12.03.2021
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Fiammamonza. La storia
Tutto nasce così…
E’ il 1970 quando Fabrizio Levati, un giovane avvocato fidanzato della figlia Natalina, gli propone di costituire anche una squadra femminile di calcio. Lungimiranza o follia? Da qualche anno ci sono già delle realtà in Italia, ma siamo al pionierismo puro, difficile da proporre in un mondo spiccatamente maschile. Lo stesso Fabrizio viene da una, seppur breve, esperienza come allenatore di una squadra femminile di calcio, il Gomma Gomma di Milano.
Fabrizio, con la sua idea, dimostra di essere controcorrente; non va dimenticato che lui, monzese doc, ama il calcio ma non si lascia influenzare dai colori biancorossi della squadra della sua città, come neppure da quelli rossonerazzurri della vicina Milano, lui tifa Sampdoria.
Il professore gli credette, nasce la società Fiamma Ceraso Monza e Fabrizio ne diviene allenatore. Pochi anni dopo papà Ceraso passa la presidenza alla figlia, la professoressa Natalina con cui Fabrizio, nel frattempo (1972), si è sposata e così il rapporto tra i due è assoluto. La società muta la denominazione in Fiamma Monza.
In Serie A
Nel 1972 prende parte al campionato lombardo di Serie B. Nessuna presunzione, solo l’intento di promuovere il calcio anche fra le ragazze
L’impegno è premiato e nel '73 si classifica al secondo posto e viene promossa in Serie A Interregionale. Ormai l’accoppiata Ceraso-Levati si rende conto che non basta fare correre delle ragazze dietro un pallone, occorre premere sull’acceleratore ed ecco che nel 1979 la Fiamma Monza approda alla Serie A dopo lo spareggio con la società A.C.F. Pordenone.
Le biancorosse, colori che si richiamano al capoluogo brianzolo, pagano il noviziato nella massima serie e nei due campionati successivi retrocedono in B; tuttavia vengono ripescate per completare l’organico della serie A. La Fiamma onorerà l’impegno rimanendovi per molte stagioni e intanto incassa lusinghieri risultati dalla formazione Primavera che nel 1981 vince il campionato regionale e si classifica terza nelle finali nazionali.
La rosa delle calciatrici si allarga e l’impegno organizzativo non è trascurabile: gli allenamenti si tengono al centro sportivo Singer Ambrosini, nel centro di Monza mentre le gare di campionato A nel campo del quartiere periferico di S.Albino.
Certo una soluzione ottimale per dare visibilità all’impegno di atlete e dirigenti, ma i coniugi Levati si attivano ottenendo significative sponsorizzazioni: la denominazione Fiamma Monza viene integrata dal marchio RIAC e i risultati sul campo gratificano la fiducia.
La storica Coppa della Alpi
C’è l’occasione di affacciarsi sulla scena internazionale grazie alla Coppa delle Alpi a cui sono iscritte formazioni francesi, svizzere, tedesche e italiane tra cui la Fiamma Monza. Le partite su svolgono a Bresso, alle porte di Milano. Alla finale arrivano le brianzole e le tedesche del Bayern Munchen che vengono superate per 2-1, entrambe le reti sono della centravanti Mazzoleni.
Ormai la conduzione societaria gode di meritata stima e nella stagione 1985 ottiene che alcune partite siano disputate anche nella storica Arena di Milano, per riconoscenza la squadra si chiamerà RIAC – Fiamma Ambrosiana.
Intanto il folto gruppo delle giovanissime, vivaio per promozioni alla prima squadra e alla Nazionale, conquista per due anni il Campionato Nazionale Primavera: 1985 e 1986.
Frattanto, in campo, la squadra coglie dignitosi risultati ponendosi prevalentemente a metà classifica con un soddisfacente quarto posto nel 1984.
Per il movimento femminile, un salto di qualità
Il campionato successivo (1985-86) Fiamma Monza lo concluderà con un lusinghiero terzo posto, ma sarà l’ultimo nell’ambito della Federazione Italiana Gioco Calcio Femminile, istituzione privata, perché l’attività passa sotto la FIGC. Si realizza così un progetto più volte auspicato da Natalina Ceraso e da Fabrizio Levati affinché il movimento faccia un salto di qualità come organizzazione e visibilità.
A livello organizzativo registriamo che nel 1987 subentra un altro sponsor e sulle maglie del Fiamma viene posta la scritta Mamanoel.
