Piloti… per passione

Il Motorteam reggino ha tributato i propri piloti per gli eccellenti risultati del 2021, rilanciando i programmi 2022. Una serata intensa, struggente e carica di aspettative per la stagione alle porte.

Nella prestigiosa location del Casale 1890 il team fondato e diretto da Giuseppe Denisi ha onorato i risultati sportivi conseguiti nel 2021, premiando il campione sociale Rocco Porcaro, i tre dei primi 5 posti conquistati nella classifica finale del Challenge Calabria Slalom (secondo assoluto Rocco Porcaro, terzo Cammareri e quinto Franco Bevacqua), il podio del trofeo Dame di Francesca Pallone, il titolo di miglior esordiente vinto da Pasquale Cammareri, il successo di Rosario Scerbo in E1>2000, la vetta centrata da Vincenzo Barca in RS1400 ed infine la vittoria di Gaetano Rechichi in E2SC1400. Sono intervenute alcune delle massime istituzioni sportive ACI SPORT regionali e cittadine, l’assessore allo sport di comune di Reggio Calabria e città metropolitana, Giovanni Latella, e i vertici dell’ASI Calabria con la presenza importante di Tino Scopelliti, Vicepresidente nazionale di ASI.

Il presidente Denisi ha ricordato con viva emozione Giuseppe Cuzzola, vincitore della coppa tricolore di classe 2021 nel Tivm, recentemente scomparso e ha sottolineato il titolo italiano U25 e quello Tivm vinto da Luigi Fazzino con i colori “Piloti per passione”, protagonista con record anche della celebre salita fra Santo Stefano e Gambarie del giugno scorso ed in Portogallo, al Super Master, dove ha vinto il titolo Under 25.

Tre gli slalom titolati previsti per la stagione alle porte, con la possibilità di inserirne un quarto in corso d’opera. La Scuderia Piloti per Passione ha ottenuto 13 vittorie su 17 nella scorsa annata di gare, oltre trecento presenze in tutte le gare svolte in tutta Italia, centrando il premio di vincitrice assoluta fra i team, anche nel Challenge Calabria Slalom. “Siamo felicissimi di come siamo riusciti ad affrontare lo scorso anno tra le tante difficoltà economiche dovute dalla situazione sanitaria del Covid”, ci dice il Presidente Pino Denisi. “Siamo stati in grado di vincere tantissimi trofei, sfiorando l’en-plein grazie al corale lavoro che la scuderia e tutti i piloti hanno portato a termine. La soddisfazione del direttivo è grande e lo è anche quella di tutti i piloti che sono già partiti per i campionati del 2022”.

 

 

Seconda prova del Campionato Amatoriale Trial 2022–Trofeo Nord Ovest

Alla seconda prova del Campionato Amatoriale Trial 2022–Trofeo Nord Ovest patrocinata dal Comitato Piemonte ASI e disputata a Barge (CN) il primo maggio, il rovescio di pioggia del sabato pomeriggio sembrava poter compromettere il buon lavoro del M.c. Infernotto, invece le sei zone di cui ben tre sdoppiate, la mattina della domenica erano pressoché asciutte e pronte ad accogliere i 91 piloti iscritti. Impegnative e mai banali, compresa l’ultima locata nel bel trial park adiacente la partenza, hanno retto bene i tre giri della gara. Va intanto rimarcato il buon cuore e lo spirito di solidarietà degli atleti che anche per questa prova hanno contribuito alla raccolta di aiuti di varia natura a favore dei profughi della guerra. E’ bello vedere che anche in un sudato momento di svago, ci si ricordi di chi vive una realtà così tragica. Per venire ai risultati, si spartiscono i tre gradini del podio nell’ordine Amè Alessandro (Infernotto), Porcario Giulio (Police Sport) e Bisaccia Thomas (Conca Verde) nella prestigiosa categoria Expert. Bissa il successo della prima prova Peaquin Laurent (Fenis), nella Open Clubman, secondo a pari penalità, per la discriminante dei passaggi a zero, Vacchero Matteo (Fenis), segue un coriaceo Beroggio Roberto (Police Sport) con un solo piede in più. Nei verdi della Clubman primeggia Ioppolo Edoardo (Conca Verde), secondo Battagliotti Daniele e terzo Rolle Enzo, entrambi alfieri Police Sport. Nella Under 18 troviamo davanti Pia Alessandro (Conca Verde), seguito da Taramasco Umberto (Infernotto).

Sempre numerosa la categoria Open Amatori dove anche Rocco Claudio (Valsessera) torna a vincere con buon distacco, secondo Mussino Marco (Police Sport) che la spunta per gli zero in più su Regaldo Davide (Saccona Romualdo) e Crestani Stefano (Fara Doc). Destro Luca (Police Sport) e Dellio Cristina (Valdigne Montblanc) vincono ‘in solitaria’ rispettivamente le categorie Motostoriche e Femminile. Altra conferma è Terzi Enrico (Fara Doc) che fa sua anche la seconda prova fra gli Amatori Veterani, seguito da un convincente Picogna Simone (Police Sport) e da Raymondo Mauro (Conca Verde).

