La ruota panoramica fa uscire su Cesenatico un bel tris, quello calato da Federica Frasca e Alice Gradini che sono andate a segno per l’ennesima volta in questa stagione nella competizione femminile. Tre su tre per la coppia di Roma, ma trapiantata a Milano. E se a Maccarese è stata una bella sorpresa e a Pesaro una gradita conferma, si può dire che nella città romagnola, sede della sesta tappa di questo circuito nazionale, ci hanno assolutamente preso gusto e con un percorso netto sono salite sul gradino più alto del podio. Così in semifinale hanno sconfitto per 2-0 (21-19, 21-12) Jennifer Luca e Nicol Bertozzi e in finale hanno battuto al termine di un match di grandissimo livello Silvia Leonardi e Sofia Balducci per 2-1 (20-22, 21-16, 15-11). Sotto nel primo, Federica e Alice hanno rimontato e al terzo set hanno conquistato la tappa. Terzo posto per Luca-Bertozzi, vincitrici su Stacchiotti-Belliero Piccinin. Quinto posto tra le altre coppie per le canotte oro Eaco-Pratesi e le campionesse d’Italia Toti-Allegretti. MVP Federica Frasca.
Sul fronte maschile è stata ancora una volta una girandola di emozioni, ma soprattutto di sorprese con il primo successo assoluto nel BPER Banca AIBVC Italia Tour 2022 per Federico Geromin e Matteo Camozzi, entrambi classe ’96, segno di un nuovo che avanza e di una coppia che ha fatto centro proprio a Cesenatico. Entrambi campioni d’Italia under 19 nel 2014, lombardi della Open Beach, in precedenza hanno ottenuto diversi buoni piazzamenti a livello nazionale. L’organizzazione ha assegnato loro una wild card, che hanno sfruttato subito al meglio. In finale hanno sconfitto per 2-1 Edgardo Ceccoli – Alessandro Carucci per 2-1 (19-21, 21-17, 22-20) dopo un match di grande appeal, incertezza e adrenalina. Complimenti anche ai finalisti che erano stati inseriti in tabellone come coppia numero 16. Terzo posto per Terranova-Pizzileo che nell’ultimo match hanno battuto una coppia inedita come Andrea Lupo e Mattia Bartoloni. Prima volta per Lupo fuori da podio, ma comunque ancora canotta oro. Quinto posto tra gli altri per Marta-Margaritelli, Krumins-Podestà, Reggiani-Taranto. MVP Edgardo Ceccoli. In tre giorni sono scesi in campo oltre 160 giocatori, un grandissimo successo. Un ringraziamento a BVU come promoter locale, non ci si ferma un attimo perchè già nel prossimo fine settimana si torna in campo, a Pescara, per la settimana tappa del Tour, sempre sotto l’egida ASI. Si gioca con il pallone ufficiale Wilson, mentre VBItaly e V2-Sportswear i partner tecnici. Partner ufficiali Physio Sport Academy, che offrirà il servizio medico-fisioterapico durante tutte la tappa, Beach Match, BVU Tech impianti sportivi e SirDeco.
LE PROSSIME DATE 27/28 agosto Pescara, La Prora 10/11 settembre Modena, Mutina Beach 24/25 settembre Otranto, Balnarea Beach 1 / 2 ottobre Gran Galà Gizzeria Lido, Coolbay
Maglie senza sponsor, le maniche lunghe dei portieri, il precampionato. E poi: le scarpette tutte nere, i calzettoni senza piede e il mercato di riparazione. E ancora: il terzino, il mediano di spinta e le marcature a uomo. Ma anche la Coppa delle Coppe e la panchina a bordo campo; le Nazionali dell’Est e il gol doppio in trasferta; la radiolina, le trasmissioni tv. C’è posto anche per la monetina e la ripetizione della finale, E, per finire: il pallone bianco e nero. Sono alcune delle cose perdute del calcio: oggetti smarriti, ma che ricompaiono in, basta saper aprire il cassetto dei ricordi. Ed ogni “cosa perduta” diventa il pretesto per raccontare, con stile leggero e ironico, un particolare, un personaggio, una storia che, in qualche modo, ha fatto parte della nostra vita di amanti del pallone.
