Compensi sportivi a soggetti stranieri senza codice fiscale: si può fare?

21 Nov 2020 | Redazione web ASI
Istituzionale

Nel momento in cui stiamo scrivendo queste righe l’attenzione rivolta allo sport è giustamente incentrata sugli incentivi a sostegno del settore e sulla riforma in corso.

La stabilizzazione dei lavoratori sportivi, al quale è stato dedicato uno dei sei decreti che la compongono, costituisce il “pezzo forte” della riforma.

Se confermata, la scelta operata condurrà ad una eliminazione della dicotomia tra sportivo dilettantistico e sportivo professionistico, portando alla creazione di un’unica tipologia di lavoratore sportivo; un intervento tranchant che stravolgerà il settore.

Lasciando da parte il progetto normativo rimanendo però sempre in tema di lavoro sportivo andiamo a rispondere ad un quesito che ci è stato posto tramite il nostro sito e che abbiamo ritenuto meritevole di essere trattato perché ricorrente.

La domanda posta dalla affiliata è la seguente: può una Sportiva Dilettantistica erogare i compensi sportivi a soggetti stranieri privi di codice fiscale?

Compensi sportivi dilettantistici

È indubbio come la normativa sportiva dilettantistica nella sua interezza sia da sempre lacunosa e foriera di dubbi interpretativi: il grande numero di contenziosi che hanno da sempre caratterizzato il settore ne fanno da testimone.

Uno degli aspetti maggiormente delicati riguarda il tema dei lavoratori sportivi dilettantistici, su questioni e criticità ben note ai lettori delle nostre pagine, alle quali per comodità si rimanda ai preziosi contenuti pubblicati dall’avv.to Biancamaria Stivanello (Riparte la stagione sportiva: quali novità per i collaboratori sportivi? e Compensi sportivi dilettantistici: proviamo a fare un decalogo)

Compensi sportivi dilettantistici a soggetti stranieri (senza codice fiscale)

Una giusta premessa, il quesito ovviamente non tratta il caso di cittadini non italiani muniti di codice fiscale e domiciliati stabilmente all’interno della nostra nazione, ma il diverso caso di soggetti stranieri privi di codice fiscale che ricevono compensi nel nostro territorio di natura sportiva.

Solitamente non si tratta compensi che originano da collaborazioni dotate di una certa regolarità nel tempo, come nel caso classico l’allenatore della scuola calcio, ma piuttosto di compensi o premi per la partecipazione a singole competizioni sportive.

È pertanto possibile corrispondere tali tipologie di compensi a soggetti stranieri privi di codice fiscale?

La risposta è affermativa. Infatti, le somme corrisposte non mutano la propria natura in relazione alla nazionalità del percipiente o dalla residenza fiscale dello stesso. Difatti al pari di qualsiasi compenso sportivo non concorreranno alla formazione del reddito fino alla soglia annua di euro 10.000 per anno solare; il percipiente all’atto di ogni pagamento dovrà autocertificare il superamento o meno del limite.

Per sola completezza si richiama la disciplina degli ingressi e permessi di soggiorno degli sportivi non proveniente dall’Unione Europea.

Quali adempimenti fiscali

Al pari degli “altri” compensi sportivi l’associazione o la società sportiva in qualità di sostituto d’imposta dovrà provvedere alla Certificazione Unica e al Modello 770 tenendo conto di qualche particolarità.

Per il premio corrisposto al soggetto estero privo di codice fiscale non sussiste l’obbligo di compilazione della certificazione unica. Il sostituto dovrà, indipendente dal superamento della soglia di 10.000, provvedere alla comunicazione di tali somme e dei dati anagrafici dello sportivo tramite il modello 770 quadro SY.

In attesa delle evoluzioni legislative si può concludere affermando la possibilità di corrispondere tali somme anche a soggetti stranieri privi di codice fiscale.
[  Michele Meucci  ]
Commercialista esperto in ASD