Tra gli Amatori, vittoria per il giovanissimo Ribotta Erik (B.L. Racing), mentre Vallino Paolo (Ormea Outdoor) e Salomone Aldo (Dragone) riconfermano il podio ottenuto nella prova di Castellinaldo.
Ben 22 gli Under 10/14, più tre impavidi giovanissimi alla prima esperienza, ‘partecipanti per gioco’, che hanno corso sotto il bel sole del sabato. Le divertenti e non pericolose zone del sottobosco hanno decretato per gli Under 14 PRO la vittoria di Franzoni William (L’Aura Susa), segue ad un solo piede il pilota di casa Lorenzati Riccardo (Infernotto), più staccato Gonnet Simone (Conca Verde).
Tra i numerosi Under 14 vittoria a pari merito e pari penalità per Boaglio Federico e Bonaventura Axel (entrambi B.L. Racing). Terzo un buon Salvai Edoardo (Infernotto). Tre giri impeccabili a zero penalità per Vuolo Edoardo (Infernotto), primo dei monomarcia under 10, secondo Genovesio Federico (B.L. Racing) e terzo Regaldo Simone (Saccona Romualdo), segue Canavosio Alessandro (B.L. Racing).
Nella Under 10 con marce la spunta per un piede in meno Borgogno Francesco (B.L. Racing), secondo e terzo rispettivamente i giovani atleti de L’Aura Susa, Franzoni Adam e Cirillo Noemi.

Classifiche, lotteria e ricca premiazione ‘pilotate’ come sempre dall’indispensabile ‘deus ex machina’ del Trofeo, Roberto Cavaglià e i suoi collaboratori. Prossimo appuntamento per grandi e piccoli atleti, ai piedi del castello di Fenis (AO), il 14 e 15 maggio.

Sahara Racing Cup. Tappa finale di sette ore

La tappa del 30 aprile ha entusiasmato tutti i partecipanti. Ma proprio tutti tutti. Al mattino dopo aver lasciato l’Hotel di Douz che, ricordiamo, è chiamata la Porta del Deserto e aver percorso una decina di chilometri di trasferimento su una strada asfaltata costellata di dune, hanno affrontato la prima prova del giorno. Una lunga prova di quasi 200 chilometri fatta di cordoni di dune nel vero deserto del Sahara. La prova iniziava a pochi chilometri dal parco naturale del Jebil per poi costeggiarlo per moltissimi chilometri prima di addentrasi nel deserto costellato da dune di media altezza. Dune che hanno messo a dura prova tutti gli equipaggi. Sia quelli a bordo delle piccole ma agguerrite Panda che i potenti mezzi fuoristrada concepiti proprio per affrontare questi percorsi e queste difficoltà. Moltissimi sono stati costretti a spalare la sabbia sotto le vetture per poter proseguire. Altri invece hanno dovuto ricorrere all’inarrestabile mezzo di assistenza messo a disposizione dall’organizzazione per essere trainate fuori dalla sabbia e poter proseguire la loro prova e raggiungere il campo di Tembaine.

L’arrivo al campo lascia il visitatore letteralmente senza fiato. Anche chi lo ha già visto. Le emozioni che da sono incredibili. Una piana con terreno simile alla superficie di Marte circondato da alte dune che poi proseguono per migliaia di chilometri verso la Libia e verso sud oltrepassando i confini e arrivare sino al Mali e all’Algeria. A proteggere il campo due montagne che seppur non molto alte riescono a proteggerlo dalle tempeste di sabbia. Queste montagne, rocciose solo nella loro parte più alta assomigliamo, nella loro morfologia, alla famosa montagna con la vetta spianata del film Incontri Ravvicinati. La sera poi il tutto si colora con i caldi toni del tramonto. A fare da sentinella sull’accampamento c’è un unico albero. Uno. Solo. Che cresce nella parte superiore delle dune dove non c’è nemmeno un filo di erba o un arbusto. E proprio questo albero solitario è stato il protagonista dell’ultima prova della giornata. I partecipanti infatti dovevano raggiungerlo e ridiscendere. Cosa davvero impegnativa. Ma molti, anche tra le piccole Panda ci sono riusciti dando prova di grande abilità nell’affrontare l’impegnativa salita. A seguire la cena con gli immancabili prodotti locali e una festa a lume di candela e musica suonata dai gestori del campo che si è protratta sino a tarda ora. Ma prima di andare a dormire nelle splendide tende berbere tutti sono rimasti letteralmente a bocca aperta ad ammirare il cielo stellato. Uno spettacolo che purtroppo non siamo più abituati a vedere nelle nostre città e paesi a causa dell’inquinamento luminoso. In questa zona della Tunisia piove 4 giorni all’anno. Potevano i partecipanti rinunciare a questo fenomeno? Assolutamente no. Infatti il 30 aprile, giorno dell’ultima tappa prima dell’ennesima e questa volta violenta tempesta di sabbia…è anche piovuto. Non molto in verità. Solo per un paio di ore al mattino. Ma tant’è. In questa zona della Tunisia piove 4 giorni all’anno e mai negli ultimi due. Al pari delle tempeste di sabbia che qui non durano mai più di un o due giorni. Invece… Il Sahara Racing Cup è stato accompagnato spesso da questo affascinante quanto terribile fenomeno della natura.

La tappa finale infatti è stata decurtata dell’ultima prova. Ma lo spettacolo e l’avventura non ha avuto eguali. La maratona finale di 100 chilometri tra Tembaine e Douz ha impegnato i partecipanti per oltre 7 ore. Non proprio una passeggiata. Ma il Sahara Racing Cup è avventura. E’ sport ma anche amicizia tra gli equipaggi. Tutti hanno offerto aiuto agli altri equipaggi con uno spirito di fratellanza difficilmente riscontrabile in altre occasioni. È il bello dello sport. Il rispetto delle regole, degli avversari, dei compagni di squadra. Ricordiamo ancora una volta che il SRC è stato anche solidarietà verso chi vive situazioni meno facili della nostra. Un’avventura che ha cambiato sicuramente tutti i partecipanti e che ha lasciato loro il segno nel cuore e nell’anima. Le tracce che hanno lasciato nel deserto non verranno coperte dalla sabbia ma rimarranno per sempre dentro il Sahara e dentro di loro.

[  Paolo Di Pinto  ]

 

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Kart. Il meteo non ferma lo spettacolo

La seconda tappa del KZR Championship 2022, Evento ASI-Fisaps, si è svolta sotto il cielo incerto del circuito di Pomposa, Ferrara. I piloti che sono scesi in pista hanno dovuto dare il meglio di loro con un meteo molto variabile che non li ha risparmiati neanche dalla pioggia. Le gare si sono svolte in tutte le condizioni possibili, fra chi ha corso con l’asciutto, chi con il bagnato e chi ha dovuto terminare la gara con le prime gocce di pioggia negli ultimi giri. Oltre quaranta i piloti che si sono dati battaglia, provenienti da ben undici regioni d’Italia.

“Complimenti per l’eccellente organizzazione in virtù delle condizioni difficili.  Una bella giornata di sport in bella compagnia. Un saluto a tutti”
cit. F.Visentin, Delegato FIA e pilota Fisaps KZR-H 2022.


 

Doveroso iniziare dalla categoria che invece a Pomposa ha inaugurato la stagione: la KRZ-H dedicata ai piloti con disabilità che quest’anno viene riconosciuta anche come campionato FISAPS, Federazione Italiana Sportiva Automobilismo Patenti Speciali. Sette i piloti a scendere in pista tra i quali Fabio Visentin: membro della Commissione FIA Disability and Accessibility e referente tecnico Fisaps che ha preso parte a questa prima tappa del campionato anche come concorrente. Conquista la pole position di giornata Andrea Pacini, che con il tempo di 1′.08”.516”’ torna subito a riprendere la scena lasciata due anni fa, Andrea infatti fu già vincitore del campionato KZR e da iridato qual è segna il tempo migliore nelle qualifiche riuscendo in solitaria a scendere sotto la soglia del 1′.09” impresa non riuscita ai suoi compagni. Dopo poche curve prende la leadership di gara1 Visentin, ma nel corso dei primi giri Pacini rimane pronto a sferrare l’attacco. Sorpasso che arriva e riesce a riprendere la prima posizione in gara, fra i due si instaura una lotta fatta di sorpassi e contro sorpassi. I due rimangono vicinissimi mentre dietro Lorenzo Sestini segue in terza posizione approfittando della lotta fra i due per riavvicinarsi. Passata la metà gara anche per la quarta posizione si accende la lotta fra Diego Veronese e Luca Rabbeni. Il gruppo in testa si ricompatta e Visentin mantiene con i denti la testa della gara, tentando anche di allungare il passo. Veronese ha la meglio su Rabbeni, che viene raggiunto da Milano che non riesce subito nella sua rimonta incappando in un errore. Visentin e Pacini riescono ad incrementare notevolmente il loro margine su Sestini, mentre recupera Milano ed arriva ad insidiare la quarta posizione di Veronese. Ultimi giri con Veronese e Milano in lotta, il campione in carica Milano dovrà accontentarsi di tagliare il traguardo in quarta posizione. Fino all’ultima curva scintille fra Visentin e Pacini, sarà proprio il campione 2019 a chiudere in prima posizione con un vantaggio di appena 0”.327”’.
RISULTATI GARA1 1.Andrea Pacini 2.Fabio Visentin 3.Lorenzo Sestini 4.Luigi Milano 5.Diego Veronese 6.Luca Rabbeni 7.Giuseppe Turco
Gara2 vede invece delle condizioni meteo molto avverse, con un giro di allineamento che fa pensare al peggio. Visentin prende il comando sotto la pioggia che inizia a farsi sentire, Pacini resta in seconda posizione con Milano che riesce fin dalle prime battute a mettersi in terza posizione. Errore per Pacini che si trova costretto a sfilare in ultima posizione. La gara a causa delle condizioni veramente difficili vede i piloti che lentamente perdono contatto l’uno con l’altro, nessuno ha spinto molto per evitare di incappare in rischi ulteriori. Visentin taglia il traguardo in prima posizione, seguito da Milano e Rabbeni. “Una gara con condizioni estremamente difficili, quando si guida sul bagnato con le slick bisogna rimanere fuori traiettoria, accelerare solo quando si hanno le ruote dritte ed avere  molta costanza. Mi sono anche molto divertito perché le condizioni difficili mi piacciono” afferma Visentin dopo la vittoria. Solo quarto Pacini dopo l’errore e la rimonta che ha dovuto fare.
RISULTATI GARA2 1.Fabio Visentin 2.Luigi Milano 3.Luca Rabbeni 4.Andrea Pacini 5.Giuseppe Turco 6.Lorenzo Sestini 7.Diego Veronese

