Il prossimo Giovedì 13 Febbraio p.v., alle ore 16:30, presso il Monastero delle Clarisse Eremite di Fara in Sabina, si terrà un importante incontro evento culturale ed interreligioso che avrà anche lo scopo di valorizzare il Cammino di Francesco nel territorio di Fara in Sabina.
L’evento, organizzato dall’Aps Gorinkai, affiliata ASI, e dal Tempio Zen Italia Gorinkai di Fara in Sabina, vedrà l’intervento del Maestro Gianfranco Gentetsu Tiberti e del Padre Cappuccino Missionario Franco Nicolai. I due religiosi si confronteranno su un tema comune e cioè l’importanza della figura di San Francesco, come pioniere del dialogo interreligioso e come poeta della Mistica della Natura, evidenziando gli aspetti comuni al Buddhismo ed al Cristianesimo.
Sono previsti i saluti istituzionali del Presidente della Provincia di Rieti, Roberta Cuneo e interventi del Vice Sindaco Simone Fratini e del Consigliere Comunale Paola Trambusti, che evidenzieranno l’importanza, sul piano del turismo e dello sviluppo culturale, rivestito dal Cammino di Francesco per il territorio.
Il dibattito sarà moderato dal Giornalista Rai, Giovanni Alibrandi.
Questo importante incontro ha il Patrocinio della Provincia di Rieti, del Comune di Fara in Sabina, dell’ASI Nazionale e della Fondazione Varrone.
Un’idea, un progetto e la sua realizzazione. Villa Maraini – Agenzia Nazionale di Croce Rossa Italiana che riceve anche detenuti con misure alternative alla detenzione – e ASI Sport Equestri tramite il corso di formazione “Tecnico Benessere Equidi”, hanno accesso una nuova luce nelle vite di 12 dei ragazzi residenti.
La collaborazione con Villa Maraini è un progetto, interamente finanziato e fortemente voluto da ASI Sport Equestri, che ha visto impegnati 12 ragazzi provenienti dal “Progetto Carcere” che li ha portati a respirare una nuova realtà ed entrare in contatto con il mondo equestre e poter poi essere inseriti nel mondo del lavoro una volta scontata la pena o terminato il periodo di riabilitazione. I 12 ragazzi, nell’arco di un mese, si ritrovavano dal lunedì al venerdì presso il centro tecnico ASI dell’Ippodromo delle Capannelle per imparare, giorno dopo giorno, a relazionarsi con il cavallo e tutto ciò che gira intorno all’animale.
“All’inizio ho pensato che fosse una cosa inutile, poi un cavallo in particolare, “Zietto”, mi ha fatto innamorare. Non vedevo l’ora di tornare al corso, per chiamarlo, farlo uscire dalle scuderie e lavorare con lui”. Queste sono le parole di Antonietta, una ragazza di 30 anni che testimonia quanto il progetto possa ridare anche un vero e proprio senso alle vite di questi ragazzi con storie complesse.
La formazione prevedeva una serie di materie di avvicinamento al mondo equestre, dal contatto diretto, fino al lavoro da terra ed in sella. Lo scopo reale di tutto il progetto era ed è, ovviamente, quello di far relazionare i partecipanti con una nuova realtà e trarne tutti i benefici che può portare un’attività con gli animali, ma soprattutto quello di formare dei veri e proprio professionisti del futuro, del loro futuro lavorativo. Ad oggi, tutti gli studenti che hanno passato l’esame di “Tecnico benessere Equidi” sono ufficialmente iscritti all’albo nazionale ASI. Giulia Minunzio, responsabile del progetto e del centro tecnico ASI, ha parlato di quello che viene realizzato nel pratico “Si andranno ad occupare del benessere dell’animale, a partire dalla scuderizzazione, gestione dell’alimentazione, fino ad arrivare alla movimentazione del cavallo, affinata tramite esperienze di lavoro in campo con la longia, basi di nozioni veterinarie e di mascalcia.” Tutte le attività del mese di preparazione sono coadiuvate dalla presenza di tecnici specializzati, per dare ai ragazzi una formazione completa ed oculata.
