01.08.2024

Sportivando

Sport e sostenibilità. Impegno nel presente, verso un nuovo futuro

Dalla rivista Primato, giugno-luglio 2024.

Lo Sport è fortemente sotto osservazione e in trasformazione. Solo qualche anno fa, ad esempio, non avremmo immaginato che ESG, molto noto soprattutto nel mondo della finanza, sarebbe diventato uno strumento strategico nel settore sportivo.

Lo Sport corre veloce. Non sempre nella direzione radicale che, secondo noi, avrebbe dovuto da anni posizionarlo al centro delle politiche nazionali in termini di salute, ambiente, cultura e altro ancora. Discorsi già fatti e battaglie già intraprese, come i lettori di questa rivista ben sanno. Sicuramente, il nostro settore è fortemente sotto osservazione e in trasformazione. Solo qualche anno fa, ad esempio, non avremmo immaginato che ESG, molto noto soprattutto nel mondo della finanza, sarebbe diventato uno strumento strategico nel settore sportivo. ESG sta per Environmental, Social e Governance. Si tratta di criteri di valutazione dell’impegno di un’organizzazione sportiva secondo tre dimensioni – ambientale, sociale e di governance – che danno la misura di quanto essa sia responsabile e quindi in grado di dare un contributo a uno sviluppo sostenibile in vari campi. In pratica quelli che vengono anche chiamati anche principi ESG sono parametri che si aggiungono ai “classici” principi economici, aumentando così le informazioni disponibili per formulare un giudizio sulla capacità che un’organizzazione sportiva possiede di creare valore, nel medio-lungo periodo, in un’ottica multidimensionale. Pur non essendo obbligatorio, il Bilancio di sostenibilità sta diventando uno strumento fondamentale atto a descrivere la solidità di una società e di un progetto e parimenti anche il contributo di servizio offerto su una serie di temi centrali per una società in continua evoluzione. A livello globale la consapevolezza e l’urgenza dei temi della sostenibilità ed il ruolo fondamentale dello sport come veicolo di promozione di comportamenti sostenibili sono esplosi con la pubblicazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile da parte dell’ONU. Si tratta di un Framework composto da 17 obiettivi (SDGs) e 169 target per il cui raggiungimento le organizzazioni sportive possono fare molto. Questo lo abbiamo sempre sostenuto, prima ancora di sigle e acronimi. Il mondo dello sport è stato per un lungo periodo sottoutilizzato rispetto alle proprie enormi potenzialità. Del resto, con il passare del tempo la necessità di incentivare gli investimenti sostenibili sta diventando sempre più impellente al punto che l’attribuzione di un rating ESG, ossia una metrica per misurare il grado di sostenibilità, è spesso un criterio utilizzato per stabilire quali organizzazioni abbiano il diritto a determinati vantaggi fiscali, incentivi statali ecc., come parte dei piani nazionali per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità stabiliti dagli accordi europei e internazionali. Stiamo quindi lavorando per creare un tavolo di lavoro con diversi stakeholder al fine di identificare delle informazioni minime da riportare nei bilanci sociali/di sostenibilità delle organizzazioni sportive. Per il mondo sportivo che intende valutare e valutarsi in funzione di metriche ESG chiare si tratta di una opportunità da cogliere immediatamente condividendo un percorso istituzionale per evitare potenziali rischi di essere coinvolto in attività di greenwashing. E’ fondamentale arrivare a strumenti per misurare e rendere oggettivi i criteri ESG nello sport. In questo contesto si inserisce la sostenibilità ambientale, diventata ormai uno dei temi più cruciali del nostro tempo. Attraverso l’adozione di pratiche ecologiche, le attività sportive possono contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale e sensibilizzare la comunità sui temi della conservazione del nostro pianeta.

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