Andrea Pacini: “E’ stata una vittoria molto sofferta, Fabio è un maestro ma è stato veramente bello potergli stare davanti. Erano due anni che non tornavo sul kart è stato tutto molto bello e divertente! Siamo un bel gruppo di amici ed indipendentemente dalla vittoria della gara la cosa più bella è stare insieme e lottare per la vittoria” afferma Pacini in seguito alla vittoria di Gara1

 

Passiamo invece alla categoria dei più piccoli la NEXT GENERATION, che ha visto scendere in pista otto giovani campioni provenienti da Veneto, Campania, Abruzzo e Marche. Un gruppo di giovanissimi talenti molto affiatato, che regala spettacolo dentro e fuori la pista per il rispetto e la sportività che dimostrano fra di loro ogni fine gara! Prima casella dello schieramento per Davide Ruja che nonostante l’insoddisfazione esternata a fine delle qualifiche fa registrare il tempo di 1′.15”.376”’. Partenza perfetta per Ruja che dalle prime curve riesce a creare del margine con gli avversari, segue Mirko Graziani anche lui staccato dal resto del gruppo. Tra Diego Godi e Gianmarco Varini c’è invece bagarre per la terza posizione, Godi riesce a liberarsi dell’avversario solo passata la metà gara e si instaura saldamente in terza posizione. Graziani ricuce completamente il margine che aveva su Ruja e si incolla all’avversario pronto a sfoderare l’attacco. Passa Graziani a tre giri dalla fine ma non riesce a liberarsi dell’ombra di Ruja che restituisce dopo poco il sorpasso. Rimangono incollati i due, fino all’errore di Graziani che lo porta a perdere contatto con Ruja che va a vincere così indisturbato Gara1 ed afferma: “La partenza ero sicuro di farla bene e così è stato. Avevo molta paura della pioggia, non sono molto bravo ed avevo paura di sbagliare. E’ stata una bellissima gara, mi dispiace per Mirko spero non sia stata colpa mia. Volevo ringraziare mia zia che oggi è qui a vedermi, mio papà che è come il mio coach, mia mamma che mi ha dato la vita e mi paga sempre le gare e mia sorella che è come una seconda mamma”.
RISULTATI GARA1 1.Davide Ruja 2.Mirko Graziani 3.Diego Godi 4.Gianmarco Varini 5.Alfredo Celentano 6.Riccardo Carducci 7.Francesco Maria Apreda 8.Alessandro Angelini Wet Race la Gara2 per i giovani piloti che si confrontano con le gomme rain e la pista decisamente bagnata. In partenza Ruja e Graziani tentano di nuovo la fuga fin dalle prime curve, mentre dietro di loro quasi tutto il gruppo si gira in curva 1. Le condizioni sono veramente difficoltose e anche i leader della gara incappano nell’errore. Così a tre giri dal via in testa alla gara è Alfredo Celentano che guidando pulito e ragionando molto sulle traiettorie conquista la vetta seguito non troppo da lontano da Graziani. Altro errore però per Graziani che si ritrova terzo lasciando Alfredo al comando e Ruja ad inseguirlo. Tante le sbavature da parte di tutti i piloti tranne del leader Celentano che va a vincere indisturbato con oltre sette secondi di vantaggio.
RISULTATI GARA2 1.Alfredo Celentano 2.Davide Ruja 3.Mirko Graziani 4.Diego Godi 5.Gianmarco Varini 6.Francesco Maria Apreda 7.Alessandro Angelini 8.Riccardo Carducci

Alfredo Celentano afferma: “E’ stata una gara sudatissima, in queste condizioni si sa vince chi non sbaglia! Oggi sono riuscito a fare il mio passo sbagliare il meno possibile e Gara2 l’abbiamo portata a casa!”.

 

