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25.03.2022

Emergenza Ucraina. Partita la missione umanitaria

60 mila euro di materiale da consegnare ai campi, 3 pullman per portare in Italia i profughi, 15 volontari…

Beni per circa 60 mila euro, in parte acquistato, in parte donato e in altra parte proveniente dai 23 centri di raccolta di ASI su tutto il territorio nazionale. Medicinali, cibo non deperibile, acqua, coperte, indumenti per bambini (per loro anche dolci e caramelle) e anche 5 defibrillatori. Tre pullman sono partiti questa mattina. 1830 chilometri verso la Polonia. Verso i campi di Medyka e di Korczowa, vicini ai valichi di frontiera con l’Ucraina.
Il convoglio arriverà domani. I pullman saranno svuotati del materiale per accogliere cento profughi ucraini che potranno raggiungere così l’Italia: lunedì 28 saranno a Roma. La missione, organizzata dalla Fondazione AN, è composta da 15 volontari, tra cui i dirigenti del Terzo Settore di ASI. Nella delegazione anche un medico e due infermieri.

Ci hanno chiesto anche l’acqua
“Solidarietà per l’Ucraina” è il nome della missione. Banale, vero? Vero, ma esiste anche una splendida “banalità del bene”, come scrive il giornalista al seguito, Valter Delle Donne. E questa è una missione tanto banale, quanto splendida. Portare attrezzature mediche, pannolini, coperte, persino caramelle per i bambini. E portare in Italia profughi: per la quasi totalità donne e bambini, alcuni già orfani. Una goccia nel mare. Vero, una goccia. Ma il mare è fatto di gocce.
“Solidarietà concreta, abbiamo scelto di agire in prima persona come è nella nostra storia”, spiega Gianni Alemanno, Responsabile Nazionale Dipartimento Terzo Settore di ASI e capo missione con Antonio Giordano. “Tanti anni fa andammo in Romania, all’epoca di Ceausescu, e in Croazia, durante la guerra, per missioni simili”.
“Tra le cose che ci hanno chiesto, c’è l’acqua in bottiglia”, racconta Antonio Giordano, il Vicepresidente della Fondazione AN. “Questo dà l’idea delle difficoltà che stanno incontrando. E, mentre all’inizio – dice – cercavano una sistemazione in Italia per pochi giorni, in attesa che la guerra finisse, ora molte persone dicono che non hanno più una casa, non hanno più un marito. Questo ci riempie di coraggio e di responsabilità per la sfida che ci attende”.
“In Polonia – spiega ancora Alemanno entrando nel dettaglio operativo – la missione porterà gli aiuti e raccoglierà i profughi al Centro di accoglienza italiano per rifugiati ucraini nella città di Przemysl (valico di Medyka) e al Centro di accoglienza Hala Kijowska (valico di Korczowa). Abbiamo preso anche accordi di collaborazione anche con la Ong ucraina “Ulyana Kuzyk Charitable Foundation” che condurrà ai nostri pullman famiglie di profughi raccolti direttamente in Ucraina. Tutte le operazioni sono state concordate con la Protezione Civile del Lazio, che accoglierà i profughi all’hub Acea Ostiense di Roma. Qui, saranno svolti gli adempimenti burocratici e sanitari necessari per l’ingresso nei centri di prima accoglienza”.

ASI, la raccolta non si ferma
Par L’Ente ha deciso di dare il massimo sostegno possibile a tutte le popolazioni civili ucraine che oggi stanno soffrendo per la guerra. L’obiettivo è quello di raccogliere medicinali, viveri non deperibili, beni di prima necessità e risorse economiche da inviare, attraverso canali internazionali qualificati, nelle aree dove massimi sono la sofferenza e il disagio.
ASI ha messo in piedi una macchina organizzativa in capo ad ASI Pegasus, organizzazione di volontariato di Protezione civile aderente al nostro Ente, in collegamento con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio. Si vogliono, in tal senso, convogliare le tantissime iniziative che stanno moltiplicandosi, grazie alla sensibilità e all’impegno dei nostri Comitati, Settori, associazioni e strutture sull’intero territorio nazionale. Come anche i centri di raccolta, in un elenco in continua evoluzione. La campagna di solidarietà sarà denominata “ASI emergenza Ucraina” i cui riferimenti operativi saranno il Responsabile del dipartimento del Terzo Settore del nostro Ente, Gianni Alemanno, e Luisella Vitali, Responsabile Nazionale risorse, attrezzature e mezzi di ASI Pegasus.
È possibile donare materiale sanitario (ad esempio farmaci antidolorifici, antipiretici, antibiotici, disinfettanti, siringhe, guanti monouso, bende, cerotti, Kit per infusione, Kit per trasfusioni, Kit base di pronto soccorso, termocoperte) e generi alimentari di prima necessità (pasta, tonno in scatola, legumi in scatola, conserve di pomodoro, olio EVO, ecc) oltre a indumenti per bambini, pannolini, latte in polvere, omogeneizzati, ecc.
Vai all’elenco completo.
Contributi di natura economica, invece, dovranno essere inviati al c/c bancario intestato a PEGASUS-ASI PROCIV NAZIONALE ODV (Iban: IT10V0306909606100000064335 causale: #proUCRAINA). Ogni sede periferica di ASI, comprese quelle delle associazioni affiliate, potrà essere accreditata come “centro di raccolta ASI emergenza Ucraina” richiedendo l’autorizzazione ad ASI Pegasus e comunicando sede, recapiti e responsabile di tale centro. I centri di raccolta saranno inseriti in un elenco nazionale delle dei soggetti impegnati nella campagna e organizzati da organizzazioni del Terzo Settore, in modo da dare la massima visibilità a questa rete di attività.

 

I componenti della missione

Gianni Alemanno (Volontario) • Edoardo Arrigo (Volontario) • Marco Ciancarelli (Volontario) • Walter Delle Donne (Giornalista) • Antonio Giordano (Vicepresidente Fondazione AN) • Lisa Guerra (Volontaria) • Filippo Melchiorre (CDA Fondazione AN) • Alberto Palladino (Responsabile Settore Cooperazione ASI) • Roberto Pasquali (Responsabile Terzo Settore ASI Abruzzo) • Giovanni Pianeschi (Infermiere) • Daniele Picarelli (Infermiere) • Giulia Pilloni (Volontaria) • Alessandro Rosponi (Medico) • Antonio Tisci (CDA Fondazione AN) • Simone Viti (Volontario)

 

 

Diario di viaggio

Grazie alle donazioni e al materiale proveniente dai centri di raccolta sul territorio nazionale (le foto si riferiscono a quello della Basilicata) i materiali sono arrivati a Roma dove tre pullman sono partiti questa mattina. 1830 chilometri verso i campi profughi di Medyka e di Korczowa, vicini ai valichi di frontiera con l’Ucraina.

 

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