Al via i campionati ASI di Tennis

Morciano di Romagna torna protagonista del tennis firmato ASI accogliendo nuovamente i tennisti provenienti da tutto il Paese per i Campionati Italiani Assoluti in programma dal 22 al 24 luglio. Qualche settimana fa, il comune in provincia di Rimini, aveva già ospitato una rassegna nazionale di tennis dedicata, però, ai giovani.
Gli incontri dei Campionati Nazionali si disputeranno su quattro superfici diverse: terra rossa, resina elastica, erba sintetica, play-it. La scelta della diversificazione delle superfici è stata voluta dall’organizzazione, con l’intento di esaltare l’abilità dei futuri Campioni Nazionali ASI Tennis di adattarsi alle varie condizioni di gioco.
A fianco delle competizioni valevoli per aggiudicarsi l’ambito trofeo Assoluto, a Morciano si terranno anche le prove e il torneo di Tandem Tennis – ovvero un doppio giocato sul campo del singolo – e il doppio giallo con le padelle rivolto anche agli accompagnatori degli iscritti ai campionati.
“Il campionato nazionale – dice il responsabile del Settore ASI Tennis Angelo Vicelli – è l’apice di tutto il lavoro che è stato svolto durante l’anno presso gli oltre duecento affiliati ASI nelle diverse regioni. Siamo pronti ad accogliere gli iscritti, provenienti da tutta Italia, che cercheranno di alzare il prestigioso trofeo dei campionati nazionali ASI 2022”.

Calcio femminile. Professionismo: luci e ombre

di Claudio Barbaro.

E quella favola chiamata Fiammamonza…

Uno scatto. Di uno scatolone in cartone… All’interno, la storia del Calcio Femminile ai pionieristici esordi. Solo una parte dei documenti donati al nostro Ente da Natalina Ceraso Levati. La “professoressa” Levati, docente di latino con la passione per il Calcio trasmessa dal padre Reno, l’uomo al quale si deve la nascita nel 1970 della Fiammamonza, leggenda del Centro Nazionale Sportivo Fiamma prima e di ASI poi, periodo nel quale la società vincerà uno storico Scudetto, regalando anche tante atlete alla Nazionale: come, ad esempio, Milena Bartolini, oggi commissario tecnico Azzurro.
È il 1933 quando a Milano viene fondato il Gruppo Femminile Calcistico, di fatto un comitato organizzatore dei campionati locali ai primi vagiti. Solo nel 1986, cinquant’anni dopo, il football delle donne entrerà a far parte della FIGC: sarà eletta come presidente della Divisione Femminile proprio la Levati, la nostra dirigente, il cui operato sarà decisivo per lo sviluppo del movimento in Italia. Con la sua gestione le squadre partecipanti ai campionati nazionali aumenteranno di oltre il 50%, e le tesserate del 120%, passando da meno di 10mila a circa 22.000.
Ricordo come fosse oggi quella telefonata della professoressa che avrebbe di lì a poco iniziato a costruire un nuovo futuro per il Calcio femminile in Italia, forte dell’esperienza maturata nella nostra grande casa. Ricordo anche un velo di malinconia e preoccupazione nel dover lasciare le ‘sue’ ragazze e quella richiesta fatta a bruciapelo: “Claudio, nel segno della continuità, diventa tu Presidente”. Accettai e furono anni straordinari.
Il Fiamma prima e l’ASI poi, con la sua energia vitale diffusa sull’intero territorio nazionale, ha dato vita a tante realtà. Il Fiammamonza e, grazie al lavoro della Levati anche il movimento femminile, ne sono esempi.

