TORNA IN CAMPO CON IL CUORE A SAN SIRO: RIPARTE LO SPORT ALL’INSEGNA DELLA SOLIDARIETA’
Milano – finalmente si torna in campo, per passione e per solidarietà.
Grande successo per la quarta Edizione del Torneo benefico organizzato dall’Associazione In Campo con il Cuore in collaborazione con ASI Comitato Regionale Lombardia e Sportland.
Lo scorso sabato 12 giugno abbiamo assistito presso lo Stadio Giuseppe Meazza ad un grande evento calcistico che ha coinvolto diverse realtà provenienti da tutt’Italia.
Il ricavato dell’iniziativa servirà per portare avanti la campagna di sensibilizzazione e cardioprotezione che da diversi anni è lo slogan che accompagna tutte le iniziative legate all’Associazione in Campo con il Cuore.
All’iniziativa hanno anche aderito una rappresentativa composta da Medici e Rappresentanti Politici del Consiglio Regionale della Lombardia (guidata in campo dal nostro Presidente Marco Contardi) e la selezione della Nazionale Italiana Artisti.
L’evento si è concluso con il classico derby charity tra Inter e Milan che ha visto la compagine nerazzurra, guidata da Evaristo Beccalossi, prevalere sul Milan per 2-0.
Un assaggio di normalità anche sugli spalti con il pubblico delle grandi occasioni presente all’interno del primo anello rosso.
Presente all’iniziativa anche lo striscione di ASI che in questi ultimi mesi ha accompagnato tutte le iniziative sportive presenti sul territorio.
Tante le emozioni vissute allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli, dove sono scesi numerosi artisti in campo. La Love Cup presente all'interno della manifestazione di solidarietà “La Partita, Una notte per Diego” ha inaugurato la lunga serata con un match, presentato dal giornalista Fabrizio Pacifici, tra le due squadre di rappresentanti del mondo della notte di Napoli e Roma, allenata dal Commissario Tecnico Marcello Cuicchi.
Con il Patrocinio del CONI e del Comune di Napoli, la gara è stata diretta da un team arbitrale ASI del Lazio con kit auricolari e tabellone luminoso. La squadra arbitrale era così composta: Enio Drovandi, Francesco Florio, Vincenzo Ruocco, Mario Giovanni Tozzi e Gabriele Merico.
Alle 21.00 è iniziata la seconda gara All Stars Napoli vs Resto d’Italia, dove i nostri ragazzi hanno collaborato con un team arbitrale dell’Associazione Italiana Arbitri della FIGC. Una serata ricca di entusiasmo e divertimento, con due Madrine d’eccezione: Manuela Arcuri ed Anna Falchi; Veronica Maya e Sofia Bruscoli, invece, presentatrici dell’evento. Ospiti musicali Gigi D'Alessio, Andrea Sannino e Virginio.
Love Cup, la storia
Il Progetto Love Cup, ideato da Alex Bucci con la collaborazione di Roberta Gastaldi, muove i primi passi nel 2006 con la creazione di una squadra di rappresentanti del “mondo della notte” per sensibilizzare i giovani all'utilizzo responsabile del tempo libero. Promoter, dj, proprietari di locali e speaker hanno abbracciato l’iniziativa e sono entrati a far parte della squadra indossando la maglia sui campi dello Stadio Olimpico di Roma in diverse edizioni della manifestazione benefica di calcio-spettacolo e dell’Artemio Franchi di Firenze nel 2016.
Obiettivo della Love Cup è di estendere i valori trasmessi dalla disciplina sportiva alle attività di intrattenimento giovanili e promuovere l’educazione al “sano divertimento”, alla legalità e alla partecipazione.
Lo sport esercita un’enorme influenza sugli adolescenti, ha una forza educativa e sociale immediata e universalmente riconosciuta. Attraverso il gioco del calcio e l’impegno nel sociale, la Love Cup, insegna a sviluppare, insieme alle proprie capacità fisiche, la volontà di compiere gesti di solidarietà nelle sue più diverse forme: partecipazione, rispetto per l’altro, promozione dei diritti di tutte le persone e sostegno verso i più bisognosi.
"Una follia allo stato puro, bisogna cercare di trovare correttivi anche di carattere pubblico. Ecco perché il Governo, pur nel rispetto dell'ordinamento sportivo deve dire la sua. Non possiamo permettere che per l'interesse di pochi club, si metta in discussione tutto il sistema sportivo italiano, perché quando si parla di calcio le conseguenze ricadono su tutto lo sport". Lo dice all'Adnkronos il nostro Presidente che commenta la nascita della Superlega.
