C’è chi vince due volte

I Giochi Olimpici di Rio 2016 sono terminati, ma per molto tempo continueremo a parlare delle donne e degli uomini che con le loro storie si sono resi protagonisti della storia sportiva.
Anticipiamo qui un articolo del magazine ASI Primato, firmato da Donatella Italia, che parla del film del 2013 'Il cammino verso Olimpia' del regista tedesco Niko von Glasow, focomelico, un racconto attraverso cinque grandi esempi di vita sull'essere atleti speciali in procinto di partecipare all’appuntamento di Londra 2012.
 


Le Olimpiadi sono bellissime, l’apoteosi dello Sport che vogliamo con la S maiuscola, immancabile appuntamento ogni quattro anni. Ma allo sport professionistico, quello dei Campioni, c’è anche da raccontare le storie, altrettanto esaltanti, e per molti versi più belle, degli atleti che partecipano, e vincono, alle Paralimpiadi. 

Il regista tedesco Niko von Glasow, focomelico, nel suo film del 2013Il cammino verso Olimpia (titolo originale MeinWegnach Olympia), ci racconta come è essere atleti speciali in procinto di partecipare all’appuntamento di Londra 2012 attraverso cinque grandi esempi di vita. Gente che deve dimostrare di vincere due volte: prima nel condurre una vita normale e poi di poter forzare i propri limiti per arrivare all’eccellenza in un mondo, lo sport, dove è proprio il fisico a fare la differenza.
La filosofia di Glasow, che non ama assolutamente lo sport, è che “le Paraolimpiadi siano strane: i disabili devono continuare a competere per essere normali.”

Sicuramente un punto di vista fuori dal coro, ma che permette alla narrazione di non avere i classici toni compassionevoli. E Glasow compassionevole non lo è, ma ascolta le storie di questi ragazzi forti e orgogliosi che non si sono fermati davanti alle difficoltà ma ne hanno fatto un punto di forza.

Greg Polychronidis, un greco campione di bocce affetto da tetraplegia che ha visto avanzare con gli anni la sua distrofia fino a poter muovere solo il collo e la testa, vive circondato dall’affetto della sua famiglia e le cure del suo assistente. È molto conosciuto in Grecia e ammette, senza falsa modestia, di amare il successo. Le bocce sono la sua vita e ha dell’incredibile la meticolosità con cui indica al suo assistente come dove posizionargli lo scivolo sul quale farà rotolare le bocce. Il regista sembra entrare molto in sintonia con il ragazzo, ammirato da come questo giovane, che all’epoca aveva solo 30 anni, affronta il suo destino di progressiva immobilità.

Matt Stutzman, arciere statunitense nato senza arti superiori, è forse quello che colpisce maggiormente Glasow. Entrambi infatti hanno una disabilità che ha colpito le loro braccia, ma mentre il regista ha delle mani pressoché formate e utilizzabili, l’arciere ha i propri arti inferiori che terminano appena dopo le spalle. Stutzman è nato senza braccia e ha passato la sua vita ad avvalersi dei piedi come se fossero delle mani; guida, scrive al computer, si allena a tirare con l’arco e a sparare con la pistola. Ha una moglie e due biondissimi figli che lo aiutano in tutto.

Scherzosamente Glasow chiede alla signora Stutzman se il marito sfrutti mai la sua disabilità per non aiutare in casa; alla risposta di lei: “oh sì, per non lavare i piatti!” non si può non sorridere. Anche Stutzman, come Polychronidis, ammette candidamente di amare lo sport ed essere felice della popolarità e del denaro che gli arrivano dal successo.

Ma è con le due donne coinvolte, Christiane e Aida, che il regista scava più in profondità e mostra maggiore empatia. La prima è una nuotatrice tedesca; dichiara di non sentirsi “diversa” e che ognuno ha dei problemi da affrontare ogni giorno, i suoi sono solo differenti. Ma più avanti, nel corso del documentario, Christiane ammette di sentire la sua disabilità come un peso, soprattutto quando le persone ridono di lei, senza sapere che ha perso la gamba destra a 5 anni per un tumore. La risposta molto poco politicallycorrect di Glasow è da incorniciare: “E tu buttali in acqua! Affogali!”.

