Da Venezia a Bruxelles, una corsa contro la SLA

Sono più di mille chilometri quelli che separano Venezia da Bruxelles, mentre sono 700 km quelli che ha percorso Fabrizio Amicabile, il runner solidale che corre per la vita, protagonista della “Venezia-Bruxelles for SLA”, partita dal capoluogo veneto lo scorso 23 agosto ed arrivata nella capitale belga il 10 settembre: una storia di vita e solidarietà, percorsa insieme ad ASI.

 

Classe 1960, originario di Ponti sul Mincio (MN) e residente a Peschiera del Garda (VR), Fabrizio Amicabile ha firmato imprese sportive sempre animate da cause solidali. Nel 1992 ha corso da Asiago a Verona per donare una carrozzina a un disabile; nel 1998 ha partecipato alla staffetta Roma-Verona per i cardiotrapiantati. Nel 2014 ha percorso 450 km da Peschiera a Roma per sensibilizzare sull’importanza della ricerca sulla SLA. Nel 2019 ha corso da Verona a Parigi in 17 giorni raccogliendo fondi per la stessa causa. Nel 2023 è partito da Agrigento per arrivare a Venezia in una staffetta di 1.800 km in 35 tappe, ancora una volta insieme ad ASI per dare voce ai malati di SLA e alle loro famiglie. Lo scorso anno ha realizzato la “Vertical Run For Charity” correndo su e giù per l’iconico Pirellone di Milano.

 

 

Quest’anno, invece, Fabrizio con la forte collaborazione proprio di ASI (nella figura del comitato provinciale di Brescia), ha voluto organizzare un’altra ultra-maratona di beneficenza la “Venezia-Bruxelles for SLA”, il cui arrivo non è stato individuato in maniera casuale, dato il manifesto politico che la maratona ha portato con sé e che individua i seguenti come punti fondamentali:

  • Maggiore investimento nella ricerca scientifica, con un fondo annuo di 350 milioni di euro nell’ambito dei programmi EU4Health e Horizon 2020, fino al raggiungimento di una cura. Si propone di coinvolgere aziende hi-tech, sul modello dei vaccini anti-COVID.
  • Creazione di centri di eccellenza, uno per il sequenziamento genomico umano, utile a comprendere la patogenesi della SLA e di altre malattie neurodegenerative; un altro per la medicina rigenerativa, incentrato sull’uso di cellule staminali e bioingegneria per riparare i tessuti danneggiati.
  • Accesso anticipato ai farmaci sperimentali, anche non ancora autorizzati ma con evidenze di efficacia (almeno in fase II), attraverso autorizzazioni accelerate da parte dell’EMA.
  • Finanziamento dell’uso compassionevole, per garantire cure a pazienti senza alternative terapeutiche, anche tramite programmi di accesso esteso e l’utilizzo di farmaci orfani.
  • Percorso accelerato per l’approvazione dei farmaci: si propone un canale dedicato per i farmaci contro la SLA e altre malattie neurodegenerative, con valutazione da parte dell’EMA in massimo 45 giorni e approvazione della Commissione Europea entro 15 giorni, grazie a team specializzati.
  • Snellire le procedure negli Stati Membri: una volta approvati da EMA e Commissione Europea, i farmaci non dovrebbero subire ulteriori iter nazionali lunghi o duplicati, evitando così ritardi nell’accesso alle cure.
  • Sostegno economico alle famiglie: si richiede un contributo mensile compreso tra 1.500 e 2.000 euro da parte della Commissione Europea per coprire le spese di assistenza, garantendo una qualità di vita dignitosa ai pazienti e ai loro familiari.

La corsa, che si è snodata per 14 tappe, è arrivata a destinazione a Bruxelles il 9 Settembre, con una conferenza stampa finale svolta 10 settembre 2025, presso il Parlamento Europeo di Strasburgo alla presenza di un’ampia delegazione di Fai capeggiata dalla parlamentare Lara Magoni e con la partecipazione di Carlo Fidanza (Capodelegazione), e gli europarlamentari Mario Mantovani, Stefano Cavedagna, Elena Donazzan, Michele Picaro, Chiara Gemma, Paolo Inselvini , MariaTeresa Vivaldini , Francesco Torselli e Pietro Fiocchi. L’evento ha goduto anche di un supporto internazionale, grazie al contribuito dei Lions International multidistretto Italia, un gruppo di persone che unisce le proprie forze per fare del servizio la propria missione e che ha aiutato nell’organizzazione e nella logistica della raccolta fondi.

