Anche a Roma il ‘Trampoline Park’

ACROBAZIE “CAPITALI”: IL 29 OTTOBRE INAUGURA ZERO-GRAVITY ROMA.

Zero-Gravity è una storia cominciata in Italia oltre dieci anni fa grazie alle idee, e alle passioni, del fondatore Andrea Poffe e del suo team composto da Michele Poffe, Francesco Pisani e Carlo Bafaro che con dedizione e caparbietà hanno portato in Italia la voglia di saltare e di sfidare la gravità, creando il primo Trampoline Park d’Italia.
Zero-Gravity Milano nel tempo è diventato il punto di riferimento per gli atleti degli sport acrobatici di tutta Italia e ora finalmente aprirà una nuova sede ancor più grande ed innovativa anche a Roma.
4000 mq di superficie coperta per offrire la possibilità di allenarsi negli sport adrenalinici come: Freestyle, Ginnastica Acrobatica, Parkour e Freerunning ma anche tanto spazio per il gioco e il divertimento.

 

Il centro, è suddiviso in 3 aree ▼

Area Academy (5-99 anni): attrezzature ludiche
L’area “Academy” è il cuore di Zero-Gravity Roma. Dotata di attrezzature innovative e progettate per garantire il divertimento in piena sicurezza. Il salto sul tappeto elastico viene unito a giochi come il Basket, la Palla Prigioniera e i giochi elettronici interattivi, per gareggiare da soli o contro un avversario. Si può saltare su un’arena di tappeti elastici con ostacoli. Ci si può tuffare su un gigantesco materasso ad aria o sfidare se stessi e gli altri nell’attraversamento di percorsi avventura o restare in equilibrio sulla trave o sulla fune elastica. Le aree di caduta sono tutte protette da morbidi cubi di gommapiuma oppure materassi imbottiti. 
Nell’area “Academy” l’accesso è consentito a tutte le persone che hanno voglia di divertirsi anche solo per un’ora, o che vogliono festeggiare un evento come il compleanno, la laurea, l’addio al celibato o nubilato oppure organizzare un team-building… L’unico vincolo è avere più di 5 anni di età.

Area Baby (3-5 anni): attrezzature ludiche per i più piccoli 
L’area “Baby” è la zona in cui i più piccoli (dai 3 ai 5 anni), possono divertirsi a saltare su tappeti elastici a misura di bimbo, oppure svagarsi in un’area di gioco libero dotata di numerose forme  di gommapiuma, che possono essere utilizzate per creare percorsi motori e di psicomotricità. L’area Baby è accessibile (gratuitamente), anche ai genitori dei bimbi che utilizzano questa zona. Infine, i più piccoli possono giocare liberamente all’interno del percorso padiglione fantastico dotato di torri e scivoli.
L’area “Master” può essere definita come  il paradiso per gli Atleti degli sport acrobatici e propedeutici agli sport da tavola, come a esempio lo snowboard o il wakebord.

Area Master: attrezzature sportive per gli atleti
Nell’Area Master si può accedere per effettuare allenamenti, lezioni private con personal trainer o istruttore dedicato, oppure corsi di gruppo. L’Area è dotata di tumbling track con uscita in buca di gommapiuma, 3 tappeti elastici olimpionici con affaccio a wall trampoline, 2 supertramp e una grande area per il corpo libero con pedana elastica della ginnastica e attrezzature per il parkour.

 

 
DOV'È – Roma, all’interno del Centro Commerciale Domus.
Via Bernardino Alimena, 111.

Quella voglia di ripartire e investire ancora sullo Sport…

Tante le strutture chiuse in questi mesi difficili per lo sport italiano. Ma ci sono anche tante situazioni incoraggianti sul territorio. Erano pronti ormai da mesi, ma non riuscivano ad inaugurare. Hanno resistito, atteso tempi migliore. Ora finalmente il sogno è diventato realtà per Giuseppe Ruocco di Agropoli e Alessio Colasante di Nocera Inferiore, entrambi della provincia di Salerno. Due esempi, due segnali di speranza. 
Insieme al nostro Dirigente Nazionale, Giancarlo Carosella, hanno inaugurato due bellissimi Centri Fitness con attrezzature di ultima generazione. L'Asd PlanetFit 2.0 presieduta dal Prof. Ruocco e l'Asd HyperFit presieduto dal P.T. Colasante, entrambi, con un passato sportivo di tutto rispetto, hanno preferito l'ASI quale Ente di Promozione Sportiva, per accedere al registro nazionale CONI. Ad Alessio e a Peppe i nostri migliori auguri estesi a tutti i centri sportivi che finalmente in questi giorni stanno nascendo e ripartendo. 