Anche le donne diventano professioniste
Nel 2019 – dopo tanta acqua passata sotto i ponti e migliaia di partite sui campi sterrati – si è giocato il Mondiale in Francia. Ventuno milioni di persone hanno seguito la Nazionale Femminile durante il torneo iridato (quasi 90mila spettatori hanno visto dal vivo le gare delle Azzurre). Rai e Sky, hanno trasmesso il Mondiale raggiungendo complessivamente, nelle 5 gare disputate dall’Italia, 24,41 milioni di telespettatori (media di 4,88 milioni a partita), con uno share medio del 31,84%. Dopo il torneo, vero e proprio spartiacque, il 34,1% degli italiani ha dichiarato di essere interessato al calcio femminile…
Dal primo luglio 2022, invece, il Decreto legislativo n. 36 del 28 febbraio 2021 e la conseguente decisione storica della Federcalcio, traghetta le donne verso il professionismo, sebbene limitatamente alla serie A. La spinta mediatica dei numeri mondiali ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale.
Le atlete potranno ora usufruire di un contratto collettivo che stabilisce stipendi più elevati, la maturazione dei contributi pensionistici e altre tutele di tipo legale e sanitario. Il Dlgs approdato in Gazzetta Ufficiale nel 2021 ha istituito il “Fondo per il professionismo negli sport femminili” con una dotazione complessiva di 10,7 milioni, scadenza 2022, per la transizione al professionismo sportivo e l’allargamento delle tutele assicurative e assistenziali delle atlete.

Lavoro sportivo e professionismo femminile. Lati di una stessa medaglia
Ma dopo il 2022? Per alimentare il percorso del professionismo, sulla carta sacrosanto, è necessario trovare stabilmente delle risorse. E, ad oggi vi sono solo due modi per far si che questo accada: che lo Stato continui a farsi carico dei costi, ignorando le leggi del mercato in base alle quali a una attività deve corrispondere anche un introito. O reperendo le risorse all’interno del sistema sportivo attraverso i soldi che, nello specifico, il Calcio maschile produce e che possono, legittimamente, all’interno degli organi collegiali della Federcalcio, essere dirottati verso il finanziamento delle società sportive.
Ma la domanda che ci siamo sempre posti è: perché andare a creare un sistema artificiosamente sorretto dai soldi dello Stato, o di una componente interna, se il movimento non produce ancora quegli introiti che potrebbero essere utili per i contratti di lavoro subordinato che ne potrebbero discendere?
Una diretta conseguenza di questo provvedimento sarà anche l’allargamento della forbice tra club più ricchi e quelli più poveri: questa riforma potrà essere meglio assorbita dalle società sportive di livello che già fanno la Serie A, che attirano capitali privati o che rappresentano sezioni femminili di società importanti e strutturate, come nel caso della Juventus, a danno di realtà più piccole che combattono quotidianamente, oltre che sul campo, anche con i bilanci.
Tema molto spinoso, come anche quello del lavoro sportivo la cui riforma darebbe la giusta e desiderata dignità a chi opera in questo comparto, con quelle criticità legate alla sostenibilità del sistema da non sottovalutare e delle quali abbiamo esaurientemente scritto nel precedente editoriale di Primato.

Siamo di fronte, in entrambi i casi, a un Giano Bifronte.

Nb. Quella favola chiamata Fiammamonza. Una storia da raccontare
Mi sia permesso, in chiusura, ancora un tuffo nel passato. Per raccontare la nascita della Fiammamonza che ha qualcosa di romantico e virtuoso che vale la pena di ricordare per i principi così aderenti al sentire del nostro Ente.
La polisportiva Fiammamonza, alle porte degli anni Settanta, praticava già Basket, Atletica e Volley, tutto declinato al femminile. Non ancora il Calcio.
Arrivò la chiamata di Mamma Rita, un centro residenziale nel brianzolo che agiva in ambito sociale con famiglie disagiate, desiderato da Rita Tonoli e in suo onore così chiamato. Chiesero a Reno Ceraso, il papà di Natalina, la disponibilità a far praticare sport a quelle ragazze. Così nacque il primo nucleo di una squadra destinata, qualche anno più tardi e sotto le insegne di ASI, a vincere uno storico Scudetto.
Una piccola grande favola. D’altri tempi…

 

Il Trofeo del Diavolo

A Fenis si è svolta la terza edizione del “Trofeo del Diavolo”, tappa anche di una delle nove prove del Trofeo Nord Ovest campionato Piemonte Valle d’Aosta ASI di Trial con in gara 138 piloti di cui 29 giovani. A vincere il trofeo biennale, realizzato dallo scultore locale Luciano Regazzoni, è stato il Conca Verde di Prarostino davanti al Policesport e al Motoclub Fénis. Nella gara più importante degli expert ha dato spettacolo Giulio Porcario della Policesport su Gas Gas con 7 penalità, davanti ad Edoardo Brusatin e Francesco Titli. Sesto Mario Creux, premiato come primo dei valdostani sul percorso blu. Nei verdi, invece, ha vinto negli open clubman Marco Colliard di Arnad del Motoclub Fénis su Gas Gas. Infine, nei gialli, tra gli under 18, si è imposto Alessandro Pia del Conca Verde.