Per sostenere l’iniziativa e contribuire alla ricerca, è attivo un crowdfunding digitale sul portale GOFUNDME, cercando “Venezia Bruxelles Fabrizio Amicabile”: https://gofund.me/223eb871

Nasce la Fondazione Antonio Montinaro

Fortemente voluta dalla moglie Tina e dai figli del capo scorta di Giovanni Falcone ucciso a Capaci, nasce la Fondazione Antonio Montinaro, allo scopo di ricordare l’agente “con atti concreti”. La Fondazione si propone di sostenere le famiglie con figli affetti da gravi patologie e offrire borse di studio a studenti brillanti ma in difficoltà economica. Sarà inoltre di supporto alle Forze dell’ordine per trasmettere ai giovani l’importanza dei valori dello Stato e diffondere la cultura della legalità. “Non coltiviamo altre ambizioni, se non quella di ricordare i nostri morti che non sono solo di alcuni ma patrimonio di tutta l’Italia. Vogliamo continuare a lavorare, ogni giorno, perché tutto questo sangue non sia stato versato invano”, ha spiegato Tina Montinaro.

Dell’associazione fanno parte studenti, docenti, imprenditori, professionisti, impiegati, dipendenti pubblici, giornalisti, appartenenti alle forze dell’Ordine. Soggetti eterogenei che, in prima persona e senza alcuna velleità speculativa, si impegnano quotidianamente per tenere vivo il ricordo della strage di Capaci e consegnarlo alle nuove generazioni, come paradigma di una Sicilia che non vogliamo e che non deve mai più ritornare.

Presenti alla cerimonia, presso il Teatro Politeama, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la Presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il Sottosegretario al Ministero della Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, il Vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, l’Assessore regionale Alessandro Aricò, il Prefetto Massimo Mariani, il Sindaco Roberto Lagalla.

Per ASI, dove Tina è stata chiamata a ricoprire l’incarico di Responsabile Nazionale ‘Area Diritti e Legalità’, erano presenti il Segretario Generale Achille Sette, il Direttore del Terzo Settore Simone Levanti, il Responsabile Nazionale Area Cultura Michele Cioffi, il Responsabile Nazionale Multilateralismo Umanitario e Sociale Elisabetta Pamela Petrolati e il Presidente Regionale Sicilia sempre di ASI, Maria Tocco.

“Il nostro Ente è onorato di essere a fianco dell’associazione ‘Quarto Savona 15’ e della neonata fondazione che sosterremo con quella passione che ha sempre contraddistinto la nostra azione su questi temi. Non può che riempirci di orgoglio la scelta della dottoressa Montinaro di condividere con ASI percorsi per l’affermazione dei diritti della legalità, del ricordo delle vittime e con azioni concrete per il sostegno alle fasce disagiate della popolazione”, ha spiegato il Segretario Generale di ASI Achille Sette

In un momento così importante e solenne, come quello della nascita della Fondazione Antonio Montinaro, tutta ASI Nazionale a partire dal Presidente Senatore Claudio Barbaro, è accanto all’amica Tina Montinaro per sostenerne valori e progetti.

La leggenda di Pantani, l’ipocrisia del politicamente corretto

“IDEARIO STORIE – IL LIBRO RACCONTA” A VILLASIMIUS:
LA LEGGENDA DI PANTANI, L’IPOCRISIA DEL POLITICAMENTE CORRETTO E LA DECADENZA DELL’OCCIDENTE
I libri di Davide De Zan, Giuseppe Cruciani e Francesco Borgonovo

Da oggi, giovedì 28 a sabato 30 agosto, Villasimius ospita, in piazza Margherita Hack, la prima edizione di “Ideario Storie – Il libro racconta”, evento letterario a cura del Comune di Villasimius, dell’ASI Sardegna e dell’associazione culturale Ideario, con la direzione artistica del giornalista Fabio Meloni.

“I libri raccontano storie di donne e di uomini, storie di guerre e di crimini, storie di sentimenti e di emozioni, storie di giustizia e di ingiustizie. Il Festival si propone di raccontarle al pubblico, insieme agli autori e ai protagonisti. Un’immersione nel romanzo, nella saggistica e nelle biografie”, ha sottolineato Meloni.

