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19.02.2026

Fisco

Un’Asd si iscrive al RUNTS. Quali le conseguenze?

Può accadere che un’associazione sportiva dilettantistica (ASD) nel proprio percorso evolutivo abbia interesse ad iscriversi nel Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS), diverse ragioni possono portare a questa decisione, ad esempio tale ingresso potrebbe facilitare l’accesso a bandi pubblici, contributi regionali e forme di co-progettazione o convenzionamento con gli enti locali creando opportunità maggiori rispetto a quelle offerte ad una “semplice” ASD.

È sicuramente necessario fare queste premesse:

  • la riforma del terzo settore (D. Lgs. 117/2017, di seguito per brevità CTS) prevede fra le “attività di interesse generale”, oggetto sociale esclusivo o principale degli enti del terzo settore, anche le “attività sportive dilettantistiche”;
  • le ASD che entrano nel RUNTS devono sottostare alle disposizioni del CTS pur potendo rimanere agli effetti sportivi iscritte nel Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche per svolgere normalmente la propria attività sportiva istituzionale.

All’ingresso nel RUNTS una ASD è chiamata ad affrontare diverse novità che mutano in maniera sostanziale l’ambiente fiscale-amministrativo in cui era abituata ad operare, il presente contributo cerca di affrontare i principali interrogativi che potrebbero porsi.

I CORRISPETTIVI SPECIFICI SARANNO ANCORA DECOMMERCIALIZZATI AI FINI IVA?

Stiamo parlando delle quote versate da associati e tesserati per frequentare le attività sportive organizzate dalla ASD. Dal punto di vista delle imposte indirette, cioè per quanto riguarda l’applicazione dell’IVA, nulla cambia, tali corrispettivi saranno sempre considerati esclusi da IVA secondo la stessa normativa.

I CORRISPETTIVI SPECIFICI SARANNO ANCORA DECOMMERCIALIZZATI AI FINI IMPOSTE DIRETTE?

Più complessa è la risposta a questa domanda riguardante il trattamento fiscale ai fini IRES ed IRAP. La normativa che decommercializza i corrispettivi delle ASD è riscontrabile nel mondo RUNTS in maniera similare SOLO per le associazioni di promozione sociale (APS), si tratta di una particolare tipologia di ente del terzo settore avente come caratteristica principale lo svolgimento in favore dei propri associati, di loro familiari o di terzi di attività d’interesse generale, avvalendosi in modo prevalente dell’attività di volontariato dei propri associati. La prevalenza dell’attività di volontariato è assicurata quando sono rispettati i limiti previsti dall’art. 36 del CTS, secondo il quale il numero dei lavoratori (dipendenti o autonomi, inclusi collaboratori sportivi ed amministrativo-gestionali) non deve superare:

  • il 50% del numero dei volontari (quindi massimo 1 lavoratore ogni 2 volontari)

oppure

  • il 20% del numero degli associati (quindi massimo 1 lavoratore ogni 5 associati)

e comunque deve prevalere l’attività di volontariato degli associati.

Tali condizioni vanno dunque rispettate per mantenere il regime di decommercializzazione ai fini imposte dirette uguale a quello goduto in regime di pura ASD.

Se tali caratteristiche non appartengono al modus operandi dell’ASD, allora l’ingresso nel RUNTS avverrà necessariamente come semplice ente del terzo settore (ETS). I corrispettivi specifici incassati dagli ETS sono considerati di natura non commerciale qualora non superino i costi effettivi relativi alle attività da cui originano. In altre parole la decommercializzazione è ottenibile solo nel caso in cui vi sia un sostanziale pareggio fra entrate da corrispettivi specifici e relativi costi. In particolare è concesso un superamento dei costi fino al 6% per non oltre 3 periodi d’imposta consecutivi. Sarà dunque necessario un controllo accurato della dinamica corrispettivi / costi al fine di mantenere la decommercializzazione.

L’ASD POTRÀ CONTINUARE A STIPULARE CONTRATTI DI LAVORO SPORTIVO?

Le attività sportivo dilettantistiche potranno continuare ad essere svolte con l’ausilio di collaboratori inquadrati secondo la nuova normativa sul lavoro sportivo.

