22.12.2025
Ventesima edizione di Sport&Cultura. Tu chiamale se vuoi, emozioni

A rendere ancora più significativo l’evento, la presenza delle massime istituzioni sportive: dal Presidente del CONI Luciano Buonfiglio all’Amministratore delegato di Sport e Salute Diego Nepi Molineris, passando per il Presidente della Fondazione Milano Cortina Giovanni Malagò, quello dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale Beniamino Quintieri insieme con l’AD Antonella Baldini, e il Presidente di ASI Claudio Barbaro. A premiare i vincitori, c’erano anche Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura e Sport alla Camera, Flavio Siniscalchi, Capo del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio, Roberta Angelilli, Vicepresidente della Regione Lazio, Stefano Laporta, Presidente di Ispra, Graziella Quattrocchi, Elena Proietti Caposegreteria del Ministro Giuli, Gianmaria Italia ideatore del premio “Italiani nel Mondo e dirigente ASI”. Una platea autorevole che ha fatto da cornice a una celebrazione dove lo sport è tornato a essere racconto, responsabilità e visione.“Sono felice che Barbaro abbia scelto di nuovo il Salone d’Onore del CONI, un luogo iconico dello sport. Lo sport, attraverso gli atleti, fa vivere emozioni a milioni di persone, e la vita è fatta di emozioni. Oggi viviamo in una fase dove i diritti sono spesso calpestati, e noi abbiamo la missione di essere costantemente impegnati affinché i nostri giovani non vengano attratti dalle mafie e dai comportamenti devianti. Dobbiamo essere ogni giorno un modello da imitare, e grazie alla sintonia con Sport e Salute questo è un modello vincente per il Paese”, ha detto Luciano Buonfiglio, Presidente del CONI.

TUTTI I VINCITORI
Italiani nel Mondo
Per la 20^ edizione, ASI ha istituito un nuovo riconoscimento, il premio “Italiani nel Mondo”, assegnato dalla giuria alle persone che si sono distinte per rappresentare l’eccellenza del nostro Paese fuori dai confini nazionali. I primi vincitori sono stati Claudio Ranieri, per le sue diverse esperienze nei campionati inglese, spagnolo, francese e con la nazionale greca, e Vincenzo Alberto Annese, che ha guidato squadre in 14 Paesi tra club e nazionali e attualmente ricoprire la carica di Ct della nazionale del Burkina Faso.
Ranieri: “Andò in modo particolare a Leicester. Mi chiamarono quando la squadra era in ritiro e arrivai con la squadra si era salvata dalla retrocessione nell’ultimo mese. A me le sfide sono sempre piaciute e così ho accettato. Tornavo in premier dopo aver allenato il Chelsea e come sempre ci ho messo testa e cuore. Piano piano, con questi ragazzi, quasi per scommessa siamo arrivati a lottare per le prime posizioni. Ogni volta che eravamo in difficoltà io ero sereno, perché non c’era mai stato l’obiettivo di fare di più della salvezza. Poi quando siamo arrivati in zona Champions ho cambiato atteggiamento con i ragazzi dicendo che era arrivato il momento buono di centrare la storica impresa, e così è stato”.
Annese: “E’ una grande emozione, anche perché è la prima volta che mi espongo in pubblico parlando in italiano, considerato che ho quasi sempre allenato all’estero. Ora sono in fase di preparazione della Coppa d’Africa con la nazionale del Burkina Faso, un appuntamento che nel continente è molto sentito. Invito i tifosi di calcio italiani a seguirla perché ci sono davvero grandi talenti in Africa”.
Claudio Barbaro: “E’ sempre una grande emozione riconoscere al mondo dello sport e della cultura questo ormai storico premio di ASI. Mi farebbe piacere se Ranieri accettasse di essere per i prossimi anni il nostro testimonial d’eccellenza del premio, anche se con i suoi impegni sappiamo che non potrà esserci fisicamente. Questo perché l’esempio che ha dato con quella vittoria storica con il Leicester è stato un grande esempio di sportività e di italianità”.
Momento toccante quando l’ideatore del premio, Gianmaria Italia, ha consegnato a Ranieri e Annese, un vasetto contenente polvere di carbone e di minerale proveniente dal terril della miniera belga di Marcinelle, celebre per il disastro minerario dell’8 agosto 1956, quando un incendio causò la morte di 262 minatori (di cui 136 italiani), ed è oggi un sito industriale patrimonio Unesco, che ospita musei dedicati alla memoria della tragedia e alla storia del lavoro.
