Roma ospita il 1° Trofeo ASI Cheerleading: qui si fa la storia Roma, 4-5 luglio 2026.
Il mondo del cheerleading italiano si prepara a vivere un evento senza precedenti: il 1° Trofeo ASI Cheerleading, in programma presso Cinecittà World, uno dei poli di intrattenimento più iconici d’Italia. Organizzato dal Coordinamento Nazionale ASI Settore Cheerleading, l’evento rappresenta una tappa fondamentale per la crescita e la valorizzazione di questa disciplina in continua espansione nel nostro Paese.
Un evento nazionale di alto livello Il Trofeo vedrà la partecipazione di:
• Squadre provenienti da tutta Italia
• Atleti di diversi livelli: principianti, intermedi e avanzati
• Team appartenenti a società sportive affiliate ASI e non solo
• Coreografi, tecnici e professionisti del settore
L’obiettivo è quello di creare una competizione inclusiva ma altamente spettacolare, capace di unire sport, performance e intrattenimento.
Le categorie in gara
Durante le due giornate di competizione saranno presenti diverse categorie:
• Cheerleading Team (All Girl e Coed)
• Group Stunt
• Performance Cheer (Pom, Jazz, Hip Hop)
• Tumbling – categoria dedicata anche alle ginnaste, pensata per ampliare la partecipazione e valorizzare le abilità acrobatiche individuali
• Freestyle Cinecittà – una categoria speciale ispirata al mondo del cinema, con coreografie tematiche legate ai film e all’immaginario cinematografico, in omaggio alla location che ospita l’evento. La categoria Freestyle Cinecittà sarà regolamentata da un regolamento dedicato, pensato per permettere la partecipazione anche ad atleti e gruppi provenienti da altre discipline sportive e performative.
Divisioni per età
• Mini
• Youth
• Junior
• Senior
• Master Livelli
• Beginner
• Intermediate
• Advanced
Una giuria qualificata
Le esibizioni saranno valutate da una giuria esperta composta da:
• Tecnici certificati
• Giudici professionisti del settore
• Coreografi con esperienza internazionale
I criteri di valutazione includeranno:
• Tecnica e difficoltà
• Sincronizzazione e precisione
• Coreografia e creatività
• Energia e coinvolgimento del pubblico
Una location d’eccezione
La scelta di Cinecittà World–Roma non è casuale: una location unica che unisce spettacolo, scenografia e intrattenimento, perfetta per ospitare un evento dinamico e coinvolgente come il cheerleading.
Un progetto di crescita per il cheerleading italiano
Il Coordinamento Nazionale ASI Cheerleading, promotore dell’evento, lavora con l’obiettivo di:
• Diffondere la cultura del cheerleading in Italia
• Creare opportunità competitive di qualità
• Supportare società sportive e atleti
• Avvicinare nuovi giovani a questo sport Il Trofeo rappresenta quindi non solo una gara, ma un vero e proprio punto di riferimento nazionale, capace di dialogare anche con altre discipline sportive.
Spettacolo, sport e community
Oltre alla competizione, il programma prevede:
• Momenti di intrattenimento
• Esibizioni speciali
• Coinvolgimento del pubblico
• Networking tra società sportive
“Questo evento nasce con l’ambizione di segnare un prima e un dopo nel panorama del cheerleading italiano. Vogliamo offrire un’esperienza di alto livello, capace di unire competizione, spettacolo e crescita sportiva, aprendo le porte anche a nuove contaminazioni tra discipline”, hanno spiegato gli organizzatori.
Info
Location: Cinecittà World–Roma
Date: 4-5 luglio 2026
Evento: 1° Trofeo ASI Cheerleading
Organizzazione: Coordinamento Nazionale ASI Settore Cheerleading
Si è concluso il corso di formazione “Cheer Coach” ASI Cheerleading, tenutosi a San Severo in provincia di Foggia presso la palestra delle Moonlight Cheerleaders in Via Guido Rossa 73 per la parte teorica, e presso il Palazzetto Cupola Geodedica in Via Mazzini snc per la parte pratica.
La due giorni promossa e organizzata dalla Coordinatrice del settore ASI Cheerleading Nazionale Marysol Cipriani, ha riscosso un notevole interesse e ha visto la partecipazione delle squadre Starlights di Parma, Moonlight Cheerleaders di San Severo, Dolphin Cheers di Manfredonia, Live Your Body Cheers di Lecce e Spes Cheer di Mestre.
Il corso di formazione, inoltre, ha dato ai neo coach la possibilità di confrontarsi con altre realtà sportive del territorio con routine dance e acrobatiche (proprie del Cheerleading) durante le manifestazioni “Torneo Nazionale T’IENSHU KUNG FU” tenutosi presso il Palasport Falcone e Borsellino e la partita di calcio del Maracana’/Virtus Bisceglie tenutasi presso lo Stadio Ricciardelli sempre a San Severo.