Nella prima serata (giovedì 28), alle 21.30, “Pantani, una leggenda del ciclismo” con il libro “Pantani per sempre” (Libreria Pienogiorno) del giornalista e conduttore televisivo Mediaset, Davide De Zan, che dialogherà col giornalista de “L’Unione Sarda”, Carlo Alberto Melis. La storia di Marco Pantani – del campione Pantani e del ragazzo Marco – è piena di misteri e di verità scomode. Un atleta unico, il più grande scalatore di tutti i tempi, protagonista di leggendarie imprese sportive. Nel febbraio 2004, in un residence a Rimini, la morte per overdose, avvolta da tanti dubbi.

Nella seconda serata (venerdì 29), sempre alle 21.30, con l’introduzione del giornalista Fabio Meloni, “La via Crux’ contro il politicamente corretto” con Giuseppe Cruciani, giornalista e conduttore radiofonico de “La Zanzara”, autore del volume “Ipocriti!” (Cairo). Una storia di ipocrisie e di doppiopesismi sistematici che vede protagonisti i ‘santuari’ del politicamente corretto in ogni campo: politica, cultura, spettacolo. Predicare bene e razzolare male, secondo l’Autore, è diventato lo sport nazionale con una lunga lista di presunti paladini della tolleranza che vorrebbero dare lezioni di vita a chiunque.

Nella serata finale (sabato 30), alle 21.30, “L’Occidente dimentica sé stesso”: lo storico dell’arte e saggista Giorgio Pellegrini dialogherà con Francesco Borgonovo, vicedirettore de “La Verità”, autore del libro “Aretè. La decadenza e il coraggio” (Liberilibri). Una storia di decadenza e di coraggio per la rinascita dell’uomo occidentale, mentre l’Occidente sembra aver intrapreso una strada autoritaria e repressiva delle libertà individuali. Il vero problema, secondo l’Autore, è l’assenza di coraggio, che è diventata un tratto distintivo della civiltà occidentale contemporanea, caratterizzata da una costante tirannia dell’emergenza, che genera ansia e disagio esistenziale tanto negli adolescenti quanto negli adulti.

La ricchezza e le diversità culturali. UFIFEST, il festival del folclore itinerante, fa tappa ad Agnone

UFIFEST, il Festival del Folclore Italiano, organizzato dall’Unione Folclorica Italiana e ospitato a ogni edizione in una diversa regione italiana con il supporto di un gruppo affiliato del posto.
E’ una manifestazione finalizzata a valorizzare la ricchezza e le diversità culturali di tutte le regioni italiane, occasione di incontro tra gruppi, amicizia e divertimento.
L’UFIFEST 2024 ha avuto luogo con grande partecipazione in Sardegna, a Trinità d’Agultu, Costa Rossa, in collaborazione con il Gruppo Folk San Giorno Usini (SS).

Per il 2025, la bella cittadina di Agnone (IS) farà da cornice alla 26° edizione; ospiti del Gruppo Folk Rintocco Molisano saranno: I Danzerini di Lucinico, provenienti dal Friuli Venezia-Giulia, il Gruppo Folkloristico di Lucignano dalla Toscana, dal Lazio l’Associazione Folklorica Le Tradizioni di Minturno e dal Molise il Gruppo Folkloristico Le Gemme del Matese, Gruppo Folkloristico “Le due Torri di Miranda”.
La manifestazione nasce con l’intento finalizzato a valorizzare la ricchezza e le diversità culturali delle regioni italiane e come occasione di incontro tra gruppi, amicizia e divertimento.

 

 

 

 

Una barca confiscata diventa scuola di vela ASI: al via il progetto educativo “Sulle Ali del Vento”

Da relitto della criminalità a strumento di riscatto sociale: è la storia straordinaria di una barca confiscata agli scafisti, oggi al centro di un progetto educativo innovativo promosso dalla ASD Gagliarda, in collaborazione con il nostro Ente.

L’associazione, nata nel 2022 in un ambito educativo più che sportivo e agonistico, opera nelle periferie italiane colpite dal degrado sociale, promuovendo l’inclusione attraverso lo sport. L’impegno educativo è la bussola che guida ogni iniziativa della Gagliarda, che ha già collaborato con CONI, POGAS, cooperative, parrocchie, carceri e gruppi scout.

È proprio da quest’ultima collaborazione che è nata l’idea: utilizzare una barca sequestrata ai trafficanti di esseri umani per finalità educative. “Fino a 5-6 anni fa la legge diceva che dovevano essere affondate. Da qualche anno si possono utilizzare presso associazioni che si occupano di recupero sociale”, racconta Michelangelo Rubino, presidente dall’ASD.

