12.10.2023
Sport, cultura, benessere e sostenibilità: ora si fa sul serio
Dalla rivista Primato, agosto-settembre 2023.
Sport nelle scuole, sport sociale, impiantistica sportiva, ecosostenibilità… L’occasione è ghiotta, perderla adesso rappresenterebbe un colpo difficile da assorbire.
Partiamo dallo scorso mese di settembre. Lo Sport entra in Costituzione. Straordinario traguardo, impensabile che si siano dovuti attendere settant’anni con lo Sport declassato e privato delle sue potenzialità.
Diamo il benvenuto allo Sport, dunque, che in una visione antropocentrica, con l’uomo al centro della vita e del mondo, torna protagonista. E ne rivaluta le capacità considerate dalla politica per anni come marginali. Certamente non da noi. Diamogli il benvenuto e mettiamolo finalmente accanto a colossi come benessere, salute, ambiente e a quei processi educativi e culturali necessari per sfruttare al meglio questi aspetti che, in un rapporto sinergico e sistemico e combinati tra loro in diversa misura, sono fondamentali per giungere a una definizione di “PROGRESSO”.
Ma attenzione. Questa ritardata e faticosa conquista deve rappresentare un punto di partenza non certo di arrivo. Non può e non deve rimanere su carta. Tutti dobbiamo fare ora la nostra parte, a partire dalle Istituzioni: anche con spirito autocritico e rinnovati paradigmi.
Sport nelle scuole, sport sociale, impiantistica sportiva, ecosostenibilità… L’occasione è ghiotta, perderla adesso rappresenterebbe un colpo difficile da assorbire.
Del rapporto tra sport e salute abbiamo detto già tanto. Come del legame tra sport e ambiente sempre con al centro l’uomo. Noi di ASI siamo sempre stati in prima fila su questa tematica, come testimonia il grande lavoro del nostro Terzo Settore o il progetto SportCity Trainer che sta formando tecnici specializzati nella promozione dell’attività fisica nei parchi in tutta Italia. Come anche la partecipazione attiva al processo di rivoluzione culturale sulle città green.
Il comparto al quale orgogliosamente apparteniamo sa bene quanto ambiente, sport, salute e benessere siano facce della stessa medaglia. La vecchia accezione di sport come pura prestazione agonistica è stata ormai superata da una concezione dell’attività fisica come realtà dove confluiscono le nuove domande sociali collegate alle trasformazioni della società.
Quando pensiamo agli oltre 20 milioni di italiani che praticano sport almeno una volta alla settimana, ci viene subito in mente l’immagine di chi corre o va in bicicletta ancor più di chi si allena in palestra, o su un campo da calcio o rugby, o gioca a basket e volley nei palazzetti dello sport. Nel nostro immaginario collettivo questa immagine dello sport all’aria aperta, nell’ambiente naturale che ci circonda, è sempre presente.
Eppure, non si è mai affrontato concretamente il tema dello stretto legame che unisce chi pratica sport alla tutela dell’ambiente, qualcosa di insito nella stessa natura di questo rapporto.
Le sensibilità connaturate in chi pratica attività fisica, fa degli sportivi veri e propri alfieri del cambiamento. Un popolo che, nei fatti, si è sempre candidato a questo ruolo. Un rapporto che dovrebbe essere affrontato e approfondito in tanti altri aspetti.
“Sviluppo sostenibile”, è una parola entrata prepotentemente nel nostro vocabolario e nel nostro immaginario. Soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli della generazione futura”.
Le donne e gli uomini di sport vogliono essere i primi protagonisti.
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