Un viaggio nel tempo, un gioco della memoria. Per vedere l’effetto che fa.
QUESTO E TANTO ALTRO NEL VOLUME DI Lorenzo Marucci CHE VERRÀ PRESENTATO LUNEDÌ SERA AL CIRCOLO LA LUCCIOLA DI BENABBIO Bagni di Lucca
ASI Lucca organizza la presentazione del libro e il moderatore sarà il Presidente Provinciale Fabrizio Giovannini.
Ad agosto lo sport non va in vacanza, anzi, il SwS Grand Prix Sicilia Openwater 2022 raddoppia nella sua sesta tappa che si terrà domenica prossima 7 agosto sulle acque di Avola, in provincia di Siracusa. Due le competizioni in programma, una gara ASI e una gara FIN sulla distanza dei 2700 metri. Si parte dunque da Avola alle ore 15.00 con la 1^ Traversata di Santa Venera: la gara si svolgerà “in linea”, sulla distanza di 2700 metri. Punto di ritrovo l’area antistante la Villa Romana, dove ci sarà lo start per arrivare, dopo un percorso in linea retta, al Borgo Marinaro antistante l’Antica Tonnara di Avola. “La competizione – racconta l’organizzatore Paolo Zanoccoli, associato ASI – nasce dall’idea di voler riproporre con una gara di nuoto quella che è la storica processione a mare, durante la quale viene trasportata su una barca l’immagine della Santa Patrona di Avola. Questa giornata si chiama infatti ‘l’Ottava di Santa Venera’”. La processione a mare si svolgerà intorno alle 17.30, al termine della gara di nuoto verrà celebrata la Santa Messa, sempre alla Tonnara. “Unire lo sport alle tradizioni locali – dice Angelo Musmeci, presidente del comitato provinciale ASI Catania – offre un valore aggiunto alle competizioni come questa, che richiamano migliaia di persone, tra atleti e pubblico”. I partecipanti che hanno già aderito sono circa 150, provenienti da tutta la Sicilia e da varie zone d’Italia.
Il Cheerleading è uno sport che la maggior parte di noi ha solo visto praticato nei telefilm americani, ma non tutti sanno che possiede delle origini ben precise. Letteralmente, il termine angloamericano Cheerleading significa “dirigere la tifoseria”, o meglio, “incoraggiamento” ed indica uno sport che combina coreografie composte da elementi di ginnastica, danza e acrobazia, per concorrere a gare specifiche e per incoraggiare le squadre sul campo di gioco. È un’attività praticata da ragazze e ragazzi con tanto di gare e federazioni nazionali. Per l’esattezza, l’International Cheerleading Union conta 100 federazioni nazionali e 4,5 milioni di atleti registrati. Per conoscere meglio questo sport sul territorio italiano abbiamo incontrato la nostra Responsabile del Coordinamento di Disciplina ASI Cheerleading Marysol Cipriani.
Quando e come hai cominciato ad interessarti a questo sport? “Esattamente dodici anni fa, quando ancora lavoravo in un bar, sono stata contattata dalla squadra di basket della mia cittadina a San Severo, avendo avuto un passato da ballerina coreografica sono rimasta in stretto contatto con loro. Ho iniziato ad informarmi se ci fossero Federazioni italiane di Cheerleading e grazie anche alla conoscenza di Karina Cortez, mi sono potuta dedicare ai corsi di formazione fino a diventare Responsabile Regione Puglia Cheerleading e Performance cheer”.
A quali eventi sportivi portate le vostre coreografie ed esibizioni? “Siamo partiti con la cestistica per poi essere chiamati anche per esibirci alle partite di calcio, alle gare di corsa podistica, alle partite di beach volley, di rugby e persino durante molti eventi musicali come Battiti Live e Radio 101”.
Durante il periodo Covid-19 avete avuto modo di gareggiare? “Sì non ci abbiamo rinunciato! Abbiamo organizzato i campionati online, solamente i giudici si sono riuniti in presenza adottando tutte le norme necessarie tra mascherine, distanza, tamponi, giudicando le squadre attraverso lo schermo”.
