La Krav Maga al seminario con il maestro israeliano

L’Associazione Sportiva Krav Maga Legorn, associata KSA Martial Art e affiliata ASI, centro riconosciuto dalla israeliana Krav Maga Federation, ha partecipato al seminario di Krav Maga tenutosi ad Alessandria. 
Un incontro, con il maestro Giuliano Morelli e con alcuni allievi, tenuto dal maestro israeliano Alain Cohen, uno dei successori dell’ideatore del krav maga Imi Lichestein.
l seminario denominato “Air Marshal anti terror seminary”, organizzato in maniera impeccabile dalla organizzazione K.S.A.-martial art, ha richiamato la presenza di un centinaio di partecipanti tra istruttori ed allievi di numerose scuole di difesa personale israeliana presenti su tutto il territorio nazionale.
Il maestro Alain Cohen, presidente della israeliana Krav Maga Federation, uno dei massimi esponenti della difesa personale israeliana, ha presentato tecniche di disarmo da parte di aggressori armati di armi da taglio o da fuoco, in ambienti ad alto rischio terrorismo: come aerei, treni, mezzi pubblici.
Nel corso del seminario si sono svolti esami di passaggi di grado e al termine dello stesso la consegna dei diplomi israeliani per il lavoro svolto.

[  Paolo Signorelli  ]

Krav Maga, tante discipline in una. Obiettivo: sapersi difendere

Un sistema di combattimento pensato espressamente per venire appreso in tempi rapidi. Risponde a criteri di  autodifesa, punta all'immediata neutralizzazione dell'avversario, includendo anche quei punti vitali del corpo, ritenuti normalmente intoccabili negli sport da combattimento. Raccoglie il meglio di varie discipline. Stiamo parlando del Krav Maga, uno dei Settori ASI dal 2006. Il Responsabile è Alessandro Del Pia che, subito, precisa: “Entrare in ASI è stato naturale grazie a dirigenti come Fabio Caiazzo e ben conoscendo la capacità aggregativa e organizzativa dell'Ente”.
Alessandro Del Pia, 22 anni di Karate, 11 di Kung-fu, scopre il Krav Maga, nel 1999, in Francia. La sua associazione nasce nel 2004…
 
"Siamo presenti in 16 regioni, 150 istruttori. Tante palestre e corsi ma anche progetti specifici per polizie locali, scuole guardando all'antibullismo e il mondo delle donne con i rischi di aggressione". 

A chi si rivolge il Krav Maga?
"L'applicazione civile è per tutti. Uomini e donne dai 14 anni in su. E' ideale pensando a tematiche sociali che ci interessano in modo particolare. Anti aggressione femminile, autodifesa generica per tentativi di rapina e tanto altro. La caratteristica principale è la facilità di apprendimento che non richieda lungo tempo e doti tecniche particolari come per molte altre arti marziali. 
E, dove spesso queste prediligono un′impostazione attendista che lascia all′avversario la prima mossa, il Krav Maga punta ad una sua rapida neutralizzazione prima che questi possa diventare una minaccia, con un mix di colpi a mano aperta diretti a punti sensibili come naso e gola, pugni di stile pugilistico, leve agli arti dal Judo e dal Ju-Jitsu e e calci e ginocchiate tipici della Thai".

A fianco della preparazione fisica c'è anche una parte teorica.
"Molto dei nostri corsi è dedicato alla parte teorica e all'insegnamento di standard di prevenzione: arriviamo a trattare persino il territorio, onde riconoscere ed evitare un pericolo anche astratto".
 
Il Krav Maga si può definire un’arte marziale?
"No. E' un sistema, un metodo e raggruppa tecniche provenienti da varie specialità. Non è nemmeno parametrabile a uno sport, tanto è vero che non esistono tornei. E' una tecnica di autodifesa". 

 

Il Krav Maga riguarda tematiche legate alla vita di tutti i giorni. Prepara ad affrontare un'emergenza. Nello sport si sa quando ci sarà un incontro o un allenamento. Nella vita non si può sapere quando si potrebbe subire una aggressione. Perché non essere preparati? E al meglio?

 
 

Combattimento. A corta distanza
Krav Maga. Significa "combattimento a corta distanza". Non è un’arte marziale ma un insieme di movimenti e tecniche apprese attraverso lo studio delle varie arti marziali e degli sport da combattimento in modo da renderlo il più semplice ed efficace possibile durante un combattimento senza regole. Comprende, infatti, una sintesi armonica di tecniche derivate dalle arti marziali, da sistemi di lotta a mani nude. L'impostazione privilegiata prevede l'attacco a parti "sensibili" del corpo come occhi, gola o genitali, non ammesse nelle discipline sportive. Combattimento ravvicinato, efficace, dunque. Senza regole ed oggi utilizzato anche dalla polizia ebraica (la disciplina è nata in Israele nella prima metà del XX Secolo), dalla polizia di Los Angeles e anche, ad esempio, dagli operatori di sicurezza negli aerei di linea in Italia. A ciò si aggiunga la grande attenzione che riveste la preparazione per fronteggiare nemici armati, anche con armi da fuoco come pistole e fucili, per comprendere l'elevata specificità di impiego di questo sistema di combattimento, in cui lo scontro fra due avversari a mani nude è solo una delle possibilità.


 

 
 

[  Fabio Argentini  ]

 

Nella foto di apertura, uno scatto  dell'International Self Defense Summer Camp, sedicesima edizione, tenutasi a Roma dal 5 al 7 luglio. Quattordici docenti, dieci provenienti da altre Nazioni come, peraltro, molti dei partecipanti. Iscrizioni sono arrivate, ad esempio, da Spagna, Inghilterra, Belgio, Lussemburgo, Germania, Brasile e Israele.