“Desidero ringraziare – dichiara Marysol Cipriani – il lavoro svolto altamente professionale, Karina Alexandra Cortez e le coach Maria Grazia Cipriani e Auora Pistillo che hanno parlato delle regole base/intermedie/avanzate del Cheerleading, di come si forma una routine e quali sono gli elementi principali; il dott. Nicola Russo che è intervenuto sull’importanza della preparazione atletica, la giornalista e addetto stampa Asi Regione Puglia Veronica Buono che ha sottolineato l’importanza della comunicazione come veicolo di divulgazione anche sui social; la dott.ssa Giuliani Goduti che ha spiegato l’importanza della personalità giuridica nel settore delle Asd e infine la responsabile di segreteria, Patrizia Cavallone che ha moderato e coadiuvato il Cheer Coach. Il nostro obiettivo – conclude Cipriani – è quello di far conoscere ed apprezzare la disciplina del Cheerleading oltre i confini geografici della nostra nazione”.
Un sincero augurio va ai nuovi coach: Chiara Toscano, Chiara Tosiani, Erika Calestani, Elena Caggiati, Gabriel Saran Boonphum, Irene Mimmo, Federica Iantosco, Marta Pistillo e Mida Rubino.
Il Cheerleading è uno sport che la maggior parte di noi ha solo visto praticato nei telefilm americani, ma non tutti sanno che possiede delle origini ben precise. Letteralmente, il termine angloamericano Cheerleading significa “dirigere la tifoseria”, o meglio, “incoraggiamento” ed indica uno sport che combina coreografie composte da elementi di ginnastica, danza e acrobazia, per concorrere a gare specifiche e per incoraggiare le squadre sul campo di gioco. È un’attività praticata da ragazze e ragazzi con tanto di gare e federazioni nazionali. Per l’esattezza, l’International Cheerleading Union conta 100 federazioni nazionali e 4,5 milioni di atleti registrati. Per conoscere meglio questo sport sul territorio italiano abbiamo incontrato la nostra Responsabile del Coordinamento di Disciplina ASI Cheerleading Marysol Cipriani.
Quando e come hai cominciato ad interessarti a questo sport? “Esattamente dodici anni fa, quando ancora lavoravo in un bar, sono stata contattata dalla squadra di basket della mia cittadina a San Severo, avendo avuto un passato da ballerina coreografica sono rimasta in stretto contatto con loro. Ho iniziato ad informarmi se ci fossero Federazioni italiane di Cheerleading e grazie anche alla conoscenza di Karina Cortez, mi sono potuta dedicare ai corsi di formazione fino a diventare Responsabile Regione Puglia Cheerleading e Performance cheer”.
A quali eventi sportivi portate le vostre coreografie ed esibizioni? “Siamo partiti con la cestistica per poi essere chiamati anche per esibirci alle partite di calcio, alle gare di corsa podistica, alle partite di beach volley, di rugby e persino durante molti eventi musicali come Battiti Live e Radio 101”.
Durante il periodo Covid-19 avete avuto modo di gareggiare? “Sì non ci abbiamo rinunciato! Abbiamo organizzato i campionati online, solamente i giudici si sono riuniti in presenza adottando tutte le norme necessarie tra mascherine, distanza, tamponi, giudicando le squadre attraverso lo schermo”.
Quali sono gli attrezzi utilizzati, quante volte ci si allena e quali sono i requisiti necessari per entrare a far parte di una squadra di Cheerleading? “Rifacendoci al modello americano utilizziamo un solo attrezzo necessario e fondamentale ossia i pompom. In America il Cheerleading è parte del sistema scolastico, gli studenti/atleti si allenano sia prima che dopo le lezioni ogni giorno, noi invece facciamo circa quattro allenamenti a settimana. Un requisito fondamentale sul quale non transigo è sicuramente la media scolastica, se il ragazzo/a non ha almeno la media del 7 non potrà partecipare alle selezioni, ed è così sia in Italia che in America dove sono ancora più duri sotto questo punto di vista”.
Quando il Cheerleading subentra maggiormente in Italia? “Sicuramente con la partecipazione dell’Italia ai Campionati Internazionali nel 2015 e poi con i Mondiali ad Orlando degli ultimi anni, dove sono stati portati a casa importanti risultati in diverse categorie, sia nel cheerleading che nelle performance cheer. Diciamo però che la strada per la propaganda di questo sport è lunga, il Covid non ha aiutato il nostro settore come quello di molti altri sport, attendo fiduciosa settembre per ripartire al meglio!”.
Ci sono delle frasi o dei motti che vengono portati all’esibizione durante le partite? “Sì assolutamente, di solito la frase viene creata appositamente per l’evento specifico per incoraggiare al meglio e a seconda della squadra che si incita. “Let’go Cheer” è la frase tipica, mentre il mio motto personale che porto sia nello sport che nella vita è “Se vuoi puoi!”.