Nelle moto storiche, dopo un bellissimo duello, il biellese Luca Destro del Policesport con 2 penalità ha superato Fabio Minuzzo di Pollein su Beta con 3 e Thierry Cheney del Fenis su Swm con 6. Tra le donne gara solitaria e terza vittoria stagionale dopo Castenedolo e Barge per Cristina Dellio, figlia d’arte aostana del Valdigne, su Trrs.
Nei bianchi, tra gli amatori, il pilota di casa Alberto Poletto su Gas Gas ha fatto sognare il numeroso pubblico. Purtroppo, avendo posato un piede, ha visto sfumare la vittoria. Ottimo terzo posto, quindi, dietro ai compagni del Dragone Mauro Lantermino e Aldo Salomone. Negli amatori veterani primo il novarese del Fara Enrico Terzi (1 penalità) su Marco Querio.

L’organizzazione ha inoltre festeggiato con un premio speciale l’ex campione italiano ottantenne Giovanni Tosco.
Il giorno prima, nella zona del Ferreun si erano imposti tra i 29 giovani William Franzoni dell’Aura Susa e Federico Boaglio del Barge Racing Team negli under 14 pro e under 14, Edoardo Vuolo dell’Infernotto negli under 10 e Francesco Borgogno del Barge Racing Team negli under 10 con marce.

Beach Volley. A Cervia trionfo per Leonardi-Balducci

Una vittoria a due passi da casa per Silvia Leonardi e Sofia Balducci. Le due beacher romagnole si sono imposte a Cervia, bagno Delfino, nella quarta tappa del BPER Banca AIBVC Italia Tour. In finale hanno sconfitto per 2-0 Alice Eaco e Alice Pratesi, alla seconda finale persa consecutiva. Leonardi, classe ’90 di Cesena, ha fatto coppia con la Balducci, classe ’99 di Ravenna. Entrambe protagoniste nell’indoor tra serie B1 e B2, ma soprattutto due ragazze che a livello nazionale di beach volley stanno facendo molto bene. Da anni sulla cresta dell’onda Silvia, talentuosa e ai primi podi a livello nazionale Sofia. “Quest’anno abbiamo deciso di giocare assieme e ci siamo trovando molto bene – hanno detto -. Dopo il terzo posto a Maccarese abbiamo deciso
di riprovarci. Siamo felici di aver conquistato il gradino più alto a due passi da dove ci alleniamo. Stiamo bene e vogliamo continuare a fare molte tappe in vari circuiti”
. Da una parte l’esperienza, dall’altra la sfrontatezza e il talento. Un bel mix per una coppia che può fare molto bene e crescere. Una dedica particolare per la Leonardi. “È stato un fine settimana molto intenso e anche emozionate. Proprio sabato, tra una partita e l’altra, sono corsa in ospedale da Giulia, mia sorella, che ha dato alla luce un bellissimo bimbo di nome Leonardo, cui dedico la vittoria”. Dunque una zia vincente è andata subito a segno. Terzo posto per le romane Arrigo-Frasca al primo podio. MVP la stessa Leonardi.
In campo maschile la vittoria è andata ai fratelli Jan e Danijel Pokersnik, di 32 e 37 anni. I due di Lubjana hanno disputato un torneo di grandissimo livello, senza perdere neanche una partita, percorso netto con un gioco preciso, veloce e puntuale. I due ragazzi si sono presi la rivincita della finale persa a Viareggio contro Lupo-Casellato che sono caduti per 2-0, ma mantengono la canotta oro, simbolo della leadership in classifica grazie a due primi posti, un secondo e un terzo. “Siamo davvero contenti”, hanno detto i vincitori. “È stata molto dura, il livello di questo torneo è alto e anche la finale è stata impegnativa. Vincere ogni volta è bello, vorremo tornare. Vediamo come siamo messi con gli altri tornei in giro per l’Europa”. Terzo posto per i romani Vecchioni-Bartoloni al primo podio. MPV Jan Pokersnik. Ben 64 coppie, 140 beacher, si sono sfidati a Pinarella, Cervia, con Active Beach come promoter locale. Prossima tappa a Pesaro il 6 e 7 agosto.
Ma non è tutto perché nella giornata di domenica è partito un altro torneo parallelo in cui a scendere in campo sono state decine e decine di coppie sia nel maschile, sia nel femminile. Ben 100 coppie in totale su 9 campi. La carica delle 100 coppie, uno spettacolo unico targato AIBVC.

