07.11.2019

Sportivando

Volontariato sportivo. Il cuore pulsante del sistema

Dalla rivista Primato, novembre-dicembre 2019.

Giorni fa mi trovavo su un volo di ritorno da Cagliari e sul quell’aereo ho potuto confermare empiricamente, ancora una volta, molte delle convinzioni che mi muovono come persona e uomo di sport. Direte voi: perché il presidente sta raccontando questo episodio all’interno dello spazio di riflessione sui principali temi della politica sportiva? Perché è coerente proprio con il suo scopo e adesso vi spiego come mai.
Ero volato in Sardegna per partecipare alle Asiadi sarde, la declinazione locale della festa con cui il nostro Ente ha festeggiato a giugno di quest’anno i suoi 25 anni di storia. Un appuntamento in cui la nostra periferia ha dimostrato di essere, come di consueto, il motore della crescita del no- stro Ente e l’interprete fedele e responsa- bile dei nostri valori.
Capirete dunque come su quel volo Cagliari-Roma mi potessi sentire pieno di entusiasmo e gratitudine per quello che avevo vissuto e per quello che di bello ogni giorno silenziosamente accade in nome e per conto del nostro Ente, grazie ad un gruppo di persone legate dalla condivisione di un insieme di valori coltivati nel tempo e di un percorso di crescita ormai tracciato.
Questo stato d’animo è poi stato rafforzato dalla constatazione di chi fossero i miei compagni di viaggio. Mentre stavo camminando nel corridoio per prendere posto, infatti, vedevo molti ragazzi e ra- gazze in tuta, accompagnati da uomini e donne con la stessa divisa. Un attimo per realizzare: ero su un volo i cui passeggeri per la stragrande maggioranza erano sportivi! Scoprivo quindi di essere assieme a due squadre maschili di hockey – la Tevere Hockey e l’ Eur Hockey – una squadra di calcio a cinque – l’Aprilia Unite – una di pallavolo femminile – la Volley Terracina – e un insieme di ginnaste accompagnate dal- le madri. Una di loro era seduta proprio a fianco a me.
In quell’istante – come anticipavo all’inizio – plasticamente avevo davanti a me la perfetta rappresentazione di due convinzioni che informano la nostra azione di Ente di Promozione Sportiva. La prima: il volontariato è il cuore del sistema sportivo. La seconda: lo sport è un volano (purtroppo sottovalutato) di crescita economica.
Entrambe nel corso del tempo sono state ampiamente dibattute e sviscerate anche sulle pagine di questa rivista ed, in generale, stanno diventando parte di un senso comune diffuso. Tuttavia, sul piano delle politiche decisionali, gli interventi compiuti a favore del volontariato sportivo sono ancora insufficienti (o da sviluppare) e non in grado di valorizzarlo a pieno e di coglierne le varie sfaccettature. Si tratta, infatti, di un mondo che non gode di grandi palcoscenici, perché non accecante nelle sue paillettes e nei suoi lustrini, ma non per questo meno affascinante agli occhi di chi lo sa inquadrare nella sua autenticità. Come può lasciare indifferenti il sacrificio dei dirigenti chiamati non solo ad organizzare puntualmente l’attività sportiva, ma anche a far quadrare i conti associativi (per quanto non profit) ed a aggiornarsi sugli aspetti gestionali, disciplinati da una legislazione frammentata e sottoposta a continui aggiornamenti e modifiche?!

La generosità e la passione di questi uomini e di queste donne ci motivano ancora di più a dare il nostro meglio. Quella generosità che non è romanticamente e arbitrariamente attribuita da addetti del settore, ma scientificamente documentata. Secondo l’Osservatorio Permanente sulla Promozione Sportiva nel 2016 i 432 mila dirigenti dei 15 Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI, nell’arco di una stagione sportiva di 38 settimane, hanno dedicato alle proprie società ben 82 milioni di ore di volontariato, equivalenti a più di 1 miliardo di euro, ovvero a 54.050 contratti di lavoro a tempo pieno. Rifacendoci a quest’ultimo dato appare evidente la seconda nostra convinzione: lo sport ha una capacità di generare ricchezza che è assolutamente non trascurabile e quantificabile. Quanto ha guadagnato, ad esempio, la compagnia aerea con cui abbiamo volato da Cagliari grazie alla partecipazione di quegli atleti, di quei dirigenti e di quelle famiglie a gare, eventi e corsi in luoghi distanti dal loro luogo di attività? Abbastanza, se pensiamo che l’indotto complessivo prodotto dall’insieme delle finali nazionali (circa 300 nel corso di un anno, ciascuno della durata di circa 3 giorni), organizzate dai 15 Eps e studiate dall’Osservatorio, apportano un valore di poco inferiore ai 93 milioni di euro.

Ecco perché ho voluto raccontarvi di questo volo: perché quello di cui parliamo in questo spazio non è filosofia o teoria sportiva, è vita. Una vita che osserviamo giorno dopo giorno e di cui dobbiamo prenderci cura.

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