Con la storia di Aida, invece, si affacciano altri problemi oltre alla disabilità: 22enne, nata in Bosnia durante la guerra, è stata adottata a sei anni da una famiglia norvegese. La ragazza vive quindi una doppia diversità: fisica e di origine, ma l’affetto con cui i genitori adottivi osservano questa figlia voluta, cercata e portata in una casa è toccante, bello quanto un’Olimpiade. Il suo allenatore ci racconta che, poiché Aida è l’unica ragazza disabile nella sua palestra (in Norvegia le squadre sono integrate, non ci sono barriere di abilità), risulta essere perfettamente normale come tutti gli altri sportivi che si allenano con lei. Come dire: “non vuoi far sentire un disabile diverso? Trattalo esattamente come fai con le altre persone.” Aida dichiara anche di non aver mai voluto guardare le foto della guerra in Jugoslavia, forse preferisce dimenticare un passato che non le deve appartenere più.

Infine, dopo disabilità provocate da malattie, arriviamo alla squadra ruandese la cui maggior parte dei componenti ha perso le gambe a causa delle mine, retaggio della guerra civile tra Tutsi e Hutu.Qui Glasow allarga l’ambito delle domande e arriva a chiedere di quel conflitto interetnico, ma la risposta dei giocatori è chiara: “Quella è storia, ora qui c’è la nuova generazione e non ci sono più differenze.” E verrebbe da rispondere “Speriamo”.

Il documentario di Glasow accompagna questi cinque grandi esempi di coraggio fino a Londra 2012 raccontando le loro imprese, i loro successi (l’argento di Stutzman e l’oro di Polychronidis) e le loro sconfitte. E per chi non ha conquistato medaglie la soddisfazione di poter esclamare: “Io però sono arrivato fino a qui, e già solo per questo ho vinto due volte”.
Da sottolineare che nel 2008 Niko von Glasowaveva diretto il documentario Nobody’sperfect su undici persone affette da focomelia a causa del farmaco thalidomide, riunite per posare per un calendario. Il film ricevette il premio come miglior documentario al DeutscheFilmprei.

 

Vladi Vardiero, dirigente ASI eletto al comitato regionale veneto della Federazione Triathlon

Vladi Vardiero, responsabile nazionale del Settore nazionale ASI Triathlon, è stato eletto presidente del comitato regionale veneto della Federazione Triathlon.

Con 190 voti e l’82% dei consensi espressi dai dirigenti, atleti e tecnici presenti in assemblea, Vladi Vardiero, già Vice presidente el comitato uscente, rappresentante dell'associazione sportiva affiliata ASI Triathlon Noale, si è imposto così su Alessandro Zennaro, rappresentante del CUS Padova.

Eletti anche i 6 candidati presenti nella squadra di Vardiero, che ha saputo convincere le 27 società presenti aventi diritto al voto con un programma di lavoro che vedrà rivoluzionare i settori giovanile, age group, tecnici e ufficiali di gara.

Presente all’assemblea anche il vice campione paraolimpico Michele Ferrarin e il presidente regionale veneto del CONI Gianfranco Bardelle, il quale ha salutato con piacere l’elezione di Vladi Vardiero che è anche membro della giunta regionale da lui presieduta in qualità di rappresentante dei tecnici.

 

“Il lavoro di collaborazione tra ASI e Fitri portato avanti in questi anni e soprattutto la rete che si è costituita tra le numerose società venete di triathlon che hanno aderito al progetto ASI – ha dichiarato Vardiero – ha dato i suoi frutti. Ora ci troviamo al governo della seconda regione più importante della federazione per numeri di associati e per atleti. Un grande impegno che vedrà ancora ASI protagonista in questa nuova sfida sportiva”.
 

Il presidente ASI  Claudio Barbaro ha manifestato grande apprezzamento per questa elezione, non solo perche' con questa un dirigente di un Ente di Promozione Sportiva e' in condizione di portare un importante controibuto in un soggetto federale importante come Fitri, ma anche perche' dimostra come ASI possa vantare tra la sua classe dirigente i migliori e i piu' preparati.

Diplomati i primi istruttori cinofili

Domenica 16 ottobre si è svolta a Terracina presso la sede dell'associazione sportiva dilettantistica affiliata ASI 'Alca' la consegna dei diplomi e dei tesserini tecnici di Istruttori cinofili di I livello, rilasciati dal Coordinamento di disciplina ASI Attivita' cinofile. 

Tale corso è il primo a giungere a termine tra quelli organizzati dal Coordinamento.

Gli struttori ASI Achille e Giovanni Parisella sono riusciti a trasmettere agli allievi i primi ma, essenziali, insegnamenti necessari per la formazione di tecnici cinofili professionisti. Tutti, nessuno escluso, sono risultati idonei sia nella prova teorica che in quella ben più complicata e importante della pratica.