In pianta stabile nel nuovo stadio. Addio a Fabrizio Levati
Un paio d’anni dopo ecco la felice e meritoria assegnazione dello stadio civico Gino Alfonso Sada, in via Guarenti e tuttora sede della società, dove più volte si allenò la Nazionale italiana in transito verso gare all’estero.
E arriva il 1995, esattamente il 21 novembre, a soli 50 anni, Fabrizio Levati deve arrendersi al male, un cancro ai polmoni che aveva voluto combattere anche andando in panchina fino all’ultimo, la gara contro la Lazio. Lui però continuerà ad essere presente, “vicino” alla sua Tinì e alle ragazze che lo ebbero come allenatore che lo ricorderanno e ne tramanderanno gli insegnamenti alle più giovani; tuttavia quella sua presenza a bordo campo, quella sua bonaria severità, così come qualche battibecco con gli arbitri, non ci saranno più. La stagione si conclude comunque con un dignitosissimo 7° posto; nei due campionati successivi chiuderanno al 10° mentre al termine del 1998/99 finiranno al 16° con la conseguente retrocessione in B, ma con tanta voglia di riscatto.
Lo Scudetto del 2005
Riscatto immediato: chiude primeggiando nel suo girone per tornare in A. Intanto, altra soddisfazione dalle giovanissime: nel 2003 conquistano il terzo campionato Primavera. Manca solo quello della prima squadra che non si farà attendere molto: la stagione 2005/06 la vedrà vincitrice: l’ambitissimo Scudetto, e con 8 punti di vantaggio!
Il 2006 si conclude felicemente per il Fiammamonza che il 2 settembre, a Saint Vincent, conquisterà la Supercoppa Italiana in un confronto contro il Bardolino che si era invece aggiudicato la Coppa Italia. La gara si conclude 1-0 per le brianzole, goal di Chiara Gazzoli.
Il 2006 è un anno di grazia per il Fiammamonza che il 2 settembre, a Saint Vincent, conquisterà la Supercoppa Italiana in un confronto diretto contro il Bardolino Verona che si era invece aggiudicato la Coppa Italia. La gara si conclude 1-0 per le brianzole, grazie al goal che mette a segno Chiara Gazzoli al 16° del secondo tempo. Arbitra il signor Filippo Peron di Biella.
Ai nastri di partenza del campionato 2005-2006 vediamo favorite: lo scudettato Bardolino, la Torres e il Torino sulla cui panchina siede l’ex Giancarlo Padovan. Il Fiammamonza non oppone nomi celebri o celebrati, “solo” un collettivo magistralmente diretto dall’ottima Nazarena Grilli, tornata da allenatrice a Monza dove era stata calciatrice dal 1986 al 1988. La sua “rosa” è composta da Chiara Marchitelli, Giada Ferraro, Paola Balconi, Roberta D'Adda, Michela Greco, Viviana Schiavi, Laura Donghi, Chiara Gazzoli, Carmelina D'Andolfo, Venusia Paliotti, Cristina Murelli, Marianna Hofer, Serenella Liberati, Daniela Stracchi, Chiara Dedè, Filomena De Vincenzo, Elena Rivolta e Veronica Vinci.
Alla fine le fiammette distaccheranno con molti punti le avversarie: 8 al Bardolino, 10 al Torino e 18 alla Torres: un trionfo.
E’ una vittoria strameritata che dona la definitiva consacrazione ad una società che è sempre stata un esempio per tutto il movimento del calcio femminile. Tutti la dedicano al fondatore Reno Ceraso e all’indimenticabile loro allenatore Fabrizio Levati.
Ecco l'ASI Monza
I campionati successivi seguono vedono buoni piazzamenti, sarà così anche al termine del 2009-2010 , ma c’è la retrocessione in A2. E’ l’occasione per fondersi con l’ASI Monza, sua seconda squadra e la denominazione sarà A.S.D. Fiammamonza 1970
L’anno dopo sarà in serie A, ma più che i risultati sul campo saranno i costi per il mantenimento della squadra a livello nazionale, un impegno particolarmente oneroso che la Presidente ha sempre affrontato e gestito con ammirevole saggezza negli anni mentre altre società uscivano di scena. Non sarà così per le biancorosse che, scegliendo una dignitosa ripartenza dalla serie C e, come scrissi su Primato (ottobre 2014), “Dopo quasi 45 anni di attività tutta al femminile, il team lombardo entra ufficialmente in una società di matrice maschile, lo Sport Club Juvenilia. Vi trova il lungimirante mecenatismo del suo presidente Roberto Mazzo che ha fortemente promosso questa fusione che rappresenta ora una straordinaria novità nel calcio". Il Fiammamonza può proseguire il suo cammino ed essere sempre elemento di aggregazione e formazione di giovanissime calciatrici.