“Quando me l’hanno proposto a Villa Maraini-Cri, ho pensato che potesse essere un’occasione per uscire: tutto qui. Il contatto con i cavalli e la gentilezza dei prof. mi hanno fatto appassionare”, afferma Carlo, ragazzo di 35 anni. Verso la fine del corso, ai ragazzi è stata data la possibilità di approcciarsi alla figura del “Tecnico equestre di base”, titolo conseguibile per poter fare poi lezione in campo, a bambini ed adulti, con la presenza di un istruttore di I° livello. Questo perché, nel caso in cui uno degli studenti volesse specializzarsi in quel campo, avrebbe le basi per poter fare un altro salto di qualità iniziando un percorso che lo porterebbe a diventare un vero e proprio istruttore.
“Abbiamo già ricevuto da parte di Villa Maraini una richiesta di disponibilità per far sì che nuovi ragazzi potessero iniziare a fare dei tirocini ed attività di volontariato, già abbiamo delle possibili conferme per alcuni ragazzi che verranno a fare attività qua.” ha concluso Giulia Minunzio.
ASI Sport Equestri ed ASI Sport e Sociale, sono sempre in prima linea quando c’è la possibilità di aiutare dei ragazzi che hanno avuto delle vite difficili ed hanno bisogno di un sostegno, di qualsiasi tipo esso sia. Questo progetto ridà dignità a coloro che credevano che fosse tutto perduto, ma che ora hanno un nuovo obiettivo e vedono la vita con occhi differenti.
Concludiamo con due testimonianze, la prima di Daniel e la seconda di Antonietta, per confermare quanto di buono ci sia in questo progetto: “Io mi sto godendo il momento, non voglio fare progetti, ma lavorare nel campo dell’ippoterapia, per aiutare i bambini svantaggiati, sarebbe bello, potrei ridare un qualcosa alla società”. “Ho studiato, ho passato l’esame, rispondendo prima alle domande multiple scritte e poi la prova pratica con il veterinario, mostrando come fare lo scarico degli zoccoli. Ora ho un diploma e voglio usarlo quando sarò libera”.
L’universo ASI è costellato di discipline, sportive principalmente, ma non solo, perché sempre più impetuoso è lo slancio che sta avendo il Terzo Settore. Proprio in questo contesto nasce la collaborazione, anche pittoresca, tra il Comitato del Carnevale di Borgosesia e il nostro Ente, per rafforzare ancora il legame con il territorio e dimostrare quanto ASI sia caposaldo e pioniere nell’associazione e ramificazione delle infinite attività proposte sul suolo nazionale.
Il comune di Borgosesia affonda le sue radici nella Valsesia, una valle alpina situata in Piemonte. Divenuta un punto di riferimento per l’espansione industriale, non ha abbandonato le sue tradizioni, che anzi, si sono rafforzate in concomitanza dello sviluppo della città. Il Carnevale è proprio una di queste, divenuto ormai cardine all’interno della comunità borgosesiana, vede nel Comitato del Carnevale di Borgosesia, sotto la guida capace di Daiana Astolfi, l’organizzatore dell’intera manifestazione.
Un mese di attività che si concludono con il Mercu Scûrot, il vero fiore all’occhiello della cittadina piemontese ed il vero elemento che differenzia questo carnevale da quello del resto del mondo. La storia di questa festa, parte da lontanissimo, dal 1854, anno in cui viene indetto il primo Carnevale ufficiale che, però, non si conclude nel più classico dei martedì grassi, ma continua fino al mercoledì successivo, il giorno scelto per celebrare il funerale del Carnevale.