Dopo una lunga trafila burocratica, l’associazione è riuscita a ottenere l’assegnazione di una Bavaria 51 Cruiser da 15,5 metri, la più grande tra le imbarcazioni presenti al porto di Crotone, con il supporto del demanio di Reggio Calabria. Restaurata a dicembre, la barca ha trovato casa a Rodi Garganico, grazie anche alla collaborazione con Marino Masiero, direttore del porto e vicepresidente nazionale di ASSO Nautica, che ha sposato pienamente la missione educativa del progetto.

Soprattutto grazie alla sinergia con ASI questo percorso è riuscito a diventare qualcosa di più di un’iniziativa locale. “Si avvia un ciclo virtuoso anche sull’aspetto del recupero puro di reinserimento sociale, con il riconoscimento delle competenze per un rilancio lavorativo”, spiega Rubino, sottolineando il ruolo fondamentale di ASI come motore della parte formativa e certificativa del progetto.

All’interno del progetto, ASI rappresenta infatti il punto di riferimento professionale e formativo e grazie al nostro Ente, l’associazione promuoverà corsi riconosciuti e l’avvio di una vera e propria scuola di vela e subacquea, in grado di rilasciare brevetti ufficiali, con la supervisione tecnica di Giammarco Troccolo, ora riconosciuto come istruttore e responsabile della scuola vela.

“Utilizziamo un metodo educativo sfruttando quello sportivo”, spiega proprio Troccolo. I due corsi attivati hanno una forte impronta educativa e sono rivolti sia a giovani utenti sia ad aspiranti istruttori di vela, con l’obiettivo di creare nuove figure professionali e garantire la continuità dell’iniziativa. La vela diventa così un veicolo di formazione, responsabilità e crescita personale.

L’idea, per la stagione che ripartirà da settembre, è quella di iniziare anche una collaborazione con le scuole per riuscire a realizzare delle visite formative che mescolino l’attività didattica con quella pratica. Partire dalla vela, per poi collegare tutte le dinamiche di questo sport a materie come la fisica, la storia o la geografia, cercando di dare ai ragazzi un input positivo per il loro progetti dopo la scuola.

Nel frattempo, la barca sarà impegnata anche nei centri estivi e collaborerà ad agosto con la Protezione Civile alle Isole Tremiti, offrendo supporto nelle attività formative e logistiche per i ragazzi. E si rafforzano le collaborazioni anche con il sistema carcerario, grazie al progetto “Zona Cesarini”, promosso da Sport e Salute, che mira al reinserimento attraverso lo sport.

“Vorrei costruirne una con loro – racconta Gianmarco – pensando già al futuro, dove i ragazzi saranno coinvolti anche nella costruzione e riparazione delle imbarcazioni, sviluppando competenze tecniche e manuali”.

In ultima battuta Umberto Candela, direttore tecnico del progetto, che ha voluto approfondire le differenti fasi dell’iniziativa: “Sulle Ali del Vento è molto più di un semplice progetto sportivo: è un percorso educativo pensato per i giovani, in particolare quelli che vivono situazioni di fragilità sociale o educativa. Attraverso la vela, offriamo loro un’occasione concreta di crescita, scoperta e riscatto. La vela è una palestra di vita. Insegna la cooperazione, il rispetto delle regole, la responsabilità e il contatto profondo con la natura. Ma ciò che mi colpisce ogni volta è come, su una barca, i ragazzi riescano a scoprire e valorizzare i propri talenti interiori.Il progetto si sviluppa durante tutto l’anno, con attività che vanno dai laboratori scolastici PON, in cui i ragazzi costruiscono piccole imbarcazioni, ai percorsi educativi con i gruppi scout, fino ai corsi di vela, sia di base che avanzati, dedicati anche a chi sogna di diventare istruttore. Abbiamo voluto estendere la proposta anche al mondo degli adulti, con attività di team building aziendale orientate allo sviluppo personale e collettivo, sempre con un’impronta educativa. Uno degli aspetti a cui teniamo di più è l’inclusione femminile. In un settore come quello nautico, spesso sbilanciato dal punto di vista di genere, vogliamo garantire spazi e opportunità reali anche per le ragazze. È una scelta precisa, educativa e culturale”.

Un progetto che incarna perfettamente lo spirito di ASI: lo sport come strumento di educazione, crescita e rinascita sociale. E questa barca, una volta simbolo di illegalità, oggi naviga su una rotta completamente diversa: quella della dignità, della formazione e della speranza.

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