Quali sono gli attrezzi utilizzati, quante volte ci si allena e quali sono i requisiti necessari per entrare a far parte di una squadra di Cheerleading? “Rifacendoci al modello americano utilizziamo un solo attrezzo necessario e fondamentale ossia i pompom. In America il Cheerleading è parte del sistema scolastico, gli studenti/atleti si allenano sia prima che dopo le lezioni ogni giorno, noi invece facciamo circa quattro allenamenti a settimana. Un requisito fondamentale sul quale non transigo è sicuramente la media scolastica, se il ragazzo/a non ha almeno la media del 7 non potrà partecipare alle selezioni, ed è così sia in Italia che in America dove sono ancora più duri sotto questo punto di vista”.
Quando il Cheerleading subentra maggiormente in Italia? “Sicuramente con la partecipazione dell’Italia ai Campionati Internazionali nel 2015 e poi con i Mondiali ad Orlando degli ultimi anni, dove sono stati portati a casa importanti risultati in diverse categorie, sia nel cheerleading che nelle performance cheer. Diciamo però che la strada per la propaganda di questo sport è lunga, il Covid non ha aiutato il nostro settore come quello di molti altri sport, attendo fiduciosa settembre per ripartire al meglio!”.
Ci sono delle frasi o dei motti che vengono portati all’esibizione durante le partite? “Sì assolutamente, di solito la frase viene creata appositamente per l’evento specifico per incoraggiare al meglio e a seconda della squadra che si incita. “Let’go Cheer” è la frase tipica, mentre il mio motto personale che porto sia nello sport che nella vita è “Se vuoi puoi!”.
Le prime manifestazioni
Le prime manifestazioni di Cheerleading si iniziano a notare nel 1880 negli Stati Uniti, quando, durante alcune partite il pubblico cantava insieme per incitare le proprie squadre. La data ufficiale della sua nascita è il 2 Novembre del 1898 presso l’Università del Minnesota grazie allo studente Johnny Campbell che diresse per la prima volta il tifo del pubblico, con cori e slogan, per incitare la squadra dell’Università. Poco dopo la stessa Università organizzò una squadra di sei studenti maschi, che continuarono ad usare i cori di Campbell. Nel 1903 nacque la prima organizzazione chiamata “Gamma Sigma”. Il Cheerleading nacque dunque come attività prettamente maschile, solamente dal 1923 nelle squadre cominciarono ad entrare anche le donne. Con l’avanzare degli anni le percentuali però si ribaltano, e viene sempre di più considerato uno sport femminile, tanto che al giorno d’oggi lo è al 97%.
Nel 1948 nacque la National Cheerleaders Association (NCA), mentre dagli anni sessanta la National Football League (NFL) cominciò a formare squadre di Cheerleading organizzate dei vari team. I Baltimore Colts (attualmente Indianapolis Colts) furono la prima squadra dell’NFL ad avere una propria squadra di cheerleader. Da metà degli anni settanta l’immagine delle cheerleader, già in quegli anni diventate quasi esclusivamente donne, cambiò radicalmente, seguendo l’esempio lanciato dalla squadra di supporto dei Dallas Cowboys. Negli anni ottanta le uniformi delle cheerleader divennero estremamente più succinte ed alle coreografie, sempre più elaborate, si aggiunsero passi di ginnastica e acrobazie da stuntman.
In USA il Cheerleading è, secondo la rivista Newsweek Arian Campo-Flores, lo sport più praticato negli Stati Uniti.
Cheerleading e Performance cheer
Andando ad analizzare questo sport a livello più tecnico e pratico, possiamo dire che il Cheerleading combina elementi di acrobatica, ginnastica artistica e danza sia a livello agonistico che di semplice tifoseria. I principali ruoli in questo sport sono quattro: le due basi, ovvero gli atleti che spingono chi esegue le acrobazie in aria; la flyer cioè colei, o anche colui, che viene lanciato in aria; infine il back spot, l’atleta che principalmente sta dietro alla flyer per aiutare a sostenere il peso e coordinare con i conteggi le varie figure che si eseguono. Il Cheerleading a livello agonistico si divide in due categorie: il Cheerleading e il Performance cheer.
Il Cheerleading prevede all’interno di una coreografia parti di tumbling (acrobatica), stunt (sollevamenti e lanci di persone), piramidi (unione di più stunt), jumps, cheer (in alcune competizioni o esibizioni, è la parte specifica di tifo, dove si intona un canto accompagnato dall’esecuzione di stunt) e dance.
