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06.10.2020

Istituzionale

Verso l’Assemblea Nazionale, Alemanno: "Quelli di ASI non sono riconoscimenti. Ma conquiste"

Era presente a Fiuggi, quel 28 gennaio del 2017 come "amico" di ASI. Quattro anni dopo ci sarà ancora. In occasione della X assemblea elettiva ASI, Gianni Alemanno, non farà infatti mancare il suo apporto all'Ente. Nel corso del tempo, l'ex sindaco di Roma è anche entrato a far parte dell'Area Progettuale del Terzo Settore ASI. 

"Il lavoro, i sacrifici, la voglia di non mollare mai, alla fine, pagano sempre". Ne è convinto Alemanno che a distanza di 4 anni vede il nostro Ente ancora più forte.
"Penso che ASI sia cresciuta molto da quel giorno a Fiuggi – racconta – ha dimostrato forza, determinazione, costanza. Soprattutto, è riuscita a tenere un punto in un momento tempestoso per lo sport di base. In un momento drammatico per il paese, con tanti dubbi e con poche certezze. Si è battuta per ottenere delle riforme e ricevere considerazione di fronte alle Istituzioni. E ci è riuscita alla grande".

"Difendere lo sport dilettantistico – spiega ancora – spesso distante dalle logiche politiche dello sport di vertice, è stata una vera e propria missione. Diciamo che la prima battaglia è andata a buon fine, ma ce ne saranno immediatamente delle altre".

ASI che ora non si riversa soltanto sullo sport: "Uno dei risvolti più belli dell'ente credo sia proprio questo. Sociale, aree extrasportive e Terzo Settore rappresentano una svolta fondamentale. Perchè così facendo non solo non si trascura lo sport, ma lo si completa. Si allargano le vedute verso una nuova dimensione. Con l'uscita del codice del Terzo Settore inizia una nuova sfida. C'è il rischio di burocratizzare la questione? No, c'è la possibilità di difendere uno spazio importante, una dimensione, appunto, che ASI può conquistare e diventarne protagonista assoluta".
Sulla location d'eccezione, che quest'anno sarà la Tribuna Autorità dello Stadio Olimpico di Roma, Gianni Alemanno non ha dubbi: "ormai ASI è una certezza ed è divenuta uno dei principali enti di promozione del nostro paese. Credo che luoghi così prestigiosi, così come lo è stato il Salone d'Onore del Coni in occasione del Premio Sport e Cultura, non siano un riconoscimento, ma delle conquiste".
Uno degli artefici della forza di ASI, è stata la caprarbietà del presidente Barbaro. "Credo che il ruolo istituzionale di Claudio – sostiene Alemanno – abbia permesso di portare Asi ai grandi livelli dove si trova adesso. Ripeto, in una fase tempestosa per lo sport e per il paese, Barbaro si è messo al servizio di tutto lo sport. E' stato uno sforzo notevole, che ha prodotto risultati fantastici. Un impegno concreto verso tutti gli associati e i settori dimenticati dal Governo".
Per Alemanno, però, ora comincia un'altra sfida importante. Da vincere, forse la più difficile. "Quella contro la disintermediazione delle scelte politiche, contro l'idea di poter fare a meno delle Asd. Il mondo dell'associazionismo è troppo importante, ma questo sembra non voglia essere percepito".
Un'ASI senza Barbaro è immaginabile? "Non riesco proprio ad immaginare l'ente senza di lui. E non si potrà mai cambiare un leader come lui, soprattutto in un momento di transizione come questo. Ha uno spessore e capacità troppo grandi".
 

[  Paolo Signorelli  ]
 
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