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08.06.2022

Istituzionale

Cavalieri dello Sport. Emozioni antiche

Il titolo di Gran Cavaliere a Emilio Minunzio, Vicepresidente di ASI e quello di Cavaliere ad Andrea Roberti, Presidente di ASI Roma. Si allunga la lista di quanti, nel nostro Ente sono stati onorati di un titolo che, attribuito a Genova nello scorso weekend, riporta nel suo cerimoniale alle antiche tradizioni. 

“Pernics corpus mens libera”, mente libera e corpo sano, è questo il motto dei Cavalieri dello Sport o, più precisamente, de I Cavalieri dello Sport. Il sodalizio, fondato a Genova dal Cavalier Silvestro Demontis, ha lo scopo di valorizzare e riconoscere l’operato di tutti coloro che, dietro le quinte e senza chiedere nulla in cambio, si adoperano a favore del mondo dello sport.
Ed è su queste basi che, lo scorso week end, proprio a Genova, si è svolta la solenne cerimonia di consegna delle onorificenze a Cavaliere e Gran Cavaliere con il patrocinio di ASI, del CONI Liguria, della Regione Liguria e del Comune di Genova. Tra i premiati anche il Vicepresidente di ASI Emilio Minunzio al quale, l’Ordine Nazionale dei Cavalieri dello Sport, ha deciso di attribuire il titolo di Gran Cavaliere. Insieme, il Presidente di ASI Roma Andrea Roberti insignito dell’onorificenza di Cavaliere.
Una cerimonia che riporta ai fasti medievali e alle cerimonie araldiche con precisi gesti e usanze che ne fanno certamente il fascino più grande. Un titolo, questo, che non vuol essere solamente tale piuttosto un ennesimo sprone a continuare l’attività di valorizzazione dello sport e del suo intrinseco significato sociale.

 

 

Il cerimoniale
Il fondatore dell’Ordine, Silvestro Demontis

Tutti i partecipanti, prima dell’inizio, prestano un giuramento collettivo di fedeltà ai valori del Cavalierato. Durante l’investitura, il cavaliere nominato, seguito dal cerimoniere, indossa la fascia verde (a rappresentare la speranza) con frange dorate (che contrassegnano il premio finale per l’impegno profuso). I cavalieri ricevono il medaglione con l’araldica dell’Ordine e la frase “Pernics corpus mens libera” (mente libera e corpo sano), accompagnato da una pergamena con la motivazione: “Per i grandi meriti conseguiti nell’attività sociale e sportiva”. Ricevono, inoltre, la cravatta verde dell’Ordine, lo scudetto da fissare sul taschino a sinistra della giacca, più il distintivo da mettere sull’occhiello del bavero sinistro della giacca…
Atmosfere dal sapore medievale, cariche di significati araldici per un premio nato nel 2009.
Il premio in questione si chiama “Cavalieri dello Sport”: conferisce onorificenze a quelle figure che gravitano attorno alla figura dell’atleta, più genericamente che fanno parte del mondo sportivo. L’ordine viene assegnato, non solo per i valori tecnici agonistici conseguiti, ma anche per quei valori espressi dai soggetti del mondo dello sport che molte volte operano nell’ombra: dirigenti, insegnanti, tecnici, allenatori, ecc.
I “Cavalieri dello Sport” nascono come Ordine nel 2009, ma lo spirito che ne muove le azioni è antico nel suo essere, come spiega il presidente del comitato provinciale di Genova, Silvestro Demontis: “Come avveniva per i cavalieri del nostro passato, anche nello sport dei tempi moderni, esistono uomini che s’impegnano a favore degli altri, che dedicano il proprio tempo, spesso gratuitamente, alla cultura dello sport, alle realtà associative e iniziative di beneficienza. E pochi riconoscono il valore di quanti soprattutto agiscono dietro le quinte. L’atleta vince la medaglia, gli altri no. In una tavola rotonda tra dirigenti (non possiamo che chiamarla così…), proposi un riconoscimento per tutti questi personaggi e nacque l’Ordine”. Nel corso degli anni più di 300 cavalieri hanno ricevuto questa onorificenza, tra i più illustri il nostro presidente Claudio Barbaro, il dirigente Giuseppe Marotta, gli ex calciatori Attilio Lombardo, Enrico Chiesa, Marco Lanna, il Presidente Edoardo Garrone e tanti altri… Tra i tanti riconoscimenti nel corso degli anni, anche l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica.

 

L’araldica dell’Ordine
Fascia, medaglia e pergamena. L’araldica dell’Ordine: Il medaglione che il cerimoniere metterà al collo del nominato con la grafica studiata dal maestro Glauco Pogi, scultore, scrittore e psicologo d’arte oltre che studioso proprio di araldica, correlato da nastro tricolore. Poi, l’attestato della nomina e la fascia verde simbolo dell’Ordine. Il motto costitutivo è “Pernix corpus, mens libera” (corpo agile e mente libera).

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