 

RISULTATI e DATE

FEMMINILE
Semifinali: Eaco – Pratesi / Arrigo – Frasca 2-0 (21-18, 21-14), Leonardi – Balducci / Fontana – Mengaziol 2-0 (21-10, 21-10)
Finale 3 posto: Arrigo – Frasca / Fontana – Mengaziol 2-1 (19-21, 21-17, 15-11)
Finale 1 posto: Leonardi – Balducci / Eaco – Pratesi 2-0 (21-19, 21-18)

MASCHILE
Semifinali: Pokersnik J. – Pokersnik D. / Terranova – De Luca 2-1 (19-21, 21-19, 15-13), Lupo – Casellato / Vecchioni – Bartoloni 2-0 (21-19, 21-19).
Finale 3 posto: Vecchioni – Bartoloni / Terranova – De Luca 2-1 (21-17, 13-21, 15-8)
Finale 1 posto: Pokersnik J. – Pokersnik D. / Lupo – Casellato 2-0 (21-18, 21-15)

I PROSSIMI APPUNTAMENTI
6/7 agosto Pesaro, Circolo Maracanà
20/21 agosto Cesenatico, Beach Arena
27/28 agosto Pescara, La Prora
10/11 settembre Modena, Mutina Beach
24/25 settembre Otranto, Balnarea Beach

 

Da domani il Mondiale di Monta da Lavoro

Francia, Les Herbiers 20-23 luglio.

Il Settore Sport Equestri ASI nuovamente protagonista nel panorama internazionale degli sport equestri. Dopo la ormai consolidata presenza con delle attività collaterali all’interno del Longines Champions Global Tour, il più prestigioso circuito mondiale di salto ostacoli, ASI, in quanto partner italiano della WAWE (World Association for Working Equitation), fa ufficialmente il suo esordio ai campionati mondiali di Monta da Lavoro WAWE – Francia 2022. La delegazione italiana, coordinata dal Capo Equipe, nonché responsabile nazionale ASI per questa soecialità Filippo Loi, è giunta da poche ore in Francia, esattamente a Les Herbiers, sede del Campionato del mondo WAWE 2022, in programma dal 20 al 23 luglio. Les Herbiers è un comune francese di 15.559 abitanti situato nel dipartimento della Vandea nella regione dei Paesi della Loira, già noto alle cronache sportive. Nel 2011 la cittadina ha infatti assistito al passaggio del Tour de France ospitando l’arrivo della 1ª tappa, partita da Passage du Gois, con la vittoria di Philippe Gilbert, mentre Il 17 aprile 2018 la squadra di calcio, il Les Herbiers, si qualificò alla finale di Coppa di Francia 2017-2018.

Il percorso che ASI ha tracciato per arrivare a questo importantissimo appuntamento è passato attraverso lo svolgimento di una prova di qualifica, organizzata la scorsa primavera presso l’Ippodromo romano di Capannelle, in partnership con la Disciplina Sportiva Associata Fitetrec-Ante, all’interno della quale sono stati selezionati due competitivi binomi che nonostante la giovane età possono già vantare un curriculum interessante.

