata tra il Fondo per la Repubblica Digitale, Acri, il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria (DAP) del Ministero della Giustizia e il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), in particolare tramite l’azione del Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale istituito presso il Consigli Nazionale dell’Economia e del Lavoro, e rientra nell’ambito dei Protocolli d’intesa sottoscritti da Acri e CNEL (luglio 2024) e dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale S.r.l. e DAP (ottobre 2024). “Il ‘Segretariato permanente per l’inclusione economica, sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale’ del CNEL, ricorda il consigliere Emilio Minunzio che lo coordina, “è stato istituito con il compito di promuovere la cooperazione interistituzionale e concorrere, attraverso il coinvolgimento sistematico delle parti sociali, alla realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi per il reinserimento socio-lavorativo e l’inclusione delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria limitativi o privativi della libertà personale. Nell’ottica di massimizzare l’efficacia dei progetti selezionati dal Bando del Fondo per la Repubblica Digitale, il Segretariato permanente del CNEL fornirà  ai soggetti proponenti supporto e strumenti informativi volti ad attivare potenziali sinergie inespresse sui territori, grazie alle reti organizzative di prossimità delle Parti sociali rappresentate al CNEL, capillarmente ramificate sull’intero territorio nazionale, favorendo così il contrasto al c.d. skill mismatch del mercato del lavoro, in termini di successiva occupazione dei beneficiari delle attività realizzate e conseguente riduzione reale del tasso di recidiva”.

Per Martina Lascialfari, Direttrice Generale del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale: “Con “Fuoriclasse” il Fondo prosegue nel suo impegno a sostenere iniziative su scala nazionale mirate a favorire l’inclusione digitale e il riscatto sociale delle fasce di popolazione più vulnerabili. Grazie alla collaborazione con il CNEL e il DAP, ci dedicheremo a potenziare le competenze digitali delle persone detenute, facilitando il loro reinserimento sociale e lavorativo: perseguire questo obiettivo deve essere al centro delle policy di uno Stato di diritto. Invitiamo quindi enti pubblici e soggetti privati non profit a presentare proposte progettuali per promuovere azioni formative e di orientamento digitale sia all’interno che all’esterno degli istituti penitenziari”.

Per Giovanni Russo, capo del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria: “I beneficiari diretti delle attività progettuali saranno detenuti con pena definitiva residua non superiore ai tre anni, in carico agli istituti penitenziari o agli uffici di esecuzione penale esterna. Con il Fondo abbiamo la possibilità di individuare buone pratiche utili all’orientamento delle politiche pubbliche”.

FUORICLASSE. Il bando “Fuoriclasse” intende sostenere progetti in grado di realizzare efficaci azioni formative in ambito digitale e di valorizzare le potenzialità, attitudini e ambizioni delle persone detenute tramite una presa in carico personalizzata e la costruzione di percorsi integrati che ne facilitino il reinserimento sociale e lavorativo, con il fine ultimo di contrastare il fenomeno della recidiva. I beneficiari diretti delle attività progettuali dovranno essere detenuti con pena definitiva residua non superiore ai tre anni intra o extra moenia, in carico ad istituti di pena o uffici di esecuzione penale esterna.

ll Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale ha stanziato in totale 5 milioni di euro. Le proposte potranno essere presentate da partenariati formati da un minimo di due ad un massimo di cinque soggetti. Il Soggetto responsabile dovrà essere un soggetto privato senza scopo di lucro. I partner potranno essere enti pubblici o privati senza scopo di lucro.

Inoltre, ciascun progetto dovrà prevedere la partecipazione di almeno una struttura penitenziaria. Oltre a tali tipologie di enti, potranno essere coinvolti in qualità di partner – nelle sole attività di formazione digitale e di accompagnamento nel percorso di inserimento lavorativo – anche soggetti for profit che potranno gestire una quota di budget complessivamente non superiore al 30% del contributo richiesto. Ogni progetto può essere sostenuto con un minimo di 150 mila e un massimo di 500 mila euro. C’è tempo fino al 7 febbraio per partecipare al bando attraverso la piattaforma Re@dy.

COS’È IL FONDO. Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC. Il Fondo è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali è riconosciuto un contributo, sotto forma di credito d’imposta. Il Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale ha pubblicato i sette bandi. Ad oggi sono stati selezionati e sostenuti 108 progetti di formazione gratuiti che forniscono competenze digitali professionalizzanti, a NEET, donne, disoccupati e inoccupati, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione e studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado. L’obiettivo è valutare l’impatto dei progetti formativi sostenuti – in termini di competenze acquisite e di posti di lavoro creati – affinché le iniziative più efficaci possano essere offerte al Governo, per immaginare future politiche nazionali.

Cliccare qui per il bando