Consulente nei centri Fitness? Porta d’ingresso nel mondo dello sport per milioni di persone

UN LIBRO DA NON PERDERE – “In un caos di figure generiche e prive di riferimenti professionali, Chiara ha iniziato la sua personale battaglia per dare dignità professionale a un ruolo, quello di consulente dei centri fitness, che spesso viene banalizzato come semplice venditore di abbonamenti. E invece rappresenta la porta d’ingresso nel mondo dello sport per milioni di persone”. Con queste parole il nostro Presidente, Claudio Barbaro, sintetizza il nuovo libro di Chiara Valentini scritto insieme con Davide Di Cola: Etica e Tecnica per vendere il Fitness, il manuale per promuovere il benessere

“È giusto parlare di vendita quando si promuove la salute proponendo allenamenti o servizi legati al fitness?”, si chiedono gli autori. 
“Se vuoi che la tua passione per lo sport diventi una professione nel settore sportivo e nel fitness, se vuoi ristrutturarti in maniera solida e rendere sostenibile la tua attività perché possa essere la tua professione nella vita, hai bisogno di conoscere tecniche di vendita e comunicazione oltre alle competenze di tipo tecnico scientifico, ma questo ti completa e ti rende estremamente valoriale solo se sei motivato a contribuire realmente e positivamente nella vita delle persone”.

Questo libro è una guida per motivare le persone ad intraprendere un percorso legato alla salute: il primo manuale così completo dove i lettore potrà conoscere il protocollo del consulente cui attenersi, tutto sulla tecnica di vendita con i passi fondamentali per una trattativa efficace, ma anche una parte dedicata alla conoscenza e ai benefici dell’attività sportiva nelle varie fasi della vita. “Niente è lasciato al caso quando si parla di salute… E un vero professionista lo dimostra con etica, passione e professionalità”.

“Una grande responsabilità, oltre che una dignità professionale da costruire con sicurezza e con l’orgoglio di rappresentare il primo anello della catena di trasmissione che mette in moto tutti gli ingranaggi di un’azienda sportiva”, chiosa Barbaro.

INFO E ACQUISTO: 
https://pavedizioni.it/prodotto/etica-e-tecnica-per-vendere-il-fitness-il-manuale-per-promuovere-il-benessere

Sportivo e sedentario. A confronto…

Secondo appuntamento con la rubrica dedicata al fitness e al wellness. Che differenza c‘è tra lo sportivo e il sedentario?

Il mondo dello Sport è in evoluzione. Mutazioni, conversioni, riposizionamenti, riforme e tante idee per ripensare un sistema che, al di la dei numeri, degli interessi, di quello che è concesso dall’ordinamento sportivo e dalle leggi in materia, è fondamentale per la salute degli individui rappresentando oltretutto il termometro del livello civile e culturale di un Paese. Un Ente di Promozione Sportiva ha il grande privilegio di essere parte attiva di qualsiasi processo che promuova il movimento, l’allenamento, un corretto e sano stile di vita, e ha l’obbligo pratico e “morale” di percorrere tutte le strade che possano agevolare e stimolare la fruizione di questo benessere. E’ per questo che oggi vi presentiamo un nuovo percorso che ASI ha deciso supportare, riconoscendo, nelle pieghe della propria formazione riconosciuta, una figura specifica volta a definire i contorni sportivi e professionali di chi opera nello sconfinato, e spesso destrutturato, universo del fitness. Parliamo della figura del Consulente Commerciale dei Centri Fitness. Ce ne parla Chiara Valentini – (ASD Accademia Chiara Valentini – Coordinatrice commerciale IF).      
 

di Chiara Valentini

Ci siamo lasciati qualche giorno fa con tre domande a cui dare risposta; oggi analizzeremo da vicino cosa differenzia nella sostanza un soggetto sportivo da uno sedentario.
Il primo fattore di distinzione è la conoscenza; il secondo l’esperienza.