Saranno pertanto Chiara Grillini e Tommaso Righi, entrambi figli d’arte ed entrambi toscani, a rappresentare l’Italia al Mondiale di Monta da Lavoro di Francia, ma andiamo a conoscerli meglio…


 

 

Chiara Grillini apprende la passione per questo sport da sua mamma, campionessa di Monta da Lavoro, partecipando nel 2008 al suo primo europeo all’età di dodici anni nella categoria juniores. Da questo momento in poi porta a casa numerosi riconoscimenti e medaglie, tra cui lo Speron d’Oro nel 2017 e la vittoria della Giostra dell’Orso eguagliando il record che apparteneva a Giovanna Niccolai dal 1982 di essere l’unica donna ad avere vinto lo Speron d’Oro portandosi a casa il Palio con il suo rione, il Leon d’Oro. Nel 2018 rappresenta l’Italia ai mondiali di Working Equitation di Monaco di Baviera dove la squadra ottiene un secondo posto nella prova di sbrancamento e un quarto posto finale nella classifica a squadre su 15 nazioni partecipanti. Nel 2019 porta a casa ben tre medaglie: oro nel campionato regionale toscano Monta da Lavoro tradizionale, bronzo nel campionato italiano e oro nel campionato europeo disputato a Narni, in Italia. Nel 2021 riconferma la medaglia d’oro partecipando al campionato europeo di Monta da Lavoro tradizionale disputato in Francia. Chiara si dedica all’attività di istruttrice del Pony Club Pistoia al MMHorses in Candeglia, dove insegna ai più piccoli l’amore e il rispetto per i cavalli.

Quali pensi possano essere i tuoi punti di forza? “I punti di forza del nostro binomio sono sicuramente la complicità che abbiamo io ed il mio cavallo, dove non si arriva con i propri mezzi subentra il cuore ed il fatto che ci conosciamo da una vita cosa che spesso va a nostro favore”.

A quale momento della tua carriera sei particolarmente legata?  “Non saprei rispondere con precisione, penso molto al domani. Essendo un mondo dove non si finisce mai di imparare e di crescere, il passato può fare solamente da esperienza per poter puntare sempre più in alto in futuro”.

Da dove proviene il nome del tuo cavallo?  “Proviene da suo padre che è un Quarter Horse e si chiama Ot Taris Cutter Bill, nella razza dei Quarter nel nome compare la genealogia”.
La giovane campionessa si sta attualmente preparando ai Mondiali di luglio con grinta e determinazione: “Sono orgogliosa ed entusiasta di poter rappresentare il mio Paese, lo farò al meglio insieme al mio fedele cavallino di diciotto anni, Cutter Honey Taris, che mi accompagna da quando ero bambina”.

 

CHIARA GRILLINI

2021 medaglia d’oro campionato europeo monta da lavoro tradizionale disputato in Francia
2020 partecipazione al campionato italiano monta da lavoro in programma nelle date dal 9 al 13 settembre 2020
2019 medaglia d’oro campionato europeo monta da lavoro tradizionale disputato in Italia, C.I. regno verde, Narni
2019 medaglia di bronzo campionato italiano monta da lavoro tradizionale
2019 medaglia d’oro campionato regionale Toscano monta da lavoro tradizionale
2018 partecipazione nella squadra italiana campionato del mondo di monta da lavoro a Monaco di Baviera
2017 Speron d’oro individuale e vittoria della giostra dell’orso nel rione Leon d’oro (rievocazione storica di Pistoia)
2017 partecipazione al campionato europeo monta da lavoro a parigi dal 7 al 9 luglio
Brevetti: Fitetrec-Ante Istruttore federale1°livello MW e monta classica, e tecnico pony, A3WP e Accompagnatrice equestre, .F.I.S.E. tecnico monta storica, brevetti B-bw-bwr

 


 

Tommaso Righi accoglie da suo papà la passione per i cavalli all’età di soli otto anni, il quale porta avanti l’allevamento di cavalli maremmani presso la loro storica azienda agricola “Il Tesorino” a Follonica. Nel 2009 partecipa alla sua prima gara base di Monta da Lavoro e tra il 2012 ed il 2015 intraprende a domare cavalli insieme a Nicola Pettorali, iniziando a gestire il suo allevamento, presso l’azienda agricola di famiglia, partendo da zero e chiamandolo col nome del luogo “Valmora”. Nel 2021 partecipa alla sua prima gara di Open con Zippo, il suo cavallo completamente addestrato da lui, ripresentandosi per il secondo anno successivo. Tuttora Tommaso doma cavalli per la sua azienda, gareggia e durante la mattina lavora come operaio nel Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica.