Per la categoria SENIOR sono nove i piloti a scendere in pista, Gianluca Febbo fa registrare il miglior tempo in qualifica in 1′.06”.189”’ unico, insieme a Jacopo Primon che si qualifica secondo, che riesce a scendere sotto il muro dell’ 1′.07”. In Gara1 la coppia in testa mette fin dalle prime curve del margine con gli inseguitori. Dietro di loro si crea un gruppo di tre piloti, formato da Andrea Ciabattoni, Luca Liburdi e Stefano Salemme in lotta per il terzo gradino del podio. Bastano due giri a Febbo per mettere al sicuro la sua prima posizione dall’insediamento di Primon che a sua volta distanzia il gruppetto di inseguitori. Liburdi nel frattempo tenta l’attacco a Ciabattoni nel corso del secondo giro e riesce a mettersi a capo del gruppo in lotta per la terza posizione. Liburdi tenta di mettere del vantaggio con Ciabattoni e riuscendoci prova a ricucire il distacco su Primon. Anche Ciabattoni riesce a liberarsi della pressione di Salemme che invece si trova a difendere la sua posizione da Simone Prussiati. I primi tre sembrano ormai consolidare i loro distacchi, mentre Prussiati ha la meglio su Salemme e tenta anche l’allungo nella parte finale di gara. Nelle ultime fasi di gara Primon sembra trovare il ritmo giusto per ricucire su Febbo, mentre Liburdi sembra mollare un po’ la coppia di testa. Vince Febbo con un vantaggio di 1”.181”’ ed afferma: “Questa volta vittoria meritata, quando ho visto di essere partito bene e di aver preso un buon gap dai primi giri ho pensato più a portare in porto la vittoria. E’ stata più una gara di controllo nella quale non aveva senso spingere ma bastava mantenere il distacco. Alla fine ho riniziato a spingere un pò ma rimanendo lontano da cordoli e rischi”.
RISULTATI GARA1 1.Gianluca Febbo 2.Jacopo Primon 3.Luca Liburdi 4.Andrea Ciabattoni 5.Simone Prussiati 6.Stefano Salemme 7.Gianpaolo Tessitore 8.Alain Bucci 9.Tommaso Concetti. Condizioni avverse per Gara2, che vede una pista umida dalla poca pioggia scesa sul circuito. Primon prende la prima posizione fin dalla prima curva, con il leader Febbo che viene risucchiato in quarta posizione. La lotta è invece aperta per la seconda posizione, Ciabattoni conquista il secondo posto con Febbo che si riprende una posizione ai danni di Liburdi. Primon conquista margine sugli inseguitori mentre i tre rimangono molto vicini in lotta costante per il podio. Febbo sembra studiare Ciabattoni preparando l’attacco, mentre Liburdi non sembra averne abbastanza per stare con loro. La seconda posizione rimane ancora teatro di battaglia, i tre non sembrano mollare, e Liburdi ripresosi da dei giri leggermente appannati si porta in terza posizione. Liburdi nelle fasi finali prende la seconda posizione mentre Febbo proprio nel corso dell’ultimo giro si porta sul terzo gradino del podio, dopo un corpo a corpo con Ciabattoni che nelle ultime curve compie un leggerissimo errore che lo porta a perdere contatto con Febbo. Vince Primon che domina in una condizione di pista veramente incerta e chiude con un vantaggio di 5”.744”’.
RISULTATI GARA2 1.Jacopo Primon 2.Luca Liburdi 3.Gianluca Febbo 4.Andrea Ciabattoni 5.Simone Prussiati 6.Stefano Salemme 7.Alain Bucci 8.Gianpaolo Tessitore 9.Tommaso Concetti

Jacopo Primon afferma “Ho sperato molto nella pioggia in realtà ed è arrivata, ho provato subito a tentare l’attacco su Gianluca perchè ho notato non riusciva a tenere il passo sull’acqua e secondo me ha giocato più di testa, ha pensato più al punteggio dopo la vittoria di gara altrimenti sono certo sarebbe vista una bella battaglia. Sono però contentissimo per tutti i miei bambini, la mia famiglia che è qui a vedermi, è la gara di casa quindi tutto molto bello”

 

Dieci i piloti a scendere in pista per la categoria GENTLEMAN, nella quale è il sardo Luca Corvetto a far registrare il tempo di 1′.06”.920”’ ottenendo cosi la Pole Position.. In partenza è Stefano Sabatini a conquistare la leadership della gara, con il gruppo che incappa in un contatto in curva tre e permette a Sabatini e Giuliano Ghidini di fuggire in solitaria. È Ghidini a prendere però la prima posizione nel corso del primo giro, seguito da Sabatini e Corvetto che rimangono vicinissimi. Lotta asprissima fra i due che si regalano sorpassi, mentre davanti Ghidini scappa e dietro l’intero gruppo rimane molto compatto con Sini che fa da apri pista. Speranzini porta a casa l’attacco su Sini prendendo così la quarta posizione e Mike Bonucci che segue da spettatore privilegiato. Scintille fra Sini e Speranzini, che porta Speranzini sul prato e costretto a retrocedere di tre posizioni a vantaggio di Sini, Bonucci e Michele Albiero. Attacco anche di Bonucci su Sini che riesce a conquistare la quarta posizione. Nel frattempo Corvetto rimane da solo ed indisturbato in seconda posizione. La quarta posizione rimane terreno di lotta accesa fino alla fine, perde purtroppo un concorrente con Albiero che è costretto a ricostruire la gara dal fondo. Sini, Bonucci e Speranzini rimangono appaiati. Indescrivibile la lotta alla quale si aggiungono anche Riccardo Mauthe e Patrizio Ricciardi. Speranzini nonostante tutto si rimette al comando del gruppo ma Sini non molla e proprio nel corso dell’ultimo giro si rimette in testa al gruppo. I cinque piloti sono praticamente incollati pronti alla lotta fino all’ultimo metro. Incidente sotto il traguardo con il testa coda di Mauthe e Speranzini proprio sotto la bandiera a scacchi che varrà la squalifica per entrambi per Gara2. Stravince Ghidini, seguito da Corvetto e Sabatini, mentre dietro saranno penalizzati a causa dei musetti sganciati sui mezzi Bonucci e Ricciardi. “La pista la conosco perchè sono di casa, un pò mi ha facilitato la gara. I primi giri mi sono sganciato dagli altri  e poi è andato tutto bene, nonostante ho spinto al massimo perchè non volevo arrivassero” afferma il vincitore a fine gara.
RISULTATI GARA1 1.Giuliano Ghidini 2.Luca Corvetto 3.Stefano Sabatini 4.Maurizio Sini 5.Mike Bonucci 6.Patrizio Ricciardi 7.Luciano Taccori 8.Michele Albiero 9.Riccardo Mauthe 10.Marco Speranzini. Anche per i Gentleman Gara2 si corre in condizioni di bagnato con le rain. Ghidini rimane al comando, Sini conquista la posizione su Corvetto e si mette in seconda posizione. Sini riesce a recuperare il gap che nelle prime fasi di gara era riuscito a costruire Ghidini ed inizia a studiare l’avversario preparando il sorpasso. Riesce a passare e si mette in testa alla gara, con Ghidini che rimane molto vicino a Sini e dopo qualche giro riprende la testa della gara togliendo la leadership a Sini. Nelle ultime fasi di gara si crea un gruppetto di tre piloti in lotta per la quinta posizione: protagonisti ancora Bonucci, Ricciardi e Albiero dove ad avere la meglio sarà Bonucci. Bis di vittorie per Ghidini.
RISULTATI GARA2 1.Giuliano Ghidini 2.Maurizio Sini 3. Luca Corvetto 4.Stefano Sabatini 5.Mike Bonucci 6.Patrizio Ricciardi 7.Michele Albiero 8.Luciano Taccori.