Ovviamente prima di arrivare a questo “triste” giorno, va celebrata la vita ed il mese che lo precede è costellato di balli, sfilate, cene e premiazioni. Il Comitato si occupa di organizzare tutte le attività che popolano Borgosesia, ufficialmente dal 1980, ma ufficiosamente da oltre 170 anni. Tutto inizia il 9 febbraio, con l’arrivo della Maschera principale, il Peru Magunella (tutte le informazioni specifiche sarà possibile trovarle sul sito ufficiale) e la preparazione della Busecca, una specialità Borgosesiana. La settimana successiva è quella della prima sfilata, con carri realizzati completamente dai ragazzi della città, evento totalmente gratuito che registra oltre ottomila spettatori ogni anno. La prima sfilata, solitamente, è seguita da uno spettacolo teatrale, in cui attori amatoriali portano in scena una commedia inerente al Carnevale Borgosesiano ed il ricavato accumulato tramite un’offerta libera viene devoluto in beneficenza.
Ogni settimana è cadenzata da una sfilata e da una cena in maschera, realtà adatte a tutte le età in cui lo spirito del Carnevale regna sovrano. Il mercoledì, sempre in un clima gioioso, si conclude la manifestazione, con il rogo della Maschera ed il testamento goliardico del Peru. Il Carnevale di Borgosesia è un viaggio itinerante negli usi, costumi e cibi della piccola cittadina in provincia di Vercelli, in cui la tradizione è stata mantenuta dalle nuove generazioni proprio perché ha saputo evolversi, senza snaturarsi, riuscendo a divertire e rafforzare il proprio legame con i cittadini.
“In quanto comitato facciamo parte della comunità da essenzialmente 200 anni. Il nostro Carnevale ha superato indenne sia i tempi difficili delle guerre, sia l’avvento di quel “modernismo” che altrove ha contestato con successo tutto ciò che sapesse di “vecchio”. Si può addirittura affermare che tutte quelle trasformazioni in fatto di costume e di vita che si sintetizzano nel termine “progresso”, non hanno fatto che allargare qui il significato del Carnevale a temi sempre più ampi ed attuali, rendendolo accettabile anche dai giovani”, con le parole di Daiana Astolfi, concludiamo questo piccolo viaggio nel mondo di una realtà che solo a gennaio si è legata indissolubilmente al mondo ASI, ma che apporterà grande valore al Terzo Settore e all’Ente tutto.
A Borgo San Michele alle 9,30 inaugurazione del progetto alla presenza del dottor Luca Nuzzo, ideatore dell’innovativo metodo
Il progetto “MotoTerapia” a Latina è realtà! L’iniziativa, promossa dalla cooperativa sociale Mirability attraverso una raccolta fondi e l’evento “Motoability” dello scorso 28 aprile nel quartiere Q4, avrà inizio ufficialmente domenica 9 febbraio a Borgo San Michele. Grazie a quella giornata di festa, Mirability e i tanti volontari coinvolti riuscirono a raccogliere i fondi necessari per l’acquisto di una moto elettrica da mettere a disposizione dei ragazzi speciali.
Il tutto promuovendo un progetto terapeutico con requisiti riabilitativi unico nel suo genere, lanciato a livello nazionale da Luca Nuzzo, Neuropsicomotricista, Dott. Magistrale in Psicologia Comportamentale e Cognitiva Applicata e Referente Nazionale del Settore motoTerapia dell’ASI, introdotto per la prima volta nel Lazio con Mirability a fare da apripista a Latina. In questi mesi in Campania lo stesso Dottor Nuzzo ha formato degli istruttori pontini insegnando loro ad utilizzare lo strumento moto insieme a ragazzi con disabilità e valorizzandola come attivatore emozionale, sensoriale e cognitivo, capace di spingere il soggetto ad una relazione significativa andando a migliorare notevolmente la percezione sensoriale. Per completare e condurre in porto il progetto è arrivata poi la generosità di un privato, che ha messo a disposizione un’area nella quale poter svolgere prove ed attività in piena sicurezza.