Partiamo dalla prima; la conoscenza da comprendere non solo in termini teorici, ma anche in termini pratici, di sensazioni positive legate all’esercizio fisico e al benessere che ne deriva facendolo regolarmente.
Facciamo un esempio: chi fa attività sportiva ricava sensazioni di piacere che tenderà a ricercare ciclicamente e costantemente.
Approfondiamo: è scientificamente provato che svolgere attività fisica stimola la produzione di due ormoni: la serotonina, che è l’ormone della felicità e dona un senso di benessere, e la dopamina, che è l’ormone del piacere.
I due ormoni sono dei neurotrasmettitori che coinvolgono numerose funzioni celebrali, influenzando aree del cervello che governano emozione, motivazione e pensiero.
Il meccanismo è semplice: se provi piacere dopo aver svolto attività fisica, la dopamina invia segnali “positivi” al cervello, il quale tenderà per questo a ripetere il processo consolidando di fatto la buona abitudine di praticare sport ed ottenere dei risultati.
Gli stessi risultati ottenuti generano piacere, alimentano l’autostima e creano una sensazione alla quale non si vuole più rinunciare, alimentando oltretutto la motivazione a svolgere costantemente quell’azione.
Traducendo all’estremo il concetto, la persona che fa attività sportiva si automotiva perché è cosciente del piacere che ricava.

Il secondo fattore è legato al vissuto personale che determina appunto un’esperienza. Nel caso di un soggetto sportivo infatti l’esperienza vissuta sarà stata sicuramente positiva; questo perché sa riconoscere
esattamente le buone sensazioni legate all’ esercizio fisico, tanto da considerare l’allenamento parte integrante del suo stile di vita e della sua quotidianità; questa condizione probabilmente deriva ab origine da un programma di allenamento adeguato al suo livello di preparazione e allineato alle reali esigenze personali costruendo un modello applicabile e sostenibile per il soggetto tale da includere lo sport tra le attività che gli generano piacere.

Qual è invece la conoscenza di un sedentario?
Sicuramente conoscerà la teoria del “muoversi fa bene”, ma non potrà comprendere a pieno i benefici legati all’ esercizio fisico, poiché non praticando direttamente gli è preclusa quell’associazione alla sensazione di piacere. Il sedentario lo possiamo riconoscere in due casi:
1) la persona che non ha mai fatto attività sportiva per assenza culturale o per cause ambientali (l’educazione ricevuta non includeva il valore dello sport o magari il contesto economico familiare poco agiato non prevedeva l’attività sportiva come una priorità).
2) la persona che approccia allo sport saltuariamente o perché “obbligato” dalle inevitabili conseguenze causate dalla sedentarietà: sovrappeso, problemi posturali, inestetismi, apatia sociale.
Questi soggetti il più delle volte si avvicinano a questo mondo facendo qualcosa per sentito dire, improvvisano con un fai da te o con la falsa credenza (scoraggiante) di dover passare ore ed ore in palestra perché mal consigliati dall’esperto di turno.

E’ inevitabile che queste persone si ritroveranno a svolgere attività poco in linea con le proprie esigenze, associando così lo sport ad un’esperienza negativa. Tenderanno a perdere la motivazione ad iniziare un percorso sportivo sopraffatti da sensazioni negative di stress e disagio. Il benessere per loro non deriverà dal movimento ma dal cibo o da cose “più semplici” che innescheranno verosimilmente cattive abitudini.
Vi riporto un esempio:
Nella mia esperienza professionale di Consulente fitness mi è capitato di conoscere persone che volevano iscriversi in palestra altamente motivate ad ottenere un cambiamento fisico ( quindi con la volontà di dover dimagrire o tonificare), ma dopo anni di inattività volevano assolutamente iniziare con un’amica, la quale ovviamente dopo diversi anni di pratica aveva acquisito una resistenza fisica decisamente superiore; la stessa attività svolta da chi ha condizioni fisiche differenti provoca sensazioni diverse. Nel caso di una persona con una resistenza acquisita il senso di appagamento è percepito. Al contrario la troppa fatica, i dolori muscolari post allenamento e quel senso di inadeguatezza insinua l’idea di non essere all’altezza generando la categoria di coloro che si iscrivono in palestra e non frequentano perché non riuscendo a sostenere l’allenamento proposto vedono allontanarsi il raggiungimento dei risultati sperati e man mano
perdono la costanza.