Ghidini afferma: “E’ stata un gara veramente difficile, ho avuto la fortuna che il secondo mi ha passato nei primi giri così mi sono accodato ed ho studiato le sue traiettorie. Al primo errore che ha fatto l’ho passato e copiando le sue traiettorie è andato tutto bene”

 

Ultima categoria a scendere in pista la JUNIOR con otto piloti in griglia, prima casella dello schieramento per Matteo Colangelo che nei due turni di qualifiche fa segnare il tempo di 1′.07”.236”’. Colangelo parte subito bene, alle sue spalle si stabilizza Andrea Mosca. Buono lo spunto di Paolo Liburdi che risale fino alla terza posizione e si mette all’attacco di Mosca e riesce proprio sul traguardo del primo giro a passarlo, mettendo nel mirino la prima posizione di Colangelo. Liburdi prende la prima posizione sotto le prime gocce di pioggia che iniziano a scendere in pista. L’acqua si inizia a far sentire, il primo a girarsi è Colangelo ma dopo un paio di curve anche Liburdi incappa nell’errore e Silvestri si ritrova improvvisamente primo, ma un violento fuori pista lo porta alla fine del gruppo. Mosca invece non sbaglia nulla durante tutti i giri in condizioni incerte e si trova primo con ampio margine sugli inseguitori. Liburdi e Colangelo rimangono in bagarre dove a spuntarla sarà Colangelo aiutato anche dalla penalità di 5” inflitta a Liburdi a causa del musetto a terra del mezzo.
RISULTATI GARA1 1.Andrea Mosca 2.Matteo Colangelo 3.Paolo Liburdi 4.Valerio Silvestri 5.Matteo Smaldone 6.Sartori Elia 7.Andrea Cecchini 8.Vincenzo Califano. In Gara2 Mosca rimane saldo al comando, dietro di lui si forma la coppia con Silvestri e Liburdi che lo inseguono. I due riescono a ricucire anche su Mosca e si crea un gruppetto in lotta per la vittoria della gara. Doppio sorpasso subito da Mosca che si vede sfilare sia Silvestri che Liburdi. Silvestri si mette cosi al comando della gara, con un errore per Liburdi che lo porta a perdere un po di terreno e si ritrova in terza posizione insidiato anche da Colangelo. Silvestri prende il margine ed i distacchi per le posizioni del podio si fanno tutti molto importanti da non poter accendere più la lotta. “E’ stata come una partita a scacchi dovevo calcolare ogni mossa. Quando ho capito di averne di più ho deciso di passare, dopo di che è stata solo una fase di controllo!”.
RISULTATI GARA2 1.Valerio Silvestri 2.Andrea Mosca 3.Paolo Liburdi 4.Matteo Colangelo 5.Matteo Smaldone 6.Andrea Cecchini 7.Elia Sartori 8.Vincenzo Califano

Mosca afferma: “Speravo nella pioggia fin da ieri ed è arrivata nel momento perfetto. Appena ho sentito nella prima curva la pista bagnata e non teneva più ho cambiato completamente traiettorie, ho visto gli altri che andavano dritti e ho detto aspettiamo e vediamo con calma. Poi all’ultimo ho mollato un pochino visto il vantaggio non ho rischiato più”.