Cosa pensi possa regalarti questo mondiale? “Penso possa regalarmi un’opportunità ed un’esperienza importantissima per una crescita personale sia come cavaliere che come allevatore. Sono soddisfatto di portare il cavallo del mio allevamento in una gara mondiale di Monta da Lavoro sperando di vedere tanta buona equitazione”.

Che rapporto si crea durante una gara tra il cavallo ed il suo addestratore? “È un rapporto indipendente dalle gare, si crea tutti i giorni con impegno e fiducia a prescindere dal risultato che si otterrà”.

Quanto tempo si impiega per addestrare un cavallo da portare in gara?  “Tanto come poco. Dipende dal tipo di gara ma soprattutto da che tipo di cavallo si ha, in quanto ognuno risponde a proprio modo indipendentemente dalla razza, sta al cavallo metterci il cuore ed al suo addestratore percepirlo”.
Tommaso è particolarmente emozionato per essersi qualificato alle selezioni del Mondiale di Monta da Lavoro: “Mi sento una grande responsabilità e devo dire non me lo aspettavo, sono molto felice. In particolar modo ringrazio la mia ragazza, Sara Bolioli, con la quale condivido questa passione poiché anche lei gareggia con i cavalli del nostro allevamento e Stefano Chesi, esperto nel dressage, il quale mi ha trasmesso maggiore sensibilità nel montare valorizzando le capacità sportive”.

 

TOMMASO RIGHI

2021 Italian Reserve Champion Mipaaf cat. Open
2014  Italian Champion Mipaaf  cat. Young Horse

 


 

La monta da lavoro tradizionale

È una versione agonistica delle attività equestri praticate tradizionalmente per il lavoro in campagna e presso gli allevamenti. Essa viene regolamentata con precise norme che ne permettono la pratica in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale ed internazionale facendo in modo di potersi confrontare con gli altri Paesi. La Monta da Lavoro è una disciplina di completo, la quale si compone da quattro diverse specialità la cui somma permette di ottenere la classifica generale:

  • Prova di addestramento (gara a giudizio). Si svolge in un campo rettangolare delle misure di 20 x 40, nel quale il binomio in gara dovrà eseguire determinate manovre su prescritte geometrie in relazione a quanto specificato su un’apposita scheda. I Giudici di gara attribuiranno a ciascuna figura un punteggio da 0 a 10 in relazione alla precisione di esecuzione, fluidità, impulso e sottomissione del cavallo.
  • Prova di attitudine (gara a giudizio). Il binomio dovrà eseguire un percorso, superando i relativi ostacoli (difficoltà) che richiamano azioni normalmente svolte durante il lavoro a cavallo. La prova di attitudine deve mettere in risalto la fluidità dei movimenti, la regolarità dell’andatura e la precisione dell’esecuzione delle difficoltà prescritte.
  • Prova di abilità cronometrata (gara a tempo). Il binomio dovrà eseguire un percorso, superando i relativi ostacoli che richiamano azioni normalmente svolte durante il lavoro a cavallo, impiegando il minor tempo possibile senza abbattere elementi costruttivi delle difficoltà stesse, pena, l’attribuzione di prescritte penalità per ogni errore.
  • Prova di sbrancamento (gara a tempo). Il binomio dovrà entrare in un campo rettangolare appositamente recintato e contraddistinto da una linea che lo taglia trasversalmente, sbrancare un vitello numerato (a lui assegnato da un sorteggio) dalla mandria che si trova in fondo al rettangolo, costringendolo per almeno 15 secondi a stazionare nella metà-campo opposta, senza permettere, sia il ricongiungimento del vitello assegnato alla mandria, sia il transito della mandria nella metà-campo dove è confinato il vitello.