"Sono 20 anni – spiega – che i grandi club tengono in ostaggio il movimento sportivo italiano, già con l'introduzione del fine di lucro il sistema si è rovesciato. Grazie alla sinistra è stato distrutto il modello sportivo italiano invidiato da tutto il mondo, un modello che, grazie alla mutualità, dava risposte a 360 gradi". "Interrompendo il circuito di mutualità – aggiunge Barbaro –tutto lo sport di base andrebbe in sofferenza. Serie minori, arbitri, mondo dei dilettanti.Un sistema molto simile a quello statunitense sarebbe, che nulla ha a che vedere con quello sportivo europeo piramidale che, pure con dei difetti, è fondamentale per la tenuta di tutto il quadro".
Novembre 2002, siamo 90’ della gara del campionato di Serie A Fiammamonza-Bergamo; alle brianzole viene assegnato un rigore, lo calcia la brasiliana Milene Domingues portando a 3 reti a 0 il risultato finale. E’ il primo gol della ragazza con la maglia biancorossa dove resterà fino al 2003.
Ma non è questo gesto atletico a renderla celebre quanto il fatto che da tre anni è la moglie di Ronaldo, attaccante dell’Inter. Hanno già un bimbo, Ronald.
Nata a Sao Paolo il 18 giugno 1979 Milene manifesta presto la sua passione per il calcio, forse in forma più spettacolare che agonistica perché nel 1997 stabilisce un record da Guinnes: 55.198 palleggi.
Si distingue anche fra i coetanei maschi e viene tesserata dal Corinthians, club della sua città natale; a vent’anni sposa Ronaldo e nel 2001 lo raggiunge in Italia dove trova modo di concretizzare in un club della nostra massima serie la sua passione.
In Italia il calcio è interpretato in maniera differente che in Brasile: da voi si tende a privilegiare la forza fisica e la tattica mentre nel mio paese quello che conta di più è il bel gioco e il colpo che delizia il pubblico. Comunque penso che partita dopo partita sono riuscita ad abituarmi al vostro modo di giocare.
Il trasferimento alla Fiammamonza è dovuto all’interessamento di Giovanni Branchini, il procuratore di Ronaldo che si dimostra O Fenomeno nell’Inter. Va detto che non potrà essere schierata in campionato ma solo nelle partite amichevoli perché la disponibilità di straniera è già occupata dalla finlandese Rosa Lappi-Seppala che la stagione dopo andrà al Milan.
La curiosità dei media per Milene è comunque alle stelle e questo contribuisce ad alimentare interesse verso il nostro calcio femminile, un merito da ascrivere anche al club brianzolo che l’ha nel suo organico. Va riconosciuto alla ragazza che sa essere au pair con le compagne che, come dilettanti pure, non godono dei suoi stessi agi quotidiani; lo dimostra l’entusiasmo con cui l’abbracciano festosamente dopo il gol al Bergamo di cui abbiamo detto.
Quando Ronaldo passa al Real Madrid Milene lo segue come moglie, ma per onorare il contratto con la Fiammamonza, ogni mercoledì si sobbarca il viaggio aereo dalla Spagna in Italia per partecipare, con ammirevole professionalità, agli allenamenti e alla partita di campionato in serie A. Uguale plauso va tuttavia anche alla presidente Natalina Ceraso Levati che avrà il suo bel da fare per gestire e tutelare la privacy della ragazza, vera golden girl.
Anche se non ho avuto modo di giocare molto è stata una stagione molto bella. Il fatto di essermi trasferita a Madrid con la mia famiglia però mi ha impedito di rendere al meglio: infatti rispetto alle mie compagne mi sentivo indietro sia fisicamente, nonostante mi allenassi con il Rayo Vallecano durante la settimana in Spagna, che tatticamente.
Un'intervista di 'fine carriera'. Un piccolo omaggio da parte del settore arbitrale ASI. A Nello Moccia, 66 anni, giacchetta nera di lungo corso. Giacchetta nera, si, perchè quando ha iniziato, gli arbitri vestivano solo così. E' il decano di un gruppo che, nel solco della tradizione, ha portato innovazione nel mondo arbitrale dilettantistico.
Quando in un recente comunicato la Federcalcio si era dichiarata disponibile alla modifica dell’attuale Protocollo permettendo alle “panchine” di poter richiedere all’arbitro di una gara, l’ausilio delle immagini fuori campo, il nostro Ente già utilizzava il VAR, prima a livello amatoriale, dalla stagione 2017-18.
In effetti, sono stati proprio gli arbitri ASI – del Comitato Regionale Lazio dell’Ente presieduto da Roberto Cipolletti – ad aver progettato, studiato, preparato e redatto il primo Protocollo di applicazione VAR a livello dilettantistico. L’ASI, infatti, dopo aver stilato la bozza del Protocollo di applicazione, ha iniziato a formare i propri arbitri, assistenti ed osservatori arbitrali su questa nuova tecnologia.
E i team arbitrali ASI, pionieri, avevano già in loro possesso i kit auricolari ed i tabelloni luminosi per segnalare tempi di recupero e sostituzioni dei calciatori in campo e con questa ultima innovazione tecnologica e di servizio, sono riusciti a vincere questa ulteriore sfida dei “dilettanti” che sapevano fare sul serio anche in un campionato romano denominato Elite. Lungimiranza, professionalità, competenza o forse un mix di tutte e tre queste componenti hanno permesso di arrivare presto, molto presto, ad un “prodotto arbitrale” che oggi viene richiesto a gran voce dalle società professionistiche e che vuole essere al loro servizio.