 

Si giunge cosi alla Final Race che vede protagonista i primi tre di ogni categoria: Gianluca Febbo, Andrea Ciabattoni e Luca Liburdi per la Senior, Giuliano Ghidini, Luca Corvetto e Maurizio Sini per la Gentleman e Andrea Mosca, Valerio Silvestri e Matteo Colangelo per la Junior. A partire dalla pole è Febbo mantiene la testa alla partenza, con Mosca e Ghidini che lo inseguono. I primi tre prendono il largo, mentre dietro di loro il gruppo rimane tutto compatto. Errore per Ciabattoni che finisce fuori pista ed è costretto a sfilare ultimo. Liburdi riesce a liberarsi di Corvetto e Silvestri e per un momento riesce anche a mettere le ruote davanti a Ghidini che si riprende però subito la terza posizione. Intanto Febbo si allontana in solitaria, dietro di lui nelle ultime fasi di gara si lotta per il secondo gradino del podio e la lotta è a tre fra Mosca, Ghidini e Liburdi. Mosca taglia il traguardo in seconda posizione mentre fra Ghidini e Liburdi la lotta è al photofinish. I due arrivano appaiati sulla linea del traguardo ma una penalità inflitta a Liburdi a causa del musetto a terra del mezzo, consegna a Ghidini la terza posizione. “E’ andata molto bene, non volevo ripetere l’errore di Gara2 e non fidarmi dell’asfalto. Quindi ho rischiato un pochino di più nei primi giri, non mi sono comunque fidato fino alla fine perchè le condizioni continuavano a variare continuamente e potevano variare anche gli equilibri, ho dovuto spingere abbastanza per poter arrivare agli ultimi due giri sereno” afferma Febbo a fine gara mentre Mosca racconta: “I primi giri ho cercato di rimanere vicino a Gianluca per fare il suo passo e fuggire con lui. Dopo quattro giri ho mollato un pò e senza correre troppi rischi ho pensato a mantenere la seconda posizione”. Ghidini invece afferma: “Ho una certa contro questi giovani si fa fatica! I primi giri ho cercato di stargli dietro dopo ho cercato solo di mantenere la terza posizione è andata bene così”. La consueta battaglia che corre parallela a quella dei piloti è quella dei TEAM che per la seconda tappa vede trionfare il DS3 Racing Team formato da Febbo, Mosca e Colangelo. Secondo gradino del podio per il JP Racing Team formato da Primon, Ruja e Varini e terza posizione per il team M.A.S. Turbo con protagonisti Sabatini, Celentano e Smaldone.
Il KZR farà sosta per la terza tappa di campionato a Cascia (VT) il 29 Maggio, dove attende tutti i suoi piloti ed il pubblico che vuole assistere a due giornate all’insegna dello sport e della sana competizione! Novità a Cascia: Briggs Stratton CRG Club presente con una griglia che promette spettacolo.

 

[ Alessandra Guidi, Press Media Mgr Demorace  ]

Sahara Racing Cup. La tempesta di sabbia

Partiti. Piccolo riassunto dei primi giorni. Dopo le verifiche tecniche e sportive eseguite dallo staff il giorno 22 aprile a Genova gli equipaggi si sono imbarcati per Tunisi il 23 e sono sbarcati regolarmente il 24 aprile. Grazie alla collaborazione della FTA ovvero la Federazione automobilistica tunisina, tutte le pratiche doganali si sono svolte in maniera estremamente veloce e precisa. Il loro aiuto e quello dei funzionari doganali è stato essenziale al fine di evitare le procedure spesso lunghe e complicate che rallentano le operazioni di sbarco. Ricordiamo che si trattava comunque di vetture che avevano a bordo molto materiale come pneumatici, ricambi e attrezzi. Ma tutto si è svolto con una celerità incredibile. Trasferimento sino a Hammamet dove hanno trascorso la notte in hotel prima di affrontare la prima tappa. Il 25 aprile trasferimento piuttosto lungo fino a Zmela. 570 km. Non pochi. Chilometri fatti in autostrada e strade statali che sono ben diverse dalle nostre. Infatti nelle loro autostrade è normale incontrare gente a piedi oppure con del carri trainati da asini piuttosto che cavalli. Ma anche venditori di frutta e verdura. E bambini che giocano. E le rotonde? Si. Sembrerà incredibile ma in autostrada ci sono anche delle rotonde. Quindi… chilometri non agevoli. Gli ultimi 50 invece su strade sterrate e gli ultimi 10 su piste del deserto. D’altronde… siamo pure sempre nel Sahara.