NATALINA CERASO LEVATI
CLAUDIO BARBARO
SERGIO NEGRINI
ROBERTO LO GRASSO
GIANCARLO BESANA
DAVIDE ERBA
GAETANO GALBIATI
CARLO MILVA
Del Cav Gaetano Galbiati, maresciallo dei Carabinieri e da sempre tifoso del Fiammamonza, è doveroso aggiungere che è stato allenatore dei suoi portieri della serie A, componente del Consiglio Direttivo, vice presidente di Giancarlo Besana e presidente nella stagione 2013/14. Attualmente è Direttore generale e responsabile della struttura Stadio Sada dove, oltre al femminile, si allena anche il settore giovanile della Juvenilia. Nella foto è con Milene Domingues, moglie di Ronaldo e calciatrice del Fiammamonza.
STORIE DA RACCONTARE
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➤ Mister, sono incinta
La lunga vita del Fiammamonza comprende anche aneddoti curiosi, quando non ilari. E’ il 1986, siamo alla vigilia di una partita attesissima, arriva il blasonato Despar Trani, ma Fabrizio Levati riceve una telefonata da Silvana Mazzoleni, la sua principale attaccante: “Mister, sono incinta. Avevo dei disturbi alla pancia, credevo fosse perché avevo mangiato la cassoeula, e invece …” Irripetibile cosa le rispose l’allenatore.
➤ Un matrimonio. Per la causa biancorossa…
Sempre 1986: Il Fiammamonza intende ingaggiare Jana Novakova, forte centrocampista dello Sparta Praga e della Nazionale cecoslovacca, ma non si possono tesserare straniere. La coppia Levati-Ceraso trova un modo per aggirare l’ostacolo: la fanno maritare con Paoletti, il loro fidato magazziniere che si presta a questo casto matrimonio per la buona causa biancorossa. Jana giocherà due stagioni, ma tornerà per i campionati dal 1995 al 1999 e poi come ottima allenatrice dal 2002 al 2007.
➤ Quella giovane traditrice
Fine stagione 1990-91, allo stadio Sada si organizzano con altri club alcune partite amichevoli per giovanissime. L’allenatore del Varese bussa alla porta dello spogIiatoio del Fiammamonza: “Siamo con poche ragazze e una è pure febbricitante, ce ne potete prestare un paio?“ . Italo Quintini, il mister biancorosso, si guarda attorno e ne sceglie un paio tra le ultime arrivate. Queste entrano in campo con la maglia del Varese, ma non fanno solo numero. Una di queste, Daniela (figlia di chi scrive), segna la rete del pareggio varesino. A fine gara, nel rientrare nello spogliatoio monzese, non trova la borsa con i propri vestiti: gliel’hanno dispettosamente nascosta le compagne: “Traditrice, non ci hai lasciato vincere”, l’accusano, sorridendo.
➤ In campo, la moglie di Ronaldo
Nel marzo 2002 arriva dal Brasile Milene Domingues, più famosa per essere moglie di Ronaldo (allora giocatore dell’Inter), che per la bravura nel palleggiare: “anche 11 ore di fila” sostengono i giornali brasiliani. Non si rivelerà di agevole gestione; oltretutto, dato che nella formazione biancorossa c’è già una straniera, i tifosi dovranno accontentarsi di vederla giocare solo nelle amichevoli.
➤ Bianco, rosso e azzurro
Almeno una ventina le calciatrici che hanno vestito l’azzurro della Nazionale, ne citiamo solo alcune: Milena Bartolini, oggi Ct della Nazionale italiana, Rossana Cassani, Ileana Colzani, Marisa Perin, Maura Furlotti, Chiara Gazzoli, Nazarena Grilli, premiata nel corso di ASI Sport&Cultura al Salone d'Onore del CONI, Rita Guarino, Milena Schiavi.
[ Gianmaria Italia ]
(La signora Natalina Levati, premia Gianmaria Italia, l'estensore di questo articolo. L'occasione è quella dei 25 anni della società brianzola)
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