Questa situazione si ripete più volte anche in diversi modi, come ad esempio nel caso di chi pur non avendo le dovute conoscenze si attribuisce autonomamente l’attività ideale per il risultato da raggiungere, senza che sia stato idoneamente programmato sulla propria fisicità o per il proprio livello di allenamento e di condizione fisica.
Il vero problema è che se questo si trasforma in un’associazione negativa, ogni volta che si proverà ad intraprendere un percorso di cambiamento anche iniziando a fare sport regolarmente, il cervello tirerà dal fuori dal cassetto l’esperienza passata cercando di evitare il ripetersi di una sensazione negativa.

Il sedentario vivrà quindi di preconcetti che come la parola stessa lascia intendere (pre-concetti) è basato su un qualcosa sviluppato prima di aver provato la giusta esperienza e quindi sostanzialmente privo di fondamenta; questo però può diventare un vero e proprio ostacolo nel processo decisionale, attivando una condizione di continua ricerca di segnali insignificanti e problemi limitanti come non avere tempo, non essere costante, non essere idoneo, la palestra non serve a nulla..
I numeri legati alla percentuale di sedentari sulla popolazione italiana dimostrano quanto è difficile cambiare uno stile di vita; le persone che non fanno sport si stimano essere intorno al 70%, un numero importante che deve rendere consapevoli noi operatori di fitness e benessere del grande impegno che dovremmo assumerci nei confronti di questa società.

Credo che noi professionisti del settore abbiamo il grande privilegio di poter invertire il senso di marcia, diffondendo con nozioni e concretezza il giusto concetto di allenamento, motivando anche la persona più restia ad iniziare la pratica sportiva. Lo Sport è democratico; non crea preferenze, non fa distinzioni di età, di livello o di abilità; tutti possono diventare sportivi purché siano guidati ed orientati gradualmente al giusto allenamento basto sull’unicità della singola persona.
So che questo bellissimo intento è al quanto utopistico; penso anche che se ognuno di noi intraprendesse questa professione con la giusta sensibilità potremmo aumentare in modo esponenziale le possibilità di convertire un sedentario alla pratica sportiva, e con il tempo abbassare quel tasso di sedentarietà, che include oltretutto persone con serie problematiche di salute.

C’è bisogno sempre più di professionisti che abbiano CONOSCENZA, ESPERIENZA e la VOLONTA’ di migliorarsi costantemente, consapevoli di essere i portatori di un messaggio che va oltre l’idea di far iniziare la pratica sportiva per alimentare il proprio business, passando al livello superiore di insinuare nelle persone un concetto ”educativo” come quello di prendersi cura della propria salute, fisica e mentale, anche attraverso lo sport.

Pertanto la conoscenza del professionista deve includere oltre agli argomenti inerenti i benefici e le tecniche di allenamento, anche la padronanza delle idonee tecniche di comunicazione utili a farci comprendere gli atteggiamenti e i pensieri che si nascondono nella mentalità di chi vogliamo stimolare. Se manca la comprensione delle problematiche che la persona cerca di trasmetterci non potremo mai avere la possibilità di aiutarlo con la giusta soluzione; che tu sia un CONSULENTE o un TRAINER, l’arte del saper comunicare ti avvicina alla persona che vogliamo guidare.

Per comunicazione intendo sia quella che emettiamo attraverso parole e comportamenti, sia quella che riceviamo da altrettante parole e comportamenti. Quando questo doppio passaggio di emissione e ricezione diventa efficace e comprensibile, l’arte del saper comunicare produce i risultati il messaggio diventa efficace.
Per diventare abili comunicatori è necessario essere autocritici e domandarsi se siamo veramente capaci di trasmettere un messaggio. Poniti questa domanda: “Quando emetto un messaggio o attuo un comportamento per ottenere un risultato, ho sempre (o quantomeno spesso) il responso desiderato?”.