Alla sera, prima di cena, piccolo prologo di 20 chilometri nella sabbia con dune di piccole dimensioni. Questo prologo aveva lo scopo di generare l’ordine di partenza del giorno successivo. Infatti i più smaliziati sono stati fatti partire per primi nella prima tappa del 26 aprile per evitare che i neofiti gli facciano da “tappo”. Ma seppur “prologo” non è stato semplice. Alcuni infatti hanno terminato la loro prova con il buio. Molto molto suggestivo….ma molto complicato. Zmela non è un villaggio o un hotel ma un accampamento nel deserto. Tutti gli equipaggi hanno dormito in tende e cenato a base di prodotti locali ottimamente preparati dai cuochi coadiuvati dallo staff Sahara Racing Cup. Una cena in una grande tenda…molto molto suggestiva. In attesa del battesimo del deserto vero e proprio. Il 26 aprile la prima tappa Zmela – Ksar Ghinale – Zmela con 2 prove valutative. Ricordiamo che il SRC non è una gara di velocità ma di navigazione o di orientamento. Gli equipaggi devono seguire delle tracce che l’organizzazione fornisce loro di giorno in giorno. Una vera avventura. Un’occasione per visitare posti incredibili come appunto l’oasi di Ksar Ghinale o il vicino forte romano. La giornata è stata particolarmente difficile e ha messo a dura prova tutti gli equipaggi. Da quelli molto numerosi che si sono presentati con le mitiche Panda 4×4 a quelli con potenti fuoristrada. Il caldo torrido e il forte vento che spazzava le dune e ne cambiava la forma ha complicato loro la giornata. 2 appunto le prove valutative di cui la prima di 80 km. E la seconda di 30 con un totale di 210 km compresi i trasferimenti. Molto gradita da tutti è stata la sosta rigenerante all’oasi dove hanno potuto fare anche un bagno rinfrescante nel laghetto naturale immerso nel verde prima di risalire in auto per effettuare la seconda e ultima prova prima del ritorno a Zmela per la cena. Durante la cena è stato presentata anche l’azione umanitaria in corso organizzata dai medici di SoS Italia del dott. Salvatore Pauciulo in collaborazione con l’azienda “L’acustica” di Napoli e il RotarAct. Questi ultimi, ovvero i giovani del Rotary hanno raccolto i fondi che sono serviti a realizzare il progetto. A presentare il progetto ai partecipanti al Sahara Racing Cup c’erano Paolo Di Pinto in qualità di organizzatore e rappresentante Asi, il dott. Umberto Romano in qualità di direttore marketing dell’Acustica di Napoli che ha fornito le attrezzature e la dott.sa Silvia Siani, audiometrista che si è occupata della realizzazione vera e propria del progetto. Si ma…di cosa si tratta? Per la prima volta sono stati impiantati degli apparecchi acustici per bambini audiolesi dei villaggi del sud della Tunisia i quali potranno essere regolati nelle loro frequenze di utilizzo da remoto garantendo quindi un’ottimale funzionamento degli stessi senza dover intervenire in presenza. Utilissimo per garantire una qualità della vita migliore ai bambini senza dover raggiungerli ogni volta per le regolazioni del caso. Indispensabile se si pensa che questi villaggi sono raggiungibili solo attraverso piste desertiche lunghe centinaia di chilometri. I medici impegnati in questo progetto sono 10 equamente divisi tra otorini e oculisti. Tra l’altro sono stati donati occhiali da vista ad altri bambini. E medici e i partecipanti si rincontreranno a Douz sempre nel corso del SRC e del progetto umanitario in corso.

Il 27 aprile si è iniziato a fare sul serio. Giornata importante molto importante per molti aspetti. La prima prova era lunga un’ottantina di chilometri costituiti da un percorso estremamente variegato. Infatti i partecipanti si sono trovati ad affrontare percorsi molto diversi tra loro. Si passava dalle dune basse che si sono formate durante la notte a causa del vento a quelle piccole e insidiose. Ma anche terreno duro con pietre e terra battuta e anche un percorso piu simile alla pampa argentina con terra, sabbia e piccoli arbusti bassi. Arbusti che sembrano innocui ma purtroppo non lo sono in quanto con i loro rami riescono a infilarsi e a bucare i radiatori delle vetture. A complicare la giornata, molto calda, si è aggiunto nuovamente il vento. Vento che rimodella il percorso di minuto in minuto cambiando la fisionomia del terreno e rendendo più difficoltoso orientarsi. Inoltre la sabbia, trasportata dal vento è molto soffice e diventa difficile oltrepassare anche le dune più piccole. Vento che durante la fine della prima tappa è via via aumentato consigliando gli organizzatori prima a rimandare la seconda prova della giornata inviando i partecipanti alla splendida oasi di Ksar Ghilane per un bagno rinfescante nello splendido laghetto e successivamente ad annullare la seconda prova perchè si è scatenata una tempesta di sabbia che azzerava la visibilità. I partecipanti si sono quindi diretti, non senza difficoltà verso all’accampamento di Zmela dove li attendeva la cena preparata im maniera impeccabile dai cuochi tunisini. Una giornata importante dicevamo. Il 27 aprile ce lo ricorderemo. D’altronde… siamo pur sempre nel deserto. E le tempeste di sabbia sono una delle sue caratteristiche. Perderne una sarebbe stato un vero peccato. Ma una però. Invece anche il giorno successivo il meteo è stato inclemente. Mai negli ultimi quarant’anni, a detta dei locali, si era mai visto un vento così forte e persistente. Ma anche qualche goccia di pioggia ha ostacolato lo svolgersi della manifestazione costringendo gli organizzatori a percorrere i quasi 200 chilometri che separano Camp Zmela a Douz in traferimento. Sembra un cosa facile da fare. Ma così non è stato. Infatti dopo i primi 30 chilometri di sabbia e sassi i partecipanti hanno raggiunto la tanto agognata strada asfaltata che… asfaltata non era più. Pensate ad una superstrada coperta di sabbia e dune. E una visibilità pari a zero a causa della sabbia trasportata dal vento che soffiafa impetuoso a oltre 100 chilometri orari. L’arrivo all’hotel di Douz è stato per molti partecipanti una vera e propria liberazione.

Classifiche. Si… è vero che ci sono delle specie di classifiche date da chi ha rispettato maggiormente il percorso previsto (senza obbligo di tempi da rispettare) ma… vi chiediamo una cosa: guardate le foto…. è davvero importante leggere una classifica?