Defibrillatori automatici: cosa c'è da sapere

17 Set 2015 | Comunicazione ASI
Istituzionale

Fino a poco tempo fa erano in pochi ad avere visto e/o utilizzato un defibrillatore semiautomatico. Adesso, invece, sono molti ad averlo avuto tra le mani e ad averlo testato. Perché? Non dipende solamente da una maggiore diffusione della 'cultura della salute' - e con questa anche della prevenzione - ma dalla disciplina che, nel corso di questi anni, il legislatore ha emanato. Facciamo allora un breve riepilogo per fare ordine su un aspetto importante e delicato della pratica sportiva.

Il famoso Decreto Balduzzi "Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defi brillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita" ha regolamentato (art. 7 comma 11) l'utilizzo dei defibrillatori, ampliando l’obbligo di dotazione di questi alle società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche.
In sede di conversione del suddetto decreto in legge (Legge 8 novembre 2012, n.189), le disposizioni del legislatore riguardo ai defibrillatori non sono state modificate.
Successivamente è stato emanato un Decreto da parte del Ministero della Salute 
(DM 24 aprile 2015) in cui sono state chiarite le modalità e le tempistiche degli obblighi introdotti dalla legge. In particolare il Decreto nel ribadire l'obbligo per le società sportive dilettantistiche e professionistiche di dotarsi di defibrillatori semiautomatici, ha previsto delle eccezioni. Infatti, le società dilettantistiche impegnate in attività a ridotto impegno cardiocircolatorio, quali bocce (escluso bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilati sono state esonerate dall'adempimento. 

Il Decreto ha poi stabilito le tempistiche per l'adeguamento alle nuove prescrizioni di legge - 30 mesi per le società dilettantistiche; 6 mesi per quelle professionistiche - e ha previsto che gli oneri di dotazione dei defibrillatori semiautomatici fossero a carico delle società, a cui veniva data la possibilità o di associarsi - nel caso di più soggetti sportivi operanti nello stesso impianto sportivo - oppure di accordarsi con i gestori delle strutture sportive, affinchè fossero questi a farsene carico.

L’Allegato E del suddetto Decreto conteneva le linee guida dettagliate sulla dotazione e l’utilizzo dei defibrillatori, sintetizzate a seguire: la presenza di personale formato e pronto a intervenire; la facilità di accesso al defibrillatore; l'adeguatezza nella segnalazione dell'apparecchiatura e il suo perfetto funzionamento; la possibilità di formare operatori abili nell'utilizzo dei defibrillatori in capo ai centri di formazione accreditati dalle singole Regioni. 

Ecco allora che, alla luce di questa veloce ricostruzione, si comprende bene come le società sportive dilettantistiche abbiano ancora poco tempo per dotarsi di defibrillatori semiautomatici. Con gennaio 2016 l'obbligo, infatti, decorrerà con tutti i suoi effetti. 
Nel frattempo aspettiamo che il CONI chiarisca con una sua circolare alcuni aspetti che restano oggi al di fuori delle previsioni di legge.

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