Il Performance cheer, ovvero un ramo molto simile alla danza, prevede solo parti a terra di ballo, acrobatica e jumps, e si suddivide in Freestyle Pom (coreografie dove si utilizzano i pom pom per tutta la routine), Hip Hop e Jazz. Si tratta di uno sport agonistico dove la precisione e la coordinazione sono di fondamentale importanza.
Sia il Cheerleading che il Performance cheer prevedono generalmente coreografie o routine della durata di 2.30 minuti, eseguite in campo gara e davanti a una giuria.
Il Cheerleading uno sport tra valori ed uguaglianza
ll Cheeerleading è un’attività sportiva altamente formativa che punta sul gruppo e non sul singolo individuo, perseguendo così obiettivi comuni. Nel cheerleading il risultato si ottiene grazie alla partecipazione e performance di tutto il team, l’allenamento deve essere frequente e impegnativo: corsa ed esercizi di cardio per aumentare la resistenza, potenziamento e talvolta sollevamento pesi per incrementare la forza, stretching per favorire la flessibilità e innumerevoli esercizi di preparazione per la parte di acrobatica. Si potrebbe pensare che per praticare questo sport bisogna avere determinate caratteristiche, invece è alla portata di tutti, visto che si compone di livelli e categorie accessibili ad ogni atleta. Come detto in precedenza è sia uno sport maschile che femminile, ma di recente è stata introdotta anche la categoria del paracheer, dove atleti affetti da disabilità possono competere in categorie specifiche.
Il Cheerleading, dunque, può essere considerato uno dei pochi sport di squadra esistenti che crea affiatamento e rispetto reciproco verso il prossimo riuscendo a non generare differenze né gelosie all’interno del team, valori sani che non tutti gli sport ad oggi riescono a trasmettere.
C’è anche il Presidente di ASI Piemonte, Sante Zaza.
Il 23 febbraio del 1968, allo Stadio dei Pini di Viareggio, per la prima volta scende in campo una rappresentativa italiana di calcio femminile per affrontare la forte Cecoslovacchia. Inizia qui la storia della nostra Nazionale, nata ancor prima dell’istituzione di una vera e propria Federazione che gestisse il calcio femminile nel nostro paese. “Azzurre” (Bradipolibri), il primo libro sulla storia della Nazionale di calcio femminile, ripercorre, oltre cinquant’anni di imprese compiute dalle Azzurre: dalla Coppa Europa vinta nel 1969 fino ad arrivare ai giorni nostri con l’imminente fase finale della UEFA Women’s Euro, in programma dal 6 al 31 luglio 2022 in Inghilterra.
Il testo tratta anche le Nazionali di tutte le Federazioni che operarono prima che il calcio femminile venisse inquadrato nell’ambito della FIGC. Inoltre una sezione è dedicata alle selezioni giovanili, di calcio a cinque e di beach soccer. Un racconto dettagliato che, oltre a far rivivere le gesta sportive, rivela aneddoti, curiosità e retroscena narrati dalle protagoniste che hanno indossato la maglia azzurra. L’opera è impreziosita da un ricco corredo iconografico e da molte fotografie inedite e rare.
Il Presidente della ASI Piemonte Sante Zaza, per molti anni è stato arbitro internazionale di calcio femminile, è tra i protagonisti del libro. Il fiore all’occhiello nelle vesti di direttore di gara, per Sante Zaza, è stata la direzione della finale del Mundialito del 1984 (Italia- Germania Ovest 3-1). Ma il suo contributo in questo sport non si è fermato qui perché è stato anche il deus ex machina di uno dei tornei più prestigiosi dei primi anni duemila ovvero l’Italy Women’s Cup. Infatti l’autore Giovanni Di Salvo, esperto di storia del calcio femminile, ha ricostruito dettagliatamente, per la prima volta, le imprese della Nazionale italiana di calcio femminile dal 1968 ai giorni nostri dando ampio spazio anche alle selezioni giovanili.
Sante Zaza al centro: scambio di gagliardetti tra Giolli Roma e Alaska Trani 1984
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