ASI insieme alle famiglie delle vittime della strada in "Una Stella per le nostre stelle"

30 Gen 2015 | Redazione Asi
| Karate

Nove anni sono pochi per morire - ammesso che ci sia un'età giusta per lasciare questo mondo. Sono pochi, soprattutto quando la vita è spazzata via dall'incoscienza di chi non si accorge che mettersi al volante ubriaco e drogato non è soltanto stupido, ma anche irresponsabile. Si gioca con l'esistenza; non solo la propria, ma anche quella altrui. 
La storia di Stella e della sua famiglia è la storia di tanti, purtroppo. Di chi perde un affetto (ed ha comunque la forza interiore per decidere di donare gli organi del proprio familiare scomparso) e lotta perché il proprio dolore non debba toccare in sorte a molti altri. Mentre i parenti di Stella infatti continuano a portare avanti la battaglia per il riconoscimento del reato di omicidio stradale nell'ordinamento italiano, il 4 gennaio scorso Roma ha ricordato Stella Manzi, rimasta uccisa il 26 dicembre a seguito di un incidente stradale sulla via Nettunense, causato da un pirata della strada. 

Lo ha fatto con l'evento "Una Stella per le nostre stelle", tenutosi presso la struttura polivalente di Via Oppido Mamertina, nel quartiere “Statuario Capannelle”. Un momento di commemorazione e non solo: un'occasione per riflettere sul tema dell'educazione stradale e sull'opportunità del riconoscimento della pena per i reati correlati alla strada. Non solo. Durante l'incontro si è anche parlato di cura e attenzione: cura per la nostra vita e attenzione per quella degli altri.
Per tale fine si sono unite tre comunità che molto hanno avuto a che fare con la piccola Stella e con i concetti di responsabilità personale, rispetto della persona e consapevolezza civica: la comunità di Statuario – Capannelle, la comunità delle Arti Marziali e dello Sport e la Comunità Scolastica.

La sinergia spontanea e volontaria - come ha ricordato l’On. Francesca Danese, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma - caratterizzante l’evento, è stata una fiamma pilota nel contesto urbano della Capitale, perfettamente funzionante: i ragazzi delle Arti Marziali si sono cimentati in esibizioni tecniche e in un percorso di alfabetizzazione motoria ispirato all'educazione stradale, mentre le maestre e gli allievi dell’Istituto comprensivo di Via del Calice hanno organizzato una mostra di disegni inerenti il codice della strada, da cui è emerso un quadro molto interessante: non solo la diffusa consapevolezza tra i piccoli delle conseguenze anche mortali di un’infrazione, ma anche la convinzione che un errore, soprattutto se grave, non ammette alcuna mediazione. Le tre classi migliori sono state premiate proprio dai genitori di Stella, fra queste anche quella della sorellina minore. 

Una manifestazione questa che è andata oltre il semplice e doloroso ricordo; l’inizio di una campagna di sensibilizzazione alla sicurezza stradale, finalizzata anche all'approvazione del reato di omicidio stradale, alla quale il Comitato Provinciale Romano ASI, nella persona di Roberto Cipolletti e il Comitato Provinciale Karate Roma, nella persona del M° Chiara Carotti, sono stati lieti di partecipare, patrocinando l’evento, fornendo il materiale di premiazione, facendo promozione nei canali ufficiali. 

"Una Stella per le nostre stelle" è stata dunque l'incontro di una comunità consapevole dell'importanza dell'educazione al senso civico, al rispetto delle regole e alla solidarietà. Una battaglia che ASI, assieme anche all'Associazione Familiari Vittime della Strada, nella persona di Luciano Fantini (presente all'evento), porta avanti da molto tempo per dare voce ai diritti negati di chi vede in un secondo cambiare la propria vita in maniera immodificabile, spesso senza alcun sostegno da parte dello Stato.

Gallery
Potrebbe interessarti anche: