Nessuna attività sportiva deve chiudere

18 Ott 2020 | Redazione web ASI
Istituzionale

Provvedimenti per la salute negano il diritto alla salute.

Il comunicato a firma del nostro Presidente, Claudio Barbaro.

Il Governo, con l’intenzione di tutelare la salute pubblica non si sta rendendo conto di negarne il diritto stesso. 
Lo sport è salute e mettere in atto provvedimenti lesivi per l’attività fisica controllata e coordinata, con atteggiamenti approssimativi, dilettantistici e frettolosi, potrà avere ripercussioni pesantissime sul benessere psico-fisico della popolazione e altresì sulla cultura dello sport stesso e su abitudini consolidate che, a fatica, stavano riaffermandosi dopo il lungo periodo di stop dei mesi scorsi. 
L’attività in palestre, piscine, centri sportivi è normata da linee guida ben precise emesse dallo stesso Governo e dal mondo dello sport. Richiudere tutto equivale a un controsenso e a una pericolosa deriva che mettono in dubbio le stesse precedenti azioni governative. 
A tutto questo si aggiunga che un intero comparto dell’economia che sviluppa l’1,8% del Pil, quasi 4 considerando l’indotto, era già stato messo in ginocchio dal precedente lockdown. E, nonostante questo, i centri sportivi avevano affrontato, sulle forze, opere di adeguamento strutturale e sanificazione volte al rispetto delle regole stringenti al prezzo di notevoli sacrifici economici. 

L'art. 32, 1° comma della Costituzione, stabilisce, poi, che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività ed essa trova la sua espressione in campo sportivo, in primo luogo, nel diritto all'integrità fisica collegato alla scelta di vita che il soggetto ha effettuato.
La pratica sportiva per i suoi contenuti sociali, educativi, formativi è un diritto di tutti i cittadini e un interesse della collettività a cui lo Stato deve rispondere con competenza e puntualità. La Carta Europea dello Sport per Tutti, adottata dal Consiglio d'Europa, afferma che chiunque ha il diritto di praticare lo sport e che lo sport, in quanto fattore importante dello sviluppo umano, deve essere incoraggiato e sostenuto in maniera appropriata con finanziamenti pubblici.

Cambiare stile di vita non solo migliora il benessere degli italiani ma ha un impatto positivo anche sui conti della sanità con un risparmio di circa 2,3 mld di euro all’anno in termini di prestazioni specialistiche e diagnostiche, ricoveri e terapie farmacologiche.

Nessuna attività sportiva deve chiudere avendo dimostrato, il mondo dello sport, una maturità crediamo latitante in chi ci deve governare. Ricordiamo che quando la curva epidemiologica era in discesa, sono stati riaperte discoteche e locali alla moda in cui una movida inevitabilmente di difficile controllo, ha portato alla nascita di nuovi focolai. 
Ora deve essere il virtuoso mondo dello sport a pagare?