30.09.2017

Sportivando

Non finisce qui

Alessandro,
lo abbiamo detto più volte da quando te ne sei andato: salutarti e' stato dare un addio ad un pezzo di ASI.

Un pezzo che si aggiunge alla storia di altri grandi uomini che hanno fatto la storia sportiva della destra italiana, come Roberto Vianello e Carlo Alberto Guida. A loro da oggi ti sei affiancato nel custodire e ricordare la nostra memoria.

Ma non finisce qui Alessandro.

Se oggi siamo quel che siamo – una grande organizzazione sportiva dalle solide radici valoriali – lo dobbiamo soprattutto a te che ti sei sempre adoperato per ricordarci quale fosse il nostro orizzonte.
Potrei scrivere un libro sui ricordi e soprattutto sui lavori che ho – che abbiamo – condiviso con te.

Non è escluso lo faccia, tante sono le testimonianze che hai lasciato nella costruzione delle nostre fondamenta: il nostro statuto, i nostri regolamenti sempre da te concepiti, modificati, integrati e calati nella realtà  contingenti della nostra crescita.
Con l'idea fissa di non snaturare la nostra missione, pensiero costante della tua filosofia sociale e politica.

Ho discusso con te per 35 anni, ma non abbiamo mai litigato e, se sono cresciuto come dirigente e come uomo, molto lo devo ai tuoi insegnamenti.
Mi manchi nel quotidiano, nelle piccole e nelle grandi cose. Mi manca il tuo dissenso misurato, ma affettuoso che spesso e volentieri si manifestava anche negli articoli su Primato, quando facevi il controcanto alle posizioni del sottoscritto che non condividevi. 

Portare avanti un progetto senza il tuo sigillo lasciava sempre la porta aperta a qualche interrogativo. E quando riuscivo a convincerti, la tua approvazione raddoppiava la soddisfazione. Eri la mia personale prova del nove.
Non può finire qui.

La vita dell'ASI andrà  avanti anche nel tuo ricordo. Il ricordo di un amico, di un professionista competente, di un uomo dalla grande dignità . Il ricordo del rispetto che si deve al coraggio del tuo  ultimo gesto, compiuto soprattutto per gli altri più che per te.

Il male che ti ha distrutto nel fisico, ma non nella mente ti ha fatto sentire un peso per la tua splendida famiglia che ti ha sostenuto sino all'ultimo momento. Ti sei percepito come un peso anche per noi dell'ASI e non perdevi mai occasione per rimettere il mandato, ricevendo in cambio il consueto vaffa.
Hai fatto tutto da solo e sono sicuro che lo hai fatto per i tuoi cari e per tutte le persone alle quali hai voluto bene.

Per questo non finisce qui. Non deve finire qui.
E' solo un ciao Alessandro. ASI proseguirà  anche nel tuo nome. E ti darà  tante soddisfazioni.

Ciao Yoghi! 
Il tuo camerata 
Claudio 

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