Diego Nepi: “Nella nostra vita professionale di Sport e Salute c’è un prima e un dopo Caivano. Lo sport deve intervenire e in solo sei mesi abbiamo recuperato una piazza di spaccio, ridando vita ai giovani con un impianto sportivo e altre strutture per i giovani.
Non vi nego che quando ci è stato dato l’obiettivo di chiudere i lavori in soli cinque mesi, sapendo che in Italia ci vogliono in media nove anni, un po’ di preoccupazione c’era. Il lavoro invece è stato portato a termine e oggi più di 1000 giovani fanno sport a Caivano, grazie anche alla sinergia con la Polizia di Stato. Stiamo creando una situazione che va oltre l’impianto sportivo, perché quello che abbiamo fatto a Caivano è una sorta di ascensore sociale. Oggi Sport e Salute si sente un operaio dello sport, vogliamo costruire e mettere le mani laddove serve e farlo in maniera seria. Abbiamo capito che gli impianti sportivi dobbiamo farli in 18 mesi, non ci sono alibi. E sappiamo che lo sport a scuola si può fare, anche qui non ci sono scuse che tengano. E il decreto Caivano bis va proprio in questo senso, perché andrà a coprire la realizzazione di progetti dalla Sicilia a Rozzano”.Beniamino Quintieri, Presidente di ICSC ha consegnato il premio a Sport e Salute: “L’investimento fatto a Caivano è diventato un simbolo di come si possano fare le cose velocemente e bene. E’ stato un progetto di rigenerazione urbana da prendere come riferimento per tutte le amministrazioni”.
Il premio “Atleta dell’Anno”, intitolato alla memoria di Carlo Pedersoli (Bud Spencer) è stato assegnato al movimento pallavolistico che ha portato due campionati del mondo all’Italia, in campo maschile e femminile. In rappresentanza c’era il DT della maschile Ferdinando De Giorgi. De Giorgi: “Quando avevo 35 anni mi hanno dato il premio alla carriera, ma io giocavo ancora e non ci sono rimasto bene. Stavolta invece che faccio il direttore tecnico, mi viene dato il premio come atleta dell’anno e questo compensa l’altro premio. Sono felice di aver incontrato nuovamente Ranieri, un maestro che ispira tutti quelli che fanno il nostro lavoro. Quando sento le persone, anche vicine, che mi dicono ‘ma chi te lo fa fare’, per me diventa uno stimolo importante che mi sprona a migliorare. Nel 1998 ho vinto il terzo mondiale da giocatore, avevo 38 anni, ed ero andato in vacanza quando mancava un mese all’inizio dei Mondiali. Ero in spiaggia e mi arrivò una telefonata dal general manager della Nazionale, dicendomi se volevo entrare nel roster azzurro come riserva di Meoni. Poi lui si fece male dopo cinque partite ed è arrivato il mio momento. Fortunatamente è andata bene anche quella volta”.
Premio Gesto etico “Fabrizio Quattrocchi”
Vincitore del premio “Innovazione tecnologica” è risultato Ecopneus, il consorzio che ha trasformato un rifiuto in risorsa concreta da applicare anche nello sport per la creazione di campi sportivi raccogliendo, nel 2024, 168.034 tonnellate di pneumatici e 455 tonnellate in interventi straordinari nella Terra dei Fuochi. Giuseppina Carnimeo, dg di Ecopneus: “Ricevere questa premiazione è motivo di grande orgoglio per noi, è un importante riconoscimento del valore del nostro lavoro e di come innovazione e sostenibilità possano andare di pari passo anche nello sport, generando benefici concreti e ispirando gli atleti a un futuro in cui la passione per lo sport si coniuga con scelte responsabili. Grazie all’attività di riciclo ogni Pneumatico Fuori Uso può rinascere alimentando un ciclo virtuoso e di valore per la comunità e l’ambiente. È una risorsa preziosa che merita di essere valorizzata. Attraverso un’attività costante di Ricerca & Sviluppo svolta in collaborazione con università, centri di ricerca e professionisti, ci impegniamo a valorizzare la gomma riciclata e ampliare continuamente il raggio delle possibili applicazioni della gomma riciclata da PFU, che vanno anche ben oltre il mondo dello sport, perché la traccia che oggi vogliamo lasciare nel futuro è condivisa, positiva e concreta”.
Credits
[ Foto in corsa ]
Dalmazi-Annessi
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