Le prime manifestazioni
Le prime manifestazioni di Cheerleading si iniziano a notare nel 1880 negli Stati Uniti, quando, durante alcune partite il pubblico cantava insieme per incitare le proprie squadre. La data ufficiale della sua nascita è il 2 Novembre del 1898 presso l’Università del Minnesota grazie allo studente Johnny Campbell che diresse per la prima volta il tifo del pubblico, con cori e slogan, per incitare la squadra dell’Università. Poco dopo la stessa Università organizzò una squadra di sei studenti maschi, che continuarono ad usare i cori di Campbell. Nel 1903 nacque la prima organizzazione chiamata “Gamma Sigma”. Il Cheerleading nacque dunque come attività prettamente maschile, solamente dal 1923 nelle squadre cominciarono ad entrare anche le donne. Con l’avanzare degli anni le percentuali però si ribaltano, e viene sempre di più considerato uno sport femminile, tanto che al giorno d’oggi lo è al 97%.
Nel 1948 nacque la National Cheerleaders Association (NCA), mentre dagli anni sessanta la National Football League (NFL) cominciò a formare squadre di Cheerleading organizzate dei vari team. I Baltimore Colts (attualmente Indianapolis Colts) furono la prima squadra dell’NFL ad avere una propria squadra di cheerleader. Da metà degli anni settanta l’immagine delle cheerleader, già in quegli anni diventate quasi esclusivamente donne, cambiò radicalmente, seguendo l’esempio lanciato dalla squadra di supporto dei Dallas Cowboys. Negli anni ottanta le uniformi delle cheerleader divennero estremamente più succinte ed alle coreografie, sempre più elaborate, si aggiunsero passi di ginnastica e acrobazie da stuntman.
In USA il Cheerleading è, secondo la rivista Newsweek Arian Campo-Flores, lo sport più praticato negli Stati Uniti.
Cheerleading e Performance cheer
Andando ad analizzare questo sport a livello più tecnico e pratico, possiamo dire che il Cheerleading combina elementi di acrobatica, ginnastica artistica e danza sia a livello agonistico che di semplice tifoseria. I principali ruoli in questo sport sono quattro: le due basi, ovvero gli atleti che spingono chi esegue le acrobazie in aria; la flyer cioè colei, o anche colui, che viene lanciato in aria; infine il back spot, l’atleta che principalmente sta dietro alla flyer per aiutare a sostenere il peso e coordinare con i conteggi le varie figure che si eseguono. Il Cheerleading a livello agonistico si divide in due categorie: il Cheerleading e il Performance cheer.
Il Cheerleading prevede all’interno di una coreografia parti di tumbling (acrobatica), stunt (sollevamenti e lanci di persone), piramidi (unione di più stunt), jumps, cheer (in alcune competizioni o esibizioni, è la parte specifica di tifo, dove si intona un canto accompagnato dall’esecuzione di stunt) e dance.
Il Performance cheer, ovvero un ramo molto simile alla danza, prevede solo parti a terra di ballo, acrobatica e jumps, e si suddivide in Freestyle Pom (coreografie dove si utilizzano i pom pom per tutta la routine), Hip Hop e Jazz. Si tratta di uno sport agonistico dove la precisione e la coordinazione sono di fondamentale importanza.
Sia il Cheerleading che il Performance cheer prevedono generalmente coreografie o routine della durata di 2.30 minuti, eseguite in campo gara e davanti a una giuria.
Il Cheerleading uno sport tra valori ed uguaglianza
ll Cheeerleading è un’attività sportiva altamente formativa che punta sul gruppo e non sul singolo individuo, perseguendo così obiettivi comuni. Nel cheerleading il risultato si ottiene grazie alla partecipazione e performance di tutto il team, l’allenamento deve essere frequente e impegnativo: corsa ed esercizi di cardio per aumentare la resistenza, potenziamento e talvolta sollevamento pesi per incrementare la forza, stretching per favorire la flessibilità e innumerevoli esercizi di preparazione per la parte di acrobatica. Si potrebbe pensare che per praticare questo sport bisogna avere determinate caratteristiche, invece è alla portata di tutti, visto che si compone di livelli e categorie accessibili ad ogni atleta. Come detto in precedenza è sia uno sport maschile che femminile, ma di recente è stata introdotta anche la categoria del paracheer, dove atleti affetti da disabilità possono competere in categorie specifiche.
Il Cheerleading, dunque, può essere considerato uno dei pochi sport di squadra esistenti che crea affiatamento e rispetto reciproco verso il prossimo riuscendo a non generare differenze né gelosie all’interno del team, valori sani che non tutti gli sport ad oggi riescono a trasmettere.
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