Alla consegna dei diplomi hanno partecipato oltre ai due istruttori Achille e Giovanni anche il coordinatore nazionale di ASI Attivita' cinofile Riccardo Cavalieri. Gli stessi hanno completato la cerimonia esibendosi in esercizi di disciplina e avvicinamento al cane, utilizzando un cane a loro estraneo. Si sono cosi' dimostrati all'altezza di quanto studiato e imparato.

Otto mondiali consecutivi per Susanna Perrone

L'unica atleta nel mondo dello sport della pesistica olimpica ed in tutte le discipline degli sport masters a vincere 20 Campionati Internazionali tutti di fila e' la tesserata ASI Susana Perrone che si e' aggiudicata l'ottavo titolo mondiale consecutivo con i suoi 3 ori (Strappo, Slancio, Totale) nella W50, facendo il bis quindi con l'ottavo titolo europeo consecutivo, già conquistato a maggio 2016 in Azerbaijan.  
 

Grande l'orgoglio dell'Ente non solo per avere un'atleta di tale livello, ma anche una dirigente molto capace: Susanna Perrone dal 2009 e' anche responsabile nazionale del Settore nazionale ASI Pesistica.

Ottima la gara tecnica con un totale di 130 kg. (57 + 73) e 5 prove valide su 6 ed addirittura con un nuovo Record Mondiale della cat. 69 kg. realizzato per qualche istante e poi annullato nella terza prova di strappo con 62 kg. (foto 2800 da ripresa video) e poi come sempre l'atleta è stata sottoposta in gara anche al controllo Antidoping del CIO.

Loredana Frassati, è entrata in gara con le partenze per classificarsi argento nella W55, cat. fino a 69 kg. (totale 65 kg.) e, pur completando correttamente le altre prove, ha dovuto vedersi annullare 3 tentativi da arbitri decisamente "cavillosi". 

Alessia Milesi, con pochissimi allenamenti sulle spalle, ha svolto una bella gara sempre sul podio (131 kg. totale, 60 + 71) con argento nello strappo e solo bronzo per differenza peso nello Slancio e nel Totale nella W40 cat. fino a 75 kg. 

Nadia Re, in una categoria difficilissima è riuscita a classificarsi al 5° posto con il suo personale di 95 kg. di totale (40 + 55) nella W40 cat. fiino a 53 kg. con 5 prove valide su 6 ed un ottima tecnica di gara per una eclettica campionessa di atletica e di corsa.

Maria Vittoria Sportelli, atleta nazionale che ha deciso di unirsi al Team Italia organizzato dal Settore nazionale ASI Pesi prima della competizione iridata (foto con le atlete n.2550, 2556, 2520) vincendo il titolo nella cat. 53 kg e la Sinclair nella W45 con totale di 120 kg (55 + 65).

In definitiva per la rappresentativa italiana di ASI si e' trattato di una trasferta difficile, ma estremamente positiva, che ha portato i colori azzurri della società ciriacese ancora una volta sui podi iridati nella pesistica, in uno scenario compettitivo molto agguerrito.  Il Campionato mondiale si e' disputato infatti ad altissimo livello con oltre 900 atleti presenti da tutto il mondo, 50 test antidoping effettuati in gara e la partecipazione in pedana di alcuni olimpionici di Rio.

Quattro tesserate ASI ai Campionati Mondiali di Pesistica Olimpica IWF Masters

Quattro atlete tesserate ASI saranno in volo domani per la partecipazione ai Campionati Mondiali di Pesistica Olimpica IWF Masters in programma in Germania ad Heinsheim Stoccarda dal 30 settembre al 9 Ottobre, con una partecipazione straordinaria di oltre 1000 atleti iscritti e partecipanti con i richiesti minimi di gara, in pedana vari atleti olimpionici presenti alle ultime Olimpiadi di Rio 2016.

Le quattro atlete Susanna Perrone (responsabile nazionale del Settore  ASI Pesi, Cultura Fisica, Powerlifting), Nadia Re, Loredana Frassati, Alessia Milesi, allenate al Gym Club Pesistica di Ciriè, Torino, hanno ottime possibilità di classificarsi nelle prime 6 finaliste di categoria, essendo già state medagliate ai Campionati Europei negli anni passati e nei World Masters Games.

In particolar modo Susanna Perrone sta cercando soprttutto di vincere una scommessa con se stessa, complementando il suo palmares e provando a scendere in una categoria di peso in cui gareggiava oltre 30 anni fa, ovvero entro la cat. 69 kg., progetto sicuramente non facile per una atleta classe 1964, alta 1.81, che detiene tuttora record europei e mondiali ma nelle sue cat. 75 kg. e + 75 Kg.