Coronavirus: "Il Lazio quasi risparmiato, ma quanta fatica per lo sport. Ora basta promesse"

06 Mag 2020 | Redazione web ASI
Istituzionale

"Rispetto al Nord, abbiamo avuto più fortuna"...
 

In viaggio nelle realtà regionali. Grazie alle testimonianze dei nostri Presidenti. Nono appuntamento, con il Lazio, dopo l'esperienza di: 

Veneto
Lombardia
Piemonte
Liguria
Trentino-Alto Adige

- Friuli-Venezia Giulia
- Emilia Romagna
- Valle d'Aosta

 


 

LAZIO
Roberto Cipolletti

Il Lazio, come del resto tutta Italia, prova a ripartire. La Fase 2 è appena cominciata, ma le incertezze e i dubbi sono ancora moltissimi. 
Una Regione che, insieme alla Basilicata, risulta la meno colpita dal coronavirus. I dati dell'Istat e dell'Iss sulla mortalità complessiva del mese di marzo 2020, confrontata con la media degli anni dal 2015 al 2019, registrano per il Lazio un calo dell'8,1% dei decessi e per la Basilicata un calo del 7,2%. Seguono Sicilia (-2,7%), Campania (-1,9%) e Calabria (-1%).
Le strutture sanitarie (Spallanzani in primis), poi, hanno retto e la minaccia di un sovraffollamento delle terapie intensive è stata scongiurata.

"Qui fortunatamente abbiamo avuti pochi contagi. Anche se le vittime sono state oltre 500, molte delle quali nelle Rsa. Possiamo però tranquillamente affermare che siamo stati più fortunati rispetto alle Regioni del Nord, colpite in maniera tremenda da questa tragedia". Esordisce così Roberto Cipolletti, Presidente del Comitato Regionale ASI del Lazio.

È iniziata la Fase 2. Un bilancio di questi due mesi di lockdown? 
"La cittadinanza ha rispettato le regole imposte sin dal principio, limitando al massimo le uscite. E' emerso il senso civico che è alla base di ogni popolo. Almeno dovrebbe. Eppure, nonostante un comportamento impeccabile, è scattata la fastidiosa “caccia al runner”, la segnalazione o la denuncia del vicino di casa, delle persone affacciate alla finestra. Come se un ragazzo che corre potesse essere un potenziale untore. Si è creato un clima di terrore nelle menti di tutti gli italiani. Ma responsabilità e problemi sono altri...".

Ad esempio?
"Le mascherine prima ed oggi i guanti: qui ancora non si trovano con facilità. Questa è stata una fonte di pericolo reale. Pura incoscienza (e uso solo un eufemismo) da parte di chi doveva gestire un processo di questo tipo. I rischi non vengono certo da una persona che decide di andare a correre e magari staccare la spina per un po' in un momento drammatico. Si prendessero le proprie colpe. Mi riferisco a chi non ha saputo gestire l’emergenza in maniera adeguata. La cura di tutto e per tutto non è ammissibile che sia solo il 'distanziamento sociale', anche se fondamentale e da rispettare".

Lo sport è fermo...
"Purtroppo è troppo facile rispondere: tutto tristemente fermo. Come nel resto d'Italia. Sia per quanto riguarda le nostre associazioni e società affiliate, sia per quanto riguarda l’impiantistica sportiva. Palestre e piscine chiuse, dimenticate, abbandonate. Ma gli operatori di settore, senza aver preso un euro dallo Stato, hanno continuato a lavorare, manutendere, pagare gli affitti e i dipendenti.
Usare la parola ‘tragedia’ mi sembra irrispettoso ed eccessivo nei confronti di chi ha perso un familiare, un amico, per colpa di questo maledetto virus. Ma di ‘tragedia sportiva, economica e sociale’ sì, se ne può e se ne deve parlare. Perché questa è la realtà. E gli scenari futuri sono devastanti. Il tessuto sportivo di base in Italia, in parte, è già affondato. Nel nostro Paese l’offerta di pratica sportiva di base è demandata alle associazioni e alle società sportive. Se muoiono loro, muore l’opportunità di far fare sport ai cittadini. E sarebbe anche una catastrofe dal punto di vista sociale e sanitario".


Il futuro dello sport, pensando anche a quelli che dovrebbero essere gli aiuti del Governo…
"Non possiamo far altro che sperare, anche se lo scetticismo da questo punto di vista è davvero generale. È uscita recentemente la sintesi delle linee guida emesse dal ministro dello Sport Spadafora, che di fatto rappresentano la sintesi delle linee guida del Politecnico di Torino.
Cogliamo positivamente l’intenzione del Governo di voler ripartire, di riaprire lo sport, le palestre, le piscine, gli impianti in sicurezza. Ma tutti sanno che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Basta parole, davvero..."


Lo sport è davvero in grado di riprendere?
"Certo, tutto può ripartire in sicurezza. Le regole, la disciplina, il rispetto, sono alla base dello sport. Il vero nodo è saper riuscire a coniugare la sicurezza con gli aspetti economici. È qui che deve intervenire il Governo. È scontato che, una palestra che prima poteva ospitare 1000 persone e adesso solo 300, abbia bisogno di aiuti. Senza interventi concreti delle Istituzioni la sopravvivenza di questi centri sarà difficile. 
Permettetemi di fare una ulteriore polemica al riguardo…"


Di che tipo?
"Quello che è stato definito dal Premier Conte ‘un atto d’amore da parte delle banche’, non è altro che un finanziamento che significa ulteriore indebitamento. Oggi è l’unica opzione percorribile? Beh, dal Governo ci si aspetterebbe qualcosa in più: un gesto concreto che possa dare un po’ di sollievo in questa situazione tragica".