Allo stesso modo quando parlo di ESPERIENZA del professionista non mi riferisco solo a quella inerente alla pratica sportiva, ma anche a quella maturata nel percepire i bisogni che spingono le persone ad avvicinarsi al mondo dello sport. Anche l’esperienza diretta vissuta a contatto con le persone ci aiuta a capire qual è la mentalità che si nasconde dietro i processi decisionali, quali sono i veri limiti o la giusta leva motivazionale che innesca un processo orientato alla pratica sportiva e alla costanza dell’allenamento.

In questo caso per capire quanto sei esperto della tua professione e quanto le tue azioni incidono nella promozione di un miglioramento dello stile di vita, chiediti:
“Quante volte sono stato costretto a utilizzare scontate leve commerciali per convincere i clienti ad iscriversi, invece di utilizzare leve motivazionali che spingono all’ acquisto e avvicinano persone al servizio in maniera più coerente e sincera?”
Dobbiamo avere tutti VOLONTA’. Soprattutto quella di migliorarci costantemente come professionisti, con l’idea di investire sempre sulla propria formazione e non dare nulla per scontato poiché in qualità di operatori del benessere abbiamo la possibilità di contribuire portando in alto i valori dello sport.
Il primo PASSO facciamolo noi migliorandoci costantemente per essere parte attiva del cambiamento.

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Palestre, Piscine e Centri Sportivi sono parte della soluzione e non del problema!

La lettera aperta di Ciwas, Confederazione Italiana per il Wellness, le Attività Sportive e la Salute, inviata al Premier Conte e ai Ministri competenti.  

In questi giorni il nostro settore sta subendo pesantissimi attacchi che minano la già precaria situazione di un intero comparto. 

È stato dimostrato che lo Sport, il Fitness e le Attività Fisiche migliorano il benessere fisico, mentale e sociale. Palestre, Piscine e Centri Sportivi sono strutture abituate ad elevati standard igienici ed al rispetto delle procedure. Lo Staff viene formato a salvare vite con il defibrillatore, effettuare manovre di primo soccorso, fornire assistenza in caso di incendio e molto altro. I Club riconoscono nella pulizia un elemento primario per le loro strategie di comunicazione. 

Le Strutture Sportive svolgono un importante ruolo sociale di prevenzione ed offrono una valida alternativa ai giovani di tutte le età per il tempo libero. 

Questo rende il settore del Wellness e delle Attività Sportive per la Salute un servizio essenziale soprattutto nell’era Post-Covid. 

Il nostro Settore è stato sin da subito tra i più colpiti; siamo stati i primi ad esser chiusi a marzo e gli ultimi a riaprire, sebbene non si siano mai registrati gravi focolai all’interno delle strutture sportive. 

In un momento in cui il nostro ruolo dovrebbe essere centrale per la ripresa della Nazione, il futuro di migliaia di Strutture Sportive è a rischio. 

Per svolgere il nostro compito sociale e di prevenzione al meglio dobbiamo poter sopravvivere, con il supporto delle Istituzioni ed al riparo da titoli stampa sensazionalistici che allontanano ulteriormente gli utenti dalle nostre realtà. 

Abbiamo bisogno di essere supportati, come in occasione della Settimana Europea dello Sport, con un pacchetto completo a sostegno per il settore sportivo a favore di palestre, piscine e centri sportivi per favorire la sua ripresa, che deve combinare investimenti, incentivi fiscali e riforma normativa; un vero e proprio Recovery Fund per il Wellness e lo Sport. 

Lo Sport e l’attività fisica sono fondamentali per il benessere di una Nazione e devono essere inserite nei piani di ripresa e nelle future linee guida per la salute pubblica come confermato dall‘Organizzazione Mondiale della Sanità nel Global Action Plan on Physical Activity ed in linea con il punto 3 “Sport e Benessere” dell'Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030 del ONU. 

Non ci sarà più Sport senza Palestre, Piscine e Centri Sportivi.