SI POTRÀ MANTENERE IL REGIME FORFETARIO LEGGE 398/91?

L’iscrizione al RUNTS comporta la decadenza da tale regime che potrà essere sostituito da un regime simile SOLO nel caso in cui la ASD diventi una APS. Per le APS infatti è previsto un regime forfetario (art. 86 del CTS) che si differenzia da quello ex legge 398/91 sostanzialmente per questi aspetti:

  • limite di ricavi commerciali dell’anno precedente di euro 85.000, invece di euro 400.000;
  • non è dovuta l’IVA sulle fatture attive o corrispettivi commerciali, invece nell’altro regime è previsto l’addebito dell’IVA che poi viene versata all’Erario per il 50%.

Le ASD che invece entrano nel RUNTS come semplici ETS perdono il regime forfetario e non potranno godere di alcun regime semplificato ai fini IVA, dovranno gestire le attività commerciali in regime ordinario con tutti gli adempimenti previsti per i soggetti commerciali (fatturazione, versamenti, dichiarazioni, conservazione dei documenti contabili). Solo ai fini imposte dirette è previsto un regime forfetario caratterizzato da questi coefficienti di redditività:

a)  attività di prestazioni di servizi:
1)  ricavi fino a 130.000 euro, 7%;
2)  ricavi da 130.001 euro a 300.000 euro, 10%;
3)  ricavi oltre 300.000 euro, 17%;

b)  altre attività:
1)  ricavi fino a 130.000 euro, 5%;
2)  ricavi da 130.001 euro a 300.000 euro, 7%;
3)  ricavi oltre 300.000 euro, 14%.

CAMBIA QUALCOSA IN TERMINI DI SCRITTURE CONTABILI E RENDICONTO?

Gli iscritti al RUNTS devono rispettare specifici modelli ministeriali per la redazione del bilancio, in particolare:

  • gli ETS con ricavi, rendite, proventi non superiori a 60.000 euro possono redigere il bilancio nella forma del rendiconto per cassa indicando le entrate e le uscite in forma aggregata;
  • gli ETS privi di personalità giuridica con ricavi, rendite, proventi non superiori a 300.000 euro possono redigere il bilancio nella forma del rendiconto per cassa;
  • gli ETS con personalità giuridica aventi ricavi, rendite, proventi superiori a 60.000 euro devono redigere il bilancio per competenza (stato patrimoniale, rendiconto gestionale, relazione di missione);
  • gli ETS senza personalità giuridica aventi ricavi, rendite, proventi superiori a 300.000 euro devono redigere il bilancio per competenza (stato patrimoniale, rendiconto gestionale, relazione di missione).

Il rendiconto deve essere depositato presso il RUNTS entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Si tratta di disposizioni completamente nuove per una ASD neo iscritta al RUNTS.

L’ACQUISIZIONE DELLE PERSONALITÀ GIURIDICA

La disciplina per il conseguimento della personalità giuridica non sarà più quella dell’art. 14 D.lgs. 39/14, sarà invece applicabile l’art. 22 del CTS e quindi verrà richiesto un patrimonio minimo legale di 15.000 e non 10.000 euro.

L’ASD POTRÀ SVOLGERE ANCHE ATTIVITÀ ULTERIORI RISPETTO A QUELLE SPORTIVO DILETTANTISTICHE?

Mentre una ASD non iscritta al RUNTS si deve occupare in via stabile e principale dell’organizzazione e gestione di attività sportive dilettantistiche, una ASD iscritta al RUNTS può svolgere, oltre alle attività sportive, anche tutte quelle attività definite di interesse generale indicate nell’art. 5 del CTS. L’ingresso nel RUNTS quindi rappresenta un’opportunità per allargare, con le agevolazioni fiscali di cui abbiamo parlato sopra, lo spettro operativo dell’ASD, che ad esempio accanto alla gestione sportiva potrà affiancare un’attività di tipo culturale.

Le conseguenze dell’ingresso nel RUNTS non si limitano solo a quanto sinora esposto, sicuramente però queste tematiche rivestono una particolare rilevanza ed andranno approfondite prima di decidere il passaggio da ASD a ASD ETS o ASD APS.

 

[ Paolo Iaconcigh ]
ASI Sport&Fisco

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