In casa ASI, tradizione e innovazione
Ci chiama Americo Scatena, attuale coordinatore nazionale del dipartimento arbitrale ASI. E' stato arbitro di serie A CAN5 in FIGC ed è appassionato di Teologia che studia presso la Pontificia Università Lateranense di Roma. Si è fatto promotore di questa sorpresa.
Ci racconta che il suo arbitro più longevo, Nello Moccia, va premiato alla carriera. E che un'intervista sarebbe stata una cosa gradita. "Moccia – spiega Scatena – è atleticamente molto preparato e durante le sue attività arbitrali, ha sempre mostrato caratteristiche quali scatto, velocità di valutazione e concentrazione massima. Durante i raduni pre-campionato, nell'effettuazione dei test atletici, dimostra sempre ottime performance alla stregua di colleghi molto più giovani. E' una garanzia per i colleghi che si affidano a lui per la corretta valutazione del fuorigioco ed è un grande insegnante per le nuove generazioni che si affacciano a questo tipo di sport così particolare e così passionale. Lo scorso settembre, a San Benedetto del Tronto, è stato premiato quale assistente arbitrale più longevo del dipartimento arbitrale ASI. Nel 2013, fu proprio Gianni Amadei, amico-collega che già era un arbitro dell'Ente, a fare il nome di Moccia ad Americo Scatena, attuale Organo Tecnico Nazionale degli arbitri ASI vedendo in lui le grandi qualità che poi, Nello 'Stornello' (come affettuosamente lo chiamano gli amici-colleghi), ha dimostrato nel corso di queste ultime stagioni sportive. Proprio nei giorni scorsi la designazione per una gara amichevole della AS Roma in qualità di IV° uomo a coronamento di una "carriera" arbitrale in Associazioni Sportive e Sociali Italiane, splendida".
Moccia nasce a Guidonia Montecelio il 28 settembre 1955, sposato con quattro figli ed una grande passione per il calcio.
Ha iniziato la carriera arbitrale alla soglia dei trent'anni, in FiGC dal 1987 e fino al 1999, dirigendo gare come Assistente arbitrale in Promozione ed Eccellenza. E' nei ruoli di arbitro nazionale ASI dal 2015 ed ha diretto, in qualità di assistente arbitrale, ben cinque edizioni delle Finali Nazionali ASI.
Caro Nello, come hai conosciuto l'ASI e quando sei entrato nella sua famiglia,? "Sono entrato in ASI nel 2012 grazie ad un caro amico che già era nel dipartimento arbitrale che me lo ha consigliato. Sapendo della mia passione che ancora mi coinvolgeva fortemente. L'impressione è stata fin dall' inizio positiva e tutto mi è sembrato familiare ed interessante grazie alla presenza di tanti colleghi motivati".
Tu hai diretto gare di calcio sia senza l'ausilio della VAR ed anche, negli ultimi anni, con la presenza di questa importante novità tecnologica. Che differenze hai notato? "Sicuramente con la presenza dell'aiuto tecnologico si sbaglia meno ed anche l'assistente arbitrale vive con meno ansia la possibilità dell'errore. Inoltre, ho notato che anche gli allenatori, vista la possibilità di poter verificare meglio un'azione dubbia, tendono a protestare meno con la terna ed a essere più collaborativi".
Una domanda personale, adesso: la tua famiglia è mai stata un ostacolo per la tua attività arbitrale? "No, assolutamente! Anzi, mia moglie Domenica mi ha sempre sostenuto mentre i miei tre ragazzi, Giuseppe (39), Francesco (35) e Michele (25), a volte mi venivano a vedere sui vari campi".
Raccontami un aneddoto che ti è capitato durante una partita di calcio ASI "Ero al VAR. Ricordo una gara a Monterotondo di tre anni fa, in cui ho annullato un gol per fuorigioco e l'allenatore della squadra ha subito richiesto l'utilizzo della VAR per confutare la mia segnalazione. L'arbitro, visto il risultato che a pochi minuti dal termine era di 5 a 0 per la squadra avversaria, dopo aver visionato le immagini, disse che avevo errato io e, quindi, convalidò la rete. Dopo qualche giorno, in occasione di una nuova gara designata con lo stesso collega, egli mi rivelò che, in realtà, la mia segnalazione di fuorigioco era corretta, ma lui non volle togliere la gioia dell'unica rete di quella squadra che, ormai spacciata nel risultato finale, avrebbe perso in modo esageratamente pesante".
Un bilancio "Le mie due grandi soddisfazioni in ASI sono state quelle di diventare arbitro Nazionale e grazie a questa qualifica, di poter girare in diverse località del nostro amato BelPaese".
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