01.12.2022
Una nuova (vecchia) avventura
Dalla rivista Primato, novembre 2022.
Abuso in questo numero dell’ospitalità di Primato: è iniziata per me una nuova e importante avventura al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. La responsabilità che mi è stata attribuita dal Premier Giorgia Meloni mi inorgoglisce e rappresenta una sfida entusiasmante. Nonostante ASI con il suo Terzo Settore sia da anni quotidianamente e fortemente impegnata anche su temi ambientali, ho approcciato questa sfida con lo sguardo di chi talune dinamiche le ha sempre osservate dall’esterno, rispetto alle leve del potere, facendosi tante domande apparentemente scontate e sovente senza responso. Passare dal ruolo di cittadino, seppur attento, a un incarico attivo mi permetterà, almeno inizialmente e spero mantenendo lo stesso spirito pionieristico, di cercare esattamente quelle risposte che pretendono i cittadini di un Paese in cui l’Ambiente rappresenta un tesoro straordinario che coinvolge tutti i settori economici ed è un elemento fondamentale per salute e benessere. Mi permetto di portare un esempio di quanto sopra enunciato. A pochi giorni dal mio insediamento mi sono pubblicamente esposto sottolineando come il Governo dovesse trovare le risorse per finanziare il completamento della carta geologica d’Italia, uno strumento efficace in grado di farci conoscere, nel dettaglio, il territorio nazionale e il suo sottosuolo al fine di garantire la cura, la gestione e la tutela delle risorse e del nostro patrimonio naturale, oltre che aiutarci nella salvaguardia dei cittadini dalle pericolosità geologiche. Ebbene, quelle carte – la cui realizzazione è iniziata vent’anni fa – sono a poco più del 50% della copertura totale. Eppure, la conoscenza del suolo e del sottosuolo rappresenta un passaggio fondamentale per l’individuazione delle risorse idriche, energetiche e minerarie, per la prevenzione di disastri e per la sicurezza nella progettazione di infrastrutture in un Paese che, della conoscenza profonda del suo territorio, ha fortemente bisogno: il 18,4% di questo, secondo il “Rapporto 2021 sul dissesto idrogeologico in Italia” curato da ISPRA, è classificato a maggiore pericolosità per frane e alluvioni. La ricerca indica come 1,3 milioni di abitanti siano a rischio frane e 6,8 milioni a rischio alluvioni. Per quanto attiene Ischia, salita tristemente agli onori della cronaca, il 49% del territorio dell’isola era classificato a pericolosità elevata e molto elevata per frane secondo i “Piani di Assetto Idrogeologico”. Ps. Proprio in riferimento a Ischia e alla ricchezza del nostro Ente, ricevo nelle ore più calde questo messaggio dalla responsabile di Pegasus ASI, Luisella Vitali: “Buonasera Presidente, per emergenza frana Ischia siamo in collegamento con il Dipartimento di Protezione Civile, in attesa di attivazione per la partenza con 4 unità cinofile da ricerca sotto macerie e frane, e 2 piloti con drone professionale con termocamera”… Batte forte il cuore della nostra grande e poliedrica famiglia. Ambiente e Sport In questa palestra di idee che è Primato non posso non soffermarmi su un tema a tutti noi caro, lo Sport. Esiste un binomio “sport e ambiente”, che rappresenta un enorme contenitore di attività motorie e discipline sportive che, praticate all’aria aperta, o addirittura in montagna, spiaggia, corsi d’acqua, comportano un equilibrio significativo fra l’atleta e la natura. È nostro compito arricchire questo legame. La sostenibilità ambientale della pratica sportiva deve essere al centro di una ritrovata sensibilità, cui le Istituzioni devono prestare sempre più attenzione. Come ASI da tempo siamo, ad esempio, sul progetto Sport City. La pandemia ci ha costretti a cambiare il nostro stile di vita, limitando in gran parte il numero di attività permesse. Un cambiamento che però passa anche attraverso la ricerca di uno stile di vita più sano con la pratica di sport all’aperto. Immaginiamo lo sport come strumento per il benessere dei cittadini partendo dalla trasformazione di piazze, parchi e lungomare in luoghi che favoriscano l’integrazione, l’inclusione e la crescita culturale. Migliorare la qualità della vita grazie al miglioramento dell’ambiente e del suo corretto utilizzo è per noi un grande obiettivo che passa per quella che abbiamo sempre definito come ‘rivoluzione culturale’. Lo sport può e deve essere sfruttato dal Paese come strumento di innovazione. L’esigenza di formare giovani e dirigenti L’importanza di una coscienza ambientale deve partire dalle scuole. E per quanto riguarda lo sport, occorre altresì formare i dirigenti nella direzione di insegnare a ideare eventi non solo a basso impatto ambientale, ma efficacemente portatori di un messaggio positivo, volto a favorire la diffusione di comportamenti virtuosi, ad esempio legati al “plastic free”, a sistemi di raccolta efficaci, alla riduzione delle emissioni climalteranti, alla mobilità sostenibile, agli acquisti verdi, all’uso efficiente delle risorse naturali, alla minor produzione di rifiuti, all’uso consapevole dell’acqua, alla progettazione, riqualificazione ed efficientamento energetico degli impianti sportivi, di promuovere attività sportive in aree naturali protette. E così via… “Coi suoi valori di rispetto, dialogo e comprensione, lo sport contribuisce allo sviluppo e alla realizzazione degli individui. Dallo sport scaturiscono azioni e riflessioni per trasformare e migliorare le nostre società”. Questo l’appello di Audrey Azoulay, direttore generale dell’Unesco.
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