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28.01.2021

Istituzionale

Zazzaroni, Ceresoli. Direttori a lavoro nell’emergenza Covid

Premio Media Sport&Cultura a L'Eco di Bergamo. Rivedi il video.
Continuiamo a ripercorrere il nostro evento Sport&Cultura, quest’anno legato all’emergenza Covid perché i suoi contenuti sono ancor oggi d’attualità. E per ricordare i protagonisti dei premi che sono stati, quest’anno, speciali a loro modo e meritano un pensiero prolungato nel tempo. 

E’ questo anche il caso del Premio Media che si immagina condiviso tra tutti i mezzi di informazione che, anche nel periodo del lockdown, sono rimasti fedeli al proprio compito. La filiera dei giornali è andata avanti. Dagli inviati nelle zone a più alto numero di contagi, alle tipografie, dai distributori fino alle edicole. 
Al momento di operare una scelta, perché questo premio qualcuno doveva pur ritirarlo, la scelta è caduta su L’eco di Bergamo. 
A ritirarlo, il direttore Alberto Ceresoli. Tipografie, giornalisti, edicolanti… Quando i camion militari a Bergamo trasportavano corpi, quando i necrologi sul giornale erano di dieci pagine, l’Eco di Bergamo ha rappresentato l’esempio di giornalismo in clima di “guerra”. Il quotidiano ha raccontato le drammatiche vicende della Bergamasca, la zona più colpita d’Italia. “Tutto iniziò il 21 febbraio, era un venerdì – ha spiegato Ceresoli – con un sospetto caso di Covid. Da quel momento Bergamo è stata travolta e poi, man mano, tutta Italia”.

A suggerire la scelta de L’Eco di Bergamo, il Corriere dello Sport-Stadio, media partner dell’evento. Il suo direttore, Ivan Zazzaroni, ha saputo sintetizzare il lavoro dei giornali in un momento così emergenziale.     

 

 
Rivediamo l'intervento dei Direttori Ceresoli e Zazzaroni,
nel corso del Premio ASI Sport&Cultura▼▼▼
 

La challenge per sostenere l'Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo

Ma, il legame con Bergamo è stato forte, per ASI, sin dall’inizio. Quindici secondi, con una canzone italiana in sottofondo, da intonare; nominare poi tre amici, chiamati a ripetere la stessa performance e, attraverso una donazione, sostenere l'Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo: questa è stata la formula della challenge, divenuta subito virale.
Nessuno si è tirato indietro, centinaia di cittadini chiusi nelle proprie case in cerca di attività fisica e di un sorriso, soprattutto di speranza, campioni, volti noti dello spettacolo e del giornalismo, difficile nominarli tutti. 
Il primo a raccogliere e lanciare la sfida è stato il campione di MMA Carlo Pedersoli jr, nipote dell’azzurro di Nuoto Carlo Pedersoli, noto nella sua seconda vita artistica con lo pseudonimo di Bud Spencer. Ha cantato “Azzurro” di Adriano Celentano e fornito una prova inevitabilmente impeccabile.          
Francesco Acerbi ha intonato una canzone di Battisti cara ai tifosi della Lazio. E' utilizzata per celebrare le vittorie e per il difensore biancoceleste è più di un auspicio per superare questa fase delicata per il nostro Paese.
E, sempre alla ricerca di un sorriso perduto, il Campione del Mondo della Roma Bruno Conti, funanbolica ala, ha dribblato anche i compiti della challenge. Il suo video mostra un paio di flessioni ma lui conta fino a 500. 
Nomi importanti hanno partecipato, tra cui Luis Alberto e Vincenzino D'Amico, epoche diverse ma la stessa limpida classe.
Con loro, Antonio Tempestilli, oggi dirigente della Roma, Giuseppe Giannini, “Ciccio” Graziani, Massimiliano Cappioli e Fabio Petruzzi. E ancora, l’ex juventino Alessandro Matri e Cristian Brocchi che ha vestito per anni la maglia del Milan. Il difensore dell’Atalanta Rafael Toloi, Roberto Muzzi e la calciatrice rossonera e della Nazionale, Valentina Giacinti e, in una prestazione in coppia con il figlio, Stefano Battistelli, primo uomo a vincere nel Nuoto una medaglia azzurra ai Giochi Olimpici.
E poi, i fratelli Duran, Emanuele Della Rosa con l'inseparabile amico giornalista Stefano Piccheri, pugili importanti nel panorama italiano, il capitano della Lazio Pallanuoto Federico Colosimo, Claudio Sebastianutti, Antonio Buccioni, Presidente della polisportiva biancoceleste. E ancora, il ballerino Kledi, Mvula Sungani, gli attori Giorgio Borghetti, Luca Capuano, Enio Drovandi, i comici Dado e Gabriele Cirilli, giornalisti come Marco Mazzocchi, uno dei primi ad aderire all’iniziativa. E tanti altri ancora. 
Tra questi, c'è anche Dario Marcolin, cresciuto calcisticamente in terra lombarda, nella Cremonese. Due vittorie europee con l'Under 21 e uno Scudetto con la Lazio. Il suo video ha qualcosa di speciale. Nasce con un sentimento speciale. Girato poco dopo la morte del papà per colpa del Coronavirus. Ha deciso di contribuire. Ancora di più. Per l'ospedale di Bergamo… per ritrovare un sorriso.

Sport&Cultura, quest’anno, ha raccontato storie difficili che l’Italia ha passato e sta passando, storie di uomini che durante il Covid-19 hanno dato un contributo importante, decisivo, in alcuni casi vitale. Drammi umani, solidarietà, amore, sacrificio, rinunce. Le realtà di quei lavoratori che fanno fatica a rialzarsi, quelli che non riapriranno e, ancora, quelli che ce la faranno. Uomini, donne, sportivi, medici, volontari, infermieri, giornalisti ed edicolanti. Piccoli eroi contemporanei che meritano di essere celebrati. E premiati. Noi lo abbiamo fatto. Perché ci sono storie che vale la pena di raccontare per ricordarci di guardare con più ottimismo al futuro che dipende da ognuno di noi…

 

[  Fabio Argentini  ]
 
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