È arrivato dunque il momento del simbolico taglio del nastro per un’iniziativa unica nel suo genere in tutta la regione. L’appuntamento è domenica 9 febbraio alle 9,30 a Borgo San Michele, presso un ex stabilimento in via Cardarelli 16. Interverranno le autorità che hanno sostenuto dall’inizio il progetto e sarà presente il Dottor Luca Nuzzo, ideatore e promotore di un metodo che sta raccogliendo riscontri lusinghieri in tutta Italia. I veri protagonisti, però, saranno sempre e solo loro: i meravigliosi campioni di Mirability pronti a salire in sella per continuare a crescere
«Siamo donne, ricordalo, non possiamo batterci con gli uomini». Parte da questa frase di Ismene il momento di riscatto ed azione per Antigone: violare la legge imposta da Creonte e difendere la memoria del fratello Polinice (che, ucciso da traditore nell’assedio della città di Tebe, sarà condannato a non ricevere sepoltura). Non è solo lotta contro una legge ingiusta, ma l’affermazione della dignità di donna nei confronti di un potere che denigra, a più riprese, il suo essere donna.
Sono queste le premesse muovono la webserie “Antigone” scritta a partire dalla rilettura dell’omonima tragedia di Sofocle dagli allievi del Liceo Classico e Scientifico “Pietro Giannone” e dall’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” di Caserta nell’ambito del progetto “Valori in Serie” sostenuto dal Piano Nazionale di Educazione all’Immagine per le Scuole promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e realizzato con la collaborazione del Comitato Regionale ASI della Campania, presieduto da Nicola Scaringi.
IL PROGETTO
La serie in quattro puntate è stata realizzata dagli studenti delle due scuole casertane dopo un intenso periodo di preparazione che li ha visti, tra l’attuale ed il precedente anno scolastico, partecipi di due laboratori-cineforum e di quattro laboratori professionalizzanti – direzione della fotografia e disegno del suono, sceneggiatura, recitazione e regia, tenuti tra il mese di maggio ed il mese di settembre presso la sede principale del Liceo Giannone – che, con il regista Lorenzo Cammisa, il direttore della fotografia Domenico Fontanella (docente presso la Libera Accademia di Belle Arti di Nola), il produttore Silvestro Marino e l’attore Giovanni Allocca e con i docenti Michele Casella, Grazia Falco, Daniela Borrelli e Marcella Picierno, hanno portato alla scrittura ed alla produzione sul campo della webserie.
Alla realizzazione hanno attivamente collaborato, portando esperienza e strumenti, la società casertana di produzione cinematografica Sly Production srl, la società casertana di promozione cinematografica Stigma srl, e l’Università Popolare per lo Sport e il Terzo Settore asd aps (ente di formazione affiliato Asi).
La direzione scientifica del progetto è stata curata dal giornalista ed esperto di produzione cinematografica Gianrolando Scaringi, responsabile regionale Terzo Settore Asi in Campania.
ANTIGONE
Raccontata con un linguaggio delle serie tv crime in poco più di venti minuti, “Antigone” del commediografo greco Sofocle – tragedia rappresentata per la prima volta ad Atene nel 442 a.C. – è stata scelta dagli per la portata universale del suo messaggio d’amore contro ogni forma di tirannia e per il delicato tema dei conflitti morali tra legge e sentimento comune di giustizia.
I circa novanta studenti impegnati nelle oltre centocinquanta ore di preparazione e ripresa per la trasposizione audiovisiva del testo – che ha traslato la vicenda tebana in un ambiente scolastico contemporaneo raccontando il tema del bullismo, esaltando l’immortale figura di Antigone e cogliendo il delicato momento di sensibilità verso la condizione femminile – hanno riletto l’opera antica valorizzandone i temi attraverso le parole dei personaggi (in parte adattate ed in parte riscritte) sottolineando i momenti di maggiore drammaticità con l’uso della lingua greca antica: citazioni dal testo di Sofocle sottotitolate in italiano che creano un legame diretto tra originale e rielaborazione.
La serie – già prima classificata al Premio Nazionale Storie di Alternanza di UnionCamere – è ora tra le otto finaliste al Giffoni School Experience Festival.
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