ASI Lazio come sta lavorando?
"Da squadra. Mi confronto spesso con la struttura nazionale e quotidianamente con i Presidenti dei Comitati Provinciali del Lazio: Raffaella Magliocco a Frosinone, Francesco Ducci a Latina, Drago Amicarelli a Rieti, Andrea Sebastiani a Viterbo e Marco Carotti a Roma presente anche nello staff della Corsa del Ricordo e di tante iniziative del nostro Comitato.
Sono soddisfatto di una cosa e ne vado fiero: ho notato che sia a livello nazionale che territoriale, ASI è compatta, con l’obiettivo di non abbandonare le associazioni e tutte le società affiliate. Un sinonimo di unità, compattezza, armonia... Un ente che rema tutto dalla stessa parte, in un’unica direzione che è quella della ripresa.
Questo mi rende orgoglioso; certo non è facile assistere quasi passivi alla ‘morte’ di alcune realtà, ma vedere quanto apprezzino ciò che stiamo facendo, riesce a strappare un sorriso. 
E poi percepiamo il sostegno del nostro Presidente Nazionale, anche come politico. La sua battaglia è la nostra. ASI sarà la nostra arma".


Il Comitato si è distinto anche per la completezza del messaggio comunicativo.
"Sin dai primi momenti, tramite il nostro sito e i social, abbiamo informato le associazioni e i nostri tesserati sull'evoluzione delle disposizioni. Utilizzando, anche, l'esperienza dei nostri esperti in materia fiscale e giuridica".

Spadafora e lo sport di base: qualche piccolo segnale di avvicinamento?
"Ne parlavo prima, ultimamente sembrerebbe che abbia cambiato rotta, ma per tanto, troppo tempo, anche appena scoppiata l’emergenza Coronavirus, sembrava quasi che per lui lo sport fossero solo il Calcio o il corridore al parco. Il nostro mondo, in mezzo, è completamente dimenticato. Ai proclami di ora, seguano fatti concreti".

In questi giorni tante anche le iniziative per sostenere le associazioni. Idee per il futuro? 
"Tante le proposte da tempo allo studio. Una cosa importante sarebbe riuscire a facilitare l’utilizzo degli spazi aperti per le associazioni sportive, senza però aggravare le pratiche burocratiche. Faccio un esempio: se una Asd o un circolo volessero costruire pedane per il fitness all’aperto, in aree verdi, oppure uno spogliatoio per aumentare le distanze di sicurezza, dovrebbero poterlo fare ed anzi essere aiutati nel farlo La speranza è che siano velocizzate le pratiche dal punto di vista della burocrazia.
Un altro esempio: i voucher per lo sport. Si darebbe l’opportunità, così come per il turismo, di fornire dei voucher da utilizzare nel corso della stagione sportiva per tutti coloro i quali abbiano, per causa di forza maggiore, perso mesi e mesi di lezione, senza dover ricorrere per forza alla pratica del rimborso".


 
 
ULTIMA ORA
Regione Lazio, un tavolo per la ripartenza

Il 5 maggio è stato organizzato un incontro - ovviamente online - dalla Regione Lazio con i rappresentanti territoriali delle Federazioni e degli Enti di promozione sportiva al quale ha partecipato ASI Lazio con il suo Presidente Roberto Cipolletti, che ha rappresentato in un tavolo (alla presenza del Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Lazio Albino Ruberti e del Delegato allo Sport della Presidenza della Regione Lazio Roberto Tavani) le istanze dell'associazionismo sportivo di base. Numerosi gli interventi incentrati, soprattutto, sulle misure da mettere in atto per consentire la riapertura, in sicurezza, delle attività.
Cipolletti, nel suo intervento, ha voluto rilevare "Come ci sia necessità di tempi certi e, soprattutto, di chiarezza nelle linee guida e nei protocolli. Sarà già difficile attuare le misure restrittive e di sicurezza, sarà anche difficile sostenerle economicamente, ma che siano almeno chiare e certe, così da non lasciare spazio a interpretazioni e discrezionalità da parte di chi deve attuarle e, soprattutto, da parte di organi di verifica e controllo".
Inoltre, ha sottolineato "come sia auspicabile, da parte della Regione, sollecitare e sensibilizzare gli enti pubblici affinché vengano semplificate le pratiche autorizzative di interventi, per rendere fruibili le attività sportive in spazi all’aperto, a disposizione delle associazioni e delle società sportive".
Infine, anche in virtù dei voucher famiglie e dei buoni sport messi in campo dalla Regione, il Presidente di ASI Lazio, ha chiesto, nei limiti delle competenze regionali, di immaginare dei voucher, così come per il turismo, che consentano a chi ha visto sospesi i propri corsi, di ricevere dalle associazioni e delle società sportive dei voucher da utilizzare nel corso della stagione sportiva, invece di richiedere il rimborso dei corsi stessi.
